Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

La Rinascita
Il Direttore

Siamo rinati volendo essere foglio ma subito siamo diventati “ giornale” anche se in noi rimarrà la consapevolezza di essere un foglio di carta scritto male o bene ma un foglio. Ci interesseranno poco le immagini ma desideriamo le vignette per fare la satira; con cui scherzeremo e ci divertiremo insieme. Chiamiamo a questo compito tanti che conosciamo. I loro articoli saranno le vignette.
Altro esperimento è la storia dell’on –line. Un motivo in più per fare bene per creare discussione, partecipazione, interesse; ci rivolgiamo a tutti quelli che ci seguono nel sito web. Le nostre tesi non piacciono sicuramente a tutti; parliamone. Scrivete. Questo foglio è aperto. On-line funziona; grazie agli amici che lo sostengono. Sta ricevendo attenzione da amici, santorestesi e non. Il paese sta uscendo fuori; la sua capacità di critica seria ci tornerà sicuramente.
Gerardo Malatesta ci ricorda di non trascurare il dialetto e lo accontentiamo con un raccontino. Anzi nei prossimi numeri avremo degli appuntamenti mensili.
L’Intervento di Oreste Malatesta ha sollevato delle riserve; che abbiamo pubblicato.
Vogliamo ora dire due parole sulla guerra; NON CI PIACE!!!!!!!!!!!!!
Mario Bartoli, cresciuto a Soratte Nostro ci fa i complimenti e….forse disegnerà per noi.
Alberto Graia ci manda il racconto commovente di un capo Indiano che ha visto morta la sua terra; con l’arrivo dei bianchi. E ci vuole insegnare; ma caro Capo non c’è più nessuno disposto a sentirti. Specialmente di questi tempi.

A tutti nostri lettori; apprezziamo questa loro voglia di scrivere ma per permetterlo a tanti occorre essere brevi. Grazie

La lettera del Sindaco di Sant'Oreste al Responsabile di "Soratte Nostro Nuovo"

Caro Francesco
Ho letto con un certo stupore la lettera che vi ha mandato Oreste Malatesta e che è stata pubblicata senza che siano stati fatti accertamenti e riscontri per verificare se quanto dichiarato risulti vero.
La prima parte della lettera è la solita lezioncina che ci viene propinata da chi non vivendo la realtà del paese se ne fa una sua immagine e su questa costruisce teoremi senza fondamento. E’ facilmente dimostrabile che l’idea che ha l’Amministrazione Comunale in carica (anzi delle amministrazioni delle ultime quattro legislature) a proposito di ambiente, non è proprio quella che viene descritta come una sorta “di museo naturale”, che si contrappone ad ogni costo allo sviluppo. Anzi è vero esattamente l’opposto, che si sta tenacemente e testardamente lavorando per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente perché solo così si riuscirà a creare sviluppo e occupazione. Questa è l’impostazione che ci ha portato a firmare il 2 Agosto del 2002 L’ACCORDO DI PROGRAMMA CON LA REGIONE LAZIO, per favorire lo sviluppo turistico, nell’ambito del progetto VA.TE, nel territorio compreso nella media Valle del Tevere.
Arriveranno finanziamenti per valorizzare i nostri monumenti, i nostri centri storici, la nostra cultura, il nostro cibo, per fare del nostro territorio quello che sono riusciti a fare i Comuni Toscani e Umbri. Temi questi di grande attualità che non possono essere banalizzati come fa Oreste nella sua lettera.

