Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE


Festa di Sant'Edisto
Appuntamenti importanti hanno chiuso i festeggiamenti riservati al nostro patrono Sant'Edisto. Dopo la solenne processione ed i sempre graditi fuochi d'artificio, è stata offerta la attesa mega torta in piazza Cavalieri Caccia. Sono state servite più di settecento abbondanti porzioni ai concittadini allietati dal suono della Banda Innocenzo Ricci. In attesa della torta, il paese aveva già goduto della sfilata del corteo storico che arricchiva le contrade con l'eleganza e la ricchezza di abiti davvero sontuosi. Molto apprezzate dal pubblico le danze rinascimentali dei giovani e di tutti i figuranti. Domenica 15, è stata svelata, sulla parete esterna della chiesa del cimitero, una lapide in memoria dell'opera di Don Mariano De Carolis e subito dopo, nella sala nobile del Museo è stato presentato un volume dedicato all'opera pastorale, sociale e di studioso svolta dal sacerdote nel corso della vita. Il Sindaco Mario Segoni ha sottolineato l'importanza dell'operato di Don Mariano nel paese e negli studi storici e ne ha disegnato succintamente l'attività, ringraziando il signor Luciano De Carolis, nipote del sacerdote, per la presenza. Nel pomeriggio un bel concerto lirico cameristico, tenore Saccomanno Alberto, pianista Francesco Galli, ha riscaldato i cuori degli spettatori accorsi al teatro comunale. In programma le “canzoni da camera” di F. P. Tosti e altre notissime romanze. Un successo più che meritato per i due validi interpreti caldamente applauditi dal pubblico. g.b.o.

TRA NONNOSO E INDO …
Di Oreste Malatesta

Mio nipote Gregory ha sbagliato a cedere, quando i miei parenti gli hanno detto che Nonnoso non andava bene come secondo nome di battesimo. Gregory, che è stato il padrino di Lorenzo (il secondogenito di Carmelo), aveva tutto il diritto di scegliere, senza interferenze, il secondo nome del suo comparuccio. Invece non è stato possibile superare l'opposizione dei familiari, che hanno ritenuto Nonnoso un nome brutto e antiquato. Quando, però, la madrina di Lorenzo ha proposto di chiamarlo Indo, come secondo nome, i miei parenti non hanno sollevato alcuna obiezione. Io, che ho saputo della vicenda a cose fatte, ho chiesto per quale motivo essi hanno lasciato che a quel povero bambino fosse affibbiato un secondo nome così strambo. Non era meglio Nonnoso? Mi hanno spiegato che l'Indo è un grande fiume, da cui prende il nome anche l'India. “Se proprio volevate dargli il nome di un fiume - ho detto - allora potevate chiamarlo … Tevere!”. A Sant'Oreste, come anche in altre parti d'Italia, ormai i nomi vengono dettati dalle mode: spesso le mamme, che leggono le riviste nazional popolari, scelgono i nomi più bizzarri per imitare le stravaganze delle star dello spettacolo. E se è vero che nessun personaggio famoso darà a suo figlio il nome di Nonnoso, di Edisto, di Oreste, di Silvestro …, noi di Sant'Oreste potremmo farlo senza vergognarci e senza sentirci fuori moda. Anzi certi nomi caratteristici sarebbero un bel richiamo alla nostra memoria, alle nostre origini. Se i rampolli della famiglia Agnelli si chiamano Lupo o Lapo è perché essi non hanno niente di interessante da ricordare della loro storia. Invece noi sì. Infatti i nostri nomi, oltre che ricchi di storia, sono belli anche nel loro significato. Ad esempio Nonnoso è un nome di origine greco bizantina, che significa, nell'espressione confidenziale, “piccoletto”, in santorestese si potrebbe tradurre con “Pizzichellu”. Edisto, in greco, significa “dolce”; ma don Mariano De Carolis, ritiene che Edisto derivi da “Aristos”, che, tradotto dal greco, significa “il migliore”, un aristocratico. Sia Sant'Edisto che San Nonnoso, infatti, sembra che fossero aristocratici. Anche il mio nome “Oreste” è di origine greca: se lo facciamo derivare da “oron” (monte) il suo significato è di “montanaro”, come tutti i santorestesi; se lo facciamo derivare dal verbo “orao” (guardare dentro) potremmo anche tradurlo come … “ispettore”, che è, appunto, il mio mestiere. Per brevità tralascio di parlare dei nuovi nomi femminili (Vanessa, Ilaria, Catia) che hanno soppiantato i vecchi (Assunta, Maria, Concetta), ma alle giovani coppie lancio l'invito a chiamare i loro figli con i nostri bei nomi. Perché, ormai, a Sant'Oreste non c'è più nessun Nonnoso. Inoltre con il nome di Oreste sono rimasto soltanto io: datemi un po' di compagnia! E quei tre o quattro giovanotti che si chiamano Edisto, tutti hanno superato i 50 anni. In compenso si fanno avanti nomi come Indo, Guerriero … Meglio Nonnoso!!!

