Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

La domanda
di Christiana de Caldas Brito
Dai folti e caldi peli di un cane si stacca una pulce. Cade sull’erba del prato. La vede l’indaffarata formica: “Com’è piccola e fragile! Così indifesa, scommetto che non sopravviverà.” Una mosca, dopo giri vertiginosi, atterra sulla punta di un filo d’erba, davanti alla formica: “Poverina, quanto fatica con i suoi fardelli.” Dal muro, una lucertola osserva la mosca: “Sta sempre a sporcare il prato! Chi la desidera qui?” Dall’alto dell’albero, cinguetta un uccellino: “Ecco la timida lucertola. Non sa cantare e scappa quando mi avvicino.” Un bimbo piccolo sente l’uccellino e piagnucola: “A che serve quello lì se non viene a giocare con me?” Un ragazzo passa e guarda dentro la carrozzina: “Che noioso! Non fa altro che piangere!” La madre del bimbo, seduta sulla panchina, vede passare il ragazzino: “Speriamo proprio che mio figlio non diventi sgraziato come questo qui.” Dalla finestra del secondo piano di un palazzo, un adolescente riflette: “Tutti i giorni seduta sulla panchina, senza fare nulla, ma quella donna non si annoierà?” Dalla terrazza del palazzo, un operaio guarda giù: “Eccolo lì, il fannullone. A quell’età, già aiutavo mio padre.” Un poliziotto, dall’elicottero, controlla: “Che brutto lavoro fa quell’operaio! Non vorrei essere nella sua posizione.” Un pilota decolla verso paesi distanti e commenta: “Meno male che non sono su quell’elicottero così basso”. Un astronauta, dal cielo altissimo, sospira: “Ma guarda un po’, quell’aereo non passa di un puntino nero.” Da un altro pianeta un essere diverso vede l’astronauta: “Chissà dove vorrà arrivare quello?”
Chi vede l’astronauta che vede il pilota che vede l’elicottero che vede l’operaio che vede l’adolescente che vede la donna che vede il ragazzo che vede il bambino che vede l’uccellino che vede la lucertola che vede la mosca che vede la formica che vede la pulce?