La seconda parte della lettera mi ha francamente lasciato di stucco. Si afferma dapprima che è stato demagogicamente permesso un abusivismo di necessità (e questo è vero nel periodo che va dagli anni settanta ai primi anni ottanta) per affermare successivamente, utilizzando i verbi al presente, che i politicanti promettono agli "abusivi, strade, acqua e luce”, in cambio di voti.
Ora io vorrei precisare che sono in amministrazione comunale dal 1990 e che tutte le Amministrazioni che si sono succedute alla guida del Comune sono state inflessibili con gli abusivi, tanto che il fenomeno dell’abusivismo selvaggio, così come lo abbiamo conosciuto nel periodo nero della nostra storia, è pressoché scomparso. Mi trovo costretto ad avvisare, tramite il Vostro giornale, l’autore dell’articolo che o ci saranno precisazioni che rendano più chiaro il suo pensiero, o sarò costretto a tutelare la mia onorabilità e quella delle passate Amministrazioni nelle sedi opportune, dando all’amico Oreste ampia facoltà di prova.

Ringrazio per lo spazio che avete voluto accordarmi.
Sant’Oreste 15/2/2003

P.S.
Vorrei segnalare all’amico Oreste che a Fontanenuove dove abbiamo i pozzi idrici da parecchi anni non ci sono più fogne a ciel “sereno”. Ma è stato realizzato, dopo circa cinquanta anni di inquinamento, un depuratore.

Intervento denuncia dei giovani
Acqua Maria Giovanna
Zozi Maria Francesca

Dove sono finiti i numerosi giovani che volevano partecipare alle iniziative proposte dalla nascente Associazione Giovani Soratte??
A distanza di tre mesi dall’inaugurazione dell’Associazione Giovani Soratte, la partecipazione da parte della popolazione giovanile di Sant’Oreste non è stata rilevante. Nonostante la proposta di diverse attività culturali, educative e ricreative gli unici ad essere interessati a riguardo sono stati soltanto una piccola parte della gioventù locale. A questo punto sorge spontanea la domanda: perché ??????
I ragazzi dell’Associazione si sono impegnati per la creazione di uno spazio a loro dedicato e che vede la loro diretta gestione. In un paese come Sant’Oreste che offre pochi punti di ritrovo per i giovani, queste iniziative avrebbero dovuto essere interessanti e stimolanti.
Nonostante la scarsa partecipazione il gruppo giovanile continuerà ad andare avanti e cercherà di assumere una posizione sempre più rilevante nella realtà del paese.

La risposta di Francesco Zozi al Sindaco del Comune di Sant'Oreste

Caro Mario lasciamo stare quel prof, che è uno scherzo, ripetuto, di un redattore.Peggio fece il prete di Ponzano che in un manifesto, per una conferenza mi diede del Dottore, pretendendo che li mettessi a Sant’Oreste. Comunque mi dicono che c’è chi in fatto di titoli non ci va leggero. Comunque non è questo quello che volevo dire, ma che questo giornale è aperto e non cerca la polemica ma un confronto serio con tutti quelli, che anche se da lontano. amano questo paese. Noi questo giornale on-line lo facciamo anche per questi e ce ne vengono tante di attestazioni. Facciamo un po’ come fa con le sue lettere ai Santorestesi in Italia, il Comitato Madonna di Maggio.Quindi caro Sindaco pubblicheremo la tua lettera, sicuri che Oreste non abbia voluto fare alcuna denuncia e che comunque vorrà lui stesso spiegare il senso della sua posizione.
Concludiamo dicendole che questo foglio avrà sempre un’attenzione particolare ad uno sviluppo ecocompatibile ed ad una ripresa delle nostre tradizioni ed alla difesa del nostro patrimonio storico artistico.
Nella storia di questo giornale ci sono le prove e le tracce di tutto quello che vogliamo continuare a dire.
Aspettiamo in uno di questi numeri un suo saluto, ai nostri lettori.

