Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Il museo, la biblioteca, il teatro, l’archivio
Taliarco

E ora anche il museo. Dopo la biblioteca, la sala convegni, il teatro, si è completato (quasi) il progetto di restauro del Palazzo di S.Croce e di Palazzo Canali. Qui c’è ora il Museo naturalistico della Riserva del Soratte e la Piazza dei Cavalieri Caccia è come una cittadella della cultura. E’ una grande risorsa per lo sviluppo di Sant’Oreste, per l’incremento del turismo. Ora sarà necessaria una maggiore convinzione dell’utilità di queste risorse: della biblioteca, del teatro, del museo, non si dovranno curare più la progettazione e la realizzazione, ma la gestione, che è la cosa più difficile.
Ci piacerebbe vedere una biblioteca e un museo sempre aperti, un teatro con una programmazione di qualità. Intanto abbiamo notizia che il partito della Rifondazione Comunista ha chiesto al Sindaco di intitolare il museo alla memoria di Don Mariano De Carolis. Però!! E’ proprio vero che non è più tempo di Peppone e Don Camillo! Ma Taliarco ha un dubbio: il museo naturalistico forse non si addice ad uno storico, come Don Mariano, ed ha una proposta semplice: c’è già il Centro di Documentazione Don Mariano De Carolis, che andrebbe potenziato e valorizzato. Per esempio avendo cura di quella parte dell’Archivio Comunale, i cui faldoni, tolti dalla sala del refettorio per farci le feste, giacciono trascurati e impolverati per terra, tra il Centro Anziani e gli uffici del Comune.
In arrivo il Piano di recupero
Il direttore
E’ finalmente in fase di arrivo il recupero del centro Storico. E’ una storia lunga che inizia con l’ultimo piano regolatore. E dovranno passare molti anni dopo che l’incarico affidato all’architetto Chiaia, sia pronto per essere adottato.
Può essere una occasione importante per il nostro centro storico, per recuperare volumi abitabili, il risanamento igienico sanitario, l’organizzazione degli spazi, della viabilità, la lotta al degrado, il ritorno a regole di rispetto per l’arredo urbano.
Siamo alla vigilia dell’adozione, dice il Sindaco e sicuramente dovremo nei prossimi mesi presentare ai cittadini il piano, farlo capire e tentare di operare affinché entri nella cultura della nostra gente e possa essere capace di riparare in parte i tanti danni fatti e comunque fare in modo che gli scempi del passato siano irripetibili.
Gli episodi
Mario Capelli
Sono stato invitato dai redattori di questo giornale a narrare qualcosa su Sant’Oreste. Ho accettato di buon cuore senza esagerare: ci sarebbero da scrivere decine e decine di pagine sui costumi, sui modi di vivere dei cittadini di questo paese, ma soprattutto sulle centenarie tradizioni.
Avrò sicuramente modo di raccontare episodi a me accorsi e momenti di vita vissuti in tempi recenti e passati.
Inizierei dalle più note tradizioni portate eventi con tanta fatica ed intelligenza da un bel gruppo di giovani e da più esperti di età più avanzata
Come non ricordarsi della stupenda e folkloristica festa della Madonna di maggio, della bella processione di Ferragosto ed in modo particolare della processione del Venerdì Santo, detta di Cristo Morto.
Da qualche anno non avevo avuto più l’opportunità di godermi tale cerimonia religiosa, non nascondo affatto che mi sono sentito oltre che commosso, anche purificato spiritualmente.
La cosa che mi ha maggiormente colpito è stata la grande partecipazione di giovani i quali con i costumi dell’epoca e con tanta fede, hanno dato vita alla passione di Gesù, portando la croce in maniera commovente. Giovani che forse, pur non essendo assidui frequentatori della chiesa, in questa circostanza si investono di fede vera e riescono a trascinare folle di gente e ravvivare la coscienza di ogni essere umano di fronte a questi episodi commoventi che alla fine servono a renderci migliori.