Ringraziamo Christiana per il suo intervento. Christiana de Caldas Brito ha pubblicato diversi libri, racconti e lavori teatrali, tra i quali “Amanda Olinda Azzurra e le altre” che ha ricevuto il primo premio della sezione narrativa del premio di scrittura femminile “il paese delle donne” con la seguente motivazione: “”Profili di donne con "le ali tarpate" emergono con forza dai racconti di Christiana de Caldas Brito. Alle storie delle protagoniste fanno da sfondo il Brasile, sua terra di origine e l'Italia, sua terra d'emigrazione. L'autrice ci fa partecipi del suo desiderio di ristabilire una connessione tra il proprio passato ed il proprio presente in un percorso di vita alla ricerca di appartenenza. Il libro non è rifugio nella memoria, ma feconda riflessione sulla complessità del vivere in due mondi diversi. La scelta di scrivere in lingua italiana, la lingua di adozione, è una scelta di mediazione che aiuta a ricomporre lo strappo; il portoghese a volte ritorna, si mischia all'Italiano e dall'incontro scaturisce un nuovo idioma che l'autrice chiama "portuliano". La narrazione ha un ritmo coinvolgente, il linguaggio è fortemente espressivo."” La premiazione è avvenuta a Roma il 29 novembre 2003. Tratto dal sito internet www.miscia.com/christiana (mde)
Parliamo di mediazione culturale
di g.b.o.
L’integrazione con la Società extracomunitaria che ospita il nostro paese, perché ormai di società si tratta e non di singoli rappresentanti, credo sia un problema non più differibile. E per integrazione non si intende una partita di calcio tra noi e loro o un pranzo dove ognuno porta del suo, ma di un processo coinvolgente che includa conoscenza e rispetto della diversità, capacità di interazione con l’altro, con la sua civiltà, la sua cultura, il suo stile di vita. E viceversa. Da qui l’urgenza della presenza della figura del mediatore culturale (se ne erano gettate le basi con il precedente assessore alle politiche sociali) e quindi della disponibilità della attuale amministrazione comunale di voler affrontare il problema nella forma e nei metodi idonei. Ancora, l’importanza di un censimento propedeutico per la focalizzazione della incidenza della presenza extracomunitaria nella nostra vita collettiva e, di seguito, la capacità di affrontare da parte della cittadinanza i problemi che la situazione attuale presenta. Sant’Oreste, così come Roma Ponzano, Rignano, ecc. ecc., è ormai un crocevia interculturale ed interetnico e non si possono più chiudere gli occhi davanti a questo straripante fenomeno. Da questo punto di vista l’operazione dei gemellaggi con gli altri paesi può essere molto educativa, utile e significativa ai fini di una corretta visione dell’altro. Leggo che il nostro paese è gemellato con la cittadina di Jasi in Romania. Dal momento che la maggioranza dei nostri ospiti è rumena perché non intrattenere proficui rapporti “ anche con questa realtà ? Alla fin fine potrebbe tornare utile giocare in casa. Mi rendo conto che il D.P.F del Governo Berlusconi penalizza in modo umiliante gli apparati delle politiche dei servizi sociali e della cultura e condiziona fortemente le economie dei Comuni, Provincie e Regioni. Ma ciò oltre che far riflettere sulla reale scarsa attenzione politica del Governo ai problemi sociali e culturali, tuttavia non può esimere la nostra Amministrazione dal rinunciare alle necessarie ed urgenti politiche di integrazione, per le quali la attuale ampia Amministrazione proprio in virtù dei suoi assordanti sponsali plurigamici deve svolgere la sua funzione.
Contributo al dibattito
di Oreste Malatesta
Non mi importa sapere chi sia l’anonimo, che con la sua lettera ha aperto il dibattito sul dopo elezioni a Sant’Oreste: mi interessano i contenuti che propone. A me piace il nuovo consiglio comunale, espresso dal nostro popolo nell’ultima tornata elettorale. Mi piace il gruppo della maggioranza e quello dell’opposizione, oltre che la nuova giunta a cui auguro di amministrare bene. Mi sembra positivo che, per governare il nostro paese, due partiti, contrapposti a livello nazionale, abbiano fatto accordi alla luce del sole; mentre, in passato, la lista di sinistra ospitava, sotto banco, sempre qualche elemento dell’estrema destra, senza che nessuno se ne scandalizzasse. Mi sembra positivo che, insieme ad una chiara maggioranza, vi sia una altrettanto chiara opposizione e non, come in passato, una opposizione addomesticata. La sfida di questa maggioranza è di governare bene. Il Cardinal Ratzinger ci insegna che il governo è l’arte del mediare: non ha ad oggetto gli ideali, ma le cose, gli uomini ed i loro interessi, i quali, anche se talvolta sono contrapposti, devono essere ricomposti e ricondotti in una sintesi (che non sempre può accontentare tutti) nella prospettiva del bene comune. Il bene comune è il fine dell’azione politica: qui c’entrano gli ideali, ma non necessariamente i partiti e le loro posizioni nazionali. Anzi sono stato felice che a Sant’Oreste non siano state prese a modello le direttive e lo spettacolo pietoso dei nostri partiti nazionali, di governo e di opposizione. Altro fatto positivo è la presenza di una minoranza che, dopo tanto tempo, si propone come squadra intenzionata a fare seriamente l’opposizione. Ai cinque consiglieri dell’opposizione auguro di essere determinati nello svolgimento del loro ruolo: di segnalare ai cittadini le eventuali carenze di chi governa, di spronare gli amministratori alla trasparenza, di denunciare le inefficienze, gli abusi e gli sprechi. Il presidente Ciampi ci insegna che alla edificazione della società democratica concorrono, con ruoli diversi e distinti, sia le maggioranze che le opposizioni. Questa è la democrazia che mi piacerebbe vedere realizzata anche a Sant’Oreste nei prossimi cinque anni. Ad ogni modo ci conviene tenere a mente anche le profezie di chi, per timore reverenziale, non proferisce il nome di Cesare Cursi: anche gli antichi ebrei non osavano mai pronunciare il nome di Javè. Fra cinque anni si saprà se egli era un nuovo Giovanni Battista, oppure se i suoi vaticini erano causati dalla delusione per l’alleanza, non digerita, tra DS e FI e dalla conseguente eliminazione degli amici (anche miei) della Margherita dal consiglio comunale.
Esperienza in Polonia
di Maria Francesca Zozi

