Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

L'Anfiteatro c'è !!
Il lavoro inserito come recupero in una cava dismessa è un elegante intervento che riordina ed abbellisce l'inizio del percorso Vita e gli inizi ai vari percorsi del Soratte. L'area potrà essere arricchita anche da piccole strutture ricettive. In quell'area, chiamata arena delle Pozzare, il 29 Luglio del 1997si svolse alle ore 21 uno spettacolo con grande partecipazione di pubblico. Nacque allora l'idea di un progetto che oggi e diventato realtà e sicuramente è un fiore all'occhiello per la sensibilità nel recupero, dell'Assessorato ai lavori pubblici. Sarebbe interessante chiamarlo Anfiteatro nell'Arena delle Pozzare.
Cippo funerario in Piazza Cavalieri Caccia
LAVORI PUBBLICI
A Sant'Oreste si decidono i lavori di intervento pubblico a seguito di inderogabili esigenze o a seguito di graziose generosità rivolte a fortunati cittadini da parte del Comune? La domanda è d'obbligo perché, a sentire qualche Consigliere Comunale, (testuale): “cete da ringrazià cumè vi facemo i lavori” (si parlava di Noceto), sembrerebbe che l'intervento comunale prenda vita in chissà quali preamboli, in chissà quale democrazia e soprattutto in chissà quale concetto di cosa pubblica. Non entriamo nel merito della battuta perché abbiamo ben altre cose a cui pensare e perché siamo certi che è e resta dovere dell'Amministrazione intervenire laddove le urgenze siano manifeste, a prescindere dai fantomatici favoritismi che invece qualcuno insinua nella pubblica piazza. Inoltre, aggiungiamo che straparlare e/o parlare senza avere competenza specifica o peggio senza conoscere minimamente il problema è sinonimo di caduta di stile non solo dell'amministratore che improvvisa, ma del profilo politico di tutta l'Amministrazione di cui esso è membro. Soratte Nostro resta in attesa di conoscere da parte dell'Amministrazione non solo la specificità degli interventi in fase di realizzazione, ma la filosofia, le scelte, le congruenze che hanno determinato proprio quel tipo di intervento. Soltanto con la partecipazione più ampia dei cittadini, con la discussione e se possibile con la condivisione, si possono determinare quei requisiti base per una sana crescita urbana e culturale. E' chiaro, per chiudere, che gli improvvisatori hanno fatto il loro tempo.
NOTIZIARIO

Su iniziativa della Pro Loco e di Avventura Soratte è nata un'interessante iniziativa che racconta il Giro delle Fonti e “i riti dell'acqua e della terra” dell'antropologo Antonello Ricci. Il Libro verrà presentato ad Ottobre. L'elegante opuscolo è dedicato all'amico Mario Capelli.

Intervento su parte della pavimentazione della strada principale dissestata per precedenti manomissioni. E' il primo intervento nel Centro Storico. Le vie parallele a Via Umberto I° e tanti vicoli sono impraticabili. Insistiamo ancora, ripuliamo il paese da tettoie abusive, dalla plastica, da eternit, dalle tegole di plastica.

Stiamo notando una presenza ed una vigilanza maggiore; speriamo che i loro taccuini siano pieni di segnalazioni, del degrado, dell'abuso, di strade chiuse dalle macchine, da una illuminazione precaria. Poniamolo il problema del Centro Storico; lo si affronti!!!

Invitiamo tutti cultori del dialetto e soprattutto i giovani alla presentazione del del libro ”Ghjarì butta 'ghjo a 'ghiave” il 2 Settembre ore 17,30 presso la sala convegni di palazzo Caccia Canali