Dal Consiglio Comunale del 28 09 06
Di Zaganella Guerriero

Queste brevi note del nostro collaboratore ci servono per far conoscere le sedute del Consiglio. Sappiamo che non sono molto seguite ma il giornale vuole accontentare anche chi è “pigro”. (n.d.r)

“L'ultimo consiglio si è occupato della modifica del regolamento comunale per l'applicazione del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche. Sarà ridotto a 6 mesi il periodo in cui il Comune concede, gratuitamente, l'occupazione del suolo pubblico, per il restauro degli edifici. Segue la presa d'atto delle dimissioni del Soprintendente ai beni culturali e la nomina del nuovo. Il Sindaco si dispiace delle dimissioni di Francesco Zozi, giudicandolo un uomo molto attaccato al nostro paese e profondo conoscitore delle sue peculiarità, anche se non condivide pienamente i toni che a volte assume il suo giornale. Altresì augura un buon lavoro al nuovo Soprintendente Dott. Giorgio Boari Ortolani. La seduta continua con la concessione del terreno alla Società Dedalo Comunicazioni per la realizzazione di un'area tecnologica. La concessione, 9 anni, riguarda un'area di 150m dove verrà installato un palo poligonale, per la locazione di cinque operatori. Segue una interrogazione della maggioranza che riferendosi ai continui attacchi di una parte dell'opposizione, stigmatizza le illazioni ed, a voce del Sindaco, si riafferma la volontà di prendere provvedimenti nei confronti di Ennio Acqua ed Amedeo Ortolani. Alla discussione che ne segue interviene il Consigliere Ortolani ribadendo la sua estraneità ad atteggiamenti “illazionistici”, avendo sempre preferito egli la via della chiarezza e della trasparenza che lo hanno portato a firmare alcuni comunicati e l'esposto alla Magistratura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.” E' chiaro il riferimento alla vicenda Outlet (n.d.r.).

NOTIZIARIO

- Rassegna dei presepi - Natale 2006. In occasione delle prossime feste natalizie l'Associazione Pro Loco indice una serie di iniziative legate ai presepi. La rassegna dei presepi riguarderà quelli fatti in famiglia che su segnalazione verranno visitati, quelli promossi dai commercianti nelle loro vetrine, quelli promossi dai cittadini nei vicoli o in luoghi suggestivi, i presepi fatti a scuola ed esposti, prima della chiusura delle scuole, in un luogo pubblico. A tutti verrà assegnato un attestato di partecipazione.

