Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Il Sindaco ci ha scritto per congratularsi per il nostro giornale: “…riconosco al giornale un importante compito di servizio: la divulgazione dei fatti paesani e le interessanti discussioni che vengono riportate, sono necessarie ai fini della crescita culturale del paese...” Poi arriva qualche sciabolata: “…ultimamente trovo lo stile di Soratte Nostro piuttosto involuto; molto ripiegato su se stesso ed auto-referenziale..” continuando “…è mai possibile che si apra con un editoriale, in cui un fatto privato diventi il commento centrale?...”. Crediamo che quella polemica non sia solo un fatto privato ma che coinvolgeva diversi cittadini a cui non era stata indicata l'importanza del progetto di recupero urbano, e le cui lagnanze non possono essere chiuse con certe scenate piazzesche. Era il contenuto dell'intervento del Consigliere che era auto-referenziale ed infelice. Nella sezione “graffiti metropolitani” non affrontiamo i problemi, ma ne parliamo con battute satiriche come certe volte fa la nostra gente. Siamo andati a visitare l'anfiteatro lo abbiamo fotografato e ne abbiamo parlato per farlo conoscere ed apprezzare. Ecco ci fai un appunto importante: “…Perché non partecipate ai Consigli Comunali?...”. E questo dovresti rivolgerlo anche a tutti i tuoi compaesani. Anzi ti invitiamo a rilanciare il Consiglio Comunale con ogni iniziativa anche con quella di renderlo più accessibile. Si, quella mancanza di notizie, nel calendario della Festa dei Vicoli è voluta. Permettimi questa rivelazione perché mi vergogno che una creatura di tanti amici della Pro Loco abbia fatto una fine che tanti deprecano nonostante “l'immensità dell'afflusso” e ce ne sono tanti ma hanno paura di esternare; io l'ho fatto anche per loro. Nei graffiti ci scherzeremo ancora e ci torneremo sopra. Ma siccome vogliamo bene al paese siamo pronti, come sempre, a collaborare per un futuro migliore; per il ritorno delle regole per tutti affinché non cresca solo la cultura dell'abuso. Il dibattito è aperto anzi apertissimo.
Francesco Zozi

La vignetta che pubblichiamo, dal titolo: “La nuova viabilità” ci racconta lo stato confusionevole per lo “sventolato” sviluppo come se in questi anni nulla si è mosso da farci uscire da quella “inciviltà”, con cui molti ci presentano, e tutte le problematiche ad essa collegate. Ci hanno chiesto di accettare una falsa Roma antica a Monte i Ferru. E ci chiedono ancora, presentando progetti uno dopo l'altro per la strada di collegamento, per il polo fieristico, mentre Tuttisanti conquista Monte Uccio, agognata ascesa al Giro delle Fonti. Per ultimo il faraonico 3° o 4° ampliamento di Viale del Vignola capace di stravolgere secoli di storia e non per arrivarci per gradi anche culturali. Ma da un paese che ha sempre e solo subito, soprattutto a danno del suo ambiente, che ci vogliamo aspettare; siamo tutti figli di un occupazione ! E' strano perché non si capisce da chi.
Dopo Diocleziano (sul SNN n. 26), Costanzo Cloro (sul 29), Sant'Elena (sul 31) pubblichiamo un quarto contributo del Dr. Campani dedicato a Costantino, un altro personaggio storico che ha vissuto negli anni di papa Silvestro.