Cordiali saluti - Francesco Zozi
Sant’Oreste 17/2/2003
La recinzione
La recinzione della strada all’interno della zona demaniale sta andando avanti Il prossimo 18 Marzo sono 2 anni dalla riconsegna.Le cose stanno andando avanti grazie a determinazione.
Istituzioni
Taliarco

Passeggiando per il paese mi sono fermato davanti alla bacheca di AN alla Spiazzetta. Una lettera del consigliere regionale di AN al coordinatore del circolo di Sant’Oreste comunicava che la Regione aveva impegnato 250.000 euro per il teatro, finalizzati al superamento delle barriere architettoniche. Bene! Mi sono detto, soldi utili per la nuova struttura di cui tutti siamo orgogliosi. Poi, leggendo bene, vedo che il Rampelli dice che la Regione darà questi soldi, “anche se l’Amministrazione del paese non ci è amica”. Amica!! Alla Regione ci sono gli amici e i nemici. Ma la Regione non è un’Istituzione democratica, cioè di tutti, cioè non proprietà di chi la amministra pro tempore? Già c’era stato quel Lollobrigida (consigliere provinciale di AN) che aveva minacciato di non far venire più una lira a Sant’Oreste, dimostrando anch’egli un alto senso delle istituzioni pubbliche!!
Un po’ disgustato, un po’ divertito, sono andato al bar. Lì ho trovato il nuovo giornaletto del Comune: Il Perimetro; finalmente, mi sono detto, l’Amministrazione informa i cittadini, come è suo dovere, sulle delibere di Giunta e di Consiglio, sulle autorizzazione, sui progetti… Ottima cosa, in democrazia i cittadini devono essere informati. Ma poi, ho letto le prime pagine, bellissime, contro la guerra in Iraq, per la pace. Bellissime, ma non molto coerenti con l’obbligo del Comune (come della Regione) di essere un’Istituzione pubblica, di rappresentare tutti.

Risposta della redazione
Bene Taliarco giri per il paese. Ci aspettiamo una cronaca di tutto quello che si scrive, si dice, si fa e succede sulle strade e sulle piazze, indossando sin da adesso elmetto, maschera antigas ed ogni quant’altro la protegga. Se servono anche le ghette. In tempo di guerra……