- I nostri Santi sul Calendario 2008 di Frate Indovino. La Redazione del Calendario di Frate Indovino risponde ad una nostra richiesta di inserire Sant'Edisto e San Nonnoso nel loro calendario. Gentile signore, grazie mille per la Sua attenzione e per le parole di apprezzamento espresse. Esse sono la benzina migliore per farci fare ancora tanta strada! Accogliamo ben volentieri la Sua segnalazione per il prossimo calendario del 2008. RingraziandoLa ancora, formuliamo cordiali saluti ed auguri di "Pace e Bene" nell'Unico Bene.

- Lo Sport. Sempre entusiasmante l'attività podistica della Soc. Podistica “Avis Sant'Oreste”. Nella gara di Campagnano il secondo posto è andato a Francesco Di Giulio ed il quinto a Marco Monti. Buoni questi risultati per i ragazzi che portano in giro il nome del paese.

- L'associazione culturale ozio contemplativo informa i signori soci che i soci fondatori cedono l'attività quindi per coloro che fossero interessati a rilevare il locale ozio contemplativo possono contattarci via email iorir@libero.it oppure telefonare ai numeri 349 3816445 339 6813849.

- Auguri a Benedetta Capelli che è diventata giornalista professionista. In questo momento importante tutta la redazione del nostro foglio ti è vicina.

- In questi giorni, ci ha lasciato, perché trasferito a Sacrofano il Direttore dell'Ufficio Postale Sardo Domenico. Di lui ricordiamo la cordialità ed il buon rapporto che aveva stabilito con i nostri compaesani. Ci ha salutato con gli occhi “gonfi e commossi”. Di lui avremo un buon ricordo.

- E' stato messo in scena il lavoro del Laboratorio teatrale curato da Massimo Mirani dal titolo “La Beffa”. I ragazzi hanno lavorato molto ed i primi risultati si sono visti nelle due rappresentazioni svoltesi domenica 22 e 29 ottobre nel teatro comunale di Sant'Oreste. Molto apprezzata anche la cornice musicale rockabilly che ha introdotto lo spettacolo del 22. Tutte le foto dell'evento sul sito della proloco di Sant'Oreste.

Foto: una scena de “La Beffa”



- L'Ufficio Speciale Extradipartimentale per la promozione della qualità della vita invita a partecipare ad un incontro, in programma per il 6 novembre p.v. a Rignano Flaminio alle ore 18.00, presso il Teatro comunale - Via San Rocco s.n.c. (adiacente alla scuola elementare), tra amministratori e rappresentanti di associazioni, sindacati, cooperative che operano nel territorio della valle del Tevere e della Sabina Romana, incentrato sul tema della coesione sociale. Tel. 06 67668504/05.

EFFEMERIDE
A cura di Francesca Lancia


Morti:
Spagnoli Gelsomina (Elda) di anni 79
Giovannelli Palma di anni 92

Per problemi tecnici gli sposi e le nascite di questo mese saranno inserite nel prossimo numero. Ce ne scusiamo con i lettori e con i diretti interessati. (ndr)
Un santorestese tra i fondatori della Rai
Di g.b.o.
Angelo Abballe di Sant'Oreste è stato uno dei più anziani capi tecnici della Rai. Assunto nel 1932 fu un valente specialista nelle telecomunicazioni. Aveva lavorato per la Compagnia Marconi, dove conobbe e fu apprezzato dall'inventore e Accademico d'Italia, Guglielmo Marconi, e, successivamente inviato in Sud America, si distinse per capacità e ingegno come costruttore di trasmettitori. Negli anni venti appartenne al Genio Civile. In Rai lavorò nella sede di Trieste come Caposervizio tecnico. Nel 1944 si prodigò nella sede di Napoli e, finalmente, giunse a Roma in qualità di capo trasmettitore. Morì a soli 46 anni alla fine degli anni '40. Uomo volitivo, capace, altruista fu sempre d'esempio alla sua famiglia ed ai collaboratori. Il figlio, Giorgio, negli anni passati fu un illustre maestro delle luci di scena e partner tecnico di molti, importanti programmi televisivi. Lo abbiamo voluto ricordare come campione dei santorestesi che nel mondo del lavoro, nella vita sociale, civile e culturale, hanno dato il meglio della loro volontà ed abnegazione.

