Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

SANT'ORESTE NON CI STA' !!!

Soratte Nostro condivide lo spirito della lettera del Sindaco a seguito dei tristi ma preoccupanti fatti che hanno colpito una attività commerciale e la zona circostante. Paura, angoscia, insicurezza hanno portato la cittadinanza ad una maggiore attenzione verso la sicurezza e la tranquillità. Crediamo che i cittadini di Sant'Oreste non vogliono pensare né al racket né a eventi camorristici ad essi collegati, né desiderano dare giudizi e colpe generalizzate verso alcuno. Vanno colpiti e perseguiti a norma di legge i responsabili degli atti criminosi, i collaboratori, i mandanti. Tutti gli altri siano extracomunitari o italiani, non possono venire accusati di colpe che non hanno commesso. Soratte Nostro è per la tollerante accoglienza, il rispetto nelle diversità e tali restano i nostri principi, anzi cogliamo l'occasione per suggerire una giornata di solidarietà da condividere con i nostri ospiti
.
L'attore
Di Massimo Mirani
Con Barbara e Roberto, gestori e animatori di “Ozio Contemplativo”, il bel locale nel centro storico(mi sento molto in sintonia col nome…) stiamo cercando di mettere in piedi, o almeno in ginocchio, una performance su musica e poesia. Non vi spaventate per i termini “Musica e Poesia”, sarà comunque teatro popolare adatto a locali dove si mangia, si beve(la poesia meglio gustarla da ubriachi) e si fa insieme. Se la ricerca funziona e nasce “lo spettacolo”, speriamo che serva anche da stimolo all'amministrazione per far vivere il teatro comunale, sarebbe ora!!!

Caro Massimo sono con te; mi dispiace solo che non potrò partecipare. Comunque tu mi racconterai. Riunisci le esperienze e chi le ha fatte con te e lavorate per un piccolo laboratorio.
La cisterna
di Marco Placidi
Caro Franco sai che abbiamo discusso varie volte sul problema della cisterna, oggetto di osservazioni nell'articolo pubblicato su Soratte Nostro n. 29 a firma del sig. Giorgio Boari Ortolani. Sai benissimo che tutto è stato fotografato e rilevato in fase di intervento. Va però considerato che i lavori iniziali riguardavano soltanto il rifacimento di una fatiscente e maleodorante fognatura a ridosso di Palazzo Canali risalente ad un intervento del 1960 circa. Partendo da questo presupposto ho ritenuto per la riparazione della fognatura non eseguire alcuna ricerca storico - architettonica preliminare, né valutare il contesto, la funzione ed il riferimento storico della cisterna, che si è aperta nell'estremità maggiore della volta a causa dei lavori in corso e che il sottoscritto ignorava totalmente come la maggior parte dei santorestesi. La sistemazione improvvisata del sito facilita comunque gli studiosi locali ad analizzare le origini della cisterna, ed inserirla nel proprio contesto architettonico, anzi mentre prima non se ne conosceva l'esistenza né l'utilizzo a cui era destinata, (anche sé una piccola idea ce la siamo fatta), ora è visibile ed accessibile per cui avanti miei prodi. L'approssimazione citata nell'articolo, si addice sicuramente al redattore dello stesso che non è informato su come e quali siano stati i metodi di intervento. Chiudo dicendo che la storia, la cultura e l'architettura stà particolarmente a cuore a noi che siamo nati, viviamo e lavoriamo da sempre in questo paese, rivestendo un ruolo importante per il mantenimento dello stesso pur tra mille difficoltà ed emergenze. E' opportuno anche dire che per alcune opere ci si avvale anche di documenti archivistici e bibliografici, ma non è prassi per le riparazioni di fognature.

Risponde g.b.o. Nel momento stesso in cui durante i lavori di riparazione della fognatura, si prendeva visione dell'apertura della cisterna, credo fosse metodologicamente doveroso valutarne il valore, la funzione etc, etc e procede ad una visione più “particolareggiata” della stessa. E' stato fatto ? L'approssimazione la rimando al mittente insieme a quelli definiti metodi di intervento. Documenti archivistici e bibliografici non si utilizzano per le fognature( non è vero perché sulla cloaca massima di Roma, per esempio, sono state scritte intere biblioteche….) Il tecnico insiste molto e non so perché (forse l'argomento gli piace?) sulle fogne ma le mie domande erano e restano di valenza storica, non fognaria. Aspetto dal perito che ha curato l'intervento risposte più attinenti al ritrovamento che certamente è più importante di una fognatura. O no?
Anche a me sta a cuore la storia, la cultura, l'architettura del paese. Posso?

I concertini
di Oreste Malatesta
Della sensibilità musicale dei santorestesi Soratte Nostro ha più volte trattato per mano di vari autori. C'è un aspetto che mi sembra essere caratteristico del nostro paese: i concertini. Raramente ho incontrato, nei luoghi visitati, tradizioni simili: in varie parti d'Italia e del mondo ho visto gente che suonava per strada per guadagnarsi un po' di soldi, ma non ho mai fatto conoscenza di persone che, come a Sant'Oreste, fanno i concertini per piacere, esclusivamente per comunicare un minimo di bellezza della passione musicale. Ricordo che in ogni circostanza festosa (un compleanno, un matrimonio, un fidanzamento, un battesimo) il nostro gruppo di amici (gli Howewars) non poteva fare a meno di tirare fuori gli strumenti e suonare. E noi, come tante altre compagnie di amici, abbiamo imparato da Eugenio, da Dario, da Giovanni … Insomma il concertino fa parte della tradizione e del patrimonio trasmessoci da chi ci ha preceduto: mio padre, accompagnato dai suoi amici, ad esempio, conquistò il cuore di mia madre facendole, sotto la sua finestra, serenate col suo violino. Vi dico questo perché, a Milano, qualche mese fa', mentre rientravo a casa, dopo la messa domenicale, verso le 11 e mezzo ho sentito il suono di un clarinetto proveniente da un giardino interno di un complesso di quattro palazzine. Mi sono fermato ad ascoltare il bravissimo giovanotto, che, senza essere accompagnato da nessuno, suonava polche, marcette e valzer per la sua amata: era piacevole ascoltarlo perché le sue note erano pulite, gli abbellimenti appropriati, i piani ed i forti, nonché i crescendo ed i rallentando fatti al momento giusto. Mi sembrava di riascoltare il magico clarinetto di Andreotti, che incantava gli ascoltatori. Ad un tratto, dalla finestra del quarto piano di uno degli stabili, un signore elegante dall'aspetto per bene, dal chiaro accento meneghino (forse era il padre della ragazza cui era indirizzata la serenata), cominciò ad urlare: “Vai via Barbone! Se continui a rompere … ti ammazzo!”. Quel poveretto smise immediatamente di suonare, e, clarinetto sotto la giacca, se ne andò. L'ho aspettato per fargli capire che qualcuno aveva apprezzato la sua musica. E lui, un po' deluso, con l'inflessione slava, mi ha risposto “A Belgrado mi avrebbero invitato a colazione. Qui invece mi cacciano”. Al bar gli ho offerto un cappuccino ed una brioche. Il Serbo ed io eravamo colpiti dalla generalizzata insensibilità dei milanesi alla bella musica: infatti a pochi metri di distanza un piccolo luna park per bambini sparava tra le più insulse musiche rock, ma nessuno protestava. E mentre discorrevamo mi venne in mente un episodio di segno opposto cui ho assistito tanti anni fa, a Sant'Oreste, mentre facevamo, insieme ad alcuni amici, un concertino durante una calda notte d'estate. Era sotto ferragosto e, dopo avere fatto le serenate alle ragazze del nostro cuore, verso le 2, con il gruppetto di amici suonatori, arrivammo sotto la finestra di Simonetta, di cui Billy si era perdutamente invaghito. La regola era quella di suonare tre melodie delicate e di attendere il segno della fanciulla amata, che avrebbe acceso la luce per esprimere il suo gradimento. Invece, dopo i tre brani, la lampada della camera di Simonetta rimase spenta. Sconcerto! “Non avrà sentito, oppure non ha gradito?” Si chiedeva Billy. Per maggior sicurezza suonammo un altro brano. Ma la finestra di Simonetta continuò a rimanere buia. Scoraggiati stavamo per andarcene via, quando Marisa, la moglie di Peppe i Basiliu, si affacciò dalla sua finestra e ci disse: “Se Simonetta nun vi sente, per me potete aremane', che mi piaciono tantu 'sse belle musichette. A serenata i Simonetta m'a godo io. Stete tranquilli che dimatina l'arecconto tuttu”. Che differenza di sensibilità tra un distinto signore milanese ed una donna del popolo santorestese.
“Il Comitato Viaggiatori stanchi e dimenticati da tutti - si legge in un loro comunicato diffuso nei paesi della nostra zona - propone un Test agli utenti. Il fine di tale Test, è quello di sottoporre, a coloro che elaborano gli orari del servizio con ”i piedi sotto un tavolo” e le tasche piene di soldi pubblici, le problematiche - continuano - e le enormi difficoltà a cui giornalmente sono sottoposti gli utenti del Servizio Pubblico.” Allegano alla Protesta una colorita “tiritera satirica”
GRAFFITI METROPOLITANI

E sono 5!!
Un aiuto femminile in più alla sorveglianza.

Retata; Retata;

E' tempo estivo. Tutti sono riconoscibili da “carafe rosce”. Bisogna disinfestà.

Hanno cominciato i cacciatori, vicino il tiro a piattello con “u carosiellu”, il parcheggio non c'è più !!! I visitatori della città d'arte dove li mettiamo ?

Monumento ai Caduti nel Parco della Rimembranza. Sembra che sia scomparsa, vista la sporcizia che vi domina !!

Orti Pubblici: ce ne sono 3 che potrebbero fare contenti i non più tanti abitatori del Centro Storico e potrebbero rappresentare un interessante percorso di visita: le Ripe dei morticelli, l'orto i San Nicola, l'orto da un anno acquistato dal Comune proprio sopra il bastione di Porta La Dentro. E' ora di decidere, di coinvolgere la popolazione e di aprire certi spazi.

Gli anziani ci hanno segnalato l'assoluta mancanza di panchine specialmente in piazze e piazzette dove solitamente si deve ricorrere a scale o scalinetti.
EFFEMERIDE

SPOSI

26-6-2005
Paolo Lopez - Maria Cenci;
Marco Balerna - Nagar; Al nostro amico Marco gli Auguri della Redazione e della Pro Loco.

2-7-2005
Carosi Luana - Maggini Antonello
Feliciani Pier Paolo - Natalucci Wilma

MORTI
Maria Abballe ved.Zozi (23-6-2005); Placidi Luigi (27-6-2005); De Iulis Armanda (30-6-2005).
Ai nostri amici Marco e Gianni le nostre sentite condoglianze per la morte dei propri genitori

NATI
Cagnolato Ilaria 22-06-2005; Conti Tommaso 25-06-2005;
RICORDI
(Dal racconto di Placidi Augusto “U carosiellu” )
Mo che sti ghjorni agghjo arivistu u carosiellu, mi so arecordatu i quante ova agghjo 'robbatu; unu mu bevevo e unu mu vennevo pe ghjmmi a fa un girettu in quella rota i conciarellu. Ci so volutu ghj. Quellu ghjornu evo pure magnatu che atera pocu e m'arecordo che quellu ghjornu era vinutu un parente da Roma e mamma eva fattu i rigatoni e pure a ciccia. I rigatoni era tantu che nun i magnavo e me ci so satollatu. Mi ghjva da 'pianà su, ma cumo facevi ormai evo pagatu.
U carosiellu 'ncumincia a girà, prima pianu e po sempre più forte. A panza mi si 'ncumincia a move, tuttu quellu chevo magnatu mi si ribbudigghjava drento. Si sentiva che voleva scappà e nun faccio ora a dilli a quellu li vicinu che i rigatoni 'ncuminciono a scappa cumo corpi i mitraghja. Erano rigatonate in quantità”.
Manifestazioni Estive secondo un Calendario diffuso a Maggio su Spazio Comune

Luglio
22-23-24: Festa dei Portici in collaborazione con il forum delle Associazioni
24: (ci è giunta adesso la notizia) La Traviata
25-31: Torneo Pallavolo Circolo giovanile di S.Oreste
Agosto
10: Notte di San Lorenzo sul monte Soratte
11-12-13: Festa dei Vicoli
15: Concerto della Banda Innocenzo Ricci in Piazza Principe di Piemonte
18-19-20-21: Festa dei Giovani in Viale Europa
22-23: Premio Grattachecca
29-30-31: Festa Fuori Porta in loc, Noceto
Settembre
1-2-3 : Festa del Compatrono San Nonnoso
4: ore 17 Incontro sul tema “Il monachesimo” presso la sala convegni del Museo
I MATTONARI
di F.Z.
Pietro Bagnarini era ormai anziano e malato, ma ancora pensava di riaprire la fornace dei mattoni che suo padre Romolo aveva fondato ai primi del Novecento. Romolo veniva da Rapolano Terme, Siena, terra di grande tradizione del cotto. Aveva comperato un terreno al “riscuro” dove c'era una faglia argillosa di notevole interesse. Grazie a questa ricchezza iniziò la sua attività di fornaciaro e mattonaro; costruì con la famiglia la fornace e con alcuni lavoranti incominciò a produrre mattoni, tegole, canali. Impastavano la creta dopo averla immersa nelle vasche e con stampi creavano il prodotto. Il loro mercato, oltre Sant'Oreste, interessava i paesi vicini. Caricavano i muli - ci racconta un giovane di allora - e andavano a consegnarli nei paesi vicini”. Dal “riscuro” risalivano verso Sant'Oreste o si dirigevano verso i monaci a Civitella. Ancora oggi in quel bosco del riscuro ci sono resti della fornace e dell'impianto. Rimangono ancora, nel territorio, tracce di argilla.
Magico quartetto d'archi
di G.B.O.
Giu' il cappello, signori…davanti a questo quartetto delle meraviglie che ci ha regalato un pomeriggio musicale più unico che raro. Sono certo di essere nel giusto se affermo che il concerto del quartetto Harmos è stato tra i migliori eseguiti a S.Oreste negli ultimi anni. In programma opere di Haydn, Sostakovic, Beethoven, ovvero la storia del quartetto d'archi dalla fine del 1700 al 1975, anno della morte del compositore russo. Parliamo infatti di compositori che per qualità espressive, inventiva, creatività strumentale sono stati impareggiabili, maestri di autentica scuola formativa. Non dimentichiamo che lo stesso sommo Beethoven si considerava “perplesso e inquieto” quando doveva mettere mano alla composizione di un quartetto perché, secondo lui, andava a corrompere quella classicità formale e sostanziale che il “papà Haydn” aveva elevato al massimo livello. Questo solo per dire del rispetto e della devozione che riscuotevano le opere dell'austriaco compositore di casa Hesterazy. Quindi, dalla serena classicità di Haydn, i nostri interpreti sono passati alla tempesta esistenziale di un Beethoven giovane che già scava dentro la materia sonora per carpirne il significato simbolico e materico più profondo. E che dire di Sostakovic, così maltrattato dal regime sovietico ma al tempo stesso così roccioso nelle sue certezze di compositore da innalzarsi tramite la musica sopra le bassezze del mondo, soprattutto di quel mondo che pretendeva di dare canoni interpretativi e “ realisti “ anche alla musica. E solo Dio sa, o non sa, che cosa voglia significare una musica più realista della realtà. Il quartetto Hambros è stato stupendo, perfetto nello stacco dei tempi, nei livelli sonori, nei rivolgimenti agogici, nella chiarezza del fraseggio anche laddove gli elementi di sovrapposizione politonale rendevano più difficile l'ascolto.
Il pubblico composto da non oltre trenta persone si è spellato le mani per applaudire i magici strumentisti ricevendone in dono anche un simpatico scherzo spagnolo di Borodin. La presenza del pubblico nelle manifestazioni musicali nel nostro paese è sempre scarsa, ed è un vero peccato aggravato dal fatto che a Sant'Oreste esiste una banda musicale, un coro polifonico, equipe strumentali diverse. Quindi, sarei portato a credere che la musica giuochi un ruolo importante nella formazione e nel godimento. Purtroppo non è così. Al concerto del 26/6 brillavano per assenza i componenti dello staff musicale locale, finanche gli amministratori che pure avevano avuto un ruolo nella promozione della manifestazione. E' pacifico che ognuno può pensarla come vuole e sceglie di passare il tempo come vuole, ma è altrettanto pacifico che è poco credibile parlare di cultura, di città d'arte e di turismo, di crescita e di sensibilità quando anche i diretti interessati disertano completamente gli appuntamenti dove magari c'è solo da ascoltare e null'altro. Intelligenti…pauca! Recita un adagio santorestese “Stemici zitti…che niente ci custa…! ”
A settembre del 1975 Soratte Nostro chiudeva la sua lunga esistenza, circa 21 anni. Una presenza ed una novità per il mondo dell'informazione locale che non esisteva. Il giornale ha combattuto forti battaglie di identità culturale ed incisive azioni di tutela ambientale. Rimane ancora oggi famoso per la sua satira. Con questo spirito di servizio di informazione anche un po' giullaresca rinasceva qualche anno fa on-line, ossia con una pubblicazione in internet sul sito della Pro Loco (www.Prolocosantoreste.com) e con una stampa cartacea. Siamo ora arrivati al 30° numero e siamo soddisfatti per i molti lettori e per il dibattito politico e culturale che siamo riusciti a sollecitare. Cogliamo l'occasione per invitare a scrivere al giornale e per augurare buone vacanze.
E dopo 21 anni ricordiamo questa data con una vignetta sull'allora Festa dell'Unità. Oggi, il tempo ne è passato, è stata inserita nell'estate Santorestese (vedi Spazio Comune)



HOME | CONTATTI | CHI SIAMO
Designed by: Carlo Portone © 2007-2012
Tutte le fotografie: © Carlo Portone
sito ottimizzato alla risoluzione di 1024x768 pixel - carattere medio con I.E.