L'isola del giorno prima
Roberto De La Grive

"Eppure m'inorgoglisco di questa mia umiliazione, e poiché a tal condizione sono condannato, quasi godo di un'aborrita salvezza, sono a memoria d'uomo, l'unico essere della nostra specie, ad aver fatto naufragio su di una nave deserta.". Così inizia un romanzo di Umberto Eco, descrivendo sinteticamente, dopo varie peripezie, il viaggio di un giovane naufrago del XVII secolo della nostra era.
Parafrasando e sostituendo, la "nave deserta" con "Sant'Oreste", probabilmente saremo in presenza di un comune sentire, di una larga fascia della popolazione giovanile, di questo "ridente" paesino, alle pendici del Monte Soratte.
L'Orgoglio, la salvezza, il naufragio, tutto sembra richiamare e descrivere, l'odierna società del piccolo borgo, ma ..., proviamo ad approfondire, a capire, la percezione che se né ha tra i giovani ed i meno giovani.
L'Orgoglio, di cosa? per cosa? forse del luogo di cui si è nativi? della particolare orogenesi del territorio? delle bellezze naturali? oppure, della tempra, dell'unicità, che queste rocce sembrano infondere in ogni suo figlio? Difficile rispondere, difficile capire, eppure il comportamento comune sembra portare a tutt’altre conclusioni. Sono pochissimi, coloro che si occupano della protezione e salvaguardia ambientale, la Riserva Regionale istituita nel 1997, sembra più un fastidio che un punto di orgoglio, il territorio, l'arredo urbano, viene stravolto e depredato giorno per giorno, il radicamento e l'attaccamento a questi luoghi, non ci fa' proprietari, non da il diritto di stravolgerli, ferirli, degradarli, ma semplicemente di amarli e proteggerli. La pretesa unicità, che queste pietre ci infondono, va' dimostrata, va' curata, va' meritata, non è un dono divino trasmissibile di padre in figlio, che permette di calpestare impunemente le regole elementari del vivere civile e/o mostrare con "orgoglio" la propria maleducazione ed ignoranza, questa è l'unicità degli imbecilli, dei cretini, non certamente dei figli di queste adorate rocce.
La salvezza, da cosa? da chi? forse dagli imbecilli di cui sopra? dall'appiattimento sociale esistente? dal senso di oppressione, chiusura, solitudine, che sembra aleggiare su questo microcosmo? Che Dio ci liberi dagli imbecilli e dai cretini, ma, non credo sia il caso di scomodare cotanto potere, quando potremmo farlo noi stessi, con un po' di buon senso. Certo, il mondo sembra posseduto dalla ricchezza effimera, dai professionisti del far niente, dai cultori dell'apparenza, che nascondono il loro verminaio con una passata di belletto ed altri accessori, che non affrontano i problemi ma li aggirano, che si presentano in modo brioso e spiritoso, con battute e lazzi, certamente più semplice e meno impegnativo, che dare un senso compiuto ai propri discorsi, esprimere le proprie sensazioni, i propri ideali, confrontarsi con gli altri. Il confronto con gli altri, ecco, cosa provoca l'appiattimento sociale, il mancato confronto, la paura, la consapevolezza, l'invidia di non avere la capacità, la competenza, la personalità, la rettitudine, l'onestà intellettuale e non, la moralità che può avere il nostro vicino. Il confronto, non deve essere una sfida, e il modo civile per crescere, per capire, per sentire, per aiutare il nostro vicino, il mancato confronto, sovente serve a nascondere le proprie debolezze, le lacune, a non riconoscere ad altri, le qualità, le capacità, il rispetto, che normalmente vengono riconosciute a persone che non si conoscono, per il semplice fatto che non ci sarà confronto, non si ha la paura di essere smascherati, non si ha invidia. Il senso di oppressione, della cultura gretta ed imperante, in un piccolo centro, l'autarchia culturale esistente, pregio e difetto della provincia, croce e delizia, tradizione ed arretratezza. Tutto questo, si può trovare nel linguaggio usato in un piccolo borgo, nel nostro caso il dialetto, ma che "dialetto", la nostra è la lingua ufficiale del Paese-Stato, l'italiano è stato degradato, o molto probabilmente mai assurto, a livello di seconda lingua ed in alcuni casi di terza. Capisco che è un male tutto italiano, capisco che la difesa della tradizione, della cultura locale è cosa quantomeno doverosa, e come tale, degna di attenzione e protezione, ma, tutto questo non fa' di noi una specie protetta, chiusa in un'irreale campana di vetro? non genera nei nostri giovani, una fatica ulteriore alle relazioni ed al confronto esterno? Questa autarchia culturale, non provoca una chiusura pressoché totale, sulla cultura delle cosiddette civiltà evolute? siamo sicuri che questa opprimente chiusura, non porti i nostri giovani ad apprendere i modi e gli elementi negativi e degradanti della grande città? di una cosa si può esser certi, la Storia in questo è maestra, non esiste democrazia, non esiste libertà, non esiste rispetto per sé e per gli altri, non esiste giustizia, non esiste benessere economico duraturo, se non in presenza, di una crescita culturale della società. Sbaglio o il nostro è uno dei paesi della provincia, che ha il più basso tasso di scolarità?
Il naufragio, dove? come? nel mare dell'indifferenza? nei sogni e nella vita? Arduo dare risposte, arduo capire, forse i naufraghi siamo noi, i cosiddetti benpensanti, coloro che credono nella cultura, nel dialogo, nel lavoro, nella libertà, nel rispetto delle idee altrui, nel mantenimento delle regole di una convivenza civile, nell’essere e non nell’apparire, forse siamo talmente presi nel considerare intoccabili ed inattaccabili questi assiomi della vita, che in modo tronfio e supponente, ci poniamo di fronte ad una società che cambia così velocemente da non riuscire più a capirla, sentirla propria, non riusciamo a sentire, a capire, il grido di dolore, la richiesta di aiuto che i nostri giovani giorno dopo giorno ci chiedono. Forse lo specchiarci, in modo vanitoso ed egoistico, in questi nostri bei principi, ci ha reso sordi, incapaci di confrontarci, di parlare, di trasmettere queste verità fondamentali della vita ai nostri giovani. Scusateci se abbiamo soddisfatto soltanto il nostro intelletto, perdendo di vista i nostri dolci valori.
Arcipelago delle Fiji, li 6 febbraio 2003

