Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE
“ULTIME SULL’OUTLET E ..DINTORNI”
Riceviamo e pubblichiamo dal Consigliere Comunale Amedeo M.Ortolani
 
 “Abbiamo incassato 50 e stiamo rifacendo il paese! Non ci importa se avremmo potuto incassare 100! Se qualcuno l’ha fatto, buon per lui! Ha il diritto di farlo.” Queste parole di Titti (Menichelli Sergio) chiudono per me, la questione outlet o Ognissanti. E la nuova “venuta”: l’EXPO provinciale! Se a S.Oreste sta bene così,   non   vedo   perché io  debba   continuare  una battaglia che sembrerebbe contro tutti e a favore di nessuno. Con una premessa, che fra l’altro, ho fatto verbalizzare nell’ultima riunione del Consiglio Comunale, che cioè, il mio Gruppo non è contrario all’outlet o all’Expo. È contrario a come sono state trattate le due operazioni. Ma prima di chiudere la mia “battaglia”, desidero procedere ad un riassunto degli avvenimenti.
L’OUTLET. Tutto comincia il 26-3-2001 con una proposta della Ognissanti Costruzioni srl al Comune di S.Oreste di cambiare la destinazione di un’area di proprietà comunale da artigianale-industriale a commerciale. La proposta viene recepita dal Comune, soprattutto in vista di vantaggi relativi all’occupazione. Il consiglio Comunale adotta la variante al Piano Particolareggiato l’08-04-03. Sindaco e Regione firmano l’accordo che l’approva. Il 24-11-03, contratto definitivo tra Ognissanti e Comune per 3.847.198 euro. Il 26-11-03 Ognissanti chiede di essere autorizzato a vendere alla Stores. L’01-06-04 Ognissanti vende alla Stores per 12.604.000 euro solo il terreno relativo all’outlet. A lui rimangono circa 7 ettari destinati a Zona industriale, all’Hotel e al Centro Congressi. L’OCCUPAZIONE. Nel Marzo di Quest’anno, nel corso di una riunione della Commissione Commercio, Artigianato, Agricoltura, Attività Produttive. Il Sindaco dichiarò che i lavori dell’outlet sarebbero terminati nel Settembre 2006. Sarebbero state assunte 800 persone, 400 al termine dei corsi. Auguri! L’AFFITTO. Poi è venuta la questione dell’affitto dei terreni di proprietà comunale alla Stores. Nella delibera del Consiglio Comunale del 23-03-03, anche da me improvvisamente approvata, si parla di 22 ettari, mentre nella relazione tecnica allegata gli ettari sono circa 38. Il reddito che ne ricaverà il Comune (151.000 euro il primo anno e 88.000 euro per gli anni successivi) sarà pari al mancato introito per l’attività agricola. Il fatto è che l’uso che ne farà la Stores: smaltimento e deposito della terra derivata dagli sbancamenti relativi ai lavori per l’outlet, procurerà alla Stores stessa un beneficio di parecchie centinaia di migliaia di euro (o milioni?) che avrebbero potuto far scattare nei calcoli per l’affitto altri e più congrui parametri. EXPO. E chiudiamo in bellezza con la Zona Espositiva prevista dalla Provincia di Roma, indubbiamente una buona cosa. Ma anche un bel regalo a Ognissanti: quei terreni a destinazione industriale che con tanta felice intuizione si era tenuti, saranno… promossi! Diventeranno, quanto meno, a destinazione commerciale. Dai 10 milioni di euro (prudenziali, molto prudenziali) di guadagno, ottenuti fino ad oggi da Ognissanti, a quanto arriviamo? CONCLUSIONE. Ma che ci importa! Abbiamo venduto a 50 quello che valeva 100, ma stiamo “rifacendo” S.Oreste, esulta Titti! Ultimo pensiero (al riguardo): e se i 100 fossero di più?
Da un lettore un saluto, a cui ci associamo, ad un amico: “Licchetto”.
Caro Franco permettimi di rubarti alcune righe del nostro giornale per ricordare una persona che ci ha lasciato in questi giorni: “Licchetto”. La notizia della sua scomparsa, credimi, ha lasciato in me (e sono sicuro in tanti) una profonda amarezza. Lo voglio ricordare come sempre con il sorriso sulle labbra ed una battuta pronta sempre per tutti, quando la sera dopo una lunga giornata di lavoro nei campi di Fossarocca, entrava nel Bar e con il suo solito sorriso bonario richiedeva il caffè così: “TORCI”.
Ciao licchè, ci mancherai e come ha ricordato Don Guido nel giorno del tuo saluto, la tua vita si riassume con una tua battuta storica: “Fatti e non parole”. Bartoli Stefano
GRAZIE AL DUCE …
Di Oreste Malatesta