Tornati i ragazzi dell’Istituto G.Colasanti di Civita Castellana e di altre scuole dei paesi della provincia di Viterbo, che hanno per un mese condiviso con altri giovani l’esperienza di un Progetto, Leonardo da Vinci, rivolto a tessere rapporti con i nuovi Stati della Comunità Europea. Alcuni di loro hanno lavorato offrendo la loro allegria ad un gruppo di disabili, in una piccola cittadina della Polonia, Wrzesnia. Altri si sono impegnati per la realizzazione si un sito internet, www.wrzesnia.boo.pl, contenente informazioni riguardanti la loro esperienza in Polonia, tra le quali simpaticissime foto, e notizie di ogni genere sulla città ospitante, e su piccoli centri limitrofi. Altri ancora hanno lavorato e collaborato con l’amministrazione della città. E in fine, ma non per questo meno importanti, sono il gruppo di ragazzi impegnati in un centro sportivo. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, ha dato la possibilità a questi giovani di entrare nel mondo del lavoro in un paese da poco entrato a far parte della Comunità Europea. A pochi giorni dal termine di questa importante esperienza il resoconto è del tutto positivo. “E’ stata un’esperienza irripetibile che ha segnato sicuramente le nostre persone”. Il gruppo costituito da diciotto ragazzi italiani accompagnati e seguiti da giovani tutor polacchi, con l’aiuto per i primi venti giorni di due organizzatrici del progetto, ha trascorso un mese in un camping della città. Qui si svolgevano le lezioni pomeridiane di lingua inglese e polacca. L’esperienza ha permesso loro di visitare anche importanti centri della Polonia quali la capitale, Varsavia; la bellissima cittadina di Cracovia con il suo inquietante campo di sterminio di Auscwitz, e altre importanti cittadine polacche. In un mese i giovanissimi ragazzi hanno imparato a mettersi a confronto con una realtà del tutto diversa dalla loro, con un particolare stile di vita che a volte ha creato qualche difficoltà. Messi alla prova anche da numerosi incidenti hanno continuato ad andare avanti, fino ad arrivare al termine che è stato duro e “tristissimo” per tutti. La partenza.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Anche questa lettera fa parte del dibattito che abbiamo aperto. Per quanto riguarda le notizie sulla Pro Loco basta iscriversi e farne parte.

- A Soratte Nostro-Pro Loco Sant’Oreste
- All’amico Acqua Ennio
Ma Soratte Nostro che cosa è? Un osservatorio politico, una lobby dell’Ulivo? Si può sapere chi fa parte della redazione di Soratte Nostro? E’ inutile che dichiarate di essere super partes, che ormai non vi crede più nessuno perché da tempo avete tirato la volata a Mario Segoni superstar. Segoni ha vinto, ma vi ha lasciato l’amaro in bocca. Non volevate che facesse l’inciucio con Forza Italia e con la parte cursiana di Alleanza Nazionale, che hanno preso il posto dei vostri amici del cuore. Berva e l’anonimo ulivista vi avevano avvisato che quell’alleanza nasceva da esigenze di potere. A voi dispiace che le cose siano andate così perché siete fuori dal gioco della posta più importante di questo accordo tra potenti. L’outlet. La torta è grande e molti si arricchiranno.
La lettera poi continua con attacchi a persone che non vogliamo pubblicare. Invece vogliamo pubblicare la parte finale perché riferita alla nostra Associazione.
A proposito di democrazia, io leggo che Soratte Nostro è un foglio di informazione socio, politica culturale dell’associazione Pro Loco di Sant’Oreste. Quanti sono i soci della Pro Loco? Chi è il Presidente? Quando è stato eletto? Non vi sembra sia giunta l’ora di rinnovare democraticamente le cariche?