Risposta del Direttore
Caro Roberto all’arcipelago come si sta?.Qui, se non fosse il freddo, si starebbe bene. Abbiamo molte di quelle cose che dici; è un discorso talmente lungo e talmente bello che meriterebbe una discussione politica e sociale di tanta gente; di tutta la nostra gente. Staremo a vedere.

Il dialetto
Francesco Zozi

A pianta da cerasa ‘miriaca.
“ Na vecchia eva buttatu un boccale i vinu sciacquatu li co una pianta da cerasa. U ghiornu doppu quanno atè ita a magnà na cerasa a sentitu che sapeva i vinu. Così ha biastimatu perché l’era nati a pianta da cerasa co u vinu.Invece u ghiornu appete biastimò S.Biaciu dicenno che l’eva fatti nasce a pianta de a cerasa mmiriaca. Misa propriu che miriaca cera diventata essa solu sentinno a puzza.”

Direttore Artistico del teatro

Sereno Variabile ha annunciato che il futuro Direttore artistico del teatro sarà il nostro concittadino Paolo Ferrari.
Il servizio televisivo ha sollecitato molti a visitare il Soratte ed i siti sul paese di Sant’Oreste.

Da comunicare sono gli interessanti servizi sul Corriere del Tevere e di Avventura Soratte su Magellano.
Vogliamo continuarlo a chiamare “ GIARDINO DE MONICHE”. Intere generazioni lo hanno conosciuto così, vi sono cresciute e crediamo che vogliano chiamarlo ancora così.
Articolo su "cronache mediovali"

Importante articolo della Dott.ssa Nadia Bagnarini sul quadrimestrale "Cronache medioevali". Il suo intervento riguarda la storica chiesa di S.Silvestro al Soratte sempre più oggetto di visite guidate curate da un gruppo di giovani dove è impegnata a dare il suo competente contributo la nostra amica Nadia.Il progetto di accoglienza turistica è curato dalle Associazioni Avventura Soratte, Pro Loco con la partecipazione della Provincia di Roma.

Scherzi a parte
Francesco Zozi

Consiglio comunale con....
Guantoni, paradenti ecc. Questo dovrà essere il nuovo corredo del Consigliere? Lo sentivamo dire in giro con tanta tristezza, in qualcuno compiaciuta, dopo i fatti ultimi.L’aula nuova di Palazzo Santacroce che ospitò le storiche vicende dello Statuto Comunale, non dovrà diventare “offesa al reggimento delle cose statutarie con ationi che offendono la civile convivenza della Comunità”. Pressappoco così avrebbero scritto, i nostri avi, nello Statuto del 1576.E nel ricorso della pubblica minoranza si legge della violenta aggressione usata nei confronti della ricorrente.Perciò si pone il problema di una riforma statuaria che sanzioni e prevenga fatti di certo genere.
Subito affrontò il problema il Consiglio dei quaranta convocato dal podestà.
”Durante il tempo della Podestate de Marius de Segonis.sentito l’ecc.mo Auditore dell Arcivescovus Rev.mo Mons Divus de Civitate Castellanis, fuit convocatus il Consiglio delli Quaranta. Aperta la seduta invocando i santi Tutelari, Surrexit de Podestate informando i consiglieri di quanto successo, et invocando una riforma statuaria che punisse chi osasse proferire parole ingiuriose o minacciasse altri, con mano. Surrexit messer Peppe de Ricciotto che con voce suadente dixit che il Conseglio de quaranta non poteva non sanzionare tale comportamrento et che nella riforma fossero stabilite le pene che si andavano a stabilire,interrogando il podestà su quali pene si sarebbe espresso. ”Il Conseglio propose l’esilio per chi si fosse macchiato di reato con mano vacua, carcere con mano armata. Insulti o altre parolaccie erano puniti con la sospensione per qualche seduta dal Consiglio.” Surrexit, in continuatione di seduta, il consegliero Menichello per dichiare pubblicamente il suo voto in favore della riforma. De lo stesso parere il consegliero Paolutio.Il consegliero Caccia non partecipò al voto perchè malato.La Consegliera ser Betta de la Caccia voto’ con molta decisione l’esilio o il carcere.” Le proposte furono approvate all’unanimità dai presenti. (da la riforma Statutaria del 1579-A.C).
Il giorno dopo un bando,affisso nei luoghi soliti, annunciava al popolo la riforma. Scherzi a
parte.