"Grazie al Duce noi siamo provincia di Roma”. Questa espressione l’ho sentita più volte, ripetuta dai vecchietti di San Biagio. Le versioni sugli eventi che hanno portato Sant’Oreste nella provincia di Roma, e fuori dalla provincia di Viterbo, erano diverse e non tutti i frequentatori degli scalini di piazza allora erano propensi ad attribuire il merito (e, quindi, a dire grazie) al Duce. Qui riporterò quel racconto che riscuoteva più consensi e che a me sembra essere il più verosimile. Il passaggio di Sant’Oreste alla provincia di Roma sembra essere connesso alla costruzione della ferrovia Roma Nord, che è transitata sul nostro territorio per un fatto curioso. La società viterbese Roma Nord ricevette l’incarico (o concessione) di costruire e di gestire quel tratto ferroviario destinato a collegare Roma a Viterbo. Secondo le leggi dell’epoca (siamo alla fine degli anni ’20) lo Stato erogava notevoli contributi a quei concessionari che avessero realizzato più di 100 chilometri di ferrovia. La Roma Nord, se avesse seguito la linea naturale che collega Roma a Viterbo, avrebbe dovuto percorrere il tragitto della Cassia; ma non avrebbe potuto beneficiare dei fondi statali, essendo Viterbo distante da Roma, seguendo quel percorso, circa 80 chilometri. La società Roma Nord trovò un escamotage che le permise di beneficiare dei fondi statali: costruì una ferrovia di 103 chilometri, costeggiando, fino a Civita Castellana, la Flaminia e puntando, poi, in direzione del monte Cimino, alle cui falde sorge Viterbo. All’inaugurazione del primo viaggio del treno della Roma Nord fu invitato l’allora Presidente del Consiglio, Benito Mussolini. Il quale pensava di arrivare a Viterbo in un’ora e mezzo. Invece, dopo un’ora, il treno era ancora a Maglianetto e Viterbo ancora molto distante. Il Duce, mentre era sul treno, chiese spiegazioni ed i responsabili di quella società gli dovettero confessare il vero motivo: i contributi statali ed i 100 chilometri. Saputo ciò, il Duce, uomo facile all’ira, andò su tutte le furie, e, arrabbiatissimo con i viterbesi, si rifiutò di continuare il viaggio fino alla fine: scese a Sant’Oreste. Rimase nella nostra stazione il tempo necessario all’attesa della macchina di servizio che lo avrebbe riportato a Roma. Approfittando del momento, il Podestà ed il Parroco di Sant’Oreste si avvicinarono al fondatore e capo del Fascismo e gli rappresentarono il desiderio dei santorestesi di passare sotto la giurisdizione amministrativa della provincia di Roma, più comoda per noi rispetto a quella di Viterbo. Il Duce non ebbe esitazioni di fronte a tale richiesta e (non so se per amore del Soratte o per punire la furbizia dei viterbesi) stabilì: “Sant’Oreste sarà in provincia di Roma”. E così fu. Secondo un’altra versione, della vicenda dei 100 chilometri il Duce era a conoscenza e la fine del suo viaggio a Sant’Oreste era programmata. Questa ipotesi confermerebbe l’attenzione riservata al nostro monte da parte di Mussolini, che lo riteneva, visto il Soratte da Magliano Sabina, una naturale scultura della sua immagine di combattente con un elmetto in testa. Peraltro il Duce venne a visitare Sant’Oreste nel 1935 ed ebbe a che fare con il Soratte anche per un’altra drammatica vicenda. Il giovane figlio dell’On. Matteotti (leader del Partito Socialista Italiano, assassinato dai fascisti sulla Flaminia, tra Riano e Sacrofano) una volta salì sul Soratte e distrusse alcune immagini sacre; sui muri delle cappelle lasciò scritte che accusavano Mussolini di essere il vero assassino di suo padre. A seguito di quell’episodio il Duce inviò a Sant’Oreste il danaro necessario per riparare i danni provocati dal giovane Matteotti, verso cui il Mussolini si mostrò comprensivo, forse nel ricordo dell’antica amicizia, che, un tempo, lo legava a suo padre: avevano lavorato insieme ne “L’Avanti” e nel Partito Socialista. I vecchietti degli scalini raccontavano anche delle sofferenze patite, come Matteotti, da alcuni antifascisti santorestesi, purgati e torturati nei primi anni del governo fascista. L’ex sindaco Antonio Diamanti (esponente del Partito Socialista santorestese) fu addirittura messo in un forno acceso: sopravvisse perché, fortunatamente, l’infornata durò pochi attimi.
 