ASSOCIAZIONE AVVENTURA SORATTE
In pieno svolgimento il corso promosso dall'Associazione Avventura Soratte con la finalità di fornire informazioni e di ampliare la conoscenza del territorio della riserva nei suoi aspetti storico naturalistici alle persone che frequentano e vivono la zona che circonda l'area in questione. Il corso prevede spiegazioni teoriche abbinate a visite guidate illustrative ed è frequentato da circa 20 ragazzi di Sant'Oreste. Tra gli argomenti trattati citiamo il centro storico: i palazzi patronali, le piazze e le chiese; il museo naturalistico: fondamenti di geologia e archeologia preistorica, flora e fauna locale; la storia recente: Il Soratte memoria storica della II guerra mondiale; i percorsi della riserva: il percorso militare e il percorso degli eremi (flora e fauna); la montagna sacra e i luoghi di culto; il dialetto e le tradizioni: il punto di vista antropologico.

La scuola delle Maestre Pie Venerine a Sant'Oreste

In questi giorni sono iniziate a Viterbo le celebrazioni per ricordare il 350° anniversario della nascita di Rosa Venerini che fondò le scuole per fanciulle. Il 15 Ottobre è stata proclamata Santa da papa Benedetto XVI°.
Nel 1716 fu presa la decisione di chiamare le Maestre Pie Venerine a Sant'Oreste con richiesta al Cardinale, per l'educazione delle fanciulle. La scuola “in contrada Piazza Scarlana di 5 stanze con cantina e cisterna serve per la pubblica scuola delle fanciulle sotto la disciplina delle Maestre Pie” (atto notarile A.C.).

Rosa Venerini (1656-1728) dedicò l'intera sua esistenza all'educazione delle ragazze del popolo. Un'opera che le costò grandi sofferenze e umiliazioni, di fronte alle quali non si arrese pur di permettere alle ragazze di trovare nella preghiera e nell'istruzione la propria dignità di persona. Sostenuta dal cardinale Marcantonio Barbarigo, che la volle a Montefiascone affinché avviasse scuole nella sua diocesi, fondò l'Istituto religioso delle Maestre Pie Venerini, le quali, portano oggi l'istruzione e l'evangelizzazione in molti paesi del mondo.
Mostre in corso

Visioni di Trama afonA. Emozionante incontro con le visioni di Trama afonA. Trama afonA viene alla penombra nel 2005, attingendo tuttavia linfa da seduzioni del secolo scorso... dietro le quinte, un unico burattinaio, affetto da curiosaggine, insegue l'antitodo ordendo trame sonore e visive nel vano tentativo di tramafonizzare quel che vede nel buio e ode nel silenzio. Dal 1/11/2006 presso Ten Ristorante - Via Gabriele D'Annunzio, 2 - Rignano Flaminio - www.tenristorante.it.

Relazioni in scatola e pietre volanti. Marina Buening e Maria Korporal. Mostra dal 3 al 15 novembre 2006. Vernissage in presenza delle artiste: venerdì 3 novembre 2006 alle ore 18:00. Galleria Stella, via di San Calisto 8, 00153 Roma, tel. 06 58334158 - Orario: dal martedì al sabato dalle 16:00 alle 20:00. Due artiste, una tedesca, l'altra olandese, espongono in una collettiva tre lavori di installazione che dialogano e si fondono tra loro fino ad arrivare ad un unico discorso. Un viaggio nell'esperienza delle due che si incontrano a metà percorso in un unico linguaggio. L'artista Maria Korporal vive e lavora da molti anni a Sant'Oreste.

Il camino di Santiago e viaggio in Perù. Giancarlo Scacchia propone un viaggio fotografico documentaristico sui suoi viaggi, prima in Perù, al seguito di una organizzazione umanitaria, poi alla ricerca di se stesso percorrendo il camino de Santiago di Compostela. Palazzo Caccia Canali - Sant'Oreste - sabato e domenica.

