Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

IL SORATTE ALL'ESTERO
di Oreste Malatesta
All’ingresso dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado vi è unaantica carta geografica dell’Italia centrale (datata 1640), che indica il Monte Soratte ed il paese Santo Resto. Melo ha fatto notare la contabile di quella rappresentanza diplomatica, che conosce bene Sant’Oreste: vi capita spesso per rifornirsi della ottima farina di polenta prodotta dal mulino di Umberto De Julis. Nell’antichità il Monte Soratte compariva in ogni cartina geografica, era oggetto di attenzione da parte di poeti e pittori. Alcuni esempi: alla Art Gallery di Londra è esposto un dipinto del ‘600 che riproduce il Gianicolo “con lo sfondo del Monte Soratte” (così precisa la targhetta che riporta anche il nome del pittore inglese, che non ricordo); a Courmayeour, nel famosissimo ristorante della Maison de Filippò vi è esposta una carta del 1500 che riporta i monti più importanti della storia, tra questi viene anche indicato il Monte Soratte. Vi racconto queste cose perchè mi dispiace vedere che le cartine turistiche che circolano oggi non riportano più né il Monte Soratte né Sant’Oreste. Ho protestato vivamente presso gli uffici dell’ENIT all’estero perché gli itinerari turistici proposti escludono sistematicamente il Monte Soratte. Stessa cosa vale per le cartine geografiche dell’ACI, della De Agostini … Qualche fondata ragione esiste: mi dicono che sulle sue cartine l’ENIT riporta quelle mete turistiche in cui vi siano alberghi e ristoranti garantiti dall’appartenenza a circuiti qualificati. E’ un peccato perché, se i tour operators ignorano il nostro isolato monte, gli addetti ai lavori lo conoscono bene e, quando dico la mia origine sorattina, mi recitano “Vides ut alta stet nive candidum Soratte …” A tal proposito non posso tralasciare un recente e significativo episodio. A Bruxelles, quest’anno (era il giorno della Madonna di maggio), abbiamo avuto una riunione con i funzionari accreditati presso l’Unione Europea dalle 5 regioni del 2 centro Italia (Lazio, Toscana, Marche, Umbria ed Abruzzo). Nel discorso conclusivo mi ha commosso l’intervento dell’Ambasciatore Alessandro Vattani, che ha voluto sottolineare quanta ricchezza di storia, di arte, di natura hanno le regioni del centro Italia. Non vi sono solo Roma o Firenze o Assisi: nelle nostre terre sono presenti anche altri gioielli quali Montefalco in Umbria o il Monte Soratte, con il suo pittoresco paesello, nel Lazio. Il Soratte unisce anche chi non si è mai conosciuto. A Montevideo, tre anni fa, il Console di quella città mi presentò un illustre cittadino uruguaiano ed italiano, il dott. Piero Ortolani. Non lo avevo mai conosciuto, ma la curiosità mi ha portato a chiedergli se egli fosse il figlio di Umberto Ortolani. Quando gli ho detto che sono di Sant’Oreste, mi ha fatto festa per tutta la serata raccontando con nostalgia alcuni episodi della sua infanzia e adolescenza trascorsa, nei periodi estivi, a Sant’Oreste. Mi ripeteva spesso: “mi chiamavano u sindichicchju, per il fatto che mio nonno Amedeo, allora, era sindaco di Sant'Oreste.
LO SVILUPPO NECESSARIO
Di Francesco Zozi
Credo che lo sviluppo necessario ed utile deve avvenire, per questo paese, nel rispetto delle regole nell’alternativa turistica e culturale che deve nascere e crescere in maniera preponderante, vedendoci protagonisti. Noi abbiamo sempre sofferto l’assenza di una mentalità commerciale che guidasse la nostra economia perché il commercio diventa un secondo lavoro. Pochi, molto pochi i commercianti che vivevano e vivono di questo lavoro, quindi una indifferenza ai problemi della categoria che li fa essere lontani dall’associarsi e rappresentare così in maniera decisiva la loro categoria che dovrà affrontare nell’immediato futuro tutti i problemi che possono venire da uno sviluppo confuso e sicuramente punitivo per le attività commerciali. Dovranno affrontare, come alcuni già fanno il dato turistico; tenerlo presente, sponsorizzarlo se serve per dare un servizio di accoglienza maggiore a chi visita questo paese. L’apertura domenicale che viene già effettuata da alcuni negozi, si dovrebbe ampliare nel periodo primavera estate essendo stato il paese dichiarato città d’arte. I flussi di presenza al Soratte e in paese, rilevati da Avventura Soratte fanno ben sperare. La stessa loro attività, con la Pro loco e la Provincia, di informazione e visita, al Museo e San Silvestro e Centro Storico è la testimonianza di una presenza organizzata nel campo promozionale e turistico. Sembra invece che siano in altre faccende “affaccendati” e si dimenticano che la cultura del rispetto per il nostro patrimonio si misura anche dalle feste che facciamo, dall’impegno, dalla salvaguardia, di vicolo per vicolo, finestra per finestra, strada per strada. Perciò è necessario uno sviluppo che articoli quanto detto. Facciamolo crescere questo paese nelle regole.
CONTRIBUTO AL DIBATTITO
Il dibattito che abbiamo aperto ha suscitato attenzioni e valutazioni. Ospitiamo alcune considerazioni e risposte all’articolo di Oreste Malatesta comparso sul numero n. 20 di Agosto di Soratte Nostro Nuovo