Storicamente la richiesta al Duce del Passaggio di Provincia, il parroco ed il Podestà l’hanno fatta a Mussolini nella sua seconda visita 1940. Il passaggio di Provincia da Roma e Viterbo avvenne il 6 Gennaio 1941.
 

STORIA: Il duce visita i lavori di sistemazione del Monte Soratte. Dal “Popolo d’Italia” del 16/10/1940 XVIII: Oggi il duce ha visitato i lavori in corso di sistemazione del Monte Soratte. La popolazione di Sant’Oreste riunitasi lungo la strada ha accolto il duce con una manifestazione di entusiasmo.

Il Tifoso
Soratte-Rignano. Abbiamo voluto occuparci del nostro calcio  spinti anche“ dall’appello degli Ultras Soratte” pur non condividendo affatto lo slogan “alcol & botte” ed abbiamo chiesto un’intervista al suo presidente Di Ludovico Benedetto. Il Presidente ci racconta le prime esperienze di questo anno calcistico.
”Sono state delle vere e proprie sorprese: la prima squadra di 2° Categoria, nelle prime tre gare, tre vittorie, come sono vittoriose le squadre Juniores e Allievi. La rosa della prima squadra molto rimaneggiata”. In un comunicato aggiungono che la Società ha iniziato la sua attività con un cospicuo numero di ragazzi. Tutto ciò è stato possibile - ci dice il Presidente - grazie alla fiducia che oramai la nostra organizzazione raccoglie presso le famiglie degli abitanti dei due Comuni che da anni hanno deciso la fusione”. Una fusione che allora suscitò delle polemiche, ma ora superate perché si riesce ad ottenere buoni risultati e soprattutto a gestire tutte le attività sportive dei due centri. Dal 3 Ottobre è iniziata l’attività di Palestra con corsi di danza e joga. ”Le nostre squadre - continua il presidente - sono composte principalmente da ragazzi residenti nei comuni di Sant’Oreste e Rignano ed anche la Società è diretta da giovani dei due paesi”. Quello del Presidente è un quadro molto accattivante per tornare tutti a sentirci tifosi di questa realtà intercomunale che funziona.
Scuola di Organetto a Sant’Oreste.