La storia del vino a Sant'Oreste
Di Marco Placidi
Trebbiano giallo:
L'origine del vitigno già citato da Plinio nella “Naturalis Historia”, è romana. Ha un acino dorato con macchiette scure, è molto resistente e matura precocemente producendo un vino lievemente amarognolo ed amabile. Malvasia del Lazio anche detta Malvasia nostrana: la provenienza di questo vitigno è molto incerta, quello che si sa è che essendo molto sensibile alle malattie in particolare all'oidio ed alla peronospora, per un lungo periodo è stata sostituita con altre varietà di malvasia. Comunque avendo una produzione incostante negli ultimi tempi è stata rivalutata poiché è di qualità superiore alle altre malvasie ed esistono vini di ottima qualità ottenuti esclusivamente con quest'uva. E' presente in diversi DOC del Lazio. In alcune zone viene chiamata “puntinata” poiché ogni acino presenta un puntino, in altre l'appellativo “gentile” che deriva dal sapore aromatico e fresco che la rende unica nel suo genere e nel contempo discreta. Una particolare attenzione ora merita L'uva fragola (detta anche Uva americana, Isabella, Raisin de Cassis) è la più antica "vite americana" introdotta in Europa ben prima che sorgesse il problema della fillossera ed ascrivibile alla specie linneana Vitis Labrusca (ma per alcuni potrebbe essere un ibrido americano tra la V. labrusca e la Vitis vinifera). In Francia si hanno le sue prime notizie nel 1820 e in Italia nel 1825. È un vitigno poco resistente alla fillossera ed alla peronospora, ma resiste bene al freddo, il che spiega la sua diffusione nelle vallate alpine. Il vino che se ne produce, detto fragolino, ha un particolare aroma di fragola che i francesi chiamano framboisier o cassis e gli anglosassoni foxy (volpino). Questo aroma in passato non è stato molto apprezzato, ma ora il fragolino sta trovando sempre più estimatori. Vi sono però dei problemi giuridici che ne ostacolano la vendita. (In un prossimo articolo si potrà approfondire l'argomento).

Ulteriori info sull'argomento sul sito della proloco di Sant'Oreste (n.d.r.).

All'incontrario

A Sant'Oreste, la domenica, le macchine parcheggiano sui marciapiedi, mentre i pedoni camminano in mezzo alla strada.

La foto



Non manca la grinta ed un sorriso a Peppe in occasione della gara di Trail del Soratte lo scorso 15 Ottobre.
L'inserto

Questo mese l'inserto del Soratte Nostro Nuovo è dedicato ai beni culturali. Sono presentate quelle che riteniamo essere le principali emergenze da affrontare sul nostro patrimonio storico-artistico.