Paolo Mascarucci
Ho sempre apprezzato gli articoli di Oreste riportati da questo rispettabilissimo giornale, specialmente quando gli articoli scritti parlavano di personaggi storici del paese e delle storie passate, ma purtroppo quando si entra in merito alle vicende politiche del paese specialmente nel commentare i risultati elettorali ci sono sempre delle opinioni diverse, ed è giusto che in un paese democratico sia così. Io però che sono stato chiamato in causa, visto che ero un consigliere di minoranza, non posso accettare un giudizio negativo dato da chi, non solo è totalmente assente dalla vita quotidiana del paese ma non si è mai interessato della vita politica, vista la latitanza nei consigli comunali. Comunque caro Oreste, ti posso garantire che non sono mai stato addomesticato da nessuno, e se non sono stato in grado di fare una forte opposizione come tu dici, posso però non pentirmi di quello che secondo me era giusto fare, anche perché non avevo ne vincoli di partito, ne gruppi di persone dove dovevo renderne conto. Sarà così anche per il nuovo consiglio e la minoranza? Io mi auguro di si, forse se vieni di più in paese lo scoprirai anche tu. Rimane la mia stima per te, sperando e non pretendendo di cambiare il giudizio sulla mia persona. Mascarucci - ex consigliere non addomesticato

Gianni Lazzari

Caro Franco. Mi dispiace annoiare te e i lettori con una doverosa precisazione. Sarei tanto contento di essere lasciato in pace, ma vedo che non è possibile. Nel suo ”Contributo al dibattito” leggo che Oreste Malatesta invita a non considerare scandalosa l’alleanza, in Comune, tra partiti avversari perché, così dice “ in passato la lista di sinistra ospitava, sotto banco, sempre qualche elemento dell’estrema destra”. Vorrei ricordare, se il riferimento è alla tua attività di assessore esterno con me, che la tua nomina, come quella di Italo Corinaldesi, non era stata “ sotto banco” ma comunicata apertamente agli elettori prima del voto, che tu eri nominato come un cittadino che metteva a disposizione la sua esperienza e professionalità personali e non come “rappresentante” della destra, che la mia lista non era “ di sinistra “ ma aspirava a costruire un progetto, chiaro e trasparente di alleanza tra sinistra e cattolici democratici aperta alla società civile (evidentemente diversa dal calderone DS,FI,SDI.AN, PRC di oggi). Per favore, si faccia oggi quel che si vuole, ma si rispettino le verità e le persone.

Giovanni Fidanza
Caro Franco, vorrei avere un po’ di spazio sul tuo giornale per alcune puntualizzazioni in merito all’articolo di Oreste pubblicato sul numero di Agosto: contributo al dibattito, nel quale egli da la sua interpretazione alle ultime elezioni amministrative. Oreste sostiene che l’accordo D.S. e Forza Italia è avvenuto alla luce del sole: NON E’ COSI’, lo abbiamo saputo solo quando nella bacheca del partito di Berlusconi è apparso il manifesto di Forza Italia con cui si dichiarava che aveva vinto ed aveva eletto i suoi due candidati nella lista di Mario Segoni Sindaco. Vorrei ricordare, inoltre, ad Oreste che il cammino di noi della Margherita nella lista di Centro-Sinistra nasce da un progetto ambizioso per il nostro paese con Gianni Lazzari Sindaco che ci entusiasmava e non a caso eravamo rappresentati in amministrazione da Brunelli Francesco, simbolo ed interprete dei nostri valori. Ho paura che alla luce delle nuove alleanze quei valori vengano meno e che quella esperienza, che tanto tempo ci aveva fatto sognare sia finita. Sarà il rammarico di non essere stato eletto ma anche politicamente questa coalizione sembra “un pasticciaccio”. Non vorrei che a Novembre per la Costituente dell’Ulivo, i dirigenti della sezione D.S., visto come sono andate le cose, estendessero l’invito anche a Forza Italia. Salutando affettuosamente Oreste, ringrazio Franco, per l’opportunità che mi ha dato.

I ringraziamenti non si accettano, perché, avendo il giornale aperto un dibattito, è doveroso che pubblichi, nei limiti del possibile, chiunque voglia partecipare. La redazione
IL MONTE SORATTE ED IL TURISMO MISTICO
Così qualche giorno fa titolava “Il Giornale” a firma di Nica Fiori. Parlando del Soratte dice: “ Sembra di essere completamente fuori dal mondo, eppure inerpicandosi per poche decine di metri si giunge al monastero della Madonna delle Grazie, il solo ancora abitato. Nei secoli passati tutti gli altri monasteri, tra cui Santa Lucia e San Sebastiano, vennero abbandonati per la difficoltà di sopravvivere in un ambiente privo di terra, e quindi non coltivabile.” Questo ambiente ben ricostruito storicamente può offrire veramente “Un turismo mistico”. La Via degli eremi ne è un percorso.
PAPAVERO ROSOLACCIO
( Papaver Rhoeas L.)
a cura di Simonetta Carlini