E’ finalmente iniziato un corso per imparare a suonare l’organetto (fisarmonica diatonica) che si svilupperà tra Sant’Oreste (presso la Proloco) e Nazzano (presso il Teatro Comunale). A tenere il corso sarà Alessandro Parente, Maestro concertatore e capogruppo della Piccola Orchestra La Viola, erede in via diretta di un vasto patrimonio culturale legato in particolare alla tradizione dell’organetto. Tra i vari tipi di organetto, quelli più utilizzati nella musica tradizionale italiana sono l'organetto a 2 bassi e l'organetto a 8 bassi, pur essendo diffusi anche i tipi a 4 e a 12 bassi. Tutti i partecipanti al corso utilizzeranno soprattutto l’organetto a 8 bassi in tonalità sol/do, non sono però preclusi altri tipi di organetto per chi già ce l’ha in suo possesso. Per ulteriori informazioni e per partecipare ai corsi ci si potrà rivolgere alla Proloco di Sant’Oreste, mentre per un viaggio virtuale in internet nel mondo dell’organetto sono consigliati - tra i tanti siti - i seguenti: www.organetto.it, http://mondorganetto.interfree.it, http://organetto.altervista.org - mde

NOTIZIARIO
 
Crediamo che sia importante dare notizia dell’importante convegno sui culti pagani sul Soratte. Il convegno, tenuto da professori ed esperti, ha suscitato interesse ed attenzione. Il prossimo appuntamento sarà la presentazione degli atti del Convegno stesso.
 
Utilizzando 250 Euro pervenuti anonimamente saranno pubblicati gli Atti del Convegno sui culti del Soratte.
  
Diffuso dal Centro Sociale Anziani un ricco consuntivo delle attività del Centro. Molte sono le iniziative sociali e ricreative che il Centro ha sostenuto, con attenzione al discorso salute. Ed anche nelle attività socio-ricreative si è distinto con la giornata dell’anziano e la festa al Soratte in occasione dell’8 Settembre. Quindi una attività intensa che ha coinvolto gran parte della popolazione anziana. C’è anche l’impegno ad affrontare il problema del superamento delle barriere architettoniche. Sicuramente ce la faranno. Tramite questo foglio ringraziano la locale Coop per la collaborazione che ha dato al Centro. Altra importante iniziativa è la richiesta di una lettiga coperta per il trasporto degli ammalati sino a luogo accessibile all’autoambulanza. E’ una iniziativa che sicuramente verrà presa in considerazione.
 
Una mela per la vita. Il 16 Ottobre tra le numerose piazze italiane a favore della ricerca sulla sclerosi multipla, c’era anche Piazza Principe di Piemonte, organizzata dal gruppo operativo AISM di S.Oreste. Nei due giorni, grazie alla collaborazione di volontari sono state vendute 35 casse di mele con un incasso di circa 3.000 Euro. Il gruppo operativo ringrazia i cittadini, i volontari di S.Oreste e Rignano che hanno raggiunto un ottimo risultato.
 
Dal Foglio  “Notizie dal Comune” troviamo tanto asfalto, come la striscia nera che circonderà il monte; è ora di pensare a materiali alternativi che non deturpano. Per quanto riguarda i beni culturali c’è un intervento a Santa Maria ed eremi.. Sappiamo che anche il campanile di Sant’Edisto avrà degli interventi. Aspettiamo con speranza l’avvio di un progetto di arredo urbano, sulla viabilità, sulla pulizia da cavi e cavetti vari che deturpano. Al via il progetto della strada sino allo Spiazzo e del progetto che prevede un ampliamento di Viale del Vignola e di una sua totale trasformazione. Qui ci sono i nostri punti interrogativi. ????????
 
Per Natale avremo il Mercatino di Natale “Fatto a Mano …. da Tutti”. Il programma, promosso dall’Associazione Gaudium, con il Patrocinio del Comune di Sant’Oreste e della Pro Loco, prevede oltre alla Mostra Mercato dell’Artigianato, iniziative musicali, teatrali e mostre espositive. Il periodo della Mostra e delle Manifestazioni è dall’8 Dicembre al 6 Gennaio 2006, ogni fine settimana.
 
Rinnovato il Consiglio di Amministrazione del Coro Polifonico Rosa Proserpio. E’ stato eletto Presidente Maurizio Sersanti, Vice Presidente la Signora Giuseppa Spagnoli, Segretario il Sig. Capelli Mario.
Auguri di Buon lavoro.
 
