Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Alberto Graia
La bretella

Ci scrive molto preoccupato l’amico Alberto Graia: vuole “cercare di capire se è possibile fare qualcosa per questa maledetta bretella (strada di collegamento dal casello). Ho incontrato già i ragazzi di Avventura Soratte, mi sembra che tutto sia nel limbo, e questo sicuramente rafforza il versante opposto. Politicamente come saprai quella strada è ben appoggiata, ma credo che si potrebbe far sentire la voce di chi ama questi luoghi, di chi vede questa strada come un’orrenda offesa al paesaggio. Non so che studi sono stati fatti sul progetto, non so se è stata fatta la valutazione di impatto ambientale da parte della commissione V.I.A.”

Noi abbiamo risposto ad Alberto dicendo che ci giungono notizie dalla Commissione per il Piano di Assetto che manda anch’essa messaggi di attenzione per uno sviluppo frettoloso e caotico che si curerebbe poco dell’impatto ambientale. La stessa Commissione ha rivisto l’esclusione dall’area protetta della macchia della crocicchia che permetteva il passaggio di quella ”bretella”. Quindi qualche cosa si sta muovendo. Dobbiamo insistere ancora per non dare l’impressione che non si voglia bloccare niente. Noi siamo per uno sviluppo eco-compatibile e per la cultura del patrimonio artistico e storico da salvaguardare e da offrire come alternativa ad altri sviluppi che farebbero terra bruciata per mettere al primo posto il profitto. Speriamo che qualcuno abbia un progetto preciso, dove si dica: lì può andare questo, li può andare quest’altro, là può essere messo questo, con un filone di coerenza che colleghi i siti e che risponda ad un problema di fondo: che vogliamo farne di questo Paese? La Commissione provinciale del Piano di Assetto della Riserva Naturale, come dicevamo, si è già espressa. Sicuramente verrà ascoltata.
Oreste Malatesta
Sviluppo e tutela dell’ambiente

La legge quadro 394 del 1991 e le successive norme dettate in materia di tutela ambientale hanno affermato un principio che dovrebbe valere in ogni punto del territorio nazionale: lo sviluppo deve esser compatibile con il rispetto dell’ambiente.
Come è noto il principio affermato dal legislatore va attuato nelle singole realtà territoriali, tenendo conto delle caratteristiche culturali della gente che vi abita, della vocazione naturale del territorio, delle situazioni economico – politiche presenti.
E poiché non esiste una ricetta applicabile in modo identico a realtà sociali differenti, là dove si è tentato di realizzare uno sviluppo compatibile con la tutela dell’ambiente non sempre gli esiti sono stati felici. Ed anche là dove i risultati sono stati sostanzialmente positivi si sono riscontrati errori e deviazioni.
L’importante è cominciare, senza avere la pretesa che il modello che si intende adottare sia l’unico possibile e che esso non possa essere modificato nel corso della sua attuazione. Sarà pure inevitabile che una errata idea di sviluppo entri in conflitto con un’altrettanto errata idea di tutela dell’ambiente.
A me sembra che, troppo spesso, una concezione di ambiente sentito come museo naturale (invece che habitat di vita), si sia contrapposta allo sviluppo; cosicché molti uomini che vivono e producono hanno ritenuto le preoccupazioni ambientaliste in contrasto con il loro impegno di miglioramento della condizione economica e sociale della gente. Ciò ha ingenerato una contrapposizione che nuoce alla tutela dell’ambiente, ritenuta una esigenza di pochi fissati, ed una tolleranza ingiustificata nei confronti di chi non lo rispetta.
Ad esempio a Sant’Oreste, mentre da una parte si rimane arroccati alla concezione di un ambiente da tutelare a tutti i costi, dall’altra si è lasciato sviluppare un ingovernato ed incontrastato abusiamo edilizio. Di cui si tace, in quanto tale fenomeno ha coinvolto praticamente tutte le nostre famiglie (di destra o di sinistra).
Basta girare per le strade principali (dalla Flaminia alla Civitellese) o per le strade di campagna per constatare lo scempio dell’abusivismo edilizio. Circa l’80 % delle nuove costruzioni (case e villaggi), sorte negli ultimi 30 anni, sono abusive, irrispettose della destinazione agricola dei luoghi in cui sorgono e dei piani regolatori del comune: molte di esse sono entrate nella legalità in forza della sanatoria berlusconiana del 1994.
Ma ciò pone gravi problemi ambientali, in quanto le case e i villaggi, ancorchè sanati, continuano ad essere carenti dei servizi di urbanizzazione primaria (fogne e strade), che gli abusivi edificatori vorrebbero porre a carico del Comune, vale a dire a carico della comunità (mentre chi ha edificato nella legalità ha contribuito alle opere di urbanizzazione primaria).
Tra l’altro le fogne a “ciel sereno” spesso scaricano i loro rifiuti in zone che meriterebbero una tutela assoluta e primaria: si citano ad esempio le fogne che scaricano in zona Fontanenove, e che inquinano la fonte che approvvigiona di acqua il paese.
Credo che la prima emergenza ambientale, presente e reale, sia quella dell’abusivismo edilizio, cui nessuno, però, ha mai cercato di dare soluzione.
Anzi, quello che a Sant’Oreste è la norma (l’edificazione abusiva in vista di sanatorie) in altre parti d’Italia non sarebbe affatto tollerato. Mi riferisco, ad esempio, all’Emilia Romagna ed alla Lombardia, ove le locali autorità (di destra o di sinistra) hanno messo a punto efficaci strumenti di governo del territorio che permettono di monitorare e punire ogni abuso.
Invece da noi l’abusivismo è moralmente giustificato dalla carenza di alloggi e la sua tolleranza ha favorito fenomeni del peggiore clientelismo politico ed elettorale: i politicanti promettono agli abusivi strade, acqua e luce a carico della comunità, in cambio di voti.
Se questa è la logica, sarà difficile immaginare uno sviluppo equilibrato e rispettoso del nostro ambiente, così come paventa Franco Zozi nel suo articolo del n. 1 di Soratte Nostro, che condivido pienamente.
Taliarco
Grazie Grazia