Alle prese con il computer, che è mio “compagno di lavoro” e con il quale ho necessità di creare una relazione, per non cadere in stati d’animo, quali la noia o l’irritazione, ha preso piede l’idea della memoria emozionale come contenitore non “asettico” che distingue per l’appunto, l’uomo dalla macchina. La memoria dunque come nostro privilegio in cui possiamo attingere delizia e sconforto, pace e conflitto interiore….. Il bagaglio che ci portiamo addosso e definisce la nostra essenza se venisse meno, le coordinate del nostro incedere assumerebbero contorni sfumati sino a farci brancolare nel buio. Facendo una relazione con la natura, mi piace credere, che l’alternarsi continuo delle stagioni, contenga in se l’idea della memoria, come dire che dopo ogni inverno, ci sarà una primavera… in un ciclo che ha inizio e non una fine. Ho scelto il papavero come fiore tipico dell’estate che ci invita a salutare la bella stagione, creando nella nostra memoria l’aspettativa della prossima. Detto anche rosolaccio, è una pianta erbacea annuale, appartiene alla famiglia delle papaveracee, i suoi fiori sono di un rosso vivo, il frutto è una capsula ovale contenente vari semi brunonerastri. Per l’uso terapeutico vengono usati solamente i petali, i quali si raccolgono alla fioritura, in Maggio - Luglio. Il rosolaccio è innocuo a differenza del pericoloso papavero sonnifero da cui si ricava l’oppio. Tra le sue caratteristiche terapeutiche quella che spicca maggiormente è la sedativa, attraverso gli infusi di petali, si ottiene un buon rimedio per il sonno soprattutto per bambini e anziani. Deve però essere utilizzato solo in situazioni di necessità e secondo le prescrizioni mediche. Il rosolaccio ha inoltre proprietà espettoranti e tossifughe, cioè calma la tosse, la pertosse e l’asma bronchiale. N.B. Data la scarsa conoscenza di ordine chimico e farmacologico, le capsule non devono essere assolutamente usate.
EMERGENZA UFFICIO POSTALE A SANT’ORESTE
di Francesco Zozi

Una lettera del Direttore Adriano Macioce sottolinea alle Poste la ”permanente emergenza dovuta alla carenza di personale”. La lettera spiega i problemi dell’ufficio e la sofferenza dei cittadini che non hanno servizi funzionali. Inoltre si aggiunge la problematica di un ufficio impossibile per il disabile e difficilmente organizzabile per prevenire i frequenti furti. Da tempo si stava parlando di trasferimento; ora si rischia la chiusura ed il cattivo funzionamento per la riduzione di personale. I cittadini sono preoccupati e pronti a qualsiasi iniziativa per avere un ufficio funzionale e rispondente alle esigenze di oggi. Il Direttore è stato trasferito; il personale aumentato. Ma i problemi rimangono

GRAFFITI METROPOLITANI
I tre moschettieri

Dal Garraf ci scrivono: ”Iemellos intra moie et maritos. Fieste, magnaria totos die. Ombre amigos hasta la vista.”

Tiro a piattello nel parco del Garraf; si è giocata la coppa dei Parchi Naturali gemellati. Il Vincitore? Hasta la vista.

Conchiglie fossili da Monte i Ferru. Là dove c’era il mare ora l’out-let ci sarà.

Il Centro Sociale Anziani contro-invita a rinfrescarsi nei propri locali con l’impianto di condizionatore.

Presentazione del libro di poesie scritto dagli stessi carcerati. Presente il Sindaco e la Giunta. Il relatore afferma che è un sentire quasi comune la frase “perché non si perdono la chiave”. Sicuramente anche li c’era qualcuno che lo pensava. Importante il Contributo del Consigliere Regionale Angiolo Marroni che da anni svolge il volontariato all’interno delle carceri.

Il nostro correttore di bozze non è molto solerte a correggere “i nostri orrori”, come quello nell’articolo della Festa della Madonna Assunta che scambia “giottesca” con “grottesca”. Sopportateci. Se no licenzieremo il correttore. Ma in momenti di crisi occupazionale lo possiamo evitare?

Missione compiuta: il prezzo degli accordi sottobanco, che sottobanco non erano e non sono, sta lievitando a dismisura. Senza un calmiere accorto, anche l’anima nobile e dissidente, dell’area di sinistra dovrà accusare il fallimento.

Missione Compiuta 2: Qualcuno sostiene che le cambiali sono state messe in pagamento. Possibile?

Chi ha vissuto la festa dei vicoli a Porta la Drento ha visto tanti vicoli vuoti ma nessuna festa!

Non confondiamo i vicoli con Porta Valle, Piazza Principe di Piemonte, lo Spiazzo, La Spiazzetta, Via Umberto I°, la Piazza, lo Spiazzo….. Quella è una “promenade” di rito….

La festa dei vicoli aveva un’anima, poi due anzi tre, anzi quattro…. Ora c’ha l’animelle.

Il famoso minestrone servito a Giugno (vedi elezioni), malgrado “la capatura” di verdure cotte, comincia a restare sullo stomaco di qualcuno e di qualcun altro. Il farmacista faccia scorte di bicarbonato!!!