Rinnovato il C.D. dell'Associazione Avventura Soratte. Auguri al nuovo Presidente Maria Biancini da parte della redazione di Soratte Nostro Nuovo.
I personaggi dell'età di Silvestro (3). Elena.
di Marco Ciampani
Nata a Drepano in Bitinia, fu ostessa in una taverna di questa città. Secondo altre leggende fu regina dei Britanni. Comunque si sposò con Costanzo Cloro, tetrarca morto nel 306 in Bretagna. Costanzo non sposò Elena poiché la legge romana del tempo vietava agli alti ufficiali il matrimonio con le donne del luogo. I panegiristi tentarono in tutti i modi di nascondere il fatto della convivenza non ufficiale del matrimonio. In seguito Costanzo Cloro sposò Teodora, legata anch'essa come Costanzo ai Tetrarchi dell'epoca. Costantino, figlio di Elena e Costanzo Cloro, era un figlio bastardo. Una volta eletto Tetrarca Costantino nel 306 alla morte del padre fece Augusta la madre Elena. A Treviri era presente anche Teodora con cui Elena fu in contrasto. Così Costantino esiliò Teodora a Tolosa. Minervina, prima moglie di Costantino, fu pure lei allontanata ed il figlio Crispo di Minervina e Costantino fu allevato da Elena. Nel 312 Elena è a Roma e grazie ad Osio, Vescovo di Spagna, si convertì al Cristianesimo. Secondo gli atti di Silvestro Latini, però, Elena era una filo-ebraica ed organizzò con Costantino una disputa tra Silvestro e dodici maestri ebrei rabbini nel 315. In seguito all'azione di Silvestro, Elena si convertì e chiese un luogo ove purgare in solitudine la propria anima. Si tratta forse qui del monastero sul Soratte costruito da Silvestro e Costantino come ci riporta la cronaca di Benedetto monaco del Soratte. Infatti una immagine accanto a quella di Santa Caterina di Alessandria nella chiesa di San Silvestro al Soratte sembra raffigurare Elena con il Vangelo in mano. Sembra anche che nelle uccisioni di Crispo, figlio di Costantino e Fausta, seconda moglie dello stesso sovrano, ci fu l'intervento dell'imperatrice. Questa dispiaciuta dell'assassinio di Crispo da parte di Costantino nel 326, accusò Fausta di rapporti adulterini con Crispo. Per cui Elena spinse Costantino ad uccidere pure Fausta. Così ci riporta Zosimo nel VI secolo. Elena fece nel 327/328 un pellegrinaggio in Terra Santa dove ritrovò la Santa Croce di Cristo. Venendo alla conclusione, nella scena della cappella di San Silvestro ai Santi Quattro Coronati è raffigurato pure Silvestro che assiste alla resurrezione al contatto con la Vera Croce di un morto. Infatti sul luogo del Golgota si erano ritrovate tre Croci, ma il miracolo indicò quale era quella vera. Elena morì nel 328 e fu seppellita a Roma nel mausoleo vicino alla catacomba di Marcellino e Pietro in un sarcofago di porfido rosso rappresentante un circolo di guerrieri. Forse il sarcofago era dedicato a Costantino. Sembra che Elena abbia fondato circa 48 chiese cattoliche.

Ricordiamo l'immagine di Sant'Elena nella pala d'altare (ora, dopo il restauro, presso il museo naturalistico in palazzo Caccia Canali) raffigurata con la Croce tra i santi Agostino e Nicola.
GRAFFITI METROPOLITANI

> E' mancata l'acqua perché i lavori per un nuovo pozzo hanno provocato una frana e l'acqua tutta non è stata per qualche giorno potabile. Ecco cosa è successo: Una prima ordinanza del Sindaco stabiliva il divieto di usarla per tutte le zone limitrofe. Subito dopo contrordine: anche il paese è coinvolto. Che succederà finché le analisi stabiliranno la potabilità? Ci sarà un rifornimento con autobotti? Queste allora le domande più ricorrenti. Non c'è stato niente ed abbiamo aspettato la dichiarazione di potabilità, bevendo acqua minerale ed essendo cauti nell'usarla per usi domestici. Speriamo che non accada più e che comunque vengano prese le iniziative che sono mancate.

> Tante strade asfaltate che dicono portano i nomi. “Male lingue“. Ma i tanto strombazzati milioni per il Centro storico?

> Chiediamo ancora, ma quel bando sul Centro storico a cui erano state aggregate a forza anche le zone limitrofe sta andando avanti?

> Il Piano di Recupero dov'è? A parte che i cittadini approfittano e si arrangiano. Nessuno controlla o verifica. Un suggerimento agli amministratori: giratelo questo paese e vi renderete conto di quanti danni irreparabili ha subito e subisce.