I personaggi dell'età di Silvestro (4).
Quando fu battezzato Costantino?
di Marco Campani
Zosimo, scrittore pagano del V secolo d. C., scrive che il battesimo di Costantino avvenne nel 326, dovuto ai rimorsi dell'imperatore, per la doppia uccisione del figlio Crispo e della sua seconda sposa Fausta. Costantino si sarebbe rivolto a Sopatro, intellettuale neoplatonico, filosofo e ai pontefici del Campidoglio, ma ricevuto un diniego, si rivolse al vescovo cristiano Silvestro. Quindi secondo questa tradizione, Costantino non si sarebbe convertito e battezzato nel 312 dopo la battaglia di ponte Milvio contro Massenzio, tetrarca dell'Italia; importante data è comunque il 313 quando un rescritto di Licinio, tetrarca dell'oriente, inviato ad un prefetto dell'asia minore, ci riporta l'incontro avvenuto a Milano dei due tetrarchi rimasti, cioè Costantino e Licinio. A Milano si decise sulla piena libertà della chiesa, fatto di portata universale. Costantino, secondo un'altra tradizione, sarebbe stato battezzato a Roma nel 313 da Eusebio vescovo di Roma.
Secondo gli atti di San Silvestro, versione latina del Mombritius dell'età rinascimentale, Costantino fu battezzato nel battistero Lateranense, luogo Costantino prese il battesimo dalle mani di Silvestro, dopo il 324. I due Constituta di Silvestro, uno prima di Nicea, 325, l'altro un anno dopo Nicea, concilio dove si condannò l'eretico Ario, parlano proprio di un battesimo durante una di queste sessioni romane. Il concilio romano II (324) dice al riguardo di Costantino: “ nello stesso tempo con molti nobili che godevano perché Costantino fu battezzato da Silvestro, vescovo di Roma, , guarendo l'imperatore dalla malattia della lebbra; per questo beneficio, accettato dal Signore Gesù Cristo, incominciò a predicare il Signore Gesù stesso e a confidare nei suoi benefici”. Infine, secondo Eusebio di Cesarea, Costantino, come pure afferma Sant' Ambrogio ( fine del IV secolo, sarebbe stato battezzato nell'anno 337, in punto di morte da un vescovo eretico ariano, Eusebio di Nicomedia. Così infatti conclude lo storico Eusebio di Cesarea nella sua vita di Costantino, giunto nelle vicinanze di Nicomedia, Costantino si fece battezzare “ Così Costantino fu l'unico tra gli imperatori di tutte le epoche ad essere stato rigenerato dai misteri di Cristo e ad acquistare per mezzo di essi la perfezione”. Riguardo la malattia dice Eusebio di Cesarea: “ cominciò dapprima a sentire una sorta di debilitazione nel fisico; a questo punto decise di prendere i bagni nelle terme di Costantinopoli; quando capì di essere vicino alla fine, pensò che fosse giunto il momento di purificarsi da tutti i peccati, di cui si era macchiato nel corso della vita, saldatamene persuaso che la potenza delle arcane parole e il santo battesimo potessero liberare l'anima dagli errori commessi su questa terra”. Ma se cerchiamo nella Vita di Costantino di Eusebio di Cesarea un battesimo ariano di Costantino, non ne troviamo traccia. Lo storico Eusebio parla quindi di un battesimo di Costantino in punto di morte, ma non da un eretico. Non si cita infatti nella sua opera il vescovo ariano Eusebio di Nicomedia.
GRAFFITI METROPOLITANI

Ma il Torneo di Calcio estivo, tradizione santorestese che fine ha fatto? Non se ne parla più da anni!!

Festa dei vicoli. Tante scope … ma i scopini non ci sono. Care signore occorre staccarle e pulirci i vicoli!
Salsicce, lombate, gnocchetti di fagioli, tonnarelli,…quanta cultura per le vie del paese.

Fuga dalla minoranza. Qualcuno ha commentato: Parafrasando Togliatti diremo che “Remo se ne è andato e soli ci ha lassati”.

Medici In Ferie Lavoro e la farmacia li segue. E gli ammalati aspettano.

ACNN (telefonia) sbarca a Sant'Oreste con una rete di associati a ragnatela tra gli sponsor “Giovan cacci gran secchione. Mattia lo spoletino” ... Così avrebbe detto Franceschiello nella sua famosa satira.

