Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Recenti studi su Silvestro e Costantino.
Di Marco Ciampani

L'Aiello ha pubblicato nel 2003 un contributo sulla questione tra Silvestro e Costantino riguardo il battesimo di Costantino stesso, spostando il battesimo al 326, e soprattutto a Roma invece di Nicomedia. Nel contributo si pone in risalto il carattere occidentale della conversione di cui è artefice Silvestro, vescovo della città di Roma in quegli anni. Soprattutto viene eliminata ogni contaminazione con l'arianesimo, insita nel battesimo da parte del vescovo ariano Eusebio di Nicomedia. Lo studio segue le varie vicende di Silvestro, di cui l'Aiello sottolinea la mancanza di notizie dalle fonti contemporanee a Silvestro, tranne gli atti apocrifi. E' proprio la conversione, a mio parere, a catalizzare l'attenzione su Silvestro, e a riabilitarlo per farne il protagonista di una saga tra le più interessanti. Un anti-costantinesimo cristiano che trae origine dal valore che Costantino sembra concedere agli ariani negli ultimi anni della sua vita. Il disagio di questa vicinanza ariana, se nella maggior parte dei casi la notizia viene ignorata, in altri, come Rufino di Aquileia, la rivelarono attribuendo ad Eusebio di Nicomedia non il ruolo di amministratore del battesimo, bensì quello di semplice esecutore del testamentario. L'Aiello passa ad analizzare l'azione culturale ed indagatrice circa Costantino da parte di Ambrogio (Sant'Ambrogio, fine IV sec - ndr). Quella immagine costantiniana (del battesimo ariano - ndr), dunque, poteva rappresentare per Ambrogio un utile modello; Tuttavia era un modello che non poteva essere proposto a cuor leggero proprio a causa di quel favore manifestato nei confronti degli ariani. Ma ecco la soluzione: Della vicenda costantiniana viene selezionato un solo episodio, una vicenda che non poteva creare alcun imbarazzo al niceno Ambrogio, ma anzi costituiva un potente segno della benevolenza divina nei confronti di Costantino: La scoperta della Croce ad opera di Elena, madre di Costantino.

Ringraziamo il Dr. Ciampani per il suo contributo, ricordando i suoi ultimi lavori in corso di pubblicazione: “il rapporto tra papato romano e Bisanzio”; “la vita di Costantino secondo Eusebio di Cesarea” e “la spiritualità di San Silvestro alle origini del Medioevo”.
I 125 anni della nostra Banda
Di g.b.o
.
Insieme per crescere e migliorare. La banda musicale “Innocenzo Ricci” ha compiuto 125 anni. Un anniversario che pone il complesso musicale tra gli organismi concertistici più antichi del Lazio e che è, ancora oggi, vanto e onore della comunità santorestese. Quindi, un compleanno che va ricordato. Appare pertanto più che condivisibile la scelta di celebrare l'anniversario con la pubblicazione di un libro nel quale si ripercorrono le vicende, ormai storiche, che ne hanno determinato la costituzione e i fatti salienti che nel corso degli anni ne hanno disegnato lo sviluppo. Il prezioso libro era tanto più necessario perché in esso vengono raccolti, in edizione anastatica, gli studi compiuti da Monsignor de Carolis e pubblicati sulla rivista “Note d'Archivio” diretta da Casimiri relativi alla Cappella musicale di San Lorenzo sin dalla fondazione e sino all'incontro del paese con il maestro Innocenzo Ricci che nel 1879 darà vita alla banda. Sono certo che il libro sulla storia della banda Innocenzo Ricci e sulla Cappella musicale, produrrà i suoi frutti se i giovani, oltre le vicende storicizzate, ne potessero filtrare lo spirito animatore, cioè quello che ci hanno insegnato i nostri padri, i nostri nonni: la dignità e la libertà dell'uomo. E chi ama la musica non tradirà mai questo valore universale.
Restaurato il bastione
difensivo dell'antico Palazzo Abbaziale, poi inserito nel traslocato Monastero. Ne parlava la rivista ”Casa Antica”, in vendita nelle edicole, specializzata in opere di restauro, pubblicando alcune significative foto. Pensavamo che si volesse liberare il passaggio che portava al Cancellone, ma le abitazioni “cresciute” lo hanno reso impossibile. Rimane la memoria dei più anziani quando ricordano che vi passavano per andare a bere il latte delle capre che vi pascolavano. Per ora sarebbe importante illuminarle. E per chiudere…avete presente il forte Sangallesco di Civita Castellana? Non vi sembra che il tipo di fortificazione, il disegno, i materiali usati siano analoghi a quelli dei bastioni nostri. Perché non indagare di più e meglio, magari avremo delle sorprese.
Tra Koala e Koalizzati
Di Oreste Malatesta

