Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

L'orecchio del mercante
Tosco
L’altro giorno il bancomat della unica banca del paese era rotto: “Che strano! Non succede mai!” Mi trovavo senza soldi in tasca e, mal me ne incolga, ho pensato di chiedere ai commercianti del centro storico, dai quali mi servo quasi costantemente, che mi cambiassero un assegno. Siamo una civiltà le cui origini sono cristiane, lo volevamo pure puntualizzare nella neonata costituzione europea. I miei compaesani non perdono occasione di frequentare processioni, messe, comunioni, e cresime, sono devoti osservanti delle regole della fede; pur tuttavia non sono capaci di dare soccorso a un compaesano che non chiede un prestito a fondo perduto ma, pochi Euro in banca in cambio di pochi Euro in mano. Capirei se la cifra richiesta fosse stata alta al punto da invogliarmi a scappare con il malloppo, capirei se fossi conosciuto come uno che emette assegni scoperti, capirei se fossi un neozelandese di passaggio (solo perché vivono agli antipodi ma non ho niente contro i neozelandesi), alla mia richiesta hanno tutti fatto l’orecchio del mercante. Chi sa poi perché si dirà così!
Mario Segoni si riconferma Sindaco di Sant’Oreste con un voto plebiscitario, 1847 voti, oltre il 77 %. Alle altre due liste l’opposizione. La lista del Sindaco ha visto eletti 11 Consiglieri, tra cui i due rappresentanti di forza Italia ed uno del Centro. L’Unica Alternativa del candidato a Sindaco Ennio Acqua, appoggiata dall’Udc, voti 408 con 3 Consiglieri, tra cui il Sig. Ortolani Amedeo Maria, nipote del primo Sindaco, del dopo guerra, Amedeo Ortolani. La terza lista espressione di Alleanza Nazionale ha eletto solo il capolista Caccia Bettina, raccogliendo 137 voti. Per quanto riguarda il voto Europeo, Uniti per l’Ulivo ha raccolto 709 voti con il 28,21%. A.N è il primo partito del centro destra con 367 voti (14,60 %), F.I con 330 voti e il 13,13 %. Segue l’ UDC con 304 voti, (12,10%). Rifondazione Comunista 169 voti (6,73%), Comunisti Italiani 77 (3,06%), Alternativa Sociale 66 voti (2,63%).
Questo è il quadro politico amministrativo dopo il 13/6.
Francesco Zozi
A margine delle elezioni. Un voto all'amatriciana
Giorgio Boari Ortolani

Non entro nel merito del risultato elettorale, mi limito ad alcune considerazioni generali per mettere a fuoco taluni elementi che credo utili alla discussione. Segoni ha vinto, Berva ha guadagnato speculando su un complesso di fattori politico-locali contraddittori, direi eteronimi, Bettina ha segnato un punto a suo favore. La notevolissima quota di voti ottenuti premia i DS, la buona percentuale raccolta da F.I. fa gridare al successo i berlusconiani, Moreno è personalmente soddisfatto, Berva brinda all'ingresso dei quattro, Bettina inneggia all'Uno-Due, Fortuna, che non era il candidato ufficiale di Rifondazione Comunista (cfr Nanni), si gloria del suo extra moenia, Doriano gongola... Tutti hanno vinto tranne l'Unione di Centro che vede uscire dalla scena tre candidati su quattro per non dire di Rifondazione Comunista (quella ufficiale) anch'essa, stranamente, massacrata. In un panorama così articolato è davvero difficile dissertare sul senno del poi e del se. Ora che il test elettorale è passato, bisognerà valutare i rapporti della e nella coalizione. Punterei l'attenzione su due fattori: il risultato delle amministrative e delle europee con la vittoria dell'Ulivo, di Rifondazione, dell'UDC e, di contraltare, il forte riflusso di F.I. Pur non avendo alcuna intenzione di commentare, tuttavia il sottoscritto crede che le proporzioni elettorali nazionali hanno il loro peso e vanno tenute in considerazione, magari tentando anche un improbabile raffronto tra elezioni locali ed amministrative. Vi troveremo delle incongruenze?, delle illogicità? Credo che vi troveremo delle sorprese! Ora comincia il secondo tempo della legislatura Segoni e le legittimazioni ottenute vanno confrontate sul programma e sugli uomini. L'equilibrio come sarà? Stabile? Instabile? anche alla luce di quello che è successo e di quello che accadrà nel Paese? L'altro punto è il seguente: la scelta di una votazione locale non ideologica, tenuamente programmatica, vistosamente moderata, quasi berlusconiana, ma plebiscitaria per il sindaco uscente, ha prodotto i suoi frutti forse in virtù della forza persuasiva di qualche compagine politica o forse, e sarebbe paradossale anche se vincente, per i basso profilo di questa tornata elettorale? Mi chiedo: quanta gente non si riconosce in questa nuova situazione? Quanti cattolici, per esempio, non si sentono rappresentati oggi al Comune, e/o quanti della sinistra radicale non si riconoscono in questo schema? E' credibile che il Centro e la Margherita si siano eclissati del tutto? E' verosimile fare a meno di queste componenti sociali, culturali e politiche così significative a Sant'Oreste? Non credete sia doveroso confrontarsi sulle scelte culturali profonde, quelle della coscienza di essere santorestesi, di esserlo in questo o quell'altro modo, ma comunque di esserlo. E' un tema sul quale il silenzio sarebbe incomprensibile e ingiustificabile. Sarà pur necessario lavorare per ridimensionare o meglio cancellare definitivamente per il futuro le petulanti, ossessive, monotone, antipatiche postulanze di voto che deprimono, avviliscono e quasi brutalizzano la libera campagna elettorale, come in una sorta di cannibalistica ingerenza che l'elettore deve subire per difendere la sua autonomia di giudizio, l'indipendenza decisionale insieme alla libertà di espressione. Anche questa è un'operazione di alto profilo culturale e civile, oltre che di stile. Mi si risponderà che il responso delle urne è sovrano e come tale va accettato. Giustissimo. (anche se resto della convinzione che accettazione non vuol dire supinazione). Ma il responso elimina il malcontento? Esso non fa abbassare la guardia sulle cose, figuriamoci se la fa abbassare sui valori, sulla simbologia che ognuno sceglie per se stesso, anche quella ideologica. E' l'altra faccia immateriale di noi tutti, elettori e cittadini e noi siamo consustanziali ad essa. Mi pare, se non leggo male le cose italiane, che nel centro-sinistra e nel Paese più in generale, abbia incominciato a soffiare un forte vento di radicalizzazione politica. Un vento che diventa turbine di milioni di bocche contro l'intervento in Iraq, contro la riforma fiscale, contro la riforma delle pensioni, contro il caro vita, contro la disoccupazione, contro la politica sociale, contro il lavoro nero, contro l'utilizzo lottizzato della comunicazione, contro il conflitto d'interessi, contro i privilegi concessi ai miliardari eccetera eccetera. E allora mi chiedo: l'alternativa santorestese è atipica oppure essa sarà il modello esemplare della nuova Italia? La causa del pragmatismo vuol dire rinuncia, ove non rifiuto, della propria identità storico-politica?. Siamo tutti cambiati nell'ultimissimo periodo storico...ma il cambiamento non può diventare snaturamento. Vi pare? Il risultato elettorale può essere interpretato in mille modi. Da parte mia non vorrei definirlo un voto all'amatriciana, cioè del volemose bene a tutti i costi. Costi quel che costi...
La Composizione del Consiglio Comunale:

Caccia Giuseppe, Corinaldesi Enrico, De Vincenti Lina, Fidanza Daniele, Fioretti Michele, Fortuna Stefano, Menichelli Dario, Menichelli Doriano, Menichelli Sergio, Paolucci Moreno, Salustri Mario,
Acqua Ennio, D’Achille Riccardo, Ortolani Amedeo Maria, Lopez Remo, Caccia Bettina.

La Composizione della Giunta:

Sindaco: Segoni Mario,
Vice Sindaco: Caccia Giuseppe
Assessori: lavori pubblici: Menichelli Doriano, servizi sociali: Paolucci Moreno, cultura: Corinaldesi Enrico, urbanistica: Salustri Mario

Amministrazione Civica?
Amministrazione civica significa che gli eletti sono semplici cittadini e non rappresentanti di partito. Può significare che i partiti non hanno alcun ruolo, presumendo che la gestione dei problemi di un paese debba essere affidata a persone competenti e non portatrici di indirizzi politici/partitici (in questo caso nessun partito può avere l’ambizione di avere potere nei confronti delle scelte amministrative, incluse le nomine, più di altre associazioni o gruppi o cittadini) ma può anche significare non un’assenza, ma un indebolimento della logica partitocratrica, che fa premio sull’autonomia degli amministratori, entro i confini di indirizzi programmatici condivisi (in questo caso l’omogeneità degli indirizzi programmatici è garantita dall’omogeneità delle opzioni politiche di fondo, cui gli eletti si ispirano). Se è così, non c’è alternativa tra un’opzione qualunquistica (gli eletti sono cittadini di nessuno o di tutti i partiti possibili, ma i partiti non hanno alcun ruolo) ed un’opzione politica indiretta (gli eletti sono cittadini di nessun partito o fanno riferimento a partiti che stipulano un’alleanza, coerentemente omogenea al quadro generale, provinciale, regionale, nazionale di centro-destra o di centro-sinistra. Ciò è tanto più vero nel contesto istituzionale maggioritario). Quello che si sta formando a Sant’Oreste appare invece come un accordo tra partiti non omogenei e avversari a livello generale, mascherato da Amministrazione civica. In questa “Amministrazione civica” i partiti manifestano apertamente la loro volontà di presenza, nella scelta dei candidati e degli assessori e, successivamente, nelle scelte amministrative (i “partiti di maggioranza” saranno quanto meno consultati dai futuri amministratori). Ipocritamente si afferma che l’accordo è tra cittadini, ma in realtà ogni partito è coinvolto direttamente. I DS, come è naturale, hanno tutta l’intenzione di considerare propria componente gli eletti candidati dal partito; l’Unione di Centro, che mira a riunire fondamentalmente la diaspora democristiana, mettendo insieme elettori di partiti oggi avversi (UDC, Margherita, AN) e però uniti nella “devozione” per xxxxxxxxx , lo fa per organizzarsi e pareggiare l’influenza dei DS. Forza Italia, più ipocritamente di tutti, presenta come cittadini indipendenti i propri candidati, ma poi, per favorirli (e successivamente influenzarli) non presenta, paradossalmente, una lista di partito e non si manifesta come riconoscibile. L’alleanza, impresentabile se esplicita, tra DS, AN, Forza Italia, UDC, Margherita, Rifondazione Comunista, SDI, si presenta come unione di cittadini uniti per il bene del paese, a prescindere dalle appartenenze partitiche, ma apre subito la macroscopica e inevitabile contraddizione della presenza aperta dei partiti nella forma peggiore del controllo dietro le quinte, della limitazione delle prerogative istituzionali degli eletti. La conseguenza inevitabile sarà la difficoltà futura di assicurare al paese le scelte coraggiose che servono per il suo sviluppo, causata dalla assenza di un progetto unitario, garantito dall’omogeneità politica, e dal prevedibile, anzi sicuro, formarsi di “componenti” rappresentative di interessi non convergenti e non compatibili. Il danno per il paese sarà l’indebolirsi della coerenza politica e progettuale, il prevalere dei particolarismi, l’aridità dell’ispirazione civile di fondo e dei valori unitari. Ogni cliente avrà il suo protettore in Comune, non solo e non tanto per avere risposte, ma soprattutto per evitare scelte non convenienti per sé, anche se convenienti per la comunità (si pensi solo agli esempi della Riserva naturale o del piano del traffico e dei parcheggi, per non parlare del tema urbanistico ed edilizio). Il danno per la “politica” sarà la vittoria del trasformismo e dell’opportunismo. Perché questo succede? Proviamo a darci una risposta per ciascuno. Il motivo fondamentale sembra essere un motivo di potere. Nel momento in cui il paese è alla vigilia di importanti trasformazioni (soprattutto l’Out-let) ognuno ritiene più conveniente far parte della maggioranza, ed essendo largamente prevedibile il successo dell’attuale maggioranza ci si inserisce in essa. La mancanza di una prospettiva di vittoria per una lista di centro destra spinge Forza Italia a “nascondersi” nei suoi candidati, approfittando dell’inganno del 1999, quando il candidato della “Società civile” si trasformò nell’assessore del partito di Berlusconi. Poi, in cinque anni, potrà condividere i guadagni e, per il futuro, preparare l’alternativa al centro-sinistra. Gli ex D.C. trovano necessario rafforzare la loro presenza in maggioranza,
non consolidando una prospettiva di coerenza politica (Margherita, DS, SDI costituiscono alle elezioni europee la Lista Uniti per l’Ulivo) ma allargandosi quantitativamente per contrastare l’egemonia dei DS (quel suo essere unico partito veramente organizzato, che si è tradotto nella sua influenza su scelte decisive). La debolezza dell’operazione non è solo nella incoerenza politica di mettere insieme avversari di oggi e di ieri, ma nel supporto ad un’operazione di restaurazione della presenza di xxx, che si ritiene utile (ahimè non solo da loro) per favorire il successo dell’Out-let, ma che si configura come un triste ristabilimento di un rapporto di sudditanza del paese verso un padrone capace di dispensare favori. Resta da capire perché i DS, perché gli amministratori uscenti, perché il Sindaco, accettino questa alleanza di cui si vergognano: temono la sconfitta elettorale? Mai, come ora, sarebbe stata vincente una proposta di centro sinistra, con un Sindaco non messo in discussione da nessuno, anzi apprezzato da tutti. Vogliono garantire al paese protezioni politiche? Ciò non è molto coerente con l’impegno per la crescita democratica del paese. Si illudono di rafforzare così la loro egemonia, come gruppo meglio organizzato e disciplinato? Ciò fa sospettare l’insufficienza di una vera volontà di alleanza tra pari in un Ulivo cui cedere “quote di sovranità” di partito. Perché non si è formata una sana competizione tra due formazioni, rispettivamente orientate al centro destra e al centro sinistra, ma vivificate dalla partecipazione di cittadini, di persone stimate e capaci, al di là della loro rappresentatività partitica? Temiamo, siamo sicuri, che quello che si sta facendo sia un errore grave, un salto indietro, peraltro accentuato da un inedito assoluto conservatorismo (per la prima volta, si ricandidano tutti gli uscenti), da una chiusura assurda al rinnovamento in liste senza giovani, senza donne, o quasi, con una lista avversaria che ha a capo il sindaco di 15 anni fa.