> Porta Valle si chiede: quando vedremo la vigilanza in giro che segnala, che interviene, che previene, che alza gli occhi e veda?

> Vogliamo risolvere il problema dei parcheggi con i vigilantes? Siamo seri… e smettiamola con queste liti folklo-commerciali.

> Perché non riprendiamo i rapporti con Iasi in Romania, dato i problemi che abbiamo noi ed hanno loro, vista l'alluvione?

> Ci permettiamo di intervenire: Che succede sul Monte Soratte? E' vero che si è avviata una trattativa con la Curia? Finalmente gli Eremi saranno salvi? Un importante incontro dice la gente; due Vescovi e tanta gente in cravatta. E i muratori ?

> Il marciapiede di Viale del Vignola segna le prime vittime. Prima o poi occorrerà provvedere.

> Il fico. Sempre su Viale del Vignola sporge la pianta che presto invaderà il marciapiede. Aspettiamo i primi ficocci.

> Festa dei portici anticipata e mai realizzata. Qualcosa comincia a funzionare a Sant'Oreste.

> Festa dei vicoli a Ponzano. A quando la festa della zitella a Sant'Oreste?
Il decimo Apostolo
di Maurizio Sersanti
Girando Roma in lungo e in largo per lavoro, sono capitato in via Rovereto ( quartiere Trieste ), dove sorge una piccola chiesa dedicata a S.Giuda. decisamente un santo inaspettato, tanto più che io ricordavo un Giuda traditore e meschino. Entrato in questa graziosa chiesetta, in realtà ho scoperto che S. Giuda era fratello di Giacomo, Apostolo anche lui, figlio di Alfeo e di Maria di Cleofe e sorella della Vergine Maria e quindi cugino di Gesù. Fu soprannominato Taddeo "Thad" che significa "dolce, misericordioso, amabile, generoso" e "Lebbeo", coraggioso. Da bambino senz'altro come coetaneo frequentò la casa e il cugino Gesù. Entrambi crescevano accanto alla Vergine Maria. Probabilmente fu lui lo sposo delle nozze di Cana di cui ci parla il Vangelo. Giuda fu uno dei primi a ricevere l'invito di essere Apostolo; San Giuda fu quindi uno dei dodici Apostoli ed è annoverato, secondo San Marco, al decimo posto della gerarchia apostolica e, secondo San Luca, all'undicesimo posto.
Purtroppo il nome del traditore, Giuda Iscariota, è causa che molti dimentichino quello di Giuda Taddeo. Dal secolo XVIII viene invocato quale patrono dei casi disperati, degli affari senza rimedio, il Santo degli impossibili.
La Chiesa celebra la ricorrenza il 28 Ottobre giorno del suo martirio. I resti mortali dell'Apostolo che evangelizzò la Mesopotamia e la Persia vennero in seguito trasportati da Babilonia a Roma e depositati nella Basilica di S. Pietro nella cappella laterale di S.Giuseppe detta pure della Penitenza, a sinistra della Confessione.
La Traviata di Verdi a Sant'Oreste
Una splendida Violetta…
di Giorgio Boari Ortolani.
Un'ottima rappresentazione di Traviata ha dato il via alla stagione musical-culturale estiva santorestese che, come al solito, si chiuderà con i festeggiamenti di S. Nonnoso. Felice esecuzione, dunque, resa ancora più brillante da un cast vocale e strumentale di prima grandezza. Bellissima, chiara e sicura la voce di Violetta nella interpretazione di Mimma Briganti, un soprano drammatico di grande temperamento musicale e a dir poco superba l'emissione del baritono Massimo Fichera nella parte di Giorgio, padre di Alfredo, autentico padrone della scena e preciso nel caratterizzare vocalmente e psicologicamente il ruolo. Ma, altrettanto bravi sono stati Di Filippo nella parte di Alfredo, i componenti del coro, i solisti del ballo e tutti gli altri protagonisti, a cominciare dalla regia per finire alle maestranze che ci hanno fatto rivivere un teatro a misura artigianale e non tecnologico, come spesso accade invece nelle manifestazioni contemporanee. Perfetta l'esecuzione orchestrale, puntuale, precisa, giusta nelle sonorità e nella chiarezza dei fraseggi. Ben diretta dal maestro La Stella, la giovanissima orchestra sinfonica Nova Amadeus ha fatto apprezzare agli spettatori la qualità del periodare verdiano e la maestria di quei concertati sinfonici che tanta parte hanno avuto nel successo del melodramma ottocentesco. Buona l'acustica della piazza Cavalieri Caccia, partecipe ed attento fino alla fine il pubblico che si è goduto una bella serata operistica. Applausi a non finire per tutti gli interpreti. Certo, i circa 200-250 spettatori presenti (giusto il pagamento dei tre euro), rappresentano però a malapena il 5-7% della popolazione santorestese. Forse troppo poco per un evento culturale così importante ma altrettanto sintomatico nell'evidenziare che la sensibilità e l'interesse culturale non si improvvisano ma vanno costruiti costantemente nel tempo coinvolgendo fortemente, scuola, associazionismo, banda musicale, coro polifonico, parrocchia, teatro, biblioteca, sport. Un invito, quindi, alla amministrazione affinchè prenda in serio esame l'argomento della crescita culturale, collettiva e individuale…che poi è l'altra faccia nobile della maturazione civile e sociale cosciente.
EFFEMERIDE
Sposi
Giuseppe Vetrice-Pompili Michela (9/7)
Nati: Matteo Ianni (13/7)
Morti: Tonanzi Pierina (18/7)
Laurea
Auguri alla neo Dottoressa Ilaria Menichelli che si è laureata in Giurisprudenza con 110 e lode.
L' Attore
di Massimo Mirani
……Tirava un vento fortissimo, ricordo un grande salone, un camino angolare. Noi bevevamo birra. Le belle facce da briganti dei ragazzi, gli occhi scuri delle ragazze riverberati dalle fiamme del camino e ci raccontavamo storie….
(pensavo alle suggestioni di cui mi parlava Olmi)
Luca, credo, prendeva appunti, scriveva qualcosa….
Poi in piedi, nel grande spazio vuoto…si giocava (to play) al teatro. Cerino, Mazzone, Carlo, Peppina…..
Si improvvisava, si recitava a braccio.
In estate, miracolo, c'era il teatro nella grande Piazza, sotto le stelle, tanta gente, il buio tagliato dalle sciabolate dei riflettori, e un'energia…un'energia da concerto rock.