L'Australia è un paese che favorisce lo humor santorestese: mi veniva da ridere quando ci hanno fatto visitare, a Camberra, il museo di storia australiana, che, tra i suoi più antichi reperti, espone una motosega del 1966 ed un tagliaerba del 1964, o quando a Sydney ci hanno mostrato il primo edificio della storia australiana, costruito dagli inglesi nel 1813. Del mio viaggio in Australia non posso raccontare tutto quello che vorrei: lo spazio concessomi dal grande direttore di Soratte Nostro mi consiglia di limitarmi a qualche episodio. A Camberra, una domenica pomeriggio, liberi dalle fatiche del lavoro settimanale, ci fanno visitare lo Zoo cittadino, che offre una variegata tipologia di animali, tra i quali il simpaticissimo Koala, un orsetto alto 80 centimetri che dorme 18 ore al giorno e che si nutre esclusivamente di foglie di eucalipto. Prima della conclusione della visita, i miei colleghi del Ministero degli Esteri cominciano a lamentarsi di avere un grande sonno a causa del fuso orario, la cui differenza, a Camberra, è di 10 ore. Io, che pure soffro del fuso orario, avrei voluto continuare a vedere la bellezza di tanti pappagalli variopinti, canguri saltellanti, struzzi altissimi, koala addormentati ... Invece questi signori assonnati mi costringono ad interrompere la visita. Mentre torniamo a casa ai sonnacchiosi colleghi chiedo: “Ma voi siete sempre così Koalizzati?”. “Si, mi rispondono, noi siamo sempre coalizzati. Non si vede?”.
A Brisbane, dopo giorni di lavoro senza orario, arriviamo al sabato pomeriggio ed il Console di quella città ci propone una gita sull'isola Merton, all'inizio della barriera corallina australiana, ad un'ora di traghetto. Come ogni sabato sera, sull'isola, per attirare i delfini vengono accesi due enormi fari puntati sulle acque dell'oceano Pacifico. Aderisco alla proposta di farmi una fotografia con i delfini: per attirarli vengo munito di un pesciolino da dare loro in pasto. Entro nell'oceano insieme ad altri, candidati a farsi fotografare con i delfini; ma appena dentro l'acqua noto che, a circa 10 metri, emerge la sinistra pinna di uno squalo. Immediatamente scappo fuori dall'acqua, memore delle notizie dei telegiornali australiani di quei giorni (a Perth uno squalo aveva pranzato con la gamba di un turista americano, mentre a Darwin un coccodrillo aveva fatto colazione con un turista giapponese intero): ero spaventato al pensiero di poter diventare la cena italiana di uno squalo australiano. Vedendomi di nuovo a riva, il Console, che era sul pontile, mi urla: “Non si preoccupi, quello è uno squalo tigre, che non attacca l'uomo. Rientri tranquillamente in acqua per fare la foto!”. “Mi dispiace, rispondo, ma, fin quando c'è quello squalo, anche se fosse uno squalo colomba, io in acqua non ci entro”. Poi mi convinco ad andare dentro perché vedo una donna cannone, che, con circa 150 Kg di stazza, entra nell'oceano con un pesciolino, anch'ella per farsi fotografare con i delfini. Penso: “Mi metto dietro a questa cicciona; se lo squalo dovesse attaccare incomincerebbe ad addentare i suoi carnosissimi polpacci ed io farei in tempo a scappare sulla riva”. Che coraggio!! Che senso di altruismo!!!
A Wellinghton (Nuova Zelanda), alle 8 e mezzo di una domenica mattina di fine novembre, dimenticando che la differenza di fuso orario con l'Italia è di 12 ore, telefono a Gregory per sapere il risultato della partita Lazio - Juventus, in programma il sabato sera. Gregory mi risponde che la partita non è ancora iniziata, essendo, in Italia, le 8,30 di sabato sera. “Lì dove stai tu che ore sono?” mi chiede. Ed io “sono le 8,30 di domenica mattina”. Gregory mi replica: “Se là è domenica mattina dovresti dirmelo tu il risultato di Lazio - Juventus visto che la partita si gioca … il sabato sera!”. Sarà rimasto così arguto Gregory anche adesso che si è messo a fare politica?
Ricordo di un amico. Pochi giorni fa Alvisio è scomparso. Lo ricordiamo quando insieme ad altri giovani fu tra i fondatori di Soratte Nostro. Il paese ce lo aveva nel cuore ed appena poteva, da Roma lo raggiungeva. Per Soratte Nostro ha scritto tanto. Ricordiamo i suoi ultimi lavori in dialetto, messi in scena dalla compagnia teatrale dialettale Atera Propriu cusì. Grazie Alvisio per tutto ciò che hai dato al paese.
La redazione
Errata Corrige. Uno dei dubbi che assaliva i lettori nell'ultimo numero di Soratte Nostro Nuovo era “che c'entrano i cinofili nell'articolo di Mirani sulla rivoluzione del DVD?”. In effetti l'autore aveva scritto “cinefili”: il correttore di bozze sta' perdendo i colpi!!
IL CALENDARIO DI DICEMBRE
4
Santa Barbara Beata;

