Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

A Colonia
Sono state tre le ragazze di Sant'Oreste che con le loro scuole romane hanno vissuto le giornate della GMG a Colonia in Germania. Una di esse, Martina Spinilli ci ha mandato questo contributo che noi volentieri pubblichiano.

“Arieccole” è lo slogan della Diocesi di Roma per la Giornata Mondiale della Gioventù. Ho condiviso questa esperienza con un gruppo di Roma di diciotto persone. Siamo partiti il 14 Agosto con il treno (25 ore di viaggio) e siamo tornati il 22 Agosto; abbiamo dormito nella palestra della Scuola di Bonn. La giornata più bella e stancante è stata la veglia (Sabato e Domenica). Ci si alzava alle cinque con la musica dal vivo di due volontari tedeschi e in fretta preparavi lo zaino, mangiavi, partecipavi alla messa e partivi… prima l'autobus, poi il treno, una navetta, e poi a piedi verso la spianata che è un grosso campo allestito per l'accoglienza di un milione di persone, ma non ci si crede che siamo così tanti finché non lo vedi con i tuoi occhi… lo capisci solo la sera prima della veglia, quando sono arrivati proprio tutti e ti alzi, ti giri e vedi tutto il campo intorno a te colorato; sono le bandiere, le magliette, gli zaini... mille colori, mille persone che mangiano, dormono, ballano, cantano, camminano! Poi ad un certo punto scende il silenzio, tutti si fermano, si siedono... è impressionante! Tutte le persone incontrate per strada, sui treni, nelle chiese sono lì ….tutte! Ho conosciuto gente di tutto il mondo (Venezuela, Minnesota, Spagna, Africa…) tutti giovani, quasi 1 milione, riuniti da una sola cosa... è stato bellissimo! Però devo dire che all'inizio ero molto titubante nel partire, sia per paura degli attentati, sia perché non sapevo cosa avrei fatto e chi avrei incontrato, ma ora dico che ne è valsa la pena perché è stata una esperienza che sarà difficile, se non impossibile, dimenticare.”

Grazie Martina. Veramente bello il racconto di questa esperienza.
San Zirvestro, finiti certi chiassi
Volendo venì a Roma a cose leste,
disse a una bella mula co le ceste:
curre, per Dio, ch'er vento nun te passi.

A la mula je presero le creste;
e con gnente de più che de tre passi,
lassanno le pedate su tre sassi,
se ne venne si qui da Samt'Oreste.

Cristo! Senza speroni e senza brija,
ma solo co la frusta de la fede,
pe 'gni passo volà sedici mija!

Insomma, cazzo, la faccenna agnede
Che, o sta mula era er diavolo o la fia
Fece er viaggio in tre sarti, e spregò un piede
.


Un breve commento al sonetto del Belli è doveroso non tanto per esprimere compiacimento sulla maestria e sull'arguzia del poeta, quanto per evidenziare ancora una volta (ove ce ne fosse bisogno…) come la storia delle tradizioni di Sant'Oreste abbia avuto un significativo peso nella cultura popolare dell'Urbe. Il Belli racconta con sorniona e gioconda ironia la storia del cavallo di San Silvestro che con tre salti arriva Roma. Questa è una storiella che i santorestesi conoscono bene e che una volta dovevano conoscere bene anche i romanesi. Se il poeta infatti dedica un sonetto a questo mitico e fantastico fatterello (Belli raramente si faceva sfuggire l'importanza delle tradizioni o delle narrazioni che stavano più a cuore al popolo), significa che anche per una realtà come Sant'Oreste c'era spazio nella cultura popolare romana. Per attualizzare, vuol dire che sarebbe doveroso da parte della amministrazione intraprendere e sostenere tutte le strade percorribili affinchè la nostra storia locale non diventi irrimediabilmente museale ma sia sempre viva e possa essere rilanciata da una attività di sostegno cultural-pubblicitaria strategica ed efficace (possibilmente anche con ritorni d'immagine in orari televisivi più accessibili ai comuni mortali…). Attività letteraria, storica, archeologica, archivistica, naturalistica, territoriale, fluviale, erboristica, paesaggistica, religiosa, ambientale, zoologica, geologica, riservistica, economica, outlettistica (scusate la pedanteria). Gli interventi sarebbero tanti e tutti degni di fervida attenzione perchè Sant'Oreste col suo ricchissimo parterre tradizionale e culturale lo merita e le sue origini, la sua collocazione geografica, la sua dinamica economico-sociale nel corso dei secoli, il suo ruolo antico moderno di avamposto di difesa e di controllo del territorio sino a Roma ancora troppo poco sono stati studiati. Certo, lo sforzo è e dovrà essere enorme. Richiede lavoro, impegno, denaro.
Soprattutto richiede strategia di comunicazione nuova, tecnologica, mediatica, telematica, interattiva…richiede meno ruspantismo e più professionalità, soprattutto laddove bisogna interpretare e fare proprie le richieste del popolo senza ulteriori forzature interpretative, spesso di comodo o ad usum delphini. Gli sforzi della Pro Loco, di Soratte Nostro, del Corteo Storico, delle varie associazioni che si prodigano per il paese- sempre encomiabili, divertenti e apprezzabili i lavori di Atera propriu cusi - crediamo che non siano sufficienti, o forse sono scarsamente efficaci, per trasmettere all'esterno le ricchezze variegate della nostra tradizione e della nostra attualità. Serve un concorso di idee e di fervore amministrativo, una programmazione degli eventi e/o della cultura che non possiamo delegare oltre al caso o all'episodio. Se è vero che anche il Comune funge da Ente imprenditore, è anche vero che la cultura d'impresa è uno strumento fondamentale per riconoscersi in essa e per contribuire a sviluppare il senso di appartenenza e i valori espressi da quella impresa, cioè del Comune che nello specifico si chiama Sant'Oreste!