Domenica 27/11 la Banda musicale e tutti gli amanti della musica festeggeranno come ogni anno la patrona della musica Santa Cecilia.
EFFEMERIDE
A cura di F. Lancia
 
Morti:
Giuseppina Pulcini: 18/10; Cursi Alvaro: 19/10; Figurilli Luciana: 18-10; Salustri  Sante: 12/11; Biancini   Rosa: 16/11; Giovanni Zozi: 18/11; Valentini Concetto: 20/11.
 
Nati: Giorgia Millesimi: 16/11 kg 3,450; Michele Tonanzi: 18/10.
Storia del vino di Sant’Oreste
 
Invitiamo a leggere la “Storia del vino di Sant’Oreste” di Marco Placidi, pubblicata sul sito internet dell’Associazione Proloco. Il documento riporta la descrizione dettagliata dei principali vitigni utilizzati a Sant’Oreste (uva di Spagna, trebbiano giallo, malvasia, legno duro, alicante, grintu, ecc) e tante notizie ancora.
www.prolocosantoreste.com
 
Tratto dal sito della Proloco uno stralcio della “Storia del vino di Sant’Oreste” di Marco Placidi:
(…) Una particolare attenzione ora merita L'uva fragola (detta anche Uva americana, Isabella, Raisin de Cassis) è la più antica "vite americana" introdotta in Europa ben prima che sorgesse il problema della fillossera ed ascrivibile alla specie linneana Vitis Labrusca (ma per alcuni potrebbe essere un ibrido americano tra la V. labrusca e la Vitis vinifera). In Francia si hanno le sue prime notizie nel 1820 e in Italia nel 1825. È un vitigno poco resistente alla fillossera ed alla peronospora, ma resiste bene al freddo, il che spiega la sua diffusione nelle vallate alpine. Il vino che se ne produce, detto fragolino, ha un particolare aroma di fragola che i francesi chiamano framboisier o cassis e gli anglosassoni foxy (volpino). Questo aroma in passato non è stato molto apprezzato, ma ora il fragolino sta trovando sempre più estimatori. Vi sono però dei problemi giuridici che ne ostacolano la vendita. (In un prossimo articolo si potrà approfondire l’argomento). Altri vitigni sono stati impiantati con il passare degli anni ed al giorno d’oggi si possono trovare: Montepulciano – Sangiovese – Merlot – Pinot – cabernet ecc. A riprova sull’utilizzo di alcuni vitigni nella ex cantina di mio nonno “Processo” si legge ancora “questa è la cantina dell’alicante e della malvasia prima si paga poi si và all’osteria”
L’armata Brancaleone
 
Questa volta è proprio vero, si è impantanata ai confini delle Prata, e con grande soddisfazione dovrà svernare su quei luoghi e avvierà una campagna alla scoperta dell’antica città “Prata….sso” e della sua necropoli sovrastante “alle cimate” e verso i luoghi del munitissimo “Castrum Ramianum” che in primavera rappresenterà un grande ostacolo. Tutto quindi è fermo: le milizie dell’una e dell’altra parte si sollazzano e studiano: l’Armata di Brancaleone vorrebbe mettere le mani su monte i ferro: dominarne ogni sviluppo sconfiggendo anche i Cesaropapismi, che tentano di aumentare il proprio contigente, ridotto perché tutti a festeggiare Tutti Santi prestato al re de Prata, con riconoscimenti e nepotismo di vecchia maniera, che Brancaleone ha sempre combattuto. Gli accampamenti fumano; è freddo. Pensano alle strategie. Proprio in quei giorni nei borghi del territorio si parla, sui muri, sull’evento ambientale e sulla scoperta di risorse non conosciute. Ma che bomba è, reagiscono i contendenti? Alle impantanate truppe di Ogni Santi gli ci vorrà il soccorso invernale o la legge per le calamità naturali. Di lontano i “sacerdoti hirpi” pregano e offrono sacrifici.
 