6 San Nicolò che va per via;
7 Sant'Amrogio da Milano;
8 la Concezione di Maria;
10 a Madonna i Loreto;
13 che ve Santa Lucia;
21 San Tommaso canta;
25 la nascita Santa;
21
San Tommaso strilla;

Il 25 si 'mazza la billa.
MEDITAZIONE DEL MESE

LAMENTO DI UN UOMO TRADITO DAGLI AMICI
(Poema cantato di Davide) Salmo 55. 13, passim
.

Non è un mio nemico ad insultarmi:
questo potrei sopportarlo.
Non è un mio avversario ad assalirmi:
a lui potrei sfuggire.
Ma sei tu, uno dei compagni,
un conoscente, un amico.
Stavamo volentieri insieme,
insieme andavamo al tempio del Signore.
…A parole è dolce e gentile
ma in cuor suo prepara la guerra…
Per chi volesse approfondire la meditazione del mese proposta nel n. 23 di Soratte Nostro Nuovo dovrà fare riferimento a Isaia 5,8 e non come scritto 4,8. Ci scusiamo con i lettori per l'errore.
GRAFFITI METROPOLITANI
Dei tre moschettieri

Poru Semenza li tocca a fa u lampinaru, l'acquarolu, u stradinu, u sanpietrinaru. E se si 'mala? Simo persi.

Pare che i dipendenti pubblici possono ariceve u stipendiu via internet. Ci vorria che pure chi da noi si scegghjesse questa soluzione. Chi scoacchia più da lippe l'ufficiu?

Giranno lappe i viculi da comuna ti 'ntruppi sempre co l'impiegati che girono di cà e di là. A voti nun aretrovono mancu u postu. Voi vedè che tocca a mettili u leccu cumo e galline quanno nun cogghjevono u nidu.

Emo 'ntesu di che
erono stati mannati certi sordi pe l'ortu botanicu. Ma dell'ortu 'ncora niente. Se ci volemo arefà un po' l'occhj tocca ghj ghjo all'orto i Giobbe.

Linne a biblioteca sareccogghjono e firme pe a scola, si fanno e domanne pe i rimborsi. Si 'ffittono i terreni, si fanno i boni pe a mensa, i bigghjetti pe campusantu. Quanno atè che li facemo fa pure i blocchetti du daziu pe 'mazza u porchettu?

Questi so i tempi dell'ulive. Tutti vanno a ulive e quachitunu pure a piante.

L'unione dei comuni. C'até? Si pigghjono i sordi?

A Pro loco l'hanno trasferita a Palazzo Canali. Poru Franco s'atè nfrascatu pure essu.