A presto, certamente tratteremo Argomenti più facili anche perché ho iniziato dicendo che su Sant’Oreste ci sono tante cose belle da raccontare e in modo particolare sulla simpatia e lo spirito dei suoi abitanti, che come in ogni dove, te li devi saper scegliere.
Comunicato della Pro Loco
Ai Visitatori e turisti
Cari visitatori che raggiungete il Soratte e S.Oreste noi vi diamo il benvenuto e vi offriamo una serie di servizi.
Innanzi tutto vi spieghiamo, come vedete i grossi problemi di parcheggio, ma con la buona volontà ed il rispetto reciproco si possono superare. Il paese nelle domeniche e nei giorni festivi è un’isola pedonale dove è piacevole passeggiare e vedere gli scorci più caratteristici, osservare l’impianto medioevale, i palazzotti rinascimentali e le numerose chiese tra cui la collegiata di S.Lorenzo.
I servizi sono le informazioni, le possibilità di visita guidata al paese ed al Soratte. In paese proponiamo la visita, ogni Domenica, della Chiesa di Santa Maria Hospitalis dalle ore 15 alle ore 17. Al Soratte la cui ascesa è possibile solo a piedi attraverso i percorsi alternativi, che partono dal percorso vita e che offrono l’interno di un bosco lussureggiante. Sulla cima più alta del monte, a 691 metri è visitabile, ogni Sabato e Domenica ore 12-16 l’importante chiesa di San Silvestro interamente affrescata, risalente al VI secolo. I ragazzi che vi accoglieranno vi guideranno nel visitare la chiesa e vi informeranno sugli aspetti importanti del Soratte, che ridiscendendo potrete trovare espressi con la visita al museo naturalistico, aperto ogni Domenica al mattino e pomeriggio: ore 11.30-12.30 ore 16-18.
Il servizio informativo e di accoglienza è svolto dai ragazzi di Avventura Soratte. Altre informazioni che vi occorrono ai siti web delle Associazioni:
www.avventurasoratte.com
www.prolocosantoreste.com
Si possono chiedere informazioni sulle visite guidate telefonando il Sabato alla Pro Loco: 0761/579895.
Il gregge del buon pastore
Lucignolo
.....C’era una volta un buon pastore, dal tratto gentile e generoso, la sua faccia, solcata da profonde rughe, testimonianza delle tante primavere passate, generava stima e considerazione. I suoi modi gli consentivano di guidare il gregge, con sicurezza e bonomia, non aveva bisogno di cani ringhiosi e aggressivi, ma semplicemente di guardiani, che con fare stanco ed indolente né delimitavano il pascolo. Mai nessuno, aveva messo in discussione la sua autorità, anche sé, nel corso degli anni, il gregge si era profondamente rinnovato, l’unica richiesta e sempre la stessa, era quella di avere un prato verde e rigogliente per riempire la pancia. La vita nel gregge trascorreva lenta e felice, sempre con la testa bassa a brucar le tenere erbette, non che nel gregge non ci fossero accadimenti di rilievo, chi alzava la testa e cercava di vedere oltre il pascolo, chi la perdeva, chi si azzuffava dietro la siepe, ma, il sentire comune era sempre quello, ci sì spostava per non vedere e si continuava a brucare, ai più piccoli, che si attardavano con lo sguardo, veniva detto di non proccuparsi, poiché, nel primo caso si trattava di gaglioffi che si erano montati la testa, nel secondo, che mai e poi mai una cosa del genere poteva capitare loro, nel terzo, invece, di far tesoro di quanto fuggevolmente con gli occhi rubato, rafforzato da un “mai davanti alla siepe, l’importante è l’apparenza”. Venne, però, un giorno dolentissimo, nel quale il pio pastore carico di anni, lasciò il verde pascolo, il gregge, costernato ed umiliato per l’accaduto, dovette riunirsi, poiché da tempo immemore e dimenticando il come ed il per come, aveva acquisito il diritto di scegliere il nuovo pastore. Il consesso, fù lungo e burrascoso, ma foriero di una buona novella, “il nuovo pastore, dovrà essere gentile e generoso, dal tratto maestoso e dall’apparenza docile, ma, soprattutto, dovrà lasciarci brucare le giovani erbette, e sia mai permetterci di alzare la testa”. Il nuovo pastore fù nominato e tutti vissero felici e contenti.