Caro amico sottoscrivi con nome e cognome la tessera della Pro Loco e poi potrà parlare.
La redazione
Alessandra Capelli, figlia del nostro carissimo Mario, che abbiamo salutato il 24 Giugno ci ha inviato questa lettera che con gioia pubblichiamo ricordando che Mario è stato un amico anche di Soratte Nostro, perché dove c’era il Soratte c’era lui.

“Il funerale di un romano Santorestese il 24 Giugno”.
Pur non essendo una iniziativa della Pro Loco, una cerimonia pubblica a Sant’Oreste assume i caratteri di una manifestazione, e per questo mi piace pensare che il giornale della Pro Loco pubblichi le mie considerazioni. L’atmosfera generatasi per onorare la messa funebre di mio padre Mario Capelli, era gioiosa, piena di calore umano, nonostante non fosse un cittadino di Sant’Oreste ma un vecchio paesano campanilista e fiero del suo paese. Al nostro arrivo, l’attesa a Porta Valle da parte di moltissimi aveva un aspetto plateale, di grande impatto emotivo che denotava un’accoglienza affettuosa e sincera. Era come se i cittadini di S.Oreste avessero voluto premiare papà per contraccambiare la sua antica e forte passione per i loro luoghi usi e costumi, profumi e colori. Papà era un estimatore dei paesaggi locali, e degli amici del paese, era un allegro frequentatore dei loro vicoli e dei loro bar. Non mancava mai al “giro delle Fonti” o alle escursioni sul Monte Soratte” che amava già da bambino come un personaggio diventato poi carismatico. Se avesse potuto vederli i suoi amici d’infanzia o anche i più giovani, come sostenevano il feretro, o come lo accompagnavano in quella passeggiata che papà spesso preferiva, da Porta Valle alla Collegiata di S.Lorenzo dove partecipava alle messe più celebrative. Un corteo rispettoso di volti più o meno conosciuti che si avvicinavano per stringerci con sorrisi sinceri, tutti partecipi come ad una festa, quasi per compensare quella tristezza che ci assaliva, e trasformare il saluto estremo al nostro caro in un evento di indimenticabile pathos. Per concludere, un funerale a S.Oreste sembra quasi organizzato. Complimenti e tanti ringraziamenti ai Santorestesi.

Dalle Suore di Don Orione
“Pace e bene ! Ave Maria e avanti!” (Don Orione)
Con queste parole Suor Discipula Crucis indirizza una lettera al Sindaco per ringraziare tutta la Comunità di Sant’Oreste per la calorosa accoglienza avuta in occasione della giornata dedicata a Don Orione. Giornata che ha visto coinvolta gran parte della Comunità per una manifestazione culturale, che dicono le suore “rimarrà nella storia del Paese. La carissima suor Discipula ricorda il suo lavoro in mezzo a noi “per 19 anni nei quali ho lavorato con tanto amore e zelo apostolico, per la gloria di Dio e la salvezza mia e dei fratelli”. Ringraziamenti sono venuti anche dall’economa Provinciale Suor Maria Cristofora Miceli che “ricorda con nostalgia il tempo in cui lavoravamo in questo paese così buono e generoso e che ha dato alla nostra famiglia tante vocazioni. Tutta la famiglia delle Piccole Suore Missionarie della Carità è riconoscente per la solenne manifestazione e per l’offerta ricevuta”.
GRAFFITI METROPOLITANI
dei tre moschettieri

Gemellaggi e dintorni (1)
. Pronti si riparte!