Caro Massimo il tuo breve intervento merita attenzione perché quel laboratorio sperimentale fu una importante esperienza proprio alla vigilia della nascita di un teatro. Purtroppo non ci fu più nessuno disposto a continuarla.
MANIFESTAZIONI ESTIVE

14-15 Agosto
Processione della Madonna Assunta ed il SS.mo Salvatore

15 Agosto ore 21
Concerto della Banda Innocenzo Ricci - Piazza Cavalieri Caccia

18-19-20-21 Agosto
Festa dei Giovani in Largo Don Germinio Abballe - Zona militare

20 Agosto ore 17,30
Presentazione del Libro sul Giro delle Fonti - Palazzo Caccia Canali

24-25 Agosto
Premio Grattachecca ore 21 - Piazza Principe di Piemonte

27 Agosto
Giro delle Fonti - Tradizionale scampagnata ecologica

29 Agosto
Festa di San Giovanni

1-2-3-4-5 Settembre Festa del Compatrono San Nonnoso

2 Settembre - Palazzo Caccia Canale ore 17
Presentazione del libro” Ghjarì 'butta 'ghjò a 'ghjave“

3 Settembre
Fiera di Merci e bestiame

4 Settembre
ore 17 “Il Monachesimo” - incontro presso la sala convegni del Museo tenuto da Malatesta Oreste

5 Settembre - ore 17,30 - Palazzo Caccia Canali
Nasce una nuova DOP olio Soratte
Ore 21 Largo Don Mariano De Carolis - Arrivederci estate con il Banco del Mutuo Soccorso in concerto.
CARITAS
E' dal 1992 che la Caritas Parrocchiale di Sant'Oreste ospita i bambini della Bielorussia, dopo il disastro di Cernobil. All'inizio del Progetto il Parroco restaurò una parte del Palazzo Abbaziale per destinarla a camerette per i bambini. Ha sempre ruotato intorno a questi bambini tanta solidarietà. Varie generazioni si sono susseguite ed hanno ricevuto la necessaria accoglienza. Crediamo che la Parrocchia ed il paese ne deve andare fiero per aver espresso tanta solidarietà. Speriamo che l'esperienza possa continuare anche nei prossimi anni.
.Piccole storie