La villa del Giardino
di Marco Ciampani

Il Jones attribuisce alla Villa il numero 127 nella sua carta archeologica “La terrazza superiore copre un’area di 20 x 70 metri, quella mediana (sulla quale si trovano la maggior parte dei resti) misura più o meno 40 metri ed è sposta sull’angolo orientale della terrazza minore. La linea di demarcazione tra la terrazza mediana e la superiore era formata da una cisterna, divisa in compartimenti, ciascuno di 5,20 metri di lunghezza, con arcate spesse 1,25 metri. Le mura esteriori sono costruite in calcare grezzo, mentre l’interno è ricoperto di opus signinum da una parte all’altra. 12 metri sotto un crollo ci sono resti di un’altra cisterna. I muri addizionali sono in laterizio ed il loro spessore (5 corsi di 25 cm), fanno ipotizzare una datazione al II secolo D.C. Vi sono nel muro sud-est costruzioni di congiungimento che mostrano come il complesso continuava a sud, e la fondazione delle numerose camere possono trovarsi nel pavimento che corre dietro il sito. Sotto l’ultimo gruppo di cisterne, comunque casualmente è stata scoperta un’altra cisterna.” Il Jones spiega la presenza di tutte queste cisterne: “Sta nel fatto della caratteristica presenza di calcare sul Monte Soratte; il muro meridionale della Villa del Giardino restituisce sul corso più basso un muro romano, che contiene almeno due nicchie semicircolari (Ninfeo?). L’assenza di ceramica a vernice nera e l’uso dell’opus reticolatum in calcare, fa pensare che l’originale fondazione della Villa appartenga al I secolo D.C.”
Anche lo Zozi ed il Balerna si sono occupati di questa Villa: “E’ conosciuta come Casa della Regina. Vi sorgeva una Villa, con pavimenti a mosaici a disegni geometrici di pregevole fattura e perfettamente conservati; pareti affrescate con figure mitologiche femminili”.
Il Gazzetti ha individuato sulla terrazza superiore un mure che “sostiene gli ambienti residenziali della Villa, di cui rimangono alcuni vani nella zona termale con tracce negli ipocausti (muratura a forma cilindrica per uso termale) e dei pavimenti a mosaico nella sale. Il terrazzo inferiore di cui sono visibili solo le sostruzioni, era probabilmente destinato a sorreggere il giardino della Villa.”
Questo importante complesso potrebbe essere il nucleo di un parco archeologico che comprenda gli eremi e le chiese del Monte Soratte. L’importante è che la Villa del Giardino torni ad essere fruibile da tutti i visitatori di Sant’Oreste. Due le possibili soluzioni: 1) fare della Villa parte della Riserva Naturale del Monte Soratte; 2) pulire la Villa della vegetazione che copre i resti archeologici per realizzare la planimetria.