ANGELO CAPPELLI
Di Oreste Malatesta


Una figura molto cara al popolo di Sant'Oreste fu Angelo Cappelli, medico come suo padre Bonaventura, ma che, per vari motivi, non esercitò effettivamente la professione. I primi ricordi dell'amicizia che mi legò ad Angelo risalgono alla fondazione della società di calcio US Soratte. Allora avevo 12 anni e, per allenarci, dovevamo andare nel campo sportivo dei Pretini, nella zona della Stazione. Non esisteva ancora il campo di “Mantrolu“, poi giustamente dedicato ad Angelo Cappelli.
Quando, in seguito, egli fondò gli “allievi” del Soratte insistette molto che io facessi parte della rosa, composta in prevalenza da quel gruppo di miei amici chiamati gli Howewars. Mi pentii di avergli detto no: avrei potuto fare come mio cugino Stefano, che, pur vivendo in collegio con me a Frascati, invece partecipò a questa bellissima esperienza. L'insistenza con cui cercò di convincermi a far parte degli “allievi” fu la prima occasione utile per stringere un'amicizia che continuò fino alla sua prematura scomparsa. Altra opportunità che mi permise di apprezzare la sua sconfinata generosità si presentò quando il gruppo degli Howewars, nel 1973, fu incaricato di allestire il Festival dello Scolaro. Non sapevamo dove sbattere la testa perché non avevamo capacità organizzative (come i fondatori, i Brandory), né i soldi necessari per affrontare il benché minimo acquisto. Anche allora, come oggi, quando un attività culturale veniva proposta dai santorestesi le strutture pubbliche non avevano mai stanziamenti; quando, invece, si trattava di far venire strimpellatori esterni i soldi si trovavano. Per tanti le iniziative propinate dall'alto sono la vera cultura: poi succede che alle manifestazioni degli artisti locali (Festival dello Scolaro, Atera propiu cusì …) la gente riempie le sale, mentre quelle calate dall'alto le diserta. In quella occasione soltanto Angelo e l'allora Parroco don Antonio Giacomini ci aiutarono. Angelo, in particolare, tirò fuori di tasca propria i soldi necessari, ci seguì (anche quando facevamo le prove) con un affetto (oserei dire) paterno e fu felicissimo, quando, alla fine del festival gli esprimemmo tutta la nostra riconoscenza con una targa ricordo, che, rispetto a quello che aveva fatto per noi, equivaleva a niente. Altra circostanza per un approfondimento della nostra amicizia fu, paradossalmente, uno scontro di natura culturale e politica: ci trovammo, in occasione del referendum sul divorzio, su posizioni differenti. Angelo, infatti pur essendo un cattolico autentico, nonché un militante della Democrazia Cristiana, aveva scelto di schierarsi con il fronte divorzista. Ricordo le discussioni e le notti trascorse, sugli scalini di Portavalle, a ragionare su questo argomento. E devo confessare che non poche idee trasmessemi da Angelo, proprio in questa occasione, mi aiutarono a superare le mie forti simpatie per i movimenti dell'estrema destra di allora e mi permisero di aderire ad un cattolicesimo pieno, semplice senza altri aggettivi. Mentre in quel periodo andavano molto di moda i cattolici aggettivati: cattolici progressisti, quelli tradizionalisti, quelli liberali, quelli per il socialismo … Ad eccezione di questa divergenza ho sempre avuto con Angelo una sintonia ideale piena, anche perché il suo impegno politico era sincero e genuino, non condizionato da interessi particolari: per questo egli non si è mai coinvolto direttamente nell'amministrazione della cosa pubblica a Sant'Oreste. Amava dare il suo contributo di idee dal basso e diceva spesso di soffrire quel naturale conflitto di generazioni che, nel vecchio dialetto santorestese, si esprimeva con un'espressione significativa “Voi gjiatti nun capite niente!”. La sua morte prematura turbò tutti per le circostanze tragiche in cui avvenne, ma soprattutto perché ci venne a mancare una persona che amava cordialmente il nostro popolo.
Anfiteatro presso ex cave del Soratte
Le cave
Di Francesco Zozi