INSERTO AL SORATTE NOSTRO NUOVO

- I BENI CULTURALI -

Salviamo l'Organo. Il 23 luglio 1638 la Comunità di Sant'Oreste stipulò un contratto con il Cavalier Ennio Bonifazi per la costruzione di un nuovo organo in sostituzione del vecchio Organetto. Due anni dopo lo strumento era già pronto per l'uso. Concorsero alla spesa, oltre alla Comunità, il Cavalier Caccia, che vi fece incidere lo stemma di famiglia, il Cardinal Antonio Barberini e l'Abbate delle Tre Fontane. Correva l'anno 1640. Dunque, parliamo di un gioiello musicale molto antico e ben fatto, sia dal punto di vista organario che da quello estetico perché la cantoria che correda l'organo è davvero di pregio architettonico e artigianale. Più di una volta nel corso dei secoli, lo strumento ha avuto bisogno di restauri. Il primo fu nel 1658, l'ultimo più o meno alla fine del secolo scorso. Quest'organo che ha suonato sotto le dita di valenti maestri di cappella che si succedevano nella Collegiata di San Lorenzo, e che ha fondato, di fatto la nostra scuola musicale antica e moderna, da anni è muto. È silente perché ha bisogno di restauro, di interventi specialistici soprattutto nel reparto delle canne sonore, ma non solo. Un organo muto è come una biblioteca ricca di libri ma chiusa agli studiosi, è come una pellicola cinematografica che tutti ammirano ma nessuno può vedere. Un organo muto è uno spreco per la musica in se e per la cultura in generale. Allora bisogna intervenire. Non me ne vorrà l'amico Don Guido se mi permetto di lanciare quest'appello per il recupero del magnifico ed antico strumento sul quale si può eseguire preferibilmente un repertorio musicale, italiano-francese, a cavallo tra la fine del '500 - e il 1600 e tanta musica liturgica. So perfettamente che, come al solito, è una questione di soldi, di tanti soldi per progettare pianificare e realizzare il “restauro”. Ma so pure che il paese non può privarsi oltre di questo inestimabile gioiello e che bisogna fare tutti gli sforzi possibili affinchè a Sant'Oreste possano risuonare le voci di quello strumento che molti ci invidiano.
Come Proloco siamo pronti a collaborare ad ogni iniziativa praticabile per la rinascita dell'organo della Collegiata di San Lorenzo. Giorgio Boari Ortolani.


Chiesa di San Lorenzo - Redentore benedicente. Il dipinto viene ricordato, dalla tradizione locale, custodito sul primo altare sinistro della colleggiata, patronato della confraternita del Gonfalone e portato in processione la sera del 14 Agosto. Le uniche notizie storico critiche riguardanti l'opera sono di Tomassetti e del De Carolis che lo attribuisce a scuola umbra, datandola al '400. Analoga epoca viene indicata nella catalogazione svolta dalla SBAS nel 1930. La scheda reca però una postilla, in cui viene messa in dubbio la veridicità della datazione, sulla base di una “carta” del 1792 recante la “nota di spese fatte per il SS.mo Salvatore di Sant'Oreste… per il pittore… per la tela…. per tavola e falegname e per veste”. Il famoso quadro da anni attende un restauro ed uno studio approfondito.


La croce di bosso. Lo studio della Professoressa di Padova Anna Pantani offre altre Croci, molto simili, esistenti in Italia e nel mondo, il cui autore è un veneziano Giorgio Lascaris detto anche Giovanni Zorzi. Uno dei risultati raggiunti dallo studio della professoressa è la datazione dell'iscrizione nel tassello di chiusura della croce cioè la data di fine lavoro: Marzo 1546. Dopo il 1870, per paura che fosse indemaniata come gli altri beni delle chiese, essa venne affidata al Comune, che tuttora la conserva. Lo stupendo lavoro ha sempre destato grande interesse, fino a sollecitare anche quello di male intenzionati che la rubarono in due occasioni: la prima nel 1893, la seconda nel 1921. In entrambi i casi l'antico monumento fu ritrovato.
Sulla sua conservazione ci giungono notizie non molto incoraggianti: è attaccata dalle muffe. L'ambiente che la conserva non è sicuramente adatto. Va affrontato urgentemente il problema.


Il campanile romanico della Chiesa di Sant'Edisto.
Il campanile a pianta quadrata, addossato alla chiesa sul lato d'ingresso conserva ancora oggi la sua antica struttura. Fu costruito interamente in laterizio con finestrelle monofore e bifore, con cornici pure in laterizio, ora richiuse tranne una trasformata in forma rettangolare. Cornici di laterizi scandiscono i piani e la copertura è sostenuta da mensoloni in pietra.
Il Progetto di restauro è al vaglio della Soprintendenza ai beni architettonici.