Grazia, la giovane signora che lavora al bar Nonna Rosa in Piazza Principe di Piemonte, intervistata da Osvaldo Bevilacqua, per il servizio su Sant’Oreste, mandato in onda su RAI 2 il 28 e 29 gennaio, nella rubrica Sereno variabile, alla domanda: “Che c’è di bello A Sant’Oreste?”, ha risposto elencando alcuni dei nostri beni architettonici più significativi. “Ma che c’è a Palazzo Canali?” ha chiesto il giornalista, e lei: “…si sta allestendo un museo, poi c’è una preziosa croce di bosso, poi un’aquila del Monte Soratte”. Grazia non ha detto che a Sant’Oreste bisogna venirci, perché c’è l’aria bbona (o bella) ma ha ricordato che nel nostro paese ci sono bellezze degne di conservazione e di osservazione. Grazia ci dà speranze per il futuro
Francesco Zozi
Monastero Santa Croce

Finanziato dalla Provincia un progetto che completa, in parte, il recupero del Monastero di Santa Croce. Dicevamo “in parte” perché mancano ancora i sotterranei dell’ala destra del Monastero, importanti per rendersi conto della solidità e utili per rendersi conto dei locali esistenti, completamente sotterranei.

Chiediamo che si richiedano contributi per gli eremi del Soratte. Stanno cadendo.
La redazione
Villa del Giardino

E’ DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE UNO SCOOP SULLA VILLA DEL GIARDINO.
SONO DECINE DI FOTOGRAFIE PERVENUTOCI IN MODO ANONIMO CHE CI RACCONTANO DELL’IMPORTANZA DEL SITO.
La pubblicazione è dedicata ai cultori del bello, agli appassionati di Archeologia ed alle istituzioni.
Gioele
Le feste di febbraio

Bello e accogliente il centro storico di Sant'Oreste durante le feste natalizie. Tante luci e addobbi originali grazie all'iniziativa del Comune e dei commercianti che hanno proposto una veste insolita al borgo rispetto agli ultimi anni. L'Epifania,che tutte le feste si porta via,ha lasciato però al centro storico una parte degli addobbi per tutto il mese di gennaio e chissà per quanto tempo ancora. Quanto è difficile e faticoso riconsegnare la sobrietà al borgo dopo i giorni di festa! Mancanza di tempo e di energie dopo gli sforzi compiuti a mettere, allestire, sull'onda dell'entusiasmo per aver ideato un addobbo originale. Onore al Comitato Madonna di Maggio che già dal lunedi' successivo alla festa riconsegna Sant'Oreste così come lo ha trovato.
La redazione
Gemellaggio con Begues