L’edizione 2005 della Festa di S.Nonnoso ospiterà: Teddy Reno, Rita Pavone. E’ interessante l’offertadi Nilla Pizzi che regalerà al Comune 5000,00 euro pur di cantare a Sant’Oreste. Lo spettacolo della nota cantante sarà abbinato alla presenza di Silvana Pampanini. Largo ai Giovani !
quasi organizzato. Complimenti e tanti ringraziamenti ai Santorestesi.
GIRO DELLE FONTI 2004
di Benedetta Spinilli
Il 28 agosto 2004 si è concluso il 56° giro delle fonti, una simpatica passeggiata immersa nella riserva naturale del monte Soratte. La camminata è durata molte ore e dopo aver visitato diverse fonti, ormai stanchissimi, siamo stati "rimorchiati" da un trattore che fortunatamente ci ha portati all'agriturismo Panta Rei, dove ci attendeva un delizioso pranzetto. Questa è stata una bellissima esperienza che spero possa ripetersi anche il prossimo anno.
L’ATTORE
Di Massimo Mirani
Scrivo a caldo di sera. Sono stato a San Sepolcro, magnifico borgo in Toscana, per una rassegna di cortometraggi: veniva presentato, tra gli altri, il nostro “Za la Mort”. Cinema sotto le stelle, il nome della manifestazione. Devo dire che la cornice, una vecchia corte medioevale completamente ristrutturata, era veramente di grande suggestione. Il pubblico attento e partecipe. Sono state presentate opere di alto livello, valga per tutte ”Il pranzo onirico” di Eros Puglielli (presente alla serata). Ora mi imbarazza quasi dirlo, ma il film che ha avuto più successo di pubblico è stato proprio “Za la Mort”. Mi sono emozionato e sono stato contento per Sant’Oreste, per Toni e per me… E con questo continuo nella mia ossessione di voler fare il film lungo e nel mio sviscerato amore per il cinema popolare.
I MIRACOLI DI SAN NONNOSO
Memoria diffusa dall’Ass.ne Pro Loco ed Avventura Soratte in occasione della festa del Compatrono monaco benedettino.
Papa Gregorio Magno nei suoi Dialoghi ci racconta i miracoli e le virtù di Nonnoso, umile e paziente monaco del Monte Soratte che doveva sopportare l’irascibilità del suo abate. Un giorno Nonnoso, mentre la puliva, ruppe senza volerlo una lampada dell’oratorio. Per evitare i rimproveri “dell’asperrimo abate”, ottenne, pregando sulla tomba di S.Silvestro, che la lampada tornasse integra. Un altro giorno, mancando l’olio al monastero sul Monte Soratte e non volendo mandare i fratelli in aiuto ai contadini per la raccolta e riceverne il compenso in natura come ordinato dal severo abate Nonnoso fece spremere le poche olive degli alberi del monastero riempiendo di olio solo un vasetto. Versò qualche goccia di questo olio in tutti i recipienti disponibili che dopo una veglia di preghiere sulle reliquie di San Silvestro furono ritrovati ricolmi. Essendo il monastero posto sulla vetta del Monte, non c’era spazio per coltivare neppure un piccolo orticello, e l’unica striscia di terra era occupata da una enorme roccia. Allora Nonnoso, nel silenzio notturno si mise a pregare e, al mattino, i fratelli videro che il macigno si era spostato.
NOTIZIARIO
Attenzione: Fatti strani nella notte del 5. Coinvolti locali ed extracomunitari. Invitiamo le autorità a vigilare affinché l’equilibrio sino ad ora ottenuto non finisca.

25 Settembre: ore 16,30 Convegno sulla salvaguarda dei beni stotico culturali ed ambientali presso Palazzo Caccia Canali. Ore 21-24 veglia in difesa dei beni storico artistico ambientali del Monte Soratte, con momenti di animazione culturale.

La festa del Patrono Sant’Edisto si svolgerà il 9-10- 12 Ottobre 2004.

Lunedì 30 Agosto il Consiglio Comunale ha dibattuto la seguente interrogazione presentata dal capogruppo di Maggioranza Menichelli Sergio: “In considerazione delle continue chiacchiere che si fanno a proposito della situazione della zona commerciale dove dovrà sorgere il Centro Outlet Center; Il sottoscritto capogruppo di maggioranza Menichelli Sergio, al fine di rendere noti a tutti i cittadini santorestesi questi problemi che attualmente vengono dibattuti solo all’”aretta”; INTERROGA La S.V. per sapere: Se risponde al vero che l’area è stata concessa alla Soc. Ognissanti direttamente a trattativa privata; Se è stato pagato il terreno oltre l’attuale strada provinciale, dove attualmente si stanno facendo i lavori; Se risulta che su tale area sia stata fatta una operazione speculativa da parte della ditta Ognissanti nella successiva vendita dell’area in questione; Se ritiene congruo il prezzo di vendita dell’area. La discussione ha coinvolto, per volere del Sindaco, anche i cittadini. Poco incisiva ed informata l’opposizione. Comunque ritorneremo sull’argomento al prossimo numero.

Sabato 28 Agosto due sono stati gli avvenimenti che hanno animato la Giornata. Al mattino il tradizionale Giro delle Fonti che ha visto la partecipazione di oltre 60 persone, tra cui molti giovani e la conclusione del premio Grattachecca iniziato Venerdì 27. Larga la partecipazione e degustazione della Grattachecca offerta dal Bar Nonna Rosa. I Film proiettati hanno rappresentato un omaggio a Nino Manfredi, di recente scomparso. Il premio, ideato e realizzato dallo scultore Maurizio Pardi, è stato assegnato alla “fornara” Biancini Palma, per la sua attività decennale.

Attenti lettori, che ringraziamo, ci dicono che abbiamo confuso Largo Don Germinio, nel piazzale della strade delle gallerie, con Largo Don Mariano De Carolis, sotto u fonnu i Porta Valle. A proposito di Largo Don Germinio Abballe, questa intitolazione ci ricorda la coraggiosa presenza del Parroco durante il Bombardamento del 12 Giugno 1944, proprio nei luoghi più colpiti.
LA PICCOLA GERUSALEMME
di Gerrit Van Oord