Questa è la storia degli insediamenti industriali in loc. Fondo delle Pozzare da tempo dismessi e semidistrutti, oggi pericolosa testimonianza di un uso poco rispettoso. Dai documenti - delibere consiliari - queste le tappe principali per leggere gli insediamenti che ancora oggi insistono in quell'area, parte della riserva naturale del Soratte, le cui ferite vanno rimarginate come è avvenuto con la cava trasformata in elegante anfiteatro. Nella seduta Consiliare del 13 dicembre 1952 vennero adottate in modo separato due delibere relative a due richieste presentate dai Sig Bellucci. La prima riguardava il fitto di una cava di pietra in loc. Fonno delle Pozzara e la seconda la costruzione di una fornace per calce, nella zona sopra la strada detta della Forestale, con la vendita di circa 300 mq. di terra. Il sindaco era il Cav. Amedeo Ortolani. Nell'adunanza Consiliare del 31 Ottobre 1953 fu concessa un'area di 100 mq annessa alla precedente per costruirvi uno stabilimento per la produzione di calce idrata. Gli atti deliberativi vengono seguiti nel 1954 da un atto di vendita stipulato dal Comune e dai compratori - Sigg.ri Bellucci. L'area così venduta ammonta a 450 mq. Si conclude con questo atto la prima parte. Con l'andare degli anni e l'aumento della attività produttiva i Sigg.ri Bellucci rivolgono altre richieste: Il Consiglio Comunale del 10 Settembre 1960, vista la documentata istanza in data 16 Novembre 1959 con la quale i fratelli Bellucci, trovandosi nella necessità di provvedere alla ricostruzione del reparto per la produzione della calce idrata, chiedono l'alienazione a proprio favore di mq. 360 di area comunale e precisamente la porzione di terreno antistante le fornaci sito in tenimento di Sant'Oreste Fondo delle Pozzara, distinto in catasto al foglio 9, particella 6, si delibera l'alienazione. Sindaco era Mario Marco Zozi. In un atto consiliare del 9 febbraio 1965 si rettifica l'area da alienare in mq.695 (superiore a quella deliberata “perché oltre alla superficie effettivamente occupata dallo stabilimento, si è ritenuto più vantaggioso incorporare le aree adiacenti non più utilizzabili da parte del Comune, così da formare un lotto abbastanza regolare con confini rettilinei”. Sindaco era Foschi Lallo. Trascrizione alla Conservatoria dei Registri immobiliari di Roma dell'atto di vendita. In particolare - si legge nell'atto - “la parte acquirente, in relazione allo scopo della vendita e cioè per le finalità industriali, deve costruire sopra una parte dell'area alienata e come tratteggiato nella planimetria allegata al contratto stesso un opificio per la produzione di calce idrata. L'area non occupata con la costruzione dovrà rimanere libera e formare per sempre unico corpo con l'opificio e comunque non potrà mai essere frazionata e venduta. Nel caso in cui in proseguo di tempo la costruzione dovesse essere demolita per la cessazione dell'attività industriale o per altri motivi l'area dovrà ritornare al Comune, se questi ne farà richiesta, e in tal caso per la valutazione del terreno verrà interpellato l'Ufficio tecnico erariale unico e solo competente in materia. Comunque l'area non potrà mai essere destinata a scopo edilizio senza esplicita autorizzazione del Consiglio Comunale (16 Aprile 1966) Sindaco Foschi Lallo.”
La storia
Delibera del Consiglio Comunale del 20-10-1891 per l'istituzione dell'Asilo infantile
.
“Lo scopo principale che la giunta si è prefisso di raggiungere coll'istituzione della Scuola infantile è quello di accogliere e ricoverare durante il giorno, bambini d'ambo i sessi dai 3 ai 6 anni compiuti, che ora vagano senza guida per le vie e piazze del paese, quasi ignudi, scalzi con danno sella pubblica morale e contro ogni buon principio di civiltà.”
Dobbiamo notare che questo asilo è uno dei primi istituiti in Italia.
Storia religiosa: il Beato Paolo Giustiniani
Di Giorgio Boari Ortolani