La Chiesa di San Nicola.
La chiesa originaria del complesso monastico non doveva avere l'odierna struttura, infatti l'attuale porta d'ingresso interrompe un grande affresco, che si estende su tutta la parete, riproducendo una Assunzione, opera seicentesca del pittore francese Cristoforo Tutti Santi. Sul lato opposto all'ingresso si trova l'unico altare, ornato di colonne, dove si ammira l'immagine di Maria, dipinta su tavola dal pittore Cavaliere Giuseppe Cesare D'Arpino. L'altare fu costruito nel 1752 da Pietro Ugolini, lo stesso che lavorò al prospetto frontale della chiesa di S. Lorenzo. L'interno della Chiesa è aggredito dall'umidità, soprattutto nella parete destra. Occorre uno scavo di deumidificazione. Speriamo che si intervenga al più presto.


La Chiesa di San Silvestro. Il tempio conserva ancora pregevoli resti di pitture votive, rimaste sepolte per decenni sotto la calce riportate in parte alla luce nel 1862 e restaurate nel 1930 per opera del prof. Lorenzo Lecconi Principe. La datazione degli affreschi posteriori al mille, va dal tre al quattrocento e si trovano dovunque lungo le pareti i pilastri, sul presbiterio, nella conca absidale e nella cripta. Altri lavori di restauro alle pitture murali sono stati fatti nel 1978/79 dalla cooperativa C.B.C.
Ad Ottobre 2007 si è concluso l'ultimo restauro agli affreschi finanziato dalla Provincia di Roma e condotto dalla Ditta Gugliandolo che aveva già restaurato le scene della vista di Santa Barbara.


La villa romana in località Giardino. In località Giardino c'è una importantissima testimonianza archeologica alle falde del Soratte. Vi sorge una villa romana di notevole estensione del I° sec. a.C. Presenta pavimenti con mosaici a disegni geometrici di pregevole fattura e perfettamente conservati, pareti affrescate con figure mitologiche femminili, materiale archeologico di notevole interesse. Da una analisi archeologica compiuta tra il 1881 e il 1887 risulta che: “nel versante sud del Soratte, poco lungi dalla chiesa di S.Maria e nella località denominata il Giardino restano grandiosi avanzi di un edificio romano. La casetta fondata sopra tre celle oblunghe costruite in calcestruzzo e coperte da fornice a tutto sesto. Queste si estendevano in direzione sud fin sotto il casale diruto la cui fondazione rappresenta un grande recinto rettangolare di solido calcestruzzo spalmate di cemento idraulico. Da anni ci si sta occupando della Villa. Abbiamo ottenuto che quel territorio entri nel piano d'assetto della Riserva. Il comune ha promesso che nel nuovo piano regolatore la inserirà come Parco Archeologico.


Santa Maria Hospitalis. La situazione al momento dell'inizio dei lavori si presentava con un pessimo stato di conservazione caratterizzato da distacchi dell'intonaco dalla struttura muraria portante, decoesione dell'intonaco stesso, spanciamenti delle pareti con conseguenti vuoti strutturali all'interno della muratura, precedenti stuccature in cemento, efflorescenze saline in atto. Conseguentemente allo stato di conservazione, la pellicola pittorica è andata quasi completamente perduta: rimane sulla parete centrale in alto a sinistra un accenno al disegno di quattro figure di Santi e su tutte e tre le pareti nella zona bassa una decorazione geometrica ancora in discrete condizioni. E' importante far notare che anche oltre i 2,70 m di altezza da terra, dove si era già proceduto con un restauro di tipo conservativo ed estetico, sono presenti simili danni alla struttura portante. Inoltre è necessario un intervento di consolidamento anche nella zona dell'abside della chiesa più antica, laddove sono state ritrovate le pitture riguardanti San Sebastiano e sull'arco decorato che le sovrasta. In generale si può affermare che l'intera struttura della chiesa richiede un controllo sia dal punto di vista conservativo che dal punto di vista estetico. In questi giorni si sta valutando un intervento al tetto.




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