A scattone l'hanno fregati i balloni e a scala a casanalla. Speriamo che quanno hanno finitu i fa l'ulive chi l'ha piati l'ariporti lì do' l'hanno fregati sennò u prossim'anno aumentono i prezzi.
BRANCALEONE DA NORCIA.
Nello scorso numero la puntata è stata rinviata perché “monte i ferru” era invaso dalla nebbia e le truppe di Brancaleone non potevano muoversi ne attuare nessuna strategia di attacco. Brancaleone infastidito se la prende con il suo metereologo da campo Bisseculu du Riscuru che non era riuscito a prevedere questa discesa della nebbia. Nel campo opposto invece si tirava un respiro di sollievo perché con Brancaleone bloccato, potevano agilmente riprendere le trattative. La tregua era così finita e Brancaleone poteva rimettersi in cammino. La tregua e la nebbia avevano rallentato il suo passo. Nel campo nemico la trama del tradimento è sempre in corso. Da poco è arrivato Ranuccio da Civita che forte della sua esperienza nella guerra conosceva il nemico ed i suoi amici. Ranuccio era stato molto amico del fuggitivo Tafanello di Canicatti. Aveva deciso questo passo per amicizia verso il compagno Re de Prata. L'amicizia tra i due risaliva a vecchia data ma si era rinsaldata in occasione della caduta del muro della città di Berlocchio che era stato assaltato da tutti comandanti di ventura. Brancaleone questa storia la conosceva bene e sapeva pure delle devastanti divisioni interne che travolgevano le schiere nemiche. La nebbia si era diradata, il sole splendeva alto; Brancaleone capisce che per vincere le trame clandestine de u Re de Prata era necessario allenarsi con l'eroe di Canicattì e con il valoroso civitonico. Tutti i Santi non poteva essere l'ago della bilancia ne governare le Prata. Bisognava intervenire urgentemente. Fine della puntata.
Patrimonio pubblico e vantaggi privati
Di Gianni Lazzari

Ho dovuto discutere molte volte con amici sulla utilità della Riserva Naturale del Soratte. Qualcuno mi chiedeva, questa estate, se l'unico risultato era quello di mandare in vacanza, di gemellaggio in Spagna, al Parco del Garraf, i cacciatori a fare una gara di tiro a piattello. Oggi c'è chi mi chiede di chi bisogna essere amico, per evitare di comprare legna per casa e farla comodamente nel percorso vita. E' vero c'è chi taglia la legna (alberi, piante non frasche del sottobosco) continuamente e spudoratamente nell'area protetta e si dice autorizzato dal Comune, o per evitare incendi (ma le frasche rimangono ammucchiate a valle) o per aiutare la Ditta a portare l'acqua (quindi allargando la strada) o chissà perché? Fatto sta che, finita l'estate, finiti i lavori dell'acquedotto, si continua a tagliare. L'ho verificato e fotografato addirittura personalmente. Un giorno c'era gente con trattore e rimorchio. Chiedo agli Amministratori: non vi sembra il caso di esercitare il necessario e doveroso controllo (scontato che non può essere stato né il Comune né la Provincia ad autorizzare azioni illegali) e non dare ai furbi le chiavi del cancello per approfittare del Bene Comune.
A TOMMALA:
E' Natale arepassemo un po' i nummiri.
15= u refreddore;

11=i mazzarelli;
22=e carrozzelle;
33=l'anni i cristo re; 44=placche placche; 47=mortu che parla;
77=e zampe de e vecchie; 88=l'occiali d'u papa;
90=u vecchiu;
16=si dice ma nun si fa;
25=Natale;
24= a Vigilia;
1=zi pippo.
NOTIZIARIO
Continuano le serate al museo. Dopo il buon inizio del 27 Novembre con l'interessante relazione del “volo tra gli animali” da parte del direttore scientifico dr. Pessolano, si ripete venerdì 17 dicembre con il “viaggio tra le aree protette del Lazio”. L'appuntamento è alle ore 21.00 nelle sale di Palazzo Caccia Canali, sede del museo della riserva del Soratte.

Novità all'interno della Riserva. Nuovi operatori provinciali, nuove staccionate di protezione a San Silvestro e a Sant'Antonio. Pannelli informativi nelle bacheche, segnali di indicazione dei sentieri e area picnic ristrutturata.

continuano
a crescere!!!