Gemellaggi e dintorni (2): Nel Parco del Garraf si è aperta la Caccia.

La nuova Giunta insediata; vecchi i problemi; in decine di deleghine frazionato il potere. Dividi et impera.

In pubblicazione “uno stradario” anzi un “delegario” per capire chi, cosa, perché.

Torneo marino di beach-volley sotto u fonnu i Porta Valle ossia Largo don Germinio Abballe. Suggeriamo per il prossimo anno di invadere con l’acqua “detto fonnu” e fare gare di surf.

Vicoli espropriati
e sempre più in funzione magnereccia? Staremo a vedere. Qualcuno ci dice di esporre denuncia contro ignoti per appropriazione indebita del logo. Che bello, si potrà fare?

Il gusto della conservazione a dura prova: Via del Visconte lato sinistro fascione di catramina.

BRANCALEONE Da Norcia
Dal nostro inviato di guerra
Dopo la cruente battaglia Brancaleone è sdraiato a terra. Gli si avvicina un contadino del Luogo. ”Commannà si feritu o mortu. Mai proriu ‘rruvinatu a asbracammi tuttu quellu ranu co su spadone che pesa più che te”. “Che dici mai burino; ho sterminato un esercito invasore che avrebbe messo a ferro e fuoco anche la tua casa ed oltraggiato moglie e figlie.” La banda vincitrice di Brancaleone non c’è più; è straripata nelle vigne conquistate a mangiar frutti ed uva. Ed il contadino interviene ancora: ”a Commannà ma propriu nun ci senti; doppu u ranu pure e pera, e sorva, e prunga, i ficuroni. Lascimi sta e galline. Quelle nun me toccà; anzi passili lontano se no e ‘mpaurisci e l’ova nun e fanno più. Aregghiama tutti ssi giannizzeri e vattene versu Rignanu o ciai paura de u cannone?” Alla notizia della presenza di un cannone in zona Brancaleone sogna di intraprendere una impresa storica: raggiungere il Mare per imbarcarsi in una nave che parti per la Crociata. Il suo popolo che lo ha seguito con tanti sacrifici è pronto. Addirittura si potrà portarsi a presso il cannone rubato ai Rignanesi che potrà servire pure per affrontare il Re de “prata” asserragliatosi nel “castrum” di Versano ad impedire di raggiungere il Tevere all’Armata. Il re de Prata ha preventivato un possibile attacco ed ha messo in allarme gli abitanti e i contadini. Questi sono preoccupati:” cumo faremo a fermalli, si so fregati u cannone a Rignano e ci pozzono bombardà da un momento all’atru.” Parla u Re de Prata:” Nun avete paura, alla bisogna prepareremo un sistema difensivo verso Monte i ferru che po’ fa ‘mbroghja l’armata e falli perde a strada pe fiume, se no co laghiutu i tutti santi ci potemo comprà quachidunu e fallu tradì. Popolo de prata “arecordetivi che san Biaciu atè ngran santu.” Ma Brancaleone è deciso ad arrivare al Tevere e si appresta a mettere a ferro e fuoco il Castello di Versano per poi avanzare verso le prata. (Fine prima puntata)
IN BREVE

Tutti si domandano cosa succede al percorso vita. Rispondiamo che non lo sappiamo e possiamo riferire quello che Radio Portavalle dice. Stanno facendo una rete idrica per qualche presa antincendio. Forse, dicono ancora, taglieranno nella macchia per rifornire alcuni siti sottostanti. Tutto previsto da tempo.

Protesta dei portatori di handicap per il superamento delle Barriere architettoniche. Fuori, l’aula consiliare ospitata nel luogo più alto della nuova sede comunale, due portatori di handicap, hanno protestato il giorno dell’apertura del nuovo Consiglio Comunale volantinando una lettera al Consiglio Comunale contro le barriere architettoniche. Individuare un luogo di accesso pubblico, come i locali sotto al museo sarebbe una risposta utile pure per riavvicinare il popolo al Consiglio. Poi ci sono i locali medici, le poste, alcuni locali pubblici ed il centro anziani.