Un santo eremita tra Camaldoli e il monte Soratte
Camaldoli e Sant'Oreste conservano la memoria del Beato Paolo Giustiniani (Venezia 1476 - Sant'Oreste 1528). L'eremo di Camaldoli vide infatti Paolo quale segretario generale della congregazione camaldolese e grande innovatore della Regola di san Romualdo, la chiesa di San Silvestro sul monte Soratte ha invece conservato per oltre quattro secoli i resti mortali del Beato. I due luoghi, entrambi impervi e difficilmente accessibili all'epoca, rappresentano dunque l'alfa e l'omega della vita spirituale e fisica di questo grande uomo che dedicò tutte le sue forze all'edificazione di una regola religioso-contemplativa esclusivamente rivolta al servizio di Dio. Giustiniani fondò ermei dovunque fosse possibile (o impossibile), a Cupra Montana, sul monte Cornero, nel Lazio e in altre regioni e visse la sua vocazione eremitica con il poderoso ausilio di una vastissima cultura umanistica. Profondo conoscitore della lingua greca, si dedicò agli studi ermeneutici dei testi patristici e chiosò la letteratura dei padri della Chiesa con particolare riguardo a San Basilio e san Gregorio. I viaggi in oriente, l'incontro con il deserto, Gerusalemme vanno quindi letti come metafora di un ritorno alle origini della fede alla luce del nuovo spirito interpretativo. Non è per caso infatti che il volumetto che Paolo dedica a papa Leone X (1521) rappresenta il primo tentativo organico di una radicale riforma liturgica e dell'officium religioso. In esso Giustiniani non solo chiede che la liturgia venga celebrata nella lingua del popolo ma che la stessa lingua latina fosse riservata solo ai documenti ufficiali della Chiesa e agli alti prelati in questo venendo incontro alle deficienze culturali dei preti di campagna non completamente a loro agio con il latino…. Una rivoluzione non solo religiosa, ma culturale, di una portata così vasta e organica che solo con il Concilio Ecumenico Vaticano secondo, cioè ben quattrocento anni dopo, sarà, e solo in parte, realizzata!
Giustiniani scrisse moltissimo di teologia e di spiritualità, bastino per tutti il “De vita christiana, religiosa et eremitica” e ben tre commenti al libro della Genesi. Per la modernità della sua visione religiosa e l'attualità dei suoi argomenti, i suoi lavori sono in corso di grande rivalutazione da parte degli storici e degli studiosi. Morì nel 1528, a 52 anni, come dicevo, sul Monte Soratte per una peste contratta e mal curata contratta durante il sacco di Roma del 1527 da parte delle truppe mercenarie lanzichenecche. Restò sepolto per oltre tre secoli sotto la cripta della chiesa di San Silvestro e fu merito di Don Mariano De Carolis, ancora una volta testimone oculare di una bella pagine di storia religiosa, se le spoglie mortali di Paolo Giustiniani poterono essere ritrovate e traslate. Questo accadeva nel 1932. Camaldoli e sant'Oreste hanno dunque un Beato in comune ed è in nome di questa ricchezza spirituale che i due centri non possono far disperdere il magnifico dono avuto in eredità.
NOTIZIARIO

Presepio in Famiglia: L'Associazione promuove il concorso “Presepio in Famiglia”. Invitiamo le famiglie disponibili a comunicarlo alla Pro loco. Una commissione visiterà i Presepi che hanno aderito e assegnerà ai tre migliori presepi dei premi.

Vandalismo
: ci hanno segnalato gravi danni alla segnaletica turistica nei percorsi della Riserva naturale. C'è chi si accanisce contro questa cultura locale ed ambientale, proprio nel momento in cui la fruizione del Soratte e della Riserve è sempre in aumento. Forse questo da fastidio a qualcuno?