Anche David de Pomis dovette darsi alla fuga a causa della bolla papale del 1555, ma invece di andare a Magliano Sabina, dove era stato assunto per esercitare "l'arte medica", si stabilì nella contea di Pitigliano su invito e al servizio del conte Niccolò IV Orsini. Ci rimase per cinque anni, il tempo sufficiente per seppellirci l’amata moglie, "la compagna della mia giovinezza", e due dei figli maschi. A causa del "clima pessimo", nel suo racconto del 1587, la definì "la terra che uccide i suoi abitanti". Mia moglie Maria e io, invece, siamo fortunatamente tornati sani e salvi, dopo una visita ferragostana durante la quale abbiamo ammirato il patrimonio storico ebraico di una delle "città rifugio" come le chiamava de Pomis. Le altre erano Sorano e Sovana. Situato su una striscia di terra tra il Gran Ducato di Toscana e lo Stato Pontificio, il borgo di Pitigliano offrì fin dal tardo cinquecento ospitalità agli ebrei costretti alla fuga. Inizialmente questi ottennero una licenza per la mercatura varia e per i prestiti, anche se va sottolineato che operavano nell’ambito di un’economia contadina povera e marginale. Nel tempo, la comunità ebraica ha comunque fornito un contributo rilevante allo sviluppo artigianale e commerciale del luogo. Secondo le fonti, nel periodo che va dal 1571 – data alla quale risale la prima rilevazione – all'Unità d'Italia, la comunità di Pitigliano fu assai numerosa costituendo, a partire dal XVII° secolo, oltre il 10 % della popolazione. Occorre aggiungere al riguardo come i rapporti con la popolazione siano stati caratterizzati da una lunga convivenza pacifica, solo di rado interrotta da tentativi di battesimo forzato (vietato peraltro dall'Editto livornese del 1593, art. 26) di un bimbo ebraico o dal documentato, vano tentativo del clero cattolico di smantellare la pia istituzione ebraica di aiuto e solidarietà ai poveri. Abbiamo visitato la bella sinagoga restaurata e il museo ebraico, che comprende sei stanze, dove si svolgevano alcune delle attività della comunità: il bagno rituale, la cantina, il macello, il forno delle azzime, e la tintoria. Ogni comunità, anche la più piccola, che si lasci guidare dalla Torà e dalla Tradizione, dispone di un bagno sacro organizzato secondo le regole della comunità stessa. Il significato del rito dell'immersione è sacro, e il rito della purificazione precedente il matrimonio conferisce all'unione una base morale e religiosa. Nella stanza, scavata nel tufo, del complesso museale di Pitigliano non c'è più la vasca, ma solo il posto ove si presume che fosse. Il forno invece era situato in due ampi locali: uno col forno stesso, e l'altro per la preparazione del pane azzimo. Il forno veniva utilizzato per la preparazione del mazzòt, il pane ebraico non lievitato, e dei dolci pasquali, tra i quali ricordiamo anche "lo sfratto". Il quale ha una forma simile a un sigaro, è lungo circa 15 cm ed è ripieno di noci e miele. Ha origine nel Settecento, quando con un decreto Cosimo II Medici decise di sfrattare tutti gli ebrei pitiglianesi dalle loro case sparse per il borgo allo scopo di radunarli in un solo quartiere. Poiché il decreto era esecutorio, l'ufficiale giudiziario dovette farsi aiutare dai bastoni dei messi comunali. Al panificio, a due passi dall'ingresso del Museo, potrete comprare senza alcun rischio la versione moderna dello sfratto, anche se la Pasqua è passata da tempo, nonché il mazzòt, che è simile a quello della mia giovinezza ad Amsterdam. Mia madre ci spalmava del miele. Un’operazione che faceva lei, evitando così che la facessimo noi, perché il miele sarebbe finito tutto tra le crepe del mazze, come si diceva nel dialetto di Amsterdam. E poi, il miele era costoso! La cosiddetta 'tintoria' fu una delle molte attività (artigianali e commerciali) svolte dagli ebrei pitigliani. Attività che ebbero inizio con quella del medico De Pomis nel 1556, e continuarono qualche anno più tardi con i banchi di prestito. Dal 1640 abbiamo notizie di un certo Salomone che gestiva una bottega di panni, e più tardi troviamo anche un sarto. Dal XVII° secolo il commercio si sviluppò davvero e, anche se fu dominato dalla compra-vendita dei tessuti, gran parte dei beni di consumo passava per le mani degli ebrei: grano, vino (famoso quello kasher di Pitigliano), ferro, tabacco, salnitro, bovini, ovini, carne di bufala, miele... Con l'Unita d'Italia la comunità di Pitigliano, conosciuta anche come "la piccola Gerusalemme", imboccò la via del declino. Gli ebrei si trasferirono nei grandi centri urbani dove, sia per gli operai che per i commercianti, maggiori erano le opportunità di lavoro. Ora la comunità non esiste più. C'è rimasta la signora Elena Servi, che ci mostra la sinagoga e ce ne racconta la storia, dal crollo al restauro. Non è più il luogo di raccolta cui si riferisce l'etimologia greca della parola sinagoga. Inoltre, per organizzare una preghiera pubblica, sarebbe necessaria la presenza di dieci ebrei maschi. Coi panini che avete comprato al forno potrete fare un picnic al Lago di Bolsena, che si trova a due passi, o magari prendere la strada per il mare. Consiglio il Lido di Tarquinia.
(*Chiunque desiderasse dei riferimenti bibliografici: una email alla redazione). 18 agosto 2004.
SANT’ORESTE CRESCE
Di Paolo Belardinelli
Finalmente ho visto in Sant’Oreste, nei Santorestesi un interesse che non avrei mai considerato, così interessato, finalmente una platea così interessata, così silenziosa, piena di enfasi tanto che ho assistito ad applausi a scena aperta, gli artisti entusiasti dalla calorosa accoglienza (è vero gli artisti sono attori ma si vedeva in loro l’entusiasmo di tanta accoglienza). A Sant’Oreste è andata in scena L’Opera buffa “ Il barbiere di Siviglia” in piazza Cavalieri Caccia, la Piazza dove aveva sede il nostro Comune per l’occasione adibita a teatro, un palco, le scene, gli attori, circa 60 personaggi(tra tenore, Baritono, Soprano, figuranti e così via, i 37 maestri d’orchestra ed il loro maestro direttore d’orchestra. Tutto dal vivo. Il pubblico, (i Santorestesi) seduti in comode poltroncine, nella platea ad ascoltare, vedere uno spettacolo colorato da costumi e colpi di scena. Mi si consenta il mio ardire, un pubblico selezionato, che sceglieva da solo cosa vedere, ascoltare dal vivo un Opera di Cesare Stermini. La musica di Gioacchino Rossigni, ma ancora, non sarebbe sbagliato se i Santorestesi così attenti, godersi dalla stessa Platea o altro godersi la visione dei buoni films specie per l’estate, rinfrescati i Cinofili, anzi per tutti con la visione di films di qualità della stagione che tende a chiudersi (magari per la prossima stagione) con l’apertura della “Arena Cinematografica” al fresco senza la cervicale da Aria condizionata, per i fumatori godersi un film con la sigaretta senza disturbare il vicino mentre per il periodo invernale dare accesso al pubblico alla sala cinematografica, mi spingo oltre e vado a sensibilizzare l’Amministrazione Comunale, in particolare l’Assessorato alla Cultura, lo spettacolo, prima ringrazio per quanto ha promosso per la giornata del 31 Luglio trascorso e per quanto di seguito farà, da parte di chi scrive e facente parte degli addetti ai lavori per la programmazione artistica fa presente che si potrebbe mettere in cartellone l’Operetta, la Prosa, il Cinema e così via. Ancora grazie per il primo segno tangibile, ripeto a tutta l’Amministrazione Comunale un grazie a tutti i Santorestesi che non si sono sentiti i soli nell’accrescere nel Culturale, nella accrescente maturità, non più sentirsi isolati come accadeva prima della Prima Guerra Mondiale, con un dialetto arcaico, anzi diverso dai paesi limitrofi, pian piano il collegamento più diretto con la capitale grazie alla costruzione della Ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo. Ma a partire dalla seconda Guerra Mondiale con la crescente motorizzazione. La radio, la stampa contribuivano ad accelerare il processo di cambiamento e maturità. I Santorestesi dopo questi presupposti si sono sentiti più sensibili all’oggetto che è stato presentato ma lo sarà ancora di più se avranno l’opportunità di avvicinarsi a quanto di meglio Roma già programma magari a casa loro, l’augurio che quanto ho potuto constatare questa Amministrazione si concili e con più coraggio possa dare ai Santorestesi quanto loro chiedono. Arrivederci alla prossima occasione, un figlio del Soratte, uno dei vostri.