Per chi volesse approfondire la redazione consiglia la consultazione del libro “Carta Archeologica della zona del Soratte e dell’Etruria meridionale” disponibile presso il centro informazioni della Riserva Naturale del Monte Soratte.

MAPPA DELLA VILLA GIARDINO

Viabilità
La redazione

Nella serata di sabato 1-3-03 si è verificato l’ennesimo incidente automobilistico nella curva dietro la tenuta di Pino il Veneziano (strada provinciale da Sant’Oreste città alla stazione). Una Fiat Panda con due ragazzi a bordo sono andati fuori strada dopo aver letteralmente volato per 3/4 metri schiantandosi nella corsia opposta; fortunatamente non hanno riportato lesioni. Si richiede alle Autorità competenti (Provincia, Comune) un intervento di segnaletica o di limitazione di velocità (dossi artificiali) onde evitare che si ripetano incidenti simili in futuro.

Programmi ed attività
La redazione

La festa della Madonna di Maggio rappresenta, sin dal 1814, un appuntamento importante per tutta la Comunità che si trova unita come in nessuna altra occasione e sà accogliere le centinaia di pellegrini e visitatori che affollano il paese nei 2 giorni di festa. Quest’anno la chiusura del mese Mariano si terrà Sabato 24 e Domenica 25; quindi le manifestazioni si terranno in questi 2 giorni; soprattutto la Fiaccolata in onore della Madonna che concluderà la lunga e solenne processione, lungo la strada addobbata di archi, fiori e luci. E dopo il saluto alla sacra immagine, un grandioso fuoco artificiale saluterà i presenti e darà l’appuntamento al 2004, per i 190 anni della festa.
IL COMITATO SALUTA TUTTI COLORO CHE DA PIU’ PARTI D’ITALIA SEGUONO QUESTA FESTA INVIANDO I CONTRIBUTI CHE LA SOSTENGONO E RINGRAZIA TUTTI COLORO CHE INVIANO CONTRIBUTI PER LA FESTA.
Questo il conto corrente per fare il versamento:

COMITATO FESTEGGIAMENTI MADONNA DI MAGGIO
C/C 40972002

Gli extra comunitari un tesoro del Soratte
Oreste Malatesta

Silenziosi, dignitosi e schivi, li incontri la mattina presto o la sera, sul pulman o sul treno.
Non frequentano i bar, ma lavorano per pochi soldi al giorno. Per la loro famiglia e per i loro cari che hanno lasciato in patria.
Sono gli extra comunitari (in prevalenza slavi) che vivono a Sant’Oreste. Un tesoro talvolta non apprezzato: utilizzato non apprezzato.
Non viaggiano in automobile perché non possono avere documenti. Non esistono perché sono irregolari. Abitano le nostre case e pagano puntuali l’affitto.
Vestono per coprirsi e spendono per mangiare il necessario. Come i nostri padri e le nostre madri di un tempo.
A me è capitato di parlare con uno di loro, sul treno della Roma Nord. E mi ha confidato: “Lavoriamo in nero per 30 35 Euri al giorno. Ci utilizzate per costruire le vostre case, per lavorare i vostri campi. Poi ci dimenticate. Poi ci chiamate di nuovo quando avete bisogno, sapendo che noi con pochi soldi siamo disposti a fare i lavori più duri. Ma quando ho chiesto di diventare regolare, secondo la vostra legge, nessuno ha voluto dichiarare che ho lavorato per voi. Ci avevano detto che in Italia c’è la solidarietà. Ma non vi fidate di noi perché qualcuno di noi è delinquente. Ma gli italiani sono tutti onesti?”.
Sul sito di Perticone c’è un link dedicato ai santorestesi emigrati in America negli anni 1892 – 1924. Doveva essere gente come gli extracomunitari che ospitiamo.




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