Presentazione del volume: Il giro delle Fonti. Hanno partecipato l'Assessore Lazzari, il dott. Luigi Cimarra ed il prof. Petroselli.

L'Anfiteatro inaugurato il 9 Ottobre. Un'idea nata nel 1998 con, in quel sito ripulito in fretta, uno spettacolo teatrale. La bella struttura sicuramente merita l'attenzione di tutti per conservarla ed utilizzarla nelle stagioni primaverili ed estive. Bella la manifestazione con la Banda Interforze.

Superamento barriere: Ogni giorno i mezzi di informazione ci danno notizia di manifestazioni a favore della legge che interviene sulle barriere. A Santoreste, in cui i disabili del disco sono tanti, il superamento in luoghi pubblici è ancora assente, come le Poste ed il Centro Sociale Anziani. C'è da mettere in luce l'intervento di privati in esercizi pubblici.

Dal Consiglio Comunale: Un passo importante all'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 28 Settembre era le direttive per l'affrancazione di terreni comunali, cioè la sdemanializzazione per terreni gravati da usi civici, per poi poterli mettere in vendita. Dicono che si tratta di terreni buoni. Assisteremo finalmente ad una vera asta?
EFFEMERIDE

MORTI: Salustri Gaspare (19/9); Piermarini Giovanna (23-9); Paggi Rolando (4/10).

SPOSI: De Iulis Fabrizio - Valentina Paraschiva Vexetecy (1/10)
L'Attore
di Massimo Mirani


Forse ci siamo, incrociamo le dita e facciamo ogni altro tipo di scongiuro, consentito dalla morale e no, forse ci sono le condizioni perché nasca un laboratorio teatrale… forse. Se il lieto evento avrà la luce dobbiamo ringraziare l'insistenza di certi amici e la disponibilità di altri. Secondo il buon senso, dovremmo ringraziarli dopo, ma io lo faccio prima per impegnarli ulteriormente, o per attuare una sorta di ricatto morale nei loro confronti. Il ricattatore è disposto ad ogni tipo di bassezza pur di far nascere in paese un'attività teatrale che sia anche lontanamente imparentata con l'arte, che abbia qualcosa a che vedere con l'impegno, che non dimentichi il gioco, e che, perché no, sia esportabile (non all'estero), basterebbe a Roma.
GRAFFITI METROPOLITANI

E' vero che gli assessori hanno un permesso di parcheggio?

Ci eravamo illusi: le proprietà comunali sempre più chiuse.

La politica degli orti, bene comune, quando diventerà una realtà?

CIAK si gira
. Il Comune comunica che è un servizio del tg 2. Il giornalista si chiama Gigi Giuffrida. Il servizio, ci dicono, andrà in onda all'una di notte. A quell'ora di grande audience verrà promozionato il paese!

Il paese investito da escrementi di cani e palombelle. Salgono così le proteste dei cittadini che chiedono pulizia e ai padroncini dei cani di provvedere come la legge prevede.

Chiarimento: i graffiti non sono un obiettivo polemico contro qualcuno ma soltanto battute satiriche e di riflessione…spesso amara!

Troviamo due risposte nel numero notizie dal Comune di Ottobre 2005 alla nostra Vignetta dell'ultimo numero ”la nuova viabilità sul territorio di Sant'Oreste”: la prima è che il collegamento con la Flaminia, dall'autostrada, che invadeva l'area protetta, è stata giudicato non idoneo e che è stata proposta l'alternativa Casello-Stabia. La seconda è che il progetto di allargamento di Viale del Vignola continua ad essere nelle intenzioni dell'Amministrazione. SIC!! La nostra Vignetta ha fatto tanto? Allora è vero che c'era e c'è ancora confusione!

Parco della Rimembranza sarebbe meglio chiamarlo dell'abbandono e della dimenticanza. Gioivano i bambini intorno al sacrario dei loro bisnonni e parenti; ora piangono davanti a tanto lerciume.

Accidenti al correttore: Nel numero precedente (SNN 32) Marco Ciampani è diventato Marco Campani e Augusto Placidi è diventato Giorgio Placidi. Ce ne scusiamo con gli interessati.

Perché il giornale non ha pubblicato la cronaca della performance estiva della compagnia teatrale dialettale locale Atera Propiu Cusì?
L'angolo del Paese: Dove è stata scattata questa foto?
Tela SS.mo Salvatore
La Giostra allo Spiazzo



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