I tre moschettieri …ma il quarto che fine ha fatto?
L’Attore
di Massimo Mirani
 
E’stata una bella giornata quella dell’inaugurazione della arena. Il posto è bellissimo. Ti siedi sulle gradinate e hai davanti a te due quinte naturali costituite dalle piante e come fondale un panorama da capogiro. Guai a mettere qualsiasi fasulla scenografia teatrale. Anche i discorsi delle “istituzioni”, la Chiesa, la Provincia, il Comune... mi sono sembrati sinceri, sentiti, come toccati dalla sacralità del monte; in alcuni casi persino commoventi ... insomma è stata una bella giornata.
L’Inserto di questo mese è dedicato alla storica Messa di Natale del 1972 di Paolo VI. Pubblichiamo la sua omelia nella magica notte del 24 Dicembre nel cantiere SAMOGI a “valiscura”.
Natale 1973
Racconto di Placidi Augusto tratto dal libro di Giovanni Lazzari “Ghjarì, bbutta gghjo’ ‘a gghjave”. E’ un racconto nostalgico di Natale passati. Un ringraziamento all’autore.
 
Cumo emo vistu, i primi ghjorni du mese i dicembre nun si so presentati tantu per la quale, si ‘vvicina Natale e, quanno e cose averiono da ghj bè, si mettono male pe stu munnu. So ‘ncuminciate a mancà subbitu quelle cose che fanno sta bonu u poru cristianu. Do ti ‘costi so maghjate!… quellu che compri linne e botteghe mozzica cumo un cane ‘rabbiatu. Emo ‘cuminciatu co u sciroppu de stufe, si chiama u kerosene e sarria, seconnu me e lena di signori. Io nun vorrio fa u paragone tra ghjeri e oghje, nun ne poi fa a menu però vistu cumo si presentono e cose specie quanno bocchi linne e case. Cumo poi nun arecordatti quella bucia calla du camminu? Do frasche. Quattro zocchi e tiravi ‘nanzi; è veru, ti scallavi solu denanzi e dereto ti ‘nfreddivi, però un po i callu faceva, a fiara si vedeva, si vedeva che c’era che cosa i vivu. Quanti recordi, ‘nanzi allu fuocu; ci spettavi a Notte i Natale, a Befana, Capodannu, e po vedevi quelle connobie tutte brusculite voleva di che tellevi arescallate, mo se ti voi scallà te nai da ghj lanne u liettu sottu a quelle pezze de linzola. Benedettu averia da esse quellu che a mentatu u liettu e i maccaroni; quellu a pensatu a u reposu e a ‘bottassi u stommicu. I vecchi dicevono: U liettu atè na rosa chi nun dorme s’areposa, mo bisogna mettici pure “e sarescalla”.
GRAFFITI METROPOLITANI
 
La nuova tifoseria
“Ultras Soratte” si annuncia: ALCOL & BOTTE. Sic !!!!!!!!
 
A “monte i ferru”, tocca ghj a vedè, cumè dicono che atè scappata fora una villa. Nun sarà quella de u re de Prata distrutta e depredata dall’armata Brancaleone? Currete a  aremegghja quache cosa che scappa fora.
 
Ci segnalano la sporcizia proprio all’ingresso del percorso vita e tutta quella sottostate all’ingresso alla zona demaniale. Suggeriamo una rete per bloccare tutte le cose che vengono gettate sotto.
 
E sì la cultura anglosassone è di ritorno. Prima ci hanno rimandato San Nicola vestito da Santa Claus e poi da Babbo Natale. Ora è la volta di halloween con le zucche o con la cerca dei bambini: scherzetto o dolcetto, col volto mascherato e strani cappelli. I nostri nonni ci raccontavano quando i bambini, alla vigilia dei morti giravano dicendo: “fa bé pé i morti” e raccoglievano qualcosa. E noi testimoniamo che prima dell‘arrivo di halloween giocavamo con le zucche.
 
Altra segnalazione dal mondo culturale: sembra che la biblioteca si sia trasformata in una grotta; ci piove più che a Santa Romana.

L’angolo del Paese:
Dove è stata scattata questa foto?

I migliori auguri da parte del

giornale a tutti i lettori




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