Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

L’attore
di Massimo Mirani
Presto, speriamo prestissimo, avremo il teatro…. Che cosa si potrebbe fare? Cerco di fare qualche riflessione, qualche pensiero, senza troppo impegno… Parto dal dato più concreto. Lo spazio, del resto il teatro è essenzialmente questione di spazi: la prima cosa che mi viene in mente è quello che non si dovrebbe fare. Non si dovrebbe fare quel teatro paludato, con tanti attori e scenografie naturalistiche, che per l’ovvio motivo che ci starebbe stretto, inoltre il teatro è anche scambio di energie tra palcoscenico e platea, e viceversa, e allora tutto diventerebbe squilibrato se ci fossero quindici attori in scena e venti spettatori (meglio essere pessimisti) e poi il teatro, soprattutto di questi tempi, deve evocare,…..scatenare la fantasia… E allora niente scene, pochi attori, belle luci e via…. La qualità, piccoli spettacoli, ma di grande qualità, con un alto livello professionale. I testi ? Non so… mi viene in mente Bechet o nuova drammaturgia magari italiana. La continuità. Siccome il teatro ha una forte componente rituale non può essere sporadico, se no è meglio non farlo, deve avere dei ritmi, delle cadenze, come andare a messa per intenderci, Il pubblico è sempre coro. La politica: il teatro è sempre politico che lo si voglia o non lo si voglia, per cui ci vuole una linea sia per la produzione che per l’ospitalità… La scuola. Certo che ci vuole una scuola di teatro per i giovani, ma si deve lavorare seriamente su messe in scena di testi e non su vuote teorie. “Il teatro non s’insegna s’impara” Ora nel nostro teatro, avremo anche uno schermo con possibilità di proiettare, quindi cineforum con dibattito infuocato stile anni sessanta e perché no, scuola di cinema, visto le possibilità che offre il digitale… E la gestione? I soldi? Di queste basilari questioni purtroppo non ne capisco molto, ma c’è gente che sostiene che si potrebbe……
Sono arrivate a Soratte Nostro Nuovo molte e-mail da parte di alcuni lettori, che chiedono la pubblicazione integrale della lettera anonima pervenutaci e della quale abbiamo pubblicato, nell’ultimo numero un breve stralcio. Soratte Nostro, a cui sta a cuore la serenità degli elettori e dei concittadini, si autocensura e sceglie di non pubblicare ancora integralmente la lettera. La Redazione
Lettere al Soratte Nostro Nuovo
Pubblichiamo di seguito due lettere arrivate alla Redazione del Soratte Nostro Nuovo: una del Sindaco uscente e candidato alle prossime elezioni Mario Segoni, l’altra del Presidente del Club Forza Italia Gregory Paolucci.