Festa dei vicoli 2. Un nostro redattore ha raccolto tra la gente questa testimonianza: … ”Ma ci sono i tanti forestieri che assediano i tavoli che gli pare tutto un paradiso unico nella sua fobia abusivistica, quale segreto di successo e quale entusiasmante omaggio al no berluschiano alle tasse”.
Notiziario
Il Comune di Sant'Oreste
con un Consiglio Comunale straordinario ha richiesto la riperimetrazione del Distretto Sanitario con il distacco della RMF4 dalla ASL RMF e che faccia parte della ASL. RME. Chiede ancora che l'Ospedale di Sant'Andrea divenga la struttura di riferimento del nostro distretto Tutto ciò nasce da una conformazione geografica della nostra Azienda Sanitaria RMF, molto complessa con un territorio assolutamente disomogeneo, che va dai comuni che confinano con le province di Rieti e Viterbo. In questo contesto sconsolante, non sono state neanche realizzate quelle strutture che avrebbero permesso di alleviare gli innumerevoli disagi che sono costretti a patire i cittadini del distretto RMF4.

La festa dei giovani. Giovani da encomiare per la straordinaria riuscita dei loro 4 giorni. Divertimento, accoglienza, cordialità ed ordine sono state il comune denominatore di festeggiamenti godibilissimi. Il luogo, Largo Don Germinio Abballe, nella zona demaniale ha discretamente funzionato nonostante la fortunata sistemazione della zona. Il maltempo ha in parte frenato il successo del programma.

Tre sono state le nostre ragazze andate a Colonia per la Giornata Mondiale della Gioventù. Sono tornate entusiaste e al prossimo numero ci racconteranno della loro esperienza.

Dal Giro delle Fonti. Un Giro delle Fonti partecipato e molto riuscito. Tanti i bambini che hanno potuto vedere per la prima volta Fontana “nteria”. Il giro si è concluso con un rancio a Monte Uccio, proprio nella zona del Castello di Cusignano, sottomesso da una invasione moderna e scomparso. Chi controllerà il Tevere verso Ponzano?

Festa di Sant'Edisto martire: orario religioso 12 Ottobre ore 8,15 S.Messa; ore 11 S.Messa in canto e Santa Cresima celebrata da Mons. Divo Zadi Vescovo Diocesano; ore 19 S.Messa e solenne processione.
EFFEMERIDE