Pubblichiamo volentieri questo intervento del nostro amico, però ci permettiamo di non essere molto d’accordo sul suo progetto culturale, soprattutto nei presupposti. Poi ricordiamo che tanta di quella gente che seguiva l’opera, per anni è andata, con i pulman a Caracalla, o allo Stadio olimpico o al teatro dell’opera, a spese proprie.. Ecco come è cresciuta. E per anni ha seguito le iniziative liriche o i concerti a Sant’Oreste. La nostra cultura musicale sta nel nostro DNA, grazie all’antica Cappella Musicale costituitasi in Chiesa sin dal 1500, intorno all’organo Frescobaldiano. Caro Paolo “u nostru anticu ciavulare atè ancora ogghje così bellu e frescu e non lo cagneremo ne co u romanese ne co u rignanese.” Il Direttore
Marco Ciampani: Silvestro e Costantino, Leggende,
Visioni e Battesimo, Roma 2004
di Giorgio Boari Ortolani
Quando si parla del Soratte è inevitabile non scontrarsi con Silvestro, Costantino e la lebbra. Dico scontrarsi perché nel corso delle millenarie notizie tramandateci, gli storici si sono davvero scontrati idealmente tra loro per avvalorare questa o quella interpretazione e i metri cubi di documentazione controllata, vagliata, analizzata, tuttavia, concede ancora molti margini di manovra. Nel senso che nessuno, dal Levison al Loernetz, dal Metafraste a Combafis sino al Duchesne, sa di aver posto la parola fine alla ricerca. Mi pare che l’interessante lavoro del Ciampani conferma quanto dichiara Aulo Gellio nelle Notti attiche:” Veritas filia temporis”, ovvero, la verità è la figlia del tempo. In questo senso l’esercizio dell’interpretazione del passato è una necessità del pensiero ed al tempo stesso una costante perenne dell’uomo alla ricerca di ciò che fu per rileggerlo e reinterpretarlo alla luce di nuovi studi, di moderne metodologie, di approfondimenti. Le notizie relative a Silvestro e Costantino mancano dell’histor, cioè di colui che ha visto e sentito e scritto in prima persona. E questa carenza, pur se colmata da redazioni successive ai protagonisti, siano esse latine, greche, orientali, non permetto la ricostruzione obiettiva dei fatti salienti dell’incontro tra questi due colossi storici.. Silvestro si rifugiò sul Soratte e Costantino lo rincorse per essere guarito dalla lebbra. Ma la lebbra era una malattia fisica o la metafora di un male dell’anima, e la guarigione è il superamento clinico del male o l’incontro di Costantino con Cristo? E in questo contesto, le leggende relative a Silvestro che sotterra il drago, che sconfigge toro e giudei solo invocando il nome di Dio vanno lette in chiave moraleggiante o vanno interpretati come accadimenti miracolistici veri e propri? Ciampani elabora con pertinacia storica le sue ricerche. Controlla, disamina, distingue, soprattutto testimonia con una gran messe di citazioni e di raffronti la qualità della sua ricerca. Tuttavia l’erudizione storica non pesa in questo volume che scandaglia con metodo rigoroso.
ALTAVILLA
di Maurizio Sersanti

La prima rappresentazione del Barbiere di Siviglia, opera in due atti e tredici scene, è stata al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio del 1816. è questa per Gioacchino Rossini la diciassettesima opera teatrale, della sua intensa produzione artistica. Il libretto dell’opera è scritto dal poeta Cesare Sterbini. L’opera, ne siamo stati fortunati testimoni il 31 luglio a Sant’Oreste, fa parte di quel genere chiamato “ opera buffa ”. Buffa infatti è stata, la comicità dei testi e dei personaggi ( anche se in alcune occasioni dissacranti rispetto al testo originale). È stato possibile riassaporare una comicità semplice quasi infantile, ma efficace, che senza volgarità, o squallide derisioni, ci ha rasserenato e condotto alla spensieratezza necessaria al divertimento per sollevare il pesante labbro al riso. La sensibilità dell’orecchio ha potuto scoprire i suoni degli strumenti acustici e delle voci “ impostate “ per il canto, termine dimenticato con l’uso dell’amplificazione. Fra tanta frivolezza due definizioni interessanti, “La Calunnia“ e “L’Amore“ ne riporto di seguito l’estratto del libretto:

LA CALUNNIA
BASILIO
Ah, dunque
la calunnia cos'e' voi non sapete?
BARTOLO
No, davvero.
BASILIO
No? Uditemi e tacete.
La calunnia e' un venticello,
un'auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sottovoce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s'introduce destramente
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo
prende forza a poco a poco,
vola gia' di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d'orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un'esplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha crepar.
Ah! che ne dite?

L’AMORE
BERTA
Che vecchio sospettoso! Vada pure
e ci stia finche' crepi
Sempre gridi e tumulti in questa casa;
si litiga, si piange, si minaccia
Non v'e' un'ora di pace
con questo vecchio avaro, brontolone!
Oh, che casa! Oh, che casa in confusione!
Il vecchiotto cerca moglie,
vuol marito la ragazza;
quello freme, questa e' pazza.
Tutti e due son da legar.
Ma che cosa e' questo amore
che fa tutti delirar?
Egli e' un male universale,
una smania, un pizzicore
un solletico, un tormento
Poverina, anch'io lo sento,
ne' so come finira'.
Oh! vecchiaia maledetta
Sei da tutti disprezzata
E vecchietta disperata
mi convien cosi' crepar.

Abbiamo portato a casa un buon bottino di gradevoli sensazioni. Come nasce l’idea di portare a Sant’Oreste l’opera lirica? Nasce per ricreare una tradizione canora nel nostro paese. Tradizione interrotta dal ridursi delle risorse umane a disposizione della curia, secolare riferimento di queste attività. Attività ripresa da qualche anno dalla corale “ Rosa Proserpio”. Quale è il progetto: Rafforzare e migliorare la corale aumentandone il repertorio e lo scambio con altri cori. Formare un coro di bambini a cui tramandare questa cultura, ad imitazione ed esempio della banda musicale. Promuovere spettacoli di canto lirico. Culminare l’attività con un’opera ( possibilmente e speriamo ) in piazza ogni anno come appuntamento fisso. Questo a grandi linee. A questa idea hanno creduto Mario Segoni, che ha dato il massimo appoggio all’iniziativa, aderendo come comune capofila e promotore ad un progetto nazionale finanziato dal ministero dei beni culturali, chiamato “100 citta in musica”, Antonella Foschi, che ha avviato i contatti perché questo si realizzasse, e molti altri amici musicisti che palesemente, o nell’ombra, hanno comunque solo parlandone contribuito alla realizzazione. E che sia un’inizio!! Il tutto affiancati anche dai preziosi consigli dell’amico e maestro Renzo Renzi.
BRANCALEONE DA NORCIA
Dal nostro inviato di guerra “appete”
Brancaleone fregato il cannone ai Rignanesi piega per Sant’Abbondio ed aiutato dal suo cartografo, trova una strada per arrivare al Castello di Verzano. Qui c’è il primo nucleo difensivo che il Re delle prata ha organizzato per frenare e fermare la successiva invasione. Brancaleone circonda il Castello e lo assedia. Toglie ai difensori qualsiasi via di rifornimento. Tutto intorno è stato messo a fuoco: i prodotti della campagna non ci sono più. Nelle capanne dei difensori c’è poco pane e tante bocche da sfamare. ”Mi sa che simo stati propriu tonti; chi ci fanno a pelle a tutti. Brancaleone atè troppu forte” . Scoramento e disperazione. Il re de Prata cerca di sostenere i propri vassalli.” Compagni i versano e de Prata; Brancaleone sarà fermatu a u monte i Ferru. Nostri inviati sono in contatto con alcuni codardi dell’armata occupante. Non vi dico altro se non di resistere perché abbiamo tuttisanti con noi.” Così gli emissari incominciano a tessere le trame: sono manovre di vera e propria corruzione. Si infiltrano nel campo avversario, comprano la loro infedeltà. Molti fedeli di Brancaleone sono disposti al tradimento; il Capitano del Popolo i Monte i Ferru Tuttisanti, ha lavorato con frenesia pur di ostacolare Brancaleone. (Fine seconda puntata)
CANILE SORATTE
di Ettaros
... Abbiamo la Riserva del Soratte, gli Eremi del Soratte, le Gallerie del Soratte, ed abbiamo anche ...il canile del Soratte. Un gioiello pesaggistico-ambientale che renderà più turistico e più appetibile ai visitatori il paesino che si stende proprio sulle pendici del Soratte. Il canile è a cielo aperto, senza reti protettive, senza gabbie...Un canile dove i cani, di giorno e di notte, possono muoversi a piacimento, abbaiare sonoramente, latrare a squarciagola e, finalmente, circolare liberi da guinzagli, legacci, collari di riconoscimento, insomma senza tutte quelle ingombranti cianfrusaglie che ne potrebbero limitare la libertà di movimento. E che importa se la legge, la regola, la civiltà impongono il rispetto delle norme, prescrivono divieti, obbligano alla tutela della salute delle bestie e degli uomini...che importa. Intere zone del paese, Noceto, Cerqueto, Ponticello, Centro storico ecc. di notte si trasformano in un assordante richiamo canino. Un cane abbaia, l'altro latra, l'altro ancora raspa sulle porte ed anche quello piccolo, l'ultimo nato inizia i suoi vocalizzi in stile cinocoro (d'altronde è un cane...). Una sinfonia di voci rauche, acute, di guaiti d'altezza soprana si innalza nelle strade centrali e periferiche del paese per dimostrare agli umani la gioia canina di vivere, per elevare al cielo propizio l'assordante letizia canina