“La disfida dell'Aretta”
E' passato già oltre un mese da quel 10 Luglio 2005 quando Giorgio i Dorci insieme a Remo Tirabassi bastonarono sonoramente il duo Fasano. Giovanni i “dottore” e Augusto detto “Famone”. Fu una partita memorabile, appunto una disfida.
(nd.r. nulla a che fare con Barletta che fa rima e basta )
Il premio Balcone Fiorito 2005 è andato alle finestre di Biancini Mirando, piazza O.Moroni ed a Menichelli Rossana per il terrazzo in via Francesco Torretti.
Le foto sono pubblicate sul sito dell'Associazione Pro Loco.
FRANCESCHIELLO HA FATTO UNA RIMA
La rima satirica di “Franceschiello” è del 1600. Molto probabilmente il soggetto accusato fu processato. Dai documenti di archivio ci è giunta una copia fotografica della sua “Satira” attaccata sui muri come provano i documenti stessi. Sino ad ora le nostre ricerche non ci consentono di dare un nome e cognome a “Franceschiello”. Presentiamo la prima parte della satira che riguardava allora personaggi della vita politica e sociale di allora.
Si esclude in maniera categorica ogni riferimento a persone. Anche perché non vorremmo fare la fine di “Franceschiello”

Franceschello ha fatta una rima
Et ha messo prima prima
Filippo Cacci attillato
Tomassuolo innamorato
Et io di un altro parere
Dirò il contrario se state a vedere:
Infelice Santo Resto
Saccio ben che tu stai fresco
Che ti scorticherai presto,
Dirò prima del spodestate
Che sta fuori tutta una state
Per non perder le sue entrate
Va scroccanno da terra in terra
Perchè i quattrini li fanno guerra
Per scroccare irria sotterra,
Dico poi de i priori
Che voglion esser lor signori
E non voglion altri fattori,
Giovan Cacci è un gran secchione
Ma Picone è un gran spione
E Felice è un gran goffone,
mezzo sbirro è il Cancelliere
ma questo bene il dovere
che da suo padre lo deve havere,
il macellaro è un gran forfante
il fornaio un gran rogante
il pizzicarolo un gran frappante,
un gran coglion è lo barbieri
et questo io lo provai hieri,
il nostro medico innamorato
fa l'amor per ogni lato
sarà poi ben raffilato.
Quello guercio de lo spetiale
È senza un dito e non ha male
Et ha un muso di carnevale,
Tutt'il dì fa li banchetti
Scorteranno i confetti
E poi scorterà farà i crocetti,
Mastro Picco è calzolaio
E ora fa lo pannaro
Qua da-m-poco farà lo chiavaro,
Piccione fa l'hosteria
Piena…………………………..
Che pare una polleria,
e lo sbirro tutto si adorna
il castaldo poi ha le corna
la moglie il pane sforna.

Fine prima parte
LA STORIA
Novembre 1933 dall'Unità clandestino.
Questa è la via per “fare come in Russia “
Problemi grossi per l'approvvigionamento idrico. Il nuovo acquedotto non andava in funzione. ”Dopo giorni di attesa” scrive il giornale “il malumore scoppiò in violenta rivolta. Una contadina si recò sotto la casa del Podestà che stava facendo il bagno: brutto porco - urlò la contadina - mentre tu ti fai il bagno, noi non abbiamo neanche l'acqua pe beve”.
Man mano la protesta dilagò ed il Podestà chiamò i Carabinieri. (tratto da L'Unità clandestino)
La “compagna” contadina rivoltosa non era altro che “zi Massimetta”



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