Nati: Federica Batoli (1/8); Leoni Giovanni (13/8); Simone Malatesta (7/9); Giorgia Bartoli (789)
Morti: Carelli Enrico (4/8); Miscia Agostino (9/8); Nardi Giovanni (30/8); Tirabassi Arduino (4/9).
Sposi: Biancini Cristina - Leoni Maurizio (6/8/2005)
STORIA - La Fiera
L'occasione della Fiera di San Nonnoso riportata in paese ci offre l'opportunità di parlare delle nostre tre Fiere. Quella di San Nonnoso, la più antica, viene istituita nel 1876, ma da tempo immemorabile si svolgeva nel centro abitato. La delibera di istituzione dice proprio che non era più possibile farla nel centro abitato per il divieto di accesso agli animali ed allora si decide di tenerla in vocabolo Tesoro o Fellonica, l'attuale “giardino di Fellonica. Poi a Pantano, a Mantrolo, il ritorno a Fellonica. Poi alcune edizioni sul Fiume e Vicino al Fiume. Poi il ritorno a Pantano. Altra importante Fiera era quella in occasione della festa della Madonna di Maggio che si svolgeva in paese sin dal 1876, nella zona di campo di Lepido, oggi “campilebbitu” o Parco della Rimembranza. Questa resiste ancora nel ricordo dei più anziani. Altra Fiera era quella di Sant'Edisto che fino a qualche anno fa era solo ricordata da alcuni Calendari. Probabilmente, secondo alcuni storici il “ratto delle Sabine” da parte dei Romani, si tenne in occasione di una importante Fiera sulle rive del Tevere.
Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Redazione,
“FUIT QUONDAM TEMPUS” … Questo ho voluto scrivere sul quadro che riporta la foto antica di Via Giuseppe Fiori.
Voglio rispondere a quanto scritto sul n° di Luglio-Agosto del Giornalino SORATTE NOSTRO NUOVO on-line dal responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune che finisce il suo articolo dicendo: “…la cultura e l'architettura sta particolarmente a cuore a noi che siamo nati, viviamo e lavoriamo da sempre in questo paese, rivestendo un ruolo importante per il mantenimento dello stesso,ecc.”.
Anche il sottoscritto è nato e vive da sempre nel paese -escluso un periodo per la formazione culturale, morale e cristiana (come era tradizione antica) passato fuori per mancanza di mezzi finanziari e di strutture nel paese (come tanti altri) anche se, per lavoro, si sarebbe potuto allontanare, ma ha preferito sopportare sempre i disagi e i costi del viaggio e ha assistito negli ultimi 43 anni a dei veri scempi, in tutti i campi: architettonici, culturali e morali.
Tralasciati gli ultimi due (perché legati all'ambito personale), vorrei soffermarmi sui primi. Nell'arco dei secoli è sempre cambiato il volto del paese (i Romani antichi dicevano “primum vivere deinde philodophare”) a cominciare, per quanto si sa, dalla distruzione delle pitture di due pittori fiamminghi del 1566 circa, Michiel joncquoy e Bartolomeus Spranger, avvenuta all'inizio del 1700 per il prolungamento della chiesa di S.Lorenzo, negli ultimi tempi (43 anni, ripeto) la costruzione dell'edificio scolastico, la piazza presso il palazzo Caccia e tanti altri che sono sotto gli occhi di tutti, tuttavia la motivazione è sempre stata se non comprensibile, almeno scusabile. Quanto avvenuto però in Via Giuseppe Fiori, nel Luglio del 2000, non è né comprensibile né, tantomeno scusabile; si è distrutto uno degli angoli più “caratteristici” del paese e resa intransitabile, dai più. Una via. Dove erano, allora, i Responsabili di cui parla l'articolista? Erano tutti presenti: Sindaco, Vicesindaco, Assessore ai lavori pubblici. Lo stesso Responsabile e tutti gli altri Amministratori di maggioranza e di opposizione. A nulla sono valse le firme e le rimostranze dei cittadini, dal momento che dal 1999, dopo il rinnovo della Amministrazione così si era deciso, forse, colà “dove si puote ciò che si vuole”. Al Responsabile dell'ufficio tecnico del Comune (come lui stesso scrive) ed a tanti altri, stanno veramente particolarmente a cuore l'architettura e le bellezze del “nostro” paese? E “de hoc satis….”

Abbiamo pubblicato questa lettera dell'amico Brunelli Francesco, tra i fondatori di Soratte Nostro per offrire altro elemento di dibattito sulla poca attenzione, negli anni per il Centro Storico. Noi lo stiamo facendo con una ricerca fotografica che vorremo offrire all'Amministrazione, vista la sua programmata maggiore attenzione ai problemi di conservazione e di risanamento del Centro Storico. [n.d.r]
L'ATTORE
Di Massimo Mirani
E' una riflessione sul cinema poliziesco o “poliziuottesco”. Perché tutto questo successo internazionale? Solo merito di Quentin Tarantino? Non credo… Azzardo una ipotesi, solo basandomi su esperienze personali: forse quel cinema rifletteva il clima di tensione e violenza di quegli anni molto di più di certo cinema di impegno. Giravi quei film e rischiavi ... Dal 74 al 78 (anno dell'uccisione di Aldo Moro... se non vado errato) ne ho interpretati quattro, nell'ordine: “Milano Violenta”; “La malavita attacca... La polizia risponde”; “Il Commissario di ferro”; “Sbirro la tua legge è lenta, la mia no”. Una volta la polizia, quella vera, ci ha sparato addosso pensando ad una rapina, poi baci ed abbracci con i giovani agenti per lo scampato pericolo… Sono stato picchiato abbastanza duramente nella scena finale del “Commissario di Ferro”… Sono caduto da una moto fratturandomi le caviglie… E via di questo passo… Voglio dire, quando la verità riesce ad infiltrarsi nel cinema, la gente lo sente. Rimane impresso sulla pellicola qualcosa, una tensione, un'energia, non so… Senza, per carità, fare paragoni fuori luogo, non era un po' la stessa cosa per il nostro grande neorealismo… Basta così…..non voglio mettermi a fare il critico cinematografico.
Storiella locale: Patacche a Volontà.
Era il 14 Agosto 2005 e la partita si svolse presso il centro anziani. Tresette e briscola: Giorgio i Dorci e Remo Tirabassi fulminarono i rivali Giovanni i Dottore e Augusto detto Famone.
Ancora una volta piansero lacrime….e pagarono il conto
Abbiamo scritto alle poste ponendo il problema del Disservizio e degli infiniti problemi rimasti irrisolti: trasferimento in locali più idonei e superamento barriere. Loro ci hanno risposto come segue.