1. Mario Segoni, Sindaco e candidato alle prossime amministrative scrive alla Redazione:

In una recente intervista fatta al giornale, ad una precisa domanda se intendessi ricandidarmi alla carica di sindaco, rispondevo che affinché questo si verificasse avrebbero dovuto concorrere due condizioni per me vitali:
essere proposto, come candidato Sindaco, da un largo schieramento di forze;
che venissero rispettate alcune condizioni basilari: autonomia dell’amministrazione e professionalità dei collaboratori.
La prima condizione si è avverata, anche se ha dato adito ad alcune incomprensioni, su cui vorrei ritornare; la seconda è alla base del mio impegno politico e costituisce la “condicio sine qua non” della mia attività politica come amministratore comunale. Le incomprensioni nascono da una serie di argomenti che vengono formulati contro la nostra coalizione e che si possono cosi riassumere: avete fatto un listone mettendo tutti dentro facendo addirittura un accordo tra “Forza Italia”, D.S., Rifondazione Comunista, Socialisti, Democristiani. La solita vecchia storia degli accordi partitici a cui fa seguito la spartizione delle poltrone, senza nessun interesse per il bene pubblico. Vorrei premettere che non vedo nessuno scandalo se forze politiche che hanno una legittima rappresentanza in Parlamento decidessero di accordarsi per il governo del paese. Anche tra forze che, in campo nazionale, sono alternative tra loro. Possiamo fare tanti esempi di comuni limitrofi, dove si ha notizia di accordi tra partiti che di solito sono alternativi tra di loro. Se tutto questo viene fatto alla luce del sole informando i rispettivi elettori, penso che la cosa sia pienamente legittima e sarà poi l’elettorato a dire se condivide o no questa scelta. Sul piano della correttezza istituzionale non mi sembra una bestemmia. Ripeto, in tanti comuni è stato fatto e in altri ancora si farà. Ma non è il caso di S. Oreste. Quando mi è stato chiesto di candidarmi ho posto come condizione essenziale la piena autonomia dell’Amministrazione da ogni gruppo politico che avesse appoggiato la mia candidatura. Ho chiesto autonomia anche ai partiti che fanno parte della mia coalizione. In qualità di candidato Sindaco, ho fatto accordi con le singole persone per la formazione di una lista civica, aperta a tutte le esperienze della società civile. Certo, so benissimo che dietro ai candidati ci sono anche i partiti (anche se non solo essi), ma il rapporto è esclusivamente Sindaco/consiglieri comunali. Gli accordi politici impegnano le sezioni tra loro, cosa che in questo caso non è stato fatto. La mia storia di amministratore pubblico non mi permette di avere una linea di condotta diversa. Siccome sono il Sindaco uscente, vorrei che il mio impegno di candidato Sindaco venisse visto alla luce delle cose fatte fino ad oggi e sulle cose che insieme ai miei collaboratori propongo di fare nella prossima legislatura. Sant’Oreste è stata governata da amministrazioni che hanno avuto anche colorazioni politiche diverse, ma che hanno sempre mantenuto una continuità nelle cose fatte e da fare. La domanda che “fare di Sant’Oreste” che tante amministrazioni si sono poste, sta trovando, oggi sia pure in maniera molto tumultuosa, risposta. E ciò grazie al contributo di molti amministratori, anche di segno politico contrario, che nel corso degli anni hanno contribuito al bene di Sant’Oreste. Ho spesso sostenuto che la prossima amministrazione sarà un’amministrazione di svolta, che vedrà realizzarsi i grandi progetti in cantiere.
Elenco i titoli di cose da fare, elenco sia pura incompleto:
Centro OUTLET SORATTE in località Saletti (ottocento posti di lavoro);
Riserva naturale del monte Soratte;
Progetto VA.TE. per la valorizzazione turistica del territorio;
Zona militare (gallerie che fare?);
Nuovo piano regolatore;
Piano del recupero del centro storico;
Utilizzo dei beni comunali: teatro, museo, ex convento Santa Croce;
Terreni recuperati dalla cooperativa;
Navigabilità del Tevere;
La DOP dell’olio della Sirola;
Il progetto dell’allargamento di Viale del Vignola;
Il recupero del centro storico;
Il recupero dei beni monumentali del nostro paese.

A corollario di questo è necessaria una forte politica culturale, che sia in grado di far crescere la nostra comunità al fine di difendere quei valori che le ultime amministrazioni comunali hanno fortemente PROMOSSO. Sant’Oreste 19/05/2004


2. Gregory Paolucci, Presidente del Club Forza Italia Sant’Oreste scrive alla Redazione:

Nel numero 17 di Maggio 2004, per l'ennesima volta, Soratte Nostro riporta l'opinione critica, a firma di un anonimo, su Forza Italia, il partito che avrebbe "agito più ipocritamente di tutti" gli altri. Il nostro Club rileva tristemente come quella di screditare Forza Italia sia ormai una chiarissima linea di Soratte Nostro (vedi numeri degli ultimi 6 mesi) la cui ironia e satira è sempre vissuta col sorriso, ma non quando si fanno mistificazioni. A dimostrarlo palesemente è l'ultimo testo di anonimi "che è stato sottoposto a censura interna", il che significa che il mensile ha pubblicato solo quelle parti che ha condiviso (Piegando e distorcendo la volontà dell'anonimo alle proprie opinioni!?!?). Forza Italia non vuole conoscere i nomi degli anonimi opinionisti (è un onore che riserviamo alla "cupola" che li difende) però una domanda ci viene spontanea: alla luce delle scelte del Club di Forza Italia, dove sono finiti tutti gli articoli che ha pubblicato sulla Società Civile? Dovrebbe essere felice che a S.Oreste non si siano seguiti gli schemi della politica nazionale….ponendo, per la prima volta, al centro l'interesse dei Santorestesi e non dei partiti politici. All'anonimo ricordiamo che l'appoggio e la diretta partecipazione del Club di Forza Italia alla LISTA CIVICA del Candidato a Sindaco Mario Segoni è di natura squisitamente amministrativa, basato sulle persone, sulla garanzia di perseguire seriamente gli scopi prefissi nel programma. L'accordo non è "ipocrita", come vorrebbe qualcuno, ma "consapevole, serio e maturo", lontano dagli interessi personali e vicinissimo alle esigenze reali dei Santorestesi. Mario è di sinistra ma è l'unico che ci dà garanzie di serietà e di buon governo del paese. E' umiliante per TUTTI quelli che partecipano coraggiosamente ed appassionatamente a questa campagna elettorale in prima persona e in ogni compagine, rilevare il fiorire di tanti anonimati di vecchio stampo che almeno Soratte Nostro dovrebbe evitare di accogliere: essi sono il lato più deleterio della politica Santorestese! Gli anonimi ci piace continuare a leggerli sui "Baci Perugina", allorquando ci colpiscano direttamente avremo sempre a portata di mano la cioccolata per addolcirci la vita. Col coraggio di chi non ha paura a firmarsi.

Il Presidente del Club Forza Italia S.Oreste Gregory Paolucci


Guardare concretamente ai problemi, o per dirla in termini spiccioli, fare appello ad un sano pragmatismo con la consapevolezza dei limiti, basta per far digerire ai Santorestesi l’articolazione davvero ampia della lista capeggiata da Mario Segoni? D’altra parte, abbattere tutte le bandiere ideologiche, superare le oltranzistiche difese partitiche, è bastevole ai fini della proposizione di una ammucchiata per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del paese? Crediamo che la lettura dello schieramento nelle prossime elezioni non possa prescindere da queste considerazioni che, pur essendo al limite, tuttavia consentono una ampia zona di discussione e di analisi. Certo, tenere conto della disomogeneità della coalizione e volendo anche dei diversi contenuti etici nello specifico sociale, culturale e politico, potrebbe generare scomode valutazioni per non parlare dei fragilissimi equilibri politici (che però non investono le persone) che tengono in piedi tutta la baracca. Ma tant’è! Ad una politica che ha smesso di essere tale, che cosa possiamo contrapporre se non un accordo tra gentiluomini, un’intesa cordiale che vale soprattutto e solo se valgono le persone. E’ davvero pochino per chi come noi analizza le cose in maniera storica e ad ampio respiro. Ma quale è l’alternativa?
Accogliamo e come al solito ringraziamo Simonetta Carlini, proprietaria dell’erboristeria “la viola mammola” nel centro storico di Sant’Oreste per i suoi preziosi contributi.
Rosa Canina L.: In questo mese di “tarda primavera”, ricco di fiori di ogni specie, anche le rose appaiono vistose a rallegrare la vista e l’olfatto. Di bellezza rara, sembrano ricordarci nel loro sfiorire veloce, l’inesorabile trascorrere del tempo che per dirla alla Foscolo “tutto travolge” … Tiranno o galantuomo dunque, difficile dirlo … ognuno di noi risolve la questione facendo riferimento al proprio “romanzo personale”. Ma da sempre gli uomini si interrogano su temi che riguardano l’esistenza i cui parametri sono governati, ci piaccia o no, dal tempo e dallo spazio. Bello sarebbe tentare ancora di scoprire con l’aiuto delle nostre erbe, l’elisir di lunga vita, ma ciò andrebbe oltre la nostra natura di esseri mortali, ci porrebbe necessariamente in aperto conflitto con il divino … e questo non si può accettare! Ecco così che la rosa ci racconta che la bellezza dura solo uno “spazio del mattino”. Tra le molte varietà di rose ho scelto di trattare la rosa canina, o rosa di macchia, che per la sua importanza terapeutica è la più accreditata e la più usata. Possiamo usarne le foglie, i fiori e i cinorrodi che sono i ricettacoli trasformati in falsi frutti, di forma un po’ ovale, rossi e carnosi, che dovrebbero essere colti dopo i primi geli. I fiori si raccolgono a maggio e le foglie anche in estate. I cinorrodi sono ricchi di vitamina C, la quale è circa quaranta volte maggiore di quella contenuta nella medesima quantità di succo di limone. Sono consigliati nei casi di avitaminosi, di influenza e di scorbuto. Essi sono energetici e tonificanti. Meno usate sono le foglie che però hanno capacità astringenti e curative dei disturbi intestinali. I petali della rosa canina sono invece rinfrescanti, decongestionanti e vengono usati per fare il miele rosato utile per debellare gonfiore e dolore dalle gengive infiammate. Serve anche per lenire il doloroso prurito alle gengive dei piccoli durante il periodo della loro prima dentizione.
Lallo Sindaco esemplare
di Oreste Malatesta
L’affetto che Lallo Foschi ha nutrito nei miei confronti è stato come quello di un padre. Compare (dal latino cum patre è colui che condivide la responsabilità della paternità con il padre vero) Lallo era stato il mio padrino di Cresima: nei miei confronti ha mostrato sempre una particolare attenzione perché io ero il figlio orfano di uno dei suoi più cari amici. Spero che la riconoscenza che nutro per il mio compare non mi impedisca di essere obiettivo nel parlare del Sindaco Lallo Foschi; il quale, a mio parere, fu uno dei migliori amministratori che Sant’Oreste abbia avuto e che, pertanto, mi permetto di proporre come esempio al sindaco che uscirà eletto dalle prossime elezioni amministrative. Lallo era espressione della società civile, non dei partiti. Ciò non significa che egli fosse politicamente neutrale, ma che, al di sopra di ogni interesse particolare, poneva il bene comune, che è cosa diversa dal concetto di interesse (o di bene) pubblico. Significativo in tal senso è l’episodio del confronto con il Prefetto di Roma, il quale lo aveva convocato, temendo che questo sindaco (indomabile nel bussare ad ogni porta per ottenere i finanziamenti necessari per fare la strada del cimitero) si muovesse per accontentare qualche lobby, qualche interesse particolare al fine di trarne personale vantaggio. Lallo rispose al Prefetto che non ai vivi aveva promesso la strada, ma ai morti che dovevano essere portati da Sant’Oreste al cimitero a spalla lungo un sentiero sconnesso e scivoloso. L’idea di bene comune che ha orientato Lallo era legata alla concretezza di un popolo cui egli si sentiva legato, di una comunità di persone unite da un tipo di cultura tramandata di generazione in generazione (anche i morti): gli amministratori, diceva Lallo, devono essere al servizio del popolo non delle le istituzioni, che, invece, sono lo strumento per servirlo. Con questa idea di fondo, per amministrare il comune egli si era circondato, non di politici professionisti, ma di persone oneste e semplici. Qualcuno superficialmente lo chiama ancora il sindaco delle fontanelle, perché riempì Sant’Oreste di belle fontane; queste, in effetti, Lallo ha realizzato anche perché, prima, aveva risolto il problema annoso dell’acqua potabile. Oltre ad avere realizzato la rete idrica e fognaria aveva portato l’acqua del Peschiera a Sant’Oreste, permutandola con quella di Monte Flavio, dai santorestesi inutilizzata a causa di un acquedotto semi distrutto. Qualcuno dice che Lallo fu l’ultimo sindaco cattolico. Intendiamoci: non fu clericale. Anzi, nonostante tutto il rispetto per l’autorità della Chiesa, non provò nessun complesso di inferiorità nei confronti di questa. Con la franchezza e la sincerità che gli era propria seppe farsi rispettare anche da un grande sacerdote come don Germinio, che, talvolta, fu tentato di invadere il campo della politica. Fortemente segnato dagli anni della guerra, il suo antifascismo ed anticomunismo non nasceva da pregiudiziali motivazioni ideologiche, ma dall’esperienza maturata a partire da un osservatorio particolare: Lallo fece il militare, presso l’Ambasciata d’Italia, a Berlino, ove - raccontava - vide succedersi due esperienze di socialismo reale uguali e contrarie: quella nazionalista di Hitler (bandiera rossa con svastica) e quella internazionalista di Stalin (bandiera rossa con falce e martello). La sua avversione a queste forme di socialismo (tra queste vi comprendeva anche il fascismo) nasceva dalla tremenda constatazione che esse avevano posto a principio del loro governare il dominio sugli uomini ed il disprezzo delle libertà del popolo e delle sue tradizioni culturali e religiose. L'esatto contrario del motivo che aveva spinto Lallo ad entrare in politica ed a diventare sindaco di Sant'Oreste. A chi diventerà sindaco di Sant’Oreste auguro di amare il popolo e le sue tradizioni come Lallo, perché l’amore, non il calcolo politico, è capace di arrivare al cuore degli uomini e di rispondere, anche con pochi mezzi, ai loro bisogni, indipendentemente dalle appartenenze di partito.
Intervista della Redazione a Caccia Bettina, Presidente di A.N e Capolista della lista Alleanza per Sant’Oreste

Come giudica l’Amministrazione Segoni ? Ci sembra che il paese chieda una forte politica di cambiamento nei programmi e negli uomini. Che ne pensa?

Relativamente alla mia posizione di Presidente del Circolo territoriale di A.N e di membro dell’opposizione in quanto minoranza nell’attuale amministrazione, accanto a sicuri pregi, non posso che rilevare ed evidenziare significative pecche dell’amministrazione uscente. Se da un lato c’è stato un incremento per ciò che concerne le opere murarie (non però ristrutturazione e valorizzazione di alcuni beni); dall’altro lato c’è stata una certa assenza per ciò che riguarda le aspettative dei cittadini, su problemi sociali ed occupazionali. Per non parlare della mancata progettualità verso il mondo giovanile con cui i rapporti occasionali e superficiali hanno impedito di incanalare le nuove energie verso alte mete. L’introduzione, inoltre, come criterio amministrativo, della privatizzazione delle varie manutenzioni (raccolta rifiuti, canone acqua, illuminazione, non ha ”democraticamente” consentito la possibilità di creare nuovi e necessari posti di lavoro; la marginale attenzione rivolta al sociale con la mancata riconversione di utilizzi verso tante situazioni di bisogno, ha determinato un conseguente scollamento tra le istituzioni e la Comunità. Da qui il disinteresse dei cittadini rispetto alla cosa pubblica e un atteggiamento passivo e rassegnato per un cambiamento sempre rinviato. In definitiva il Cambiamento da focalizzarsi con l’incrementare una sorta di rinnovato Umanesimo e con il ricondurre al centro della politica l’Uomo e la Comunità.

Il nostro giornale, anche nell’intervista al sindaco, ha posto come centrale l’argomento cultura perché secondo noi è stato fino ad ora scarsamente valutato nella sua complessità. Non le sembra che questo spinoso argomento meriti una attenzione particolare ed una più profonda sensibilità? Il Vostro gruppo come si presenta alle elezioni ?

Direi che spostare il baricentro dalle direttive e dai programmi gestionali sui presupposti di sostanziale crescita della Comunità significa proprio adottare un diverso sentire rispetto a ciò che si debba intendere per cultura. Essa è la discriminante del benessere o malessere dallo Spirito di un popolo e come forza rigenerante va salvaguardata, alimentata e incrementata in ogni sua forma. Perché se è vero che la politica raccoglie i consensi, è la Cultura Attiva, partecipata, che crea i consensi perché in essi ci si riconosca e ad essi sentiamo di appartenere cercando quella compartecipazione che dalle parti fa un tutto.. In questa diversa ottica d’impostazione progettuale, noi di A.N., percepiamo di essere Comunità ed è con questo monito che affrontiamo l’impegno elettorale.

Sviluppo, salvaguardia, tutela, crescita complessiva. Tre argomenti capitali per Sant’Oreste che però necessitano di scelte coerenti per la valorizzazione di quanto già acquisito: recupero del centro storico, gallerie, riserva naturale. Urge una nuova politica di sviluppo culturale, commerciale, economico e civile.

Ripeto: le opere di ampio respiro che possono dare un impronta di civiltà e di progresso compatibile con le bellezze naturali, opere che concretizzano grandi ideali e che possono far lievitare le intelligenze per un effettivo miglioramento ben vengano. L’unico monito da non dimenticare e Platone ce lo ricorda nella sua “Repubblica” è che “Uno Stato solo gonfio di lusso è destinato a perire “.
Un umile Ignorante
di Maurizio Sersanti
Cantando per piacere e per diletto mi sono imbattuto nell’esecuzione del Magnificat di Vivaldi. Chi segue le attività della Corale Rosa Proserpio, ricorderà un paio di occasioni in cui ci siamo esibiti per il piacere dei nostri concittadini; e ovviamente il nostro, a S.Oreste appunto con il Magnificat. Nel corso della preparazione del concerto mi è sorta la curiosità di capire il significato delle parole che cantavo, infatti debbo onestamente dire che essendo il testo in latino, non riuscivo con facilità a collocare le parole associandole con le rappresentazioni tipiche del culto religioso messe, preghiere, o ricorrenze di festività tradizionali, come la Pasqua o il Natale. Quindi spinto dalla curiosità ho effettuato una semplice ricerca, iniziando dalla cruda traduzione dal latino all’italiano trovando diverse traduzioni riportate su varie edizioni della Bibbia. Leggendo le parole, mi sono reso conto di trovarmi all’inizio di una serie di riflessioni stimolate da questo testo, infatti anche leggendolo in italiano ignoravo il senso. Il testo non esprime l’intento di richiedere qualcosa, non è assimilabile ad una preghiera. Ho proseguito così la mia ricerca trovando quanto segue:
In una zona montagnosa vicino Gerusalemme vive un’anziana donna sterile, moglie di un sacerdote. Durante una funzione religiosa al sacerdote appare un angelo del signore e gli annuncia che la moglie partorirà un figlio, che chiameranno Giovanni. In corrispondenza del sesto mese di gravidanza di Elisabetta, così si chiamava la moglie del sacerdote Zaccaria, lo stesso angelo Gabriele appare a Nazareth, ed appare a Maria, salutandola : Salve, piena di grazia! Il signore è con te! Maria viveva in una delle umilissime case del villaggio, aveva quindici anni ed era fidanzata (promessa in sposa) ad un maturo falegname di Nazareth. L’angelo comunica così a Maria il progetto divino. E la informa anche sulla eccezionale gravidanza della sua parente Elisabetta ormai già al sesto mese. Maria intuisce l’intreccio dei destini futuri dei nascituri e decide di recarsi da Elisabetta, per condividere l’evento e raccogliere qualche possibile insegnamento da una donna più anziana di lei. Dopo circa tre giorni di cammino giunge nella casa di Elisabetta, e così Luca nel suo vangelo riporta la cronaca dell’incontro “E avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, sobbalzò l’infante nel seno di lei” Elisabetta che fino a quel momento aveva tenuto segreto il suo stato, si rese conto di conoscere a sua volta il segreto di Maria. In questo momento di gioia condivisa da entrambe le madri Maria diviene poetessa e recita il suo Magnificat

Magnifica l’anima mia il Signore,
ed esulta lo spirito mio
sul Dio salvatore mio,
poiché rimirò sulla bassezza della schiava sua,

Ecco, invero, da ora mi chiameranno beata
tutte le generazioni:
poiché fece a me cose grandi il Possente,
e santo è il nome suo.

E la misericordia di lui di età in età
per quei che lo temono.
Operò potenza col braccio suo,
disperse orgogliosi nel pensamento del cuor loro.

Tirò giù potenti dai troni,
e in alto mise bassi:
affamati riempì di beni,
e ricchi rimandò vuoti.

Soccorse Israele servo suo,
rammentandosi di misericordia:
conforme parlo ai padri nostri,
ad Abramo ed alla sua stirpe in eterno.

Ecco cosa ho scoperto, (oltre alla mia ignoranza). In questa poesia e da questo momento nasce da una donna la religione cristiana, che declama ed afferma la sua umiltà definendosi schiava e descrivendo Dio come colui che tra i contrasti terreni, è misericordioso, con chi è umile (servo suo). Ora ogni volta che canto o ascolto “Il Magnificat“ capisco che dico e sento la gioia di una giovane madre che esulta alla potenza della vita che è Dio.
Elezioni: Dal momento che i tempi di stampa con ci permettono di aspettare ancora l’intervento sollecitato della Lista n. 2 UNICA ALTERNATIVA con Capolista Acqua Ennio, pubblichiamo un loro comunicato stampa.

“In nome della democrazia ci poniamo in forte contrapposizione all’antidemocratico listone, che sostiene l’uscente amministrazione! Consapevoli della nostra forza rinnovatrice, giovane e vincente ci sentiamo sempre più in dovere di contrastare l’antidemocratico listone, formato da una oscura e trasversale alleanza e l’ininfluente lista “civetta”, voluta dall’uscente consigliere di minoranza Paolucci Moreno (Oggi tra le file del listone) e l’ormai isolato ed emarginato presidente di A.N Caccia Bettina Agnese che già da tempo aiutavano l’uscente amministrazione a costruire “un nuovo muro di Berlino” come nelle migliori tradizioni antidemocratiche.”
Dedichiamo questa foto che raffigura alcuni ragazzi in attesa della Fiaccolata sul Soratte a tutti i membri del Comitato della Festa Madonna di Maggio
ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Sono tre le liste che si sono presentate alle Elezioni Amministrative di Sant’Oreste
del 13 Giugno 2004.

La prima che occuperà il numero 1 della scheda è
ALLEANZA PER SANTORESTE
Con candidata a sindaco
Caccia Bettina

Biancini Claudio, Cecchetti Emanuele,
Carelli Emiliano, Fortuna Stefania
Gasperini Pietro, Caccia Mario
Bellucci Alessandro, Greco Francesca
Spinilli Ersilio, Grandinetti Francesco
Familiari Antonio, Friggi Paolo
Familiari Patrizia.

La seconda, la n.2 è
L’UNICA ALTERNATIVA
Con candidato a Sindaco
Acqua Ennio

D’Achille Riccardo, Ortolani Amedeo Maria,
Balerna Daniele, Menichelli Maria Pina,
Giovannelli Paolo, Capelli Marcello
Lopez Remo, Bagnarini Giuseppe,
Natalucci Carlo, Fratini Paola,
Nori Anna Rita, Oggiano Andrea.

La terza lista, n° 3 è
SANT’ORESTE COMUNE D’EUROPA
Candidato a Sindaco
Segoni Mario

Caccia Giuseppe, Corinaldesi Enrico,
De Vincenzi Lina, Fedeli Giuseppe,
Fidanza Daniele, Fidanza Giovanni,
Fioretti Michele, Fortuna Stefano,
Mariani Giovanni, Mascarucci Paolo,
Menichelli Dario, Menichelli Doriano,
Menichelli Sergio, Paolucci Moreno,
Salustri Mario, Salvucci Claudio
IL MIRACOLO DELLA MADONNA DI MAGGIO.
(Anzi del giorno dopo) di Mario Bartoli
Chi ha deciso di dormire il lunedì dopo la festa della Madonna è fortunato, perché ha la possibilità di vedere un vero e proprio “miracolo”. Uscendo di casa già dalle ore 13,00 circa si può vedere che il paese è tornato alla normalità, allo stato attuale delle cose “tutto è tornato come prima”. Sembra impossibile che soltanto poche ore prima da una festa così grandiosa e da un movimento di gente e attività impressionante tutto sia ritornato nella normalità come in un sogno…… Ma soltanto i paesani sanno del “grande sforzo” che devono compiere gli addetti ai lavori, ovvero quei volontari che sotto il nome di Comitato dei festeggiamenti Madonna di Maggio, si prodigano perché questo miracolo avvenga tutti gli anni. A qualcuno verrebbe il dubbio di dire quali sono gli introiti di questa gente; la risposta si può avere passando sotto il Palazzo Parrocchiale verso l’ora di pranzo, quando l’allegria di una quarantina di persone si confonde con l’odore di polli arrosto e allegre risate…. Con questo credo di obbligarci verso questa gente con un misero “Grazie a voi per Il Miracolo del giorno dopo e della fatica dei giorni prima!”
ARCO DI PORTALADENTRO
DISEGNO RICOSTRUTTIVO DI RAMIREZ
Le news di Avventura Soratte

dal sito www.avventurasoratte.com

E' finalmente disponibile presso tutti i centri di informazione della Riserva la nuovissima "mappa dei sentieri" della Riserva Naturale del Monte Soratte predisposta dal Dipartimento Ambiente della Provincia di Roma (Ente Gestore), con bellissime immagini e dettagliata descrizione di tutti i sentieri del Monte Soratte, numerazione degli stessi e riferimenti topografici. La mappa è reperibile presso i seguenti centri di informazione turistica negli orari riportati:

PRESSO LA PROLOCO DI SANT'ORESTE
Piazza Principe di Piemonte, n° 7
Tel. 0761 579895
SABATO E DOMENICA (agosto escluso)

DAL GIORNO 01/10/2003 AL 31/03/2004
ORARIO: 10.00-12.00 / 15.00-17.00
Compresi festivi (1/11-16/12-6/1)

DAL GIORNO 01/04/2004 AL 30/09/2004
ORARIO: 09.30-12.30 / 15.00-18.00
Compresi festivi (25/4-1/5)

PRESSO SANTA MARIA HOSPITALIS
La chiesa resterà aperta ai visitatori tutte le domeniche DAL 28 MARZO AL 6 GIUGNO 2004 (escluso 30 maggio)
ORARIO 15.00-17.00

PRESSO SAN SILVESTRO SUL SORATTE
TUTTI SABATO E DOMENICA (agosto compreso)
DAL GIORNO 01/10/2003 AL 30/09/2004
ORARIO: 12.00-16.00
(Durante il periodo estivo nei mesi di Luglio-Settembre ORARIO: 10-13)

PRESSO MUSEO NATURALISTICO
Piazza Cavalieri Caccia – Sant’Oreste
TUTTI SABATO E DOMENICA
ORARIO 10.00-13.00 - 15.00-18.00

PRESSO CENTRO INFO PIAZZA MOLA A VENTO
TUTTI SABATO E DOMENICA
NEI MESI DI MAGGIO E GIUGNO 2004
ORARIO: 10.00-12.00 – 16.00–18.00
La Piazza racconta
Piazza Orazio Moroni

Nella toponomastica popolare conosciuta come "piazzetta". Ha un declivio che non ne fa una vera piazza. Si incontra lungo Via Umberto I°. Fino al 1907 c'era un orto che lasciava soltanto un piccolo percorso, come ancora si può notare. I lavori di allora furono condotti dal Sindaco Orazio Moroni da cui prende il nome. E' dominata dal seicentesco Palazzo Azzimati, famiglia a cui apparteneva anche l'orto innanzi. Da essa si dipartono i vicoli che la collegano a Porta Costa e quelli che salgono verso lo Spiazzo.



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