GIACOMO l’amico di Begues è stato tra noi. Si è incontrato con gli amici di Sant’Oreste, con il Comune per mettere in programma nuove iniziative che rafforzano il valore di due paesi gemellati nel nome di una Riserva Naturale.
La redazione
Appuntamento all'eremo di Santa Romana

Domenica 23 febbraio si festeggia Santa Romana e sarà, tempo permettendo, l’occasione per andarci. L’eremo, nella sua struttura essenziale, la chiesa rupestre, resiste ancora; il luogo è molto visitato. Diciamo che è uno dei luoghi più suggestivi della Riserva Naturale ed importante per la nostra tradizione religiosa. Qui la giovanetta di Todi si ritirò per vivere la sua esperienza cristiana. Da qui il rapporto con il Papa Silvestro rifugiatosi sul Soratte, ricco di leggende che la fantasia popolare ha ampliato proprio a testimoniare l’affetto per la giovanetta umbra che pur ricca sceglie di vivere in una spelonca. Già dallo scorso anno erano tornate a fiorire le rose.
Dr. Marco Ciampani
La Grotta di San Silvestro

Questa si trova tra Sacrofano e Castelnuovo e il “Degli Effetti” dice di questo ipogeo paleocristiano: “… tra Castelnuovo e Sacrofano vi è il Monte di San Silvestro ove è tradizione che il detto pontefice Silvestro da principio si ritirasse presso il tempio sotterraneo di San Tolomeo, mandato da San Pietro, vicino Bel Monte dove ancora oggi è un altare e una immagine di San Silvestro con quelle dei SS. Tolomeo e Romano, vescovo di Nepi, e si crede che i medesimi vi celebrassero e battezzassero”. Secondo il “Degli Effetti” San Romano morì martire assieme a San Lorenzo nel 258 D.C., altri lo vogliono vescovo di Nepi nel I secolo D.C.
La Grotta si trova sulla spalla meridionale del Monte San Silvestro. Un corridoio sotterraneo porta in una saletta quadrangolare, dal soffitto piatto, posto alla stessa quota della volta del cunicolo. La parete opposta all’accesso del cunicolo appare scavata in epoca recente. L’ipogeo fu interrato nel corso degli anni. Tracce di un altare ricavato forse nella roccia viva, ma poi demolito quando la cavità, in questi ultimi secoli, cessante la secolare devozione, ha finito di divenire ricovero di pecore. Gli ambienti sono intonacati; si vedono figure affrescate, ma ormai irriconoscibili.
La redazione
Novità editoriali

E' stato pubblicato il nuovo libro del Dr. Marco Ciampani “Carta archeologica della zona del Soratte e dell’Etruria meridionale” (253 pagg. con allegata una mappa archeologica, foto e piante topografiche) che raccoglie uno studio sulle emergenze archeologiche, gli antichi culti preromani, romani e cristiani, le chiese e gli eremi del Monte Soratte, la viabilità romana e medievale, l'incastellamento, la carta archeologica di Civitella, Castelli, Torri e Case Torri.

LEGGETE IL LIBRO DEL DR. MARCO CIAMPANI

ANCORA DISPONIBILE PRESSO LA PROLOCO DI SANT'ORESTE

Il direttore
Il foglio è andato

Bene il foglio è andato; già abbiamo ricevuto qualche lettera che come promesso pubblicheremo. E non ci fermeremo a pensare, anonima o firmata con uno pseudonimo. In questo caso la lettera può fare discussione e lanciare un problema. Quando si dovesse trattare di denunce il problema cambia. PERO’ SCRIVETE FIRMATE E LEGGETE. Se ci fosse qualche disegnatore e ci mandasse qualche satira sarebbe ben accolta.
Oggi Soratte Nostro Nuovo sarà nelle vostre case e vi dirà sicuramente qualche cosa che altri non dicono o, ad alcuni non dirà niente. L’importante che una voce libera arrivi dappertutto.

Il giornale ha due strumenti importanti; il sito della Associazione Pro Loco; il sito naturalistico culturale di Avventura Soratte. Entrambi sono le nostre pagine culturali; basta sfogliarle per approfondire le proposte che fa il giornale; quindi due grandi risorse per fare informazione cultura e promozione.

Proloco Sant'Oreste
Taglio delle canne
Domenica 16-23 Febbraio 03:
Appuntamento e partenza Alle ore 7.00 a Porta Valle



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