Con riferimento alla Sua e-mail del 01/09/2005, Le esprimiamo prima di tutto il nostro rincrescimento se il livello di qualità del nostro servizio non è stato rispondente alle Sue attese e Le assicuriamo di aver evidenziato tutti i suoi rilievi ai settori interessati per le eventuali azioni correttive. Per scrivere alle poste: info@poste.it
Sant'Edisto un patrono che viene da lontano
di F. Zozi
Terra Sancti Heristi. Questo il nome più diffuso del nostro paese nell'antichità. Proprio nella zona dove ancora oggi sorge la chiesa dedicata al Martire Romano, nel basso medioevo, è indicata la Curtis Sancti Heristi. Per corte allora si indicava una chiesa ed un piccolissimo villaggio. Presenti e non distanti altri insediamenti, come la curtis Priscani cum ecclesia Sancti Vittori, la chiesa di Santa Maria cum famulis et famulis. Quindi una serie di insediamenti che dovettero subire le scorrerie vandaliche dei tempi e che quando decidono di riunirsi e di spostarsi sull'altura del forse primitivo oppido capenate, diventano Castrum Sancti Heristi, nel 747, occupando tutta una direttrice, che tenendo per riferimento la viabilità per le campagne,si collocavano nel punto più alto, lo spiazzo, dove le difese erano naturali. Ma si diceva un Santo venuto da lontano. Edisto forse appartenente alla importante famiglia degli Aristi è martire durante la persecuzione neroniana subendo atroce morte. Dalla fede alla causa di Roma alla fede alla causa del Cristo. Il luogo del suo martirio è Laurento sulla Via Laurentina. Il suo corpo, insieme a quello di altri martiri veniva raccolto dalle donne romane convertitesi ed il loro ricordo accompagnò la vita di quelle famiglie. Anche i loro figli crebbero con questo ricordo edificando, nelle terre di loro proprietà chiese. Una di queste fu Galla che volle costruire una Chiesa in onore del Santo, proprio alle falde del Soratte in quel luogo che poi diventerà curtis Sancti Heristi. Ed altro elemento degno di riflessione è stato, di recente, la scoperta che la lastra con l'epigrafe della consacrazione della chiesa di Santa Romana, altro non era che una elemento tombale romano, sul cui retro c'è un elenco di nomi dove ricorre spesso la famiglia “aristius”. Una lapide sepolcrale proveniente da dove? E' un frammento romano come tanti altri che abbondano nel territorio e che testimoniano la presenza di vaste colonie romane riunite in ricche ville ed anche di una presenza di fattorie organizzate per la produzione di prodotti per la città che venivano inviati via Tevere. Quindi intorno al martire romano c'è una sorta di scavo archeologico che ci permette di vedere più in profondità tutto un territorio e la storia che vi ruota attorno. La sua festa ricorre il 12 Ottobre e Sant'Oreste si sta preparando con manifestazioni culturali e popolari.
SAN NONNOSO, FESTA DELLA MEMORIA