di essere nati cani in un paese dove tutto è latte e miele e dove tutto si può sopportare e dove la libera espressione canina ( questo va specificato...) è gloriosamente accettata. E se un povero cristo di cittadino ha l'ardire di rientrare a casa a tarda sera, deve prima fare i conti con l'illustre randagio (sempre cane, ma questo almeno ha dalla sua l'anarchia) che non gli fa aprire la porta di casa, che magari vorrà pure giocare ma intanto fa cacare addosso l'incauto cittadino inseguito da quelle fauci aperte, ringhiose, bavose, da quell'abbaiare tremendo...E' un cane che vuole dimostrare il suo affetto? Possibile...ma intanto i pantaloni azzannati e strappati fanno concedere poca affidabilità all'amico dell'uomo. Direte voi...avventure notturne! E quelle diurne? Il cane che ti corre dietro quando vai in bicicletta, il cane che ti si affianca alla portiera della macchina quando tu sei in velocità, il cane che caca dovunque ( e piscia pure dovunque per difendere il territorio) e ti lorda dei suoi escrementi lo zerbino, lo scalino, la porta di casa, le scale, il marciapiede, la strada ecc, ecc? E quando, chiusa la sacca dell'immondezza, non fai in tempo a buttarla nel cassone perchè l'avido cane senza padrone ha già provveduto a seminarla dovunque e imperterrito alle tue grida continua a curiosare tra i resti immondi? Che dire? Intere zone del paese, Noceto, Cerqueto, Ponticello ecc,ecc, che forse dovevano avere anche una valenza socio-urbanistica più consona hanno però oggi una ottima proprietà canina. Magari, partendo dai cani, si potrà ottimizzare la zona per l'uomo? Chissa? E' superfluo che vi intrattenga sui vantaggi della sicurezza, della incolumità fisica, della salute, della prevenzione di malattie canine facilmente trasmissibili all'uomo, sulle infezioni che comportano i lasciti canini ( e non solo). E' superfluo...ma intanto credo che gli animali si amano rispettandoli e tutelandoli. A meno che in questo ameno paese canino non sia proprio l'uomo a dover riconquistare il proprio spazio.
ALLA SCOPERTA DI TITANO
di Antonio D’Ayala
Se le serate astrofile della torrida estate 2003 erano giustamente dedicate al rosso e desertico pianeta Marte, per via dell’eccezionale avvicinamento alla Terra, questa estate, verrà invece ricordata per l’arrivo in luglio della sonda spaziale Cassini – Huyghens, nell’orbita del “signore degli anelli”, ossia Saturno e le sue lune, dopo un lungo e complesso viaggio durato sette anni. Lo scopo della missione è principalmente quello di studiare Saturno, i suoi anelli e i suoi satelliti; il tutto finalizzato come altre precedenti esplorazioni, a ricercare le prove delle origini e dell'evoluzione del nostro Sistema Solare. La navicella Cassini, che trasporta la capsula Huyghens, è nata da una collaborazione tra americani ed europei. In particolare, l’Italia ha fornito il radar di bordo, necessario all’esplorazione di Titano che è tra gli obiettivi principali della missione. Finalmente guarderemo oltre la velatura perenne di nubi del satellite più grande di Saturno il cui diametro è all'incirca la metà di quello della Terra, supera in dimensioni i pianeti Mercurio e Plutone ed è la seconda luna del Sistema solare dopo Ganimede. Titano ha una pesante atmosfera che nasconde la sua superficie; tuttavia, misurazioni condotte con telescopi terrestri hanno forse evidenziato dei continenti separati da mari. Inoltre con i dati trasmessi dal telescopio spaziale Hubble sono state redatte diverse mappe infrarosse sulle quali si notano aree più scure ed altre più luminose, che, secondo gli astronomi, potrebbero essere attribuite a gas come etano e metano liquido. All’inizio del 2005, terminate le osservazioni di Saturno, la navicella si dirigerà verso Titano e sgancerà la capsula "Huyghens”. Questa piccola sonda “figlia” si tufferà nell'atmosfera planetaria, eseguirà accurate rilevazioni, e frenata nella discesa da un sistema di paracaduti, effettuerà un atterraggio morbido sul satellite. Ma perché Titano attira così tanto la curiosità scientifica, al punto da dedicargli una specifica sonda spaziale? Titano è probabilmente l’unico corpo del sistema solare (dopo la Terra) a possedere un liquido sulla superficie, forse oceani, ma in questo caso di metano. Per i biologi è molto importante esplorare Titano e la sua atmosfera primordiale, molto simile a quella terrestre, circa quattro miliardi di anni fa, quando ebbe origine la vita. Sarebbero presenti molecole organiche, anche amminoacidi, di rilevante interesse biologico bloccate, dalla bassa temperatura, a stadi intermedi dell’evoluzione biochimica, che sulla Terra ha portato al primo essere vivente. Pertanto Titano avrebbe molto da insegnarci, se tra i suoi ghiacci veramente si cela la “memoria chimica” dei passaggi chiave che trasformano la materia inanimata in esseri viventi. Allora a partire da quest’estate, quando ammiriamo il cielo stellato, dalle magnifiche cime del Monte Soratte, rivolgiamo un pensiero al mistero della vita nel cosmo e non dimentichiamo di osservare Saturno ed il suo luminoso satellite Titano, visibili attraverso piccoli telescopi e spesso anche con dei buoni binocoli.
A guardia degli Eremi



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