A passeggio nell’isola di Kesselring: E’ aperta tutte le mattine dalle ore 8 alle ore 20 e si può passeggiare sino al secondo cancello. Si possono vedere i lavori in corso alle prime caserme. Gli ingressi ai bunker sono chiusi. Si distruggeranno lentamente da soli restituendo al Soratte le ferite aperte nel 1937. Verranno così sepolti gli ultimi misteri, comprese le gallerie adattate, negli anni 60, a rifugi antiatomici. Il Viale della pace, non è proprio accogliente con la puzza di letame di galline e capre. Ed i luoghi demaniali non sono ancora stati bonificati da anni di incuria dei possessori. Nonostante tutto consigliamo la passeggiata sul Viale della Pace per incontrare una storia per troppi anni impeditaci da quella sbarra che non c’è più. (viator)

Roberto, un ratto della sabina, compositore e musicista, da qualche settimana si aggira per le vie del borgo a caccia di notizie, leggende, storie ed altro su Sant’Oreste. Il nostro augurio che possa trovare qualche spunto interessante per le sue opere tanto apprezzate tanto da eguagliare il successo di circobirò. (mde)
L’ATTORE
di Massimo Mirani
Quando girondolo per il paese (ultimamente lo faccio abbastanza spesso) ogni tanto mi capita di incontrare qualcuno che mi dice:
“Allora Massimo quando è che facciamo qualcosa…teatro, cinema…qualcosa….”
E io: “E si, bisogna fare cultura… E’ troppo importante … E’ tutto..”
Ma lo dico così, spontaneamente, senza nessuna presunzione, davvero… E l’amico, l’amica sorridendo:
“Cultura! Ma che noia…”
Immediatamente ho un flash. Mi ricordo di quando al Liceo ho chiesto al mio professore di lettere, un vecchio socialista, coltissimo, un vero intellettuale:
“Ma professore a che cosa serve la cultura?”
Lui ci ha pensato un po’ e poi….
“Serve a non annoiarci.”
Per me quella risposta è stata sempre un punto fermo… Ma allora perché l’idea di cultura è legata all’idea di noia? I conti non mi tornano…. Poi ho capito che tutto quello che non “arriva” che non gioca con l’intelletto e’ pseudo-cultura non cultura vera. Quelli che scrivono “difficile”, che parlano “difficile” sono falsi profeti. Restando all’ambito teatrale, non dico che bisogna apprezzare il Bagaglino (quella è immondezza) ma c’è sempre Dario Fò!
LA FESTA DELLA MADONNA ASSUNTA
di Francesco Zozi
Il 14 e 15 Agosto si svolge la festa della Madonna Assunta con processione con la statua della Madonna che raggiunge la Chiesa di Santa Maria Hospitalis per restarci l’intera notte vegliata dal popolo. E’ una Processione molto antica che trae origine dalla Processione romana con l’immagine acheoripita del Cristo. Processione che nei secoli si è diffusa nel Lazio con il rito dell’incontro o inchinata tra la Madonna ed il Salvatore. Nei secoli passati la sera del 14 si conduceva nella Chiesa di Santa Maria il Salvatore che vi trascorreva la notte. Più tardi vi verrà condotta la Madonna morta con la Bara di Cristo Morto. Il giorno dopo, il 15, scendeva il Salvatore che incontrava la Madonna resuscitata sopra ad una macchina trionfale. Ci sono immagini fotografiche che testimoniano questo momento. Era ancora confuso il concetto dell’assunzione che nel secolo divenne sempre più chiaro. Quindi oggi è una statua della Madonna che viene portata a Santa Maria ed il 15 ad incontrare alla crocicchia il Salvatore. Con una grande Festa i due si incontrano e raggiungono la Chiesa accompagnati dal popolo che prega e ringrazia. Questo è il Ferragosto Cristiano che pone la sua attenzione sulla Madonna. Grandi ed importanti sono nate in Italia tradizioni legate a questo culto. Sono le Confraternite ad organizzare le manifestazioni; una in particolare, quella del Gonfalone. L’Arciconfraternita è molto legata a S. Bonaventura che ne vide la fondazione. Seguiamo questa memoria del 14 Agosto 1742 ”Il giorno di Martedì Vigilia dell’Assunta in cielo. Secondo il solito fu fatta la processione e trasportata l’immagine del S.mo Salvatore alla chiesa dell’Ospedale di S. Maria e il giorno seguente 15 del mese giorno di Mercoledì festa dell’Assunzione comincia a piovere verso le ore 21 e per causa della pioggia non si potè riportare alla solita processione l’Immagine del S.mo Salvatore alla nostra chiesa di S.Lorenzo” (da liber risoluzioni Capitolarum A.P.). Una descrizione del 1765 così ci descrive la fabbrica in cui è inserita la Chiesa, che secondo il Chronicon, di Benedetto del Soratte, era una chiesa monaulata dedicata a S.Maria. Il Monaco chiama quella zona, molto vicina ad una Villa romana imperiale, fundum Pollianum. ”La fabbrica consiste in due ordini o piani d’abitazione e d’altri annessi. Il primo piano è composto da quattro stanze, uno stanziolino ad uso di stalletta servendo le altre suddette per ricetto dei pellegrini in Comune e per gli infermi in particolare come pure per la cantina e granaro. Il secondo piano è di due stanze che servono per abitazione dello ospedaliero, qual ha il Comodo ancora di un fornello sotto la scala coperta che a detta abitazione conduce. ”Un documento del 1624 “Giornale”, ci parla del luogo dell’Ospedale “posto in sito allegro con la comodità di molte stanze che arrivano al numero di nove, orti, cisterne di buonissima acqua et altre per uso et servitio dell’hospitalieri et poveri che giornalmente vi vengono. Nel 1757 l’ospedale su ordine del Card.Colonna di Sciarra fu trasferito all’interno del paese. Le abitazioni dell’ex ospedale vennero date in affitto e poi in enfiteusi assieme con alcuni stabili rustici. Per quanto riguarda la chiesa c’è dal “Giornale” 1624-26 (volume dell’archivio parrocchiale) questa importante notizia. ”Vi è a man dritta un altarino dove vi è l’immagine del Sant.mo Crocefisso nel qual altarino si pone il Santissimo Salvatore nell’Assunta della Madonna.” Importantissima notizia che si può collegare alla Cappella venuta alla luce nei lavori di deumidificazione della Chiesa del 1995. La Chiesa di S.Maria Hospitalis conserva al suo interno affreschi di carattere votivo e due plutei d’altare e resti di ciborio Carolingi. C’è in particolare un affresco della Madonna attribuito ad Antoniazzo. La volta dell’abside è arricchita da una Stupenda Assunzione. Attualmente la Chiesa di S.Lorenzo conserva due quadri del S.mo Salvatore. Il più antico è stato cosi inventariato nelle schede del catalogo Per i Beni Culturali dalla dott.ssa Paola Mangia nell’Aprile del 1982. “Il dipinto parte di una composizione più vasta, forse un polittico, raffigura il Salvatore benedicente, a mezzo busto, seduto su un trono di gusto tardo gotico con dorsale a cuspide e intaglio di simil legno con bifore, trilobi su un fondo d’oro a bolo, alternati a un ornato fantasioso di foglie e rosette. Il Cristo dalla capigliatura raccolta e la barba di media lunghezza, indossa un manto blu con profili d’oro su una veste rossa e tiene in mano il Vangelo aperto. Il volto presenta lumeggiature bianche lungo la canna del naso e sotto le palpebre. Sull’aureola corre la seguente iscrizione a punzoni: EGO SUM MAGISTER BONUS. Il dipinto è di alta qualità artistica. Non si hanno notizie critiche a suo riguardo tranne una attribuzione da parte di M. De Carolis che lo dice di “scuola umbra” e lo data al ‘400. I Caratteri stilistici dell’opera richiamano in modo sensibile la cultura tardogotica dell’eredità grottesca dell’Italia Settentrionale e in particolare quella dell’entroterra veneto e delle zone limitrofe, per la fisionomia del volto del Cristo.” La scheda data la tela su tavola alla fine del XIV sec. Le misure sono 65.47. Sullo stato di conservazione allora la schedatrice scriveva ”mediocre supporto, tarlato e parzialmente distrutto, cadute della pellicola pittorica. Proprietà pertinente alla Chiesa. L’altro Salvatore appartenente a scuola laziale attribuito all’inizio del secolo XVIII. Altra scheda della Soprintendenza, sempre firmata da Paola Mangia, nel 1982 scrive ”E’ forse questa l’immagine che dove vette essere realizzata per sostituire nelle processioni quella, assai più pregevole, del Salvator Mundi. Infatti da alcuni documenti, pubblicati da M. de Carolis abbiamo notizie di un Salvatore portato in processione su una tavola con i quattro Dottori della Chiesa, identificabili con le due tavole conservate in Sagrestia. Le due tele, oggi smembrate in Sacrestia, originariamente erano poste ai lati dell’immagine del Salvatore come risulta dal Prot. VII del notaio Clerici, p.267, del 1770, che parla di una macchina di legno a due stanghe con l’Immagine del SS.mo Salvatore con quattro Dottori della S. Chiesa dipinti in tela stesa sopra tavola.”
Dalla Spagna ci scrivono
L’amico Giacomo di Begues lettore di Soratte Nostro ci scrive “en primer lugar, felicitade nuovamente por esta maravilla que es el Soratte Nostro. Nell’ultimo numero publicado, he de dei rie que me identifico totalmente con el escritto firmato por Giorgio Boari Ortolani, en todos sus planteamientos.” Si riferisce all’articolo di G.B.Ortolani “La festa come contenitore”.

Ringraziamo Giacomo per le sue parole che danno forza questo giornale. Auspichiamo una assidua collaborazione.
La redazione

Centro informazioni turistiche:
Con progetto presentato all’Ente Gestore della riserva l’Associazione Avventura Soratte ha ricevuto per il secondo anno consecutivo (1/10/2003 – 30/9/2004) l’incarico di offrire in luogo materiali di informazione capaci di far conoscere la Riserva, esaltarne le sue risorse ambientali con particolare riguardo al turismo che la conoscenza di questi luoghi può suscitare. Infatti il progetto ha cura di avviare dei centri di accoglienza capaci di offrire ai visitatori e scolaresche informazioni e possibilità di escursioni. Il progetto è divulgato sui siti internet della Pro Loco e di Avventura Soratte mettendo in evidenza il ruolo fondamentale della Provincia che lo ha avviato. L’Associazione svolge anche un lavoro di controllo e di vigilanza e di segnalazione delle urgenze più sentite. Tutto ciò affiancato da un censimento sulle presenze che accolga anche le aspettative dei visitatori. Il centro di informazione turistica ha come luogo di riferimento la sede della locale Pro Loco, la sede del Museo della Riserva del Soratte e la chiesa di San Silvestro sul Soratte. Il centro è attivato il sabato e la domenica (escluso agosto) attraverso l’impiego di 8 giovani opportunamente preparati e qualificati anche attraverso corsi di formazione. Il centro offre informazioni, guide turistiche e prende appuntamenti per le guide sul Soratte. Gli addetti danno tutte le informazioni culturali ed ambientali che riguardano la Riserva del Monte Soratte ed il Paese di Sant’Oreste. Allo scadere dell’impegno (30/9/2004) l’Associazione deciderà o meno di riproporre il progetto per l’anno 2004/2005. (mde)
PROGRAMMI
20-21-22 Agosto Festa dei Giovani

27-28 Agosto Premio Grattachecca

28 Agosto Giro delle Fonti

1-2-3 Settembre Festa di S.Nonnoso



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