Il programma della Festa di San Nonnoso quest'anno presentava, tra le altre, due iniziative che potremmo definire “della memoria”: entrambe sono state presiedute dal Sindaco Mario Segoni, il quale, insieme alla sua amministrazione, ha dimostrato una rinnovata sensibilità sui temi riguardanti la nostra storia. Con la prima manifestazione, svoltasi nel pomeriggio del 2 settembre, è stato presentato il libro di Gianni Lazzari, intitolato “Ghjarì, butta ghjo a ghjave …”, un libro scritto a sei mani, insieme a Giorgio Placidi (Mazzone) ed al Prof Giovanni Ciamarra. Il libro, suddiviso in tre parti, è stato accolto con grande interesse dal pubblico che ha partecipato all'evento con un vivacissimo dibattito. La prima parte del libro presentava, per la prima volta, la grammatica del dialetto (meglio della lingua viva) di Sant'Oreste. La seconda parte alcuni tra i più bei racconti di Mazzone, scritti in santorestese e pubblicati da Soratte Nostro. La terza parte, invece, ha presentato un glossario curato dal Prof Ciamarra. Di fronte al pericolo della globalizzazione, che tende ad omologare le espressioni originali del popolo, questa opera assume un'importanza capitale, perché offre a noi, ma soprattutto ai giovani, il ricordo delle espressioni più geniali e più vive della saggezza dei nostri avi. L'altra manifestazione invece è stata un dibattito sul tema del monachesimo, preceduto da una comunicazione di Oreste Malatesta. Il monachesimo sembra un'esperienza lontana dalla nostra sensibilità, ma che, invece, ha influito molto sulla vita civile e religiosa della nostra comunità, che, con lo Statuto di Santo Resto del 1562, fortemente influenzato dalle regole del monachesimo occidentale, ha conosciuto forme di autonomia organizzativa, politica e legislativa oggi inconcepibili. In particolare è stato evidenziato che San Nonnoso, vissuto 1500 anni fa, è stato uno dei pionieri di quell'opera di civilizzazione dell'Europa, che ha avuto le sue origini intorno a Roma, con San Benedetto e con San Gregorio Magno, e che il Soratte è stato uno degli spettatori privilegiati della storia antica e recente. L'interesse dimostrato per tali iniziative fa sperare che altre ne seguano per favorire tra il nostro popolo la coscienza di appartenere ad una grande storia.(Viator)
Al centro con la barba bianca e fucile tra le mani, il Brigante Gasperone
Gasperone ed il fotografo. Rarità di brigante
di G.B.O.
Malinconia e rassegnazione sembrano dominare questa foto scattata nel carcere di Civita Castellana nel 1870. In essa è ritratto il celebre brigante “Gasperone, il lupo di Sonnino”, al secolo Antonio Gasbaroni, insieme ad altri cinque poveri vecchi anch'essi detenuti. Il fotografo fu un anonimo bersagliere che di ritorno dalla breccia di Porta Pia passò per il Forte del San Gallo adibito a carcere per liberare i detenuti politici. Il brigante, che si era costituito con la sua banda in occasione dell'anno santo del 1825non aveva nulla a che spartire con i detenuti politici…ma certo i quarantacinque anni ininterrotti di carcere devono aver colpito il bersagliere. Eccoli qui, dunque, il terrificante Gasperone che pare abbia operato anche nelle nostre zone…eccolo qui, barba lunghissima, sguardo dimesso…impugnare un vecchio schioppo in disuso e perdersi nell'obiettivo di una camera fotografica in cerca di rarità. Ed è veramente eccezionale questa foto che ritrae il vecchio brigante devoto alla Madonna. Si…perché la storia di Gasperone e della sua particolare e vissuta devozione a Maria va davvero raccontata tutta… Alla prossima.



HOME | CONTATTI | CHI SIAMO
Designed by: Carlo Portone © 2007-2012
Tutte le fotografie: © Carlo Portone
sito ottimizzato alla risoluzione di 1024x768 pixel - carattere medio con I.E.