LA MEGLIO GIOVENTU'
Di mde
Si è svolta martedì 30 Novembre la prima giornata di studio in attuazione del progetto “la meglio gioventù” realizzato dalla “Piccola Cooperativa Le Pleiadi”. Il progetto, promosso dalla Provincia di Roma, il Comune di Sant'Oreste e l'Unione dei Comuni della Valle del Tevere-Soratte si prefigge lo scopo di svolgere un programma di prevenzione, intervento ed informazione su alcool e nuove droghe rivolto ai giovani residenti nei Comuni della Valle del Tevere. L'incontro del 30 Novembre: “Simbologia e Mitologia dell'alcolismo: quale prevenzione per i giorvani?” tenutosi nella sala nobile di Palazzo Caccia Canali a Sant'Oreste è stato introdotto dal Sindaco di Sant'Oreste Mario Segoni ed ha visto la partecipazione del Prof. Franco Voltaggio, docente di Filosofia della Scienza nell'Università di Macerata e del giornalista RAI e teologo Gianni Gennari che hanno illustrato all'assemblea i “Profili storico-culturali dell'alcolismo”. Sono seguite le relazioni del Responsabile Sert Asl Rm/F Giuseppe Barletta, del Prof. Paolo Carminati - psicoterapeuta della Fondazione Villa Maraini, della D.ssa Cristina Dallatomassina psicoterapeuta de “La Maieutica” e di Lucilla Mariani, responsabile della Cooperativa Myosotis di Morlupo. In conclusione hanno raccontato le loro esperienze da dipendenza da alcool due persone facenti parte dell'associazione “alcolisti anonimi”. Gli atti del convegno con gli interventi dei relatori saranno pubblicati sul sito internet: www.lamaieutica.it . Il progetto proseguirà con proiezioni di film (il 18 dicembre a Sant'Oreste, a gennaio a Filacciano ed a Febbraio a Nazzano) a fine gennaio 2005 nel Comune di Civitella San Paolo con la conferenza su “La relazione d'aiuto con gli adolescenti dipendenti da nuove droghe” e nei mesi di gennaio e febbraio 2005 con corsi di formazione e laboratori di discussioni.
LA CORALE PER NATALE
Mercoledì ore nove meno dieci, “sala delle bettine“, nell' ex convento delle suore, arrivano a coppie, a gruppetti, singoli, sparpagliati, tutti fieramente armati di raccoglitore bianco. Sono i cantori del coro. Soprani, bassi, contralti, tenori si mischiano ridono si sfottono. Tutto è pronto per iniziare le prove del coro, arrivano i morlupesi con il maestro, i rignanesi, i ponzanesi. Tutti prendono il loro posto, ormai stabilito dalla consuetudine più che dall'assegnazione, poche parole scambiate frettolosamente. <<Prendete “Cantate Domino”>> Si inizia, silenzio mmmmi, mmma, mme, mu (la nota d'attacco ). Un. Due. Eccoci lanciati nella melodia tra toni e semitoni che si rincorrono nel canone, o si accompagnano nel contrappunto. Terze, quinte si affiancano si intrecciano e scivolano via leggere e rotonde in un'intonazione omogenea, un unico strumento, l'insieme delle voci. Dolci, gentili all'orecchio e allo spirito. Cosa stiamo preparando? Il consueto concerto di Natale. Per l'occasione abbiamo in cantiere il completamento della “messa pontificali“ di Lorenzo Perosi, “Cantate Domino“ di Giovanni Croce,“Die Sanctificatus“ di Giovanni Pierluigi da Palestrina, e altri brani tipicamente natalizi. Tutti e tre i compositori sono stati creatori e a volte riformatori della musica sacra e non. Palestrina ( 1525 - 1594 ) esaltò la polifonia rendendola aderente ai dettati del concilio di Trento che decretava: 1. l'eliminazione della rielaborazione della musica sacra secolare (canto gregoriano); 2. il rifiuto di quelle forme musicali e elaborazioni tendenti a mutilare o oscurare il testo liturgico. All'interno di questi vincoli Palestrina con competenza e maestria elaborò uno stile di musica sacra perfezionando la tecnica polifonica, semplice nella sua complessità, che esalta le parole e non la vanità ne dei cantori, e tantomeno dei musici , ormai posti fuori dal sacro portone della chiesa. Il risultato è stato travolgente e tuttora Palestrina è ricordato come il “ Principe della Musica “. Croce (1557 - 1609) maestro di cappella nella chiesa di S.Marco a Venezia, oltre per la musica sacra curiosamente si dedicò molto anche a quella profana scrivendo molte canzoni buffe per rallegrare il famoso carnevale di Venezia. Perosi (1872 - 1956 ) inserì nella musica sacra lo slancio melodico della musica lirica rifacendosi al periodo musicale del “verismo” con cui in vario modo venne in contatto. Riporto alcune opinioni di suoi contemporanei: “Perosi non cambia una nota di ciò che ha scritto perché il profumo della sua musica sta tutto nella sua semplicità”
(A. Toscanini ); “Perosi ha una mente geniale e creativa, capace di interpretare con i suoni la lode dell'onnipotenza, potenza e bontà di Dio”
(P. Mascagni).



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