La laurea
Francesco Zozi
Si è laureata all’Università di Viterbo la dott.sa Alessandra Zozi discutendo la tesi: “La devozione Mariana a Sant’Oreste”. Sicuramente il lavoro approfondirà i caratteri di pietà popolare e di tradizione. La tesi ha indagato sulle chiese, sulle edicole sul culto orale, sulle preghiere e canti, santini ed immagini. La stessa Alessandra ci dice che il suo studio sulla devozione “mariana” è nato con l’intento di tracciare un profilo storico e sociale della religiosità popolare a S.Oreste e di creare una sorte di “ catalogo dei modi con i quali si è manifestata questa devozione nel corso dei secoli.” Si è riscontrato, continua Alessandra che la pietas, espressione di una fede intensamente vissuta, è elemento mai definitivo e in continua evoluzione, sia a livello collettivo che a livello individuale. Ciò nonostante, molte delle sopravvissute feste in onore della Vergine, esprimono ancora oggi dei contenuti e dei modelli che evocano il passato, la tradizione e la ritualità del mondo contadino pastorale.
Sicuramente lo studio avrà una importanza storica notevole perché frutto di una ricerca minuziosa e profonda.
I rocciatori sul Soratte
Alberto Graia
La piccola Falesia del Drago, posta sul versante che guarda il tramonto nasce alla fine degli anni 70, la sua storia potete leggerla su un articolo pubblicato sul sito di Avventura Soratte. Con questo mio intervento cercherò di fare un piccolo resoconto della sua frequentazione. Dal 1980 al 1966 la piccola falesia è stata il terreno di gioco privilegiato di pochi frequentatori, nel 1997 un mio articolo pubblicato sulla rivista “La Montagna” edita dalla Coop La Montagna di Roma la fa conoscere al resto degli arrampicatori. In seguito nel 1998 la guida “ In cerca di Guai” di Pietro Ledda, edizioni “Graferma”, premiata al festival della Montagna di Trento, ne riporta una dettagliata descrizione. Alla base delle pareti, ho messo un libro dove chi arriva, può divertirsi a lasciare dei messaggi.
Proprio grazie a questo libro, possiamo, tentare un monitoraggio della frequentazioni delle pareti dal 1997 al 2002. 1997 90 persone. 1998 60 persone, 1999 90, 2000 110, 2001 80, 2002 60, per un totale di 490 presenze.
Questi dati sono largamente restrittivi rispetto alla realtà, molti non scrivono del loro passaggio; il libro non è un mezzo statistico, ma un diario di sensazioni, molti non amano scrivere; alcuni frequentatori ritornando più volte non testimoniano ogni volta del loro passaggio; le nostre stesse presenze non sono state inserite, per questi motivi posso sicuramente immaginare una reale frequentazione di almeno il doppio di arrampicatori.
Per il futuro, la frequentazione si manterrà sui livelli degli ultimi 2 anni, per vari motivi, la falesia del Drago è piccola, non ha pareti con grandi difficoltà che possono portare climber di alto livello,non ha possibilità di sviluppo, è un luogo per chi ama la tranquillità e non la prestazione, e credo che queste ultime caratteristiche siano i suoi maggiori pregi, rispecchiando tutte le caratteristiche del nostro Amato Monte, isolamento, malinconia, meditazione, riflessione tutte al versante opposto del mondo che ci circonda e di questa unicità tutti noi che frequentiamo il Soratte ne portiamo un poco la bandiera.
Le fotografie di Peticone