Questa è l’analisi che l’anonimo lettore ci aveva inviato a Marzo. E’ successo proprio così? Apriamo un dibattito. Molti hanno chiamato questo voto un elezione “bulgara”. Sarà stato proprio così ?
Il dibattito non può riguardare l’anonimato. Discutiamo sulla anonima riflessione politica. La redazione

Raccogliamo una dichiarazione dell’aspirante consigliere comunale non eletto Mascarucci Paolo. “Ringrazio le 34 persone che mi hanno preferito. Sono dispiaciuto di dover interrompere l’esperienza politica nella quale ho cercato lealmente di dare il meglio di me e di aver sempre privilegiato la trasparenza, l’onestà e la concretezza appartenenze di partito.
I miei viaggi
di Oreste Malatesta

Tempo fà Franco mi ha chiesto di raccontare alcuni episodi dei miei viaggi per il mondo. Come si fa a dire di no al grande Direttore di Soratte Nostro? Questa volta vi parlo di tre fatti capitatimi in Brasile ed in Giappone.
1) A San Paolo del Brasile, durante un evento conviviale, mi presentano il dott. Pollastri, attuale Presidente della Camera di Commercio Italo Brasiliana, ente che il giorno dopo avrei dovuto ispezionare. Nel corso della cena mi fanno conoscere anche alcuni rappresentanti delle associazioni di italiani paulisti. Tra questi il Presidente degli immigrati di origine laziale, il dott. Pollastrini. Al quale mi viene spontaneo rivolgere questa domanda: “Lei è il figlio del Presidente della Camera di Commercio di San Paolo?”. E lui, ridendo per la confusione fatta, mi risponde: “No lui è Pollastri, io sono Pollastrini!”. “Però – rispondo - sempre della stessa razza di volatili siete”.
2) A Tokyo arriviamo in pulmino nell’albergo, che ha un ingresso con una decina di scale, sulle quali vi sono due facchini giapponesi, intenti a caricare i bagagli di alcuni ospiti in partenza. Vedendoli occupati, i miei colleghi ed io iniziamo a scaricare i nostri bagagli dal pulmino, ignari di procurare offesa, nel fare ciò, ai facchini giapponesi. I quali, sentitisi spodestati nella loro professionalità, dall’alto delle scale urlano alcune frasi incomprensibili a noi italiani. Una di queste espressioni, però, la percepisco familiare perché, anche se pronunciata da una di quelle velocissime macchinette parlanti che sono i giapponesi, sembra detta in santorestese: “Da ccassù mo vengo jo”. Quando i due facchini arrivano da noi, prendo da parte il giapponesino che ha urlato “Da ccassù mo vengo jo”, e gli preciso: “Cumo pronuncia vai troppu svertu pe parlà be’ u santorestese. E po’ nun si dice jo, ma ghjo, bellu ncargatu”. Il facchino giapponese mi guarda, mi sorride e mi fa un profondo inchino. Avrà capitu?
3) A Curitiba (capitale dello stato brasiliano di Paranà), dopo un incontro con i rappresentanti delle associazioni degli italiani all’estero, nel corso di un buffet, mi accosta un parlamentare (di origine italiana) del vicino stato di Santa Catarina e, credendomi un pezzo grosso ed influente dell’amministrazione italiana, mi propone: “Lei dovrebbe fare una cortesia agli italiani dello stato di Santa Catarina. Dovrebbe dire al Presidente Ciampi ed al Premier Berlusconi che il nostro stato è interessato ad avere almeno una parte delle spoglie di Anita Garibaldi, originaria di Florianopolis (capitale di Santa Catarina). Sopra le sue spoglie intendiamo edificare un grande monumento per onorare Anita e Giuseppe Garibaldi (che qui ha conosciuto la sua sposa ed ha vissuto per dieci anni), oltre che per esprimere gratitudine alla nostra patria”. Io gli spiego che non ho rapporti né istituzionali né personali con i nostri Presidenti della Repubblica e del Consiglio. Tuttavia il deputato continua ad insistere sulla necessità che io attivi tutti i miei canali e conoscenze al fine di riferire questa richiesta a tali personalità, facendo intendere che ne avrei tratto anche qualche vantaggio personale. Di fronte a tanta insistenza, dopo avergli ripetuto, due o tre volte, che non conosco né Ciampi né Berlusconi, mi balena l’idea liberatoria e gli dico: “Se diventerò Presidente della Repubblica le prometto che concederò allo stato di Santa Catarina, non una parte, ma l’intero corpo di Anita Garibaldi. Siccome Anita non può stare senza il suo sposo, sarò pronto a concedere anche le spoglie dell’eroe dei due mondi. Siete disposti voi a fare un monumento per entrambi?”. “Altro che! - mi risponde – Anzi le prometto che lei, a cui auguro di essere il successore di Ciampi, su quel monumento avrà una particolare menzione”. Vi garantisco che se diventerò Presidente della Repubblica manterrò la promessa!
Graffiti Metropolitani
Elezioni finite; il vecchio non c’è più. Il cambiamento ha vinto.

Candidati
che fanno il pieno. Candidati che tornano a casa. Candidati a cui il Padrone intima di non candidarsi.

S.P.Q.R.: Sant’Oreste Proteggo Quindi Regno. Il voto amministrativo lo ha confermato.

Il re delle Prata. Ex Ora Out-let. Chi sarà?
l’onestà e la concretezza appartenenze di partito.
Notiziario
Ha chiuso il Maggio Musicale santorestese un grande Concerto del Coro americano Blair Accaemy Singer. Malgrado il Concerto sia stato proposto in un giorno feriale, l’affluenza del pubblico è stata elevata, nella chiesa di San Biagio. Il Coro composto da giovanissimi, ha eseguito brillantemente pagine del rinascimento italiano, brani americani e opere di autori contemporanei insieme alle difficili composizioni del folclore Usa. Molto simpatica la performance all’esterno che ha coinvolto ed entusiasmato i molti cittadini presenti.

Strade pericolose: E si, le nostre strade sono pericolose. Lo sono da sempre ma in questi ultimi tempi hanno turbato drammaticamente la vita del nostro paese. Molti gli incidenti, con giovani feriti ed uno deceduto, per un incidente notturno. Il paese piange ma si interroga. Perché? Strade insicure; guide spericolate; giovani che si dimenticano di avere un’arma mortale. Ci rivolgiamo a tanti nostri figli: tornate ad essere prudenti e attenti alle vostre ed altrui vite.

La redazione

Comunicato: Il Comitato festeggiamenti Madonna di Maggio ringrazia i cittadini, il Comune e le Associazioni per la collaborazione offerta nell’organizzazione e tutti coloro che da varie parti d’Italia, con la loro attenzione si dimostrano vicini ai valori che questa festa sa esprimere. Il Comitato desidera che questi valori siano sempre più presenti perché sono essi che daranno continuità alla festa.

Il Comitato
Con l'Enel Vicino
un abitante di Via Umberto I°

No non si tratta di bollette ma di cabine. Questa mattina presto grandi botti continuati e parte la corrente. Il sussulto mi sveglia .E’ ancora una volta la cabina Enel di Via Umberto I°. Quanta storia vicino a quegli ambienti; prima la Società Vulsinia, poi la Romana Elettricità, poi l’Enel. La cabina è sempre la stessa con case sopra e vicino. I tecnici ci riassicurano ma la paura è sempre tanta. Alle sette telefono un po’ a tutti per segnalare i botti della cabina; il numero verde è chiuso, i vigili non ci sono. Finalmente arriva la squadra; gli segnaliamo i botti, la corrente torna.
Il giorno di Don Orione
La Redazione

Il 20 Giugno il paese ha dedicato la giornata a don Orione, con una messa solenne molto partecipata e con l’accoglien-za dei figli di Don Orione che per tanti anni hanno abitato il nostro paese. Erano presenti molte suore della Divina Provvidenza che hanno visto e fatto crescere noi ed i nostri figli. Al Santo un busto nel cortile del monastero di Santa Croce e l’intitolazione della strada che porta al Soratte. Festa nel paese con la Banda Musicale che ha ufficializzato la manifestazione. Fazzoletti con l’immagine del Santo al collo di tanta gente. “Speriamo - come suor Discipola ci ha detto - che torneranno altri tempi per il Monastero”. Già allora, nel 1810, a monastero chiuso le Agostiniane pregarono la Madonnina del Coro, che il monastero riaprisse. Così accadde.
Sant'Oreste sul Soratte
Marco Ciampani
Questo libretto a cura del Comune di Sant’Oreste e della Provincia di Roma, ha trovato pronto Franco Zozi, il più longevo e importante storico locale, a realizzare questa opera semplice, scorrevole ma completa. Ci sorprende innanzitutto la capacità di sintetizzare i molti motivi d’interesse, naturalistici, archeologici, storici, e il dialetto del paese. Quello che dà subito nell’occhio sono le numerose immagini a colori di dipinti, foto inedite, carte topografiche antiche. Giustamente l’autore pone San Silvestro come presenza focale del cristianesimo sul Soratte; uno sviluppo che portò Carlomanno, zio di Carlo Magno, a farsi monaco nel monastero di San Silvestro, sul Soratte e poi a fondare Sant’Andrea in Flumine. L’origine di Sant’Oreste, viene da Zozi derivata da Heristo della famiglia degli Aristi, giovane romano martirizzato sotto la persecuzione di Nerone. Quindi puntualizza l’autore la presenza nelle chiese di Sant’Oreste e del Soratte di affreschi, sculture carolingie e infine a partire dall’età rinascimentale di numerosi palazzotti e in particolare, del palazzo Caccia- Canali, che insieme alla chiesa di San Lorenzo, fu costruito dal Vignola. In un capitolo a parte lo Zozi parla dei cinque eremi posti sul monte, la cui fondazione viene” generalmente collocata nel VI secolo d. C., per opera dei monaci benedettini”. Quindi l’autore parla della villa del Giardino, che era posto su una strada romana, di cui pone in risalto le strutture romane, davvero imponenti. Invece segnalando il castello di Versano, rinvia alle analisi del dott. Luca De Iulis, esperto di questo castrum. Concludiamo con le notizie della croce di bosso, scultura in legno, di cui riporta la datazione al 1546, con immagini vetero-testamentarie ed evangeliche, con iscrizioni in greco. Il libro si chiude parlando della riserva naturale del Monte Soratte, che tanto impulso ha dato a iniziative naturalistiche, storiche, archeologiche, museali; anche le grotte e i meri (gruppo di cavità collegate) sono importanti e danno il sapore dell’avventura ai turisti.
Lacrymosa Dies IIIa
Maurizio Serzanti
La prima volta che ho ricevuto un compenso per cantare è stato il 3 marzo del 2003. Dopo un’audizione sono stato ingaggiato come tenore primo aggiunto nel coro lirico sinfonico di Roma. Il concerto si sarebbe tenuto nella chiesa di S. Andrea della valle a Roma, il brano da eseguire il Requiem di Verdi. Quattro prove in programma due con il maestro del coro e due con l’orchestra. Recupero la registrazione e la partitura dal maestro del coro di S.Oreste, Silvano, e iniziamo a studiare. Il titolo preciso è “ Messa di Requiem” opera definita monumentale scritta da Giuseppe Verdi in occasione della morte di Alessandro Manzoni, ed eseguita a Milano un’anno dopo. Devo dire che non sono un assiduo frequentatore di chiese e riti associati, non per scetticismo, forse per cautela o distrazione piuttosto che per rifiuto. Quindi trovarmi a studiare l’intera celebrazione, mi ha permesso di esplorare il rito della messa secondo questa particolare solennità quella “del requiem, riposo” dal punto d’osservazione di un recitante in odore di miscredenza. Così ho iniziato la mia ricerca su internet, ed ho trovato il sito dei gesuiti http://www.gesuiti.it/filosmate che offre un’interessante storia della messa, e da cui ho tratto la seguente definizione di messa: “La Messa é la più importante funzione sacra della chiesa cristiana, cattolica ed ortodossa, celebrata dal sacerdote sull'altare e che rappresenta il ricordo del sacrificio della croce attraverso l'offerta del Corpo e Sangue di Cristo così come avvenuto nell’ultima cena. Il termine "messa" deriva da "missa" equivalente a "missio", cioé congedo ed entrò in vigore dal IV secolo, quando il rito comportò il congedo dei catecumeni prima dell'Offertorio. “. Mi sono soffermato a riflettere su questa definizione, pensando quante volte questo rito giornalmente viene ripetuto dalla mattina alla sera incessantemente dinanzi a grandi masse o con pochi fedeli con rito solenne o modesto nel vasto silenzio di basiliche o nell’assordante quiete di piccole chiese, “prendete e mangiatene tutti, questo è il corpo…questo è il sangue…” del Dio fatto uomo sacrificato per noi in remissione dei peccati. Nell’attimo dell’estremo commiato Gesù ci annuncia che la fine non è fine, ma inizio di un altro progetto divino. Ma soprattutto che il suo sacrificio ha un insegnamento per la vita che rimane, un messaggio, un ammonimento, ripartire da quel punto per andare oltre, per migliorare gli altri e se stessi. Incessantemente il rito del congedo ci ricorda la transitorietà dell’uomo tra ciò che non eravamo, e ciò che siamo e non saremo, la messa di Requiem ripercorre questi passaggi, dove l’assemblea, la comunità, insieme al Cristo, il suo rappresentante e ministro il sacerdote, invoca (Kyrie) la pietà del Signore nel donare il riposo (Requiem) eterno ai defunti. E tenta di confortare il dolore di chi rimane dell’estremo congedo di chi lascia vuoti incolmabili, con la promessa di vita eterna il giorno del giudizio (Dies Ire), giorno dell’ira.

Mors stupebit et natura.
Cum resurget creatura.
Judicanti responsura.
E morte e natura stupite saranno
Che le creature risorte vedranno,
Che a dar di sé conto al giudice vanno.


Un anonimo cronista ci fa pervenire l’immagine dello stato di incolmabile dolore della madre di Gesù; Maria che, come ogni genitore dinanzi alla propria croce, patisce. Riporto i primi sei capoversi dello Stabat Mater

Stabat Mater dolorosa
Juxta Crucem lacrimosa,
Dum pendebat Filius.

Cujus animam gementem,
Contristatam et dolentem
Pertrasivit gladius.

O quam tristis et afflicta
Fuit illa benedicta
Mater ungeniti !


Quae morebat et dolebat,
Pia Mater dum videbat
Nati penas inclyti.


Quis est homo, qui non fleret,
Christi Matrem si videret
In tanto supplicio ?

Qui non posset contristari,
Christi Matrem contemplari
Dolentem cum Filio?


Stava Maria dolente
Senza respiro e voce
Mentre pendeva il figlio in croce.

E nel fatal istante
Crudo Materno affetto
Le trafiggeva il petto,
Le lacerava il cor.

Qual di quell’alma bella
Fosse lo strazio indegno,
No, che l’umano ingegno,
Immaginar non può.

Veder un figlio
Che palpita, che muore
Si barbaro dolore
La madre provò

Alla funerea scena
Chi tiene il pianto a freno
Ha un cor di tigre in seno
O cuor in sen non ha,

Chi può mirare in tante
Pene una madre, un figlio
E non bagnare il ciglio,
E sentir pietà?

Chi può mirare tante pene e non bagnare il ciglio; il dolore è un sentimento “collegiale” che vive insieme collettivamente, rende silenzioso ed ovattato un paese, ammutolisce i chiassosi, dà la parola ai silenziosi, dà il coraggio ai pavidi, abbassa lo sguardo ai coraggiosi. È questa la messa di Requiem, la comunità che insieme nel dolore dà il congedo ad un caro.
Requiem eternam dona eis.

L'attore
Massimo Mirani

E’ morto Nino Manfredi, ho avuto l’onore di lavorare con lui nell’ultimo film che ha interpretato, nella sua ultima grande prova d’attore, diretto dall’amico di una vita Gigi Magni. Che dire….attore d’immensa statura? Certo. Tecnicamente preparatissimo? Altrettanto vero. Versatile? Come no. Soprattutto ho capito, cioè ho avuto conferma, perché già lo sapevo, che dietro a un grande artista c’è sempre, il suo senso del gioco, la sua generosità appartengono all’uomo…. (scritto a caldo il 4 Giugno 2004).
Ringraziamo Massimo. La redazione ricorda Nino Manfredi nel nostro paese al tempo della lavorazione di Pinocchio e di Italian Secret Service, che verranno proiettati quest’anno nell’annuale premio grattachecca
La piazza racconta
Piazzetta di San Nicola

Dominata dalla omonima chiesa racconta un altro pezzo di storia. Forse il più antico. Chiesa e monastero, che vi sorge sin dal '300, si interscambiano il valore storico di questi poveri luoghi divenuti però così importanti. Il monastero tra alterne vicende avrà vita sino alla fine del 1500, quando per volere dell'abate Aldobrandini fu trasferito nel suo storico palazzo reso accogliente per l'importante avvenimento. La chiesa così in mano a Don Bernardino Lupi aumenta la sua presenza religiosa fino a divenire anche essa collegiata ed ad ospitare importanti opere d'arte. Tutt'intorno nasceva e si consolidava l'abitato, sorgendo proprio dentro le mura castellane. Ma crescendo modificava il tessuto urbano antico e più in avanti una crescita disordinata a tutto il quartiere lo rendeva segno di degrado. Oggi c'è un patrimonio urbanistico da recuperare per riequilibrare la lettura storica di quanto è avvenuto e per ridare ai luoghi una dignità e quant'altro perso nel tempo.
Le news di Avventura Soratte
Informiamo i visitatori e gli escursionisti che presso i centri di informazione della Riserva Naturale del Monte Soratte è disponibile la carta sentieristica elaborata dal Servizio Ambiente del Dipartimento della Provincia di Roma delle Risorse agricole e ambientali. La carta propone tutti i sentieri della Riserva con dettagliate descrizioni ed immagini. Sulla carta vengono riportate anche le norme di comportamento che comprendono tra le altre
- il divieto di raccolta e danneggiamento della flora
- il divieto di raccolta di materiali geologici e paleontologici
- il divieto di transito con veicoli a motore
- il divieto di campeggio fuori dalle aree apposite

E' stato inaugurato il nuovo percorso (204) "Strada Militare" lungo circa 2,6 km con dislivello 68 m. aperto tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20 che permetterà di vedere l'ex comando tedesco del Generale Kesselring le ex caserme e le entrate (non si può entrare perché ancora zona militare) delle gallerie del Monte Soratte.
In margine alle celebrazioni della Madonna di Maggio
La festa come contenitore?
Giorgio Boari Ortolani

E' funzionale mettere tutto sullo stesso piano e minimizzare quei valori che sono alla base della nostra identità? I festeggiamenti in onore della Madonna di Maggio 2004 mi portano a questa domanda non già perché la festa in se non sia riuscita, anche grazie, come al solito, ai magnifici sforzi del Comitato organizzativo, ma perché i valori forti e lo stile caratteristici della ricorrenza, quest'anno mi sembrano eccessivamente forzati. La pletora di eventi e delle manifestazioni che hanno condito le giornate festaiole, se hanno disegnato una fantasmagorica possibilità di scelta da parte dell'utente, mi pare abbiano disorientato e confuso l'utente stesso. Chiarisco. Se la festa della Madonna è una festa religiosa che vede nella messa delle ore 11 un appuntamento indifferibile ed importante per la cittadinanza, che motivo c'era di organizzare nello stesso lasso di tempo della celebrazione,un calendario di appuntamenti che andavano dal ricordo del giovane eroe americano Welles Remy Crowther, al concertro in suo onore, dalla presentazione della vernice di una grande pittrice al tributo che i giovani di Sant'Oreste hanno dedicato al giovane di Ground Zero? Inoltre, se la banda alle ore 17 portava la musica nelle strade del paese, che motivo c'era di programmare la performance del Corteo storico alle ore 17,30? Idem dicasi per il Coro Rosa Proserpio che più o meno alla stessa ora si esibiva nella chiesa di San Biagio? Più eventi sovrapposti nello stesso lasso di tempo come si possono giustificare? A che cosa servono? Come vanno letti? Credo che bisognerà trovare un minimo comun denominatore sul concetto di evento e definire i criteri in base ai quali l'evento viene proposto, altrimenti la confusione e il disorientamento avanzeranno sempre più. Personalmente credo che un evento, una manifestazione ecc avranno di più il loro peso se essi verranno considerati e proposti "dentro" un progetto sistemico, "dentro" una motivazione culturale che consideri l'evento stesso come propedeutico, come veicolante di formazione,di recupero del territorio, di valorizzazione di un patrimonio ecc, ecc,, cioè come contributo mirato e orientato alla realizzazione futura di qualcosa, di qualche finalità che sia utile alla comunità. Quindi, l'evento dovrà comunque conservare la qualità e la priorità dell'antefatto per la realizzazione di qualcosa. Se così non è ed invece esso assume una fisionomia autonoma, cioè fine a se stesso e svincolato dalla ricorrenza e dalla cultura che sta dietro la festa ( ma che la sostiene), l'evento non serve a niente e a nessuno se non ha chi vi partecipa come ad una forma di spettacolo. Esso quindi avrà solo un costo, grande o piccolo, comunque un costo. Per dirla in breve, l'evento non può valere solo per quelle poche o molte persone che vi partecipano ma dovrebbe coinvolgere, se non fisicamente almeno idealmente, la gran massa dei cittadini che riconoscono in esso, e vi si riconoscono, una finalità obiettiva. L'evento, allora, va preparato culturalmente e non solo organizzato tout court. C'e' da aggiungere, ancora, che ove più manifestazioni si succedessero nello stesso tempo, rischierebbero tutte di autoannullarsi vicendevolmente proprio a causa di questa preesistente vacuità di obiettivi. La Madonna di Maggio è una festa religiosa ma ciò non vuol dire che tutto debba essere rimesso al suono delle campane e che, per esempio, il ricordo del giovane americano poteva benissimo rientrare nello spazio spirituale della festa; ma io mi chiedo altresì se questa nobile esigenza interiore della commemorazione non poteva essere differita in altro giorno meno "santorestese", magari dedicando all'eroe un intera giornata, esclusivamente dedicata a lui? Forse ne avrebbero guadagnato la memoria, lo spirito, e la partecipazione dei cittadini. Le mie non vogliono essere critiche a nessuno, semmai leggetele come considerazioni, analisi, valutazioni sulla festa. Mi chiedo ancora: perchè tutto ed il contrario di tutto devono essere esibiti nella ricorrenza della Madonna di Maggio? L'anno non finisce con l'ultima domenica del mese mariano. Se la tradizione e la cultura santorestesi vogliono i festeggiamenti in una certa maniera, perché non potenziare quella maniera magari apportandovi lievi novità senza voler cambiare i connotati di una festa che è altamente tradizionale e che come tale il paese la vuole vivere? E' giusto considerare la festa della Madonna di Maggio come un contenitore nel quale, più o meno, ci si può mettere tutto?
La festa della Madonna di Maggio
Andrea Brunetti

La festa della Madonna di Maggio è una Festa tradizionale che si fa da 190 anni. E’ la festa a noi organizzatori ci porta un impegno per la preparazione. E ci sono addobbi per tutto il paese. E quest’anno sono venuti anche i giovani a darci una mano a preparare per la festa.
PROLOCO DI SANT'ORESTE
Piazza Principe di Piemonte, n° 7
Tel. 0761 579895
SABATO E DOMENICA (agosto escluso)

DAL GIORNO 01/10/2003 AL 31/03/2004
ORARIO: 10.00-12.00 / 15.00-17.00
Compresi festivi (1/11-16/12-6/1)

DAL GIORNO 01/04/2004 AL 30/09/2004
ORARIO: 09.30-12.30 / 15.00-18.00
Compresi festivi (25/4-1/5)

SANTA MARIA HOSPITALIS
La chiesa resterà aperta ai visitatori tutte le domeniche DAL 28 MARZO AL 6 GIUGNO 2004 (escluso 30 maggio)
ORARIO 15.00-17.00

SAN SILVESTRO SUL SORATTE
TUTTI SABATO E DOMENICA (agosto compreso)
DAL GIORNO 01/10/2003 AL 30/09/2004
ORARIO: 12.00-16.00
(Durante il periodo estivo nei mesi di Luglio-Settembre ORARIO: 10-13)

MUSEO NATURALISTICO
Piazza Cavalieri Caccia – Sant’Oreste
TUTTI SABATO E DOMENICA
ORARIO 10.00-13.00 - 15.00-18.00

CENTRO INFO PIAZZA MOLA A VENTO
TUTTI SABATO E DOMENICA
NEI MESI DI MAGGIO E GIUGNO 2004
ORARIO: 10.00-12.00 – 16.00–18.00



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