Oreste Malatesta
L’iniziativa pasquale di Peticone di esporre a Portavalle una parte della numerosa raccolta di fotografie antiche su Sant’Oreste e i Santorestesi, pubblicate sul suo sito, ha avuto il meritato successo. Anch’io mi sono fermato a vedere non solo le fotografie in cui ero ritratto, ma anche le altre, con l’emozione di chi riconosce in quei luoghi e in quei volti l’origine della propria storia. Le fotografie di Peticone ci presentano un popolo fortemente segnato dalla tradizione cristiana: gente semplice, povera ma lieta, che festeggia eventi della vita, comunioni, cresime, matrimoni, feste paesane o di amici, che hanno come sottofondo un riferimento costante alla parrocchia, alle suore di don Orione, al santuario della Madonna delle grazie sul Soratte. La vita del nostro popolo, in qualche modo, aveva un legame costante e fecondo con il sacro.
Da anni ormai vivo fuori da Sant’Oreste e l’impatto con altre realtà mi ha sempre provocato una domanda: “Quello che ho imparato dentro quella forma di insegnamento, in cui mi sono trovato a vivere da bambino e da giovane, è ancora utile alla vita, corrisponde alle mie esigenze di uomo adulto?” E’ per la prima educazione ricevuta da mia madre (da bambino, mentre mi vestiva mi faceva recitare il “Ti adoro” e “L’angelo di Dio”), che oggi continuo a pregare la mattina, appena mi alzo, talvolta distrattamente altre volte più coscientemente. Anche il rosario, che in questo periodo recito più spesso, secondo le intenzioni del Papa, per chiedere il dono della pace, l’ho imparato da mia madre, quando, da ragazzo, me lo faceva dire lungo il tragitto, che, a piedi, ci conduceva in campagna.
Poi altri volti richiamati dalle fotografie (Don Germinio, Suor Discipola, Suor Passione), altri eventi (il mese mariano, la festa di San Luigi, le quarant’ore dei ghjatti) hanno contribuito a introdurre nel mio animo i semi di una concezione positiva della vita che mi ha sempre accompagnato e che ho lasciato sviluppare.
Le preghiere, i canti e i giochi di Suor Discepola e di Suor Passione erano così belli che ricordo un certo dispiacere quando ho iniziato la I^ elementare. Quanti scapaccioni meritati ho preso da Don Germinio, quando facevo il chierichetto! Insieme ad essi questo santo sacerdote mi ha trasmesso l’amore per la Chiesa, l’attaccamento al Papa e la devozione alla Madonna.
Con la memoria di questi insegnamenti sono entrato, da studente, nel mondo universitario e, da lavoratore, in ambienti che contestano e irridono la fede cristiana. Per questo sono stato costretto a vagliarla ed a verificarla, e, con l’aiuto di amici, sono giunto alla conclusione che, per essere uomo, dovevo conservare l’insegnamento trasmessomi e rimanere nella tradizione dei miei padri (tradere, in latino, significa trasmettere). A questa storia ed a questa educazione, da me, a volte, tradita (lo confesso), ma mai rinnegata, e sempre coltivata anche da adulto, devo il senso critico delle cose e l’uso della ragione, più che ai libri studiati a scuola e all’università. Ci sono anche altre cose che mi legano a Sant’Oreste, ma quelle esposte le conservo nel fondo del cuore.
Risposta del Direttore
Caro Oreste, queste iniziative sono importanti; noi abbiamo iniziato a lavorarci molti anni fa rifotografando centinaia di foto che i cittadini ci misero a disposizione.Le ABBIAMO UTILIZZATE MOLTE VOLTE COMPRESE QUELLE INSERITE NEI DUE CALENDARI DA NOI PROPOSTI, DOVE CI FU UN GROSSO LAVORO DI RICERCA DI PACIFICO Franco. Ora formano un rilevante fondo nell’archivio Parrocchiale.
- Ricciotto -
Da quanno er monno è monno, nun se sgara
la voce core sverta e nun se ferma
me piace de sentì questo fermento
pe quattro parolette dette ar vento

Sarebbe da acchiappalle col retino
pe nun fa si che vengano scordate
“ Do coio coio “ dice un ritornello
ma basta che però nun v’arrabbiate

Ma guarda che ber tempo e che giornata
mè presa quasi voia de un giretto
sta vorta voio annà pe quer sentiero
che porta in cima ar monte benedetto

La strada sale irta e incementata
giù in fonno c’è la sbarra cor divieto
pe rende più tranquillo quel percorso
a chi vuol esser ligio e molto lieto

Intanto che salivo affaticato
me passano vicino due pulmini
pieni de gente bella e incravattata
che me faceva “ciao” dai finestrini

Deve esse qualcheduno de importante
ripenso tra me e me mentre salivo
pe fasse aprì la sbarra dalle guardie
c’è sotto qualche nobile motivo…

Arrivo soddisfatto su ar piazzale
e vedo raggruppata sta gran gente
ogniuno che pensava ar fatto proprio…
de nobile nun c’era proprio gnente…

Poi entro nel cortile dal portone
e guardo il monastero interessato
na voce dal di dietro me sussurra…
…mi scusi ma per oggi è riservato!

Nu lo sapevo che ce stava un alberghetto
da Maggio a Agosto tutto prenotato…
“ Na vorta er Monastero era de tutti
ma forse qualcheduno sé scordato”

"Er grillo der marchese sempre zompa”

Risposta del Direttore
Caro Ricciotto forse la Camminata ti ha stancato al punto di offuscarti gli occhi e fatto agognare un miraggio: la vista di un luogo per riposarsi e rinfrancarsi dalla solenne fatica. O forse lungo il tuo peregrinare per il monte ti sei finito il fiasco che ti eri portato da casa. Ecco le visioni. Aspettiamo che ci racconti la discesa.

Intervista a Paolo Mascarucci consigliere di minoranza
Francesco Zozi
Paolo Mascarucci è consigliere comunale dopo che il suo capolista Roberto Rastelli, si è dimesso. Quindi Paolo non ha tutta la legislatura ma solo qualche anno di esperienza e conoscendolo, l’avrà sicuramente fatta con caparbietà e spirito di servizio. Chiediamo a lui di raccontarci un aspetto del Consiglio Comunale.
Si è vero sono circa due anni che sono consigliere ma, credetemi, per avere una buona esperienza ci vogliono anni. Il giorno che ho saputo dell’incarico mi sono chiesto se sarei stato capace di svolgere il mandato che mi si dava, preoccupato anche dal fatto che non avevo una forza politica dietro che mi poteva sostenere sulle scelte da fare. E’ stato più facile del previsto poiché non ho vincoli politici che mi possono condizionare.

Apriamo ora il discorso su problemi, le scelte amministrative, sulla politica di Governo, il futuro.
Facendo un bilancio dell’attività comunale fatta fino ad ora, mi sento di dare un giudizio positivo, cominciando dalla riserva naturale, dal rientro in possesso della zona militare, dal museo alla zona commerciale outlet, credo che siano scelte molto importanti
Per quanto riguarda il futuro sono pessimista perché i problemi sono ancora molti; bisogna gestire con accuratezza le scelte fatte finora dall’amministrazione, e ti assicuro che non è cosa facile.
Quando pensiamo al futuro entrano in ballo i giovani
La loro latitanza dalla vita politica e sociale è totale, basti pensare che c’è un buco di ben quattro generazioni nel consiglio comunale, il più giovane amministratore è alla soglia dei cinquanta anni e quindi occorre un adeguato ricambio. Mi chiedo spesso come facciano ad accettare, questi ragazzi, con una certa indifferenza e superficialità che qualcuno decida per proprio conto il loro futuro, e non porsi minimamente il problema che la sostanziale differenza di età, potrebbe non essere adeguata alle proprie esigenze.
Altra situazione che secondo me è diventata preoccupante per vari motivi, è l’immigrazione con il numero sempre in aumento di presenze, la difficoltà di censire tutti coloro che entrano nel nostro paese, non avere quindi la possibilità di accertarsi della loro regolarità sanitaria,legale e morale, la mancata integrazione sia socioculturale, che economica, comporta una disparità delle due realtà.
Ed allora Paolo che fare, ti ricandiderai?
Tutti questi problemi si possono in parte risolvere con il sostanziale comportamento di chi amministrerà il futuro del nostro paese; non dovrà vincolare il suo mandato amministrativo solo per riconquistare il prossimo, (entrando in compromessi con i cittadini per qualsiasi problema), ma valutare attentamente tutte le scelte che dovranno essere fatte solo ed esclusivamente per dare vantaggi a tutti noi cittadini. Per quanto riguarda una mia ricandidatura, sarà molto difficile se si ripete lo stesso scenario delle campagnie elettorali precedenti.
Questa chiacchierata finisce qui e ringraziamo Paolo per la sua disponibilità
Giornata Ecologica
Domenica 4 Maggio un buon numero di volontari hanno ripulito alcuni luoghi particolarmente in degrado. Assenti i giovani. Interesse dei cittadini che come Anita così ci hanno, via email, scritto: ”Grazie a chi di dovere per lo sgombero e la pulitura costante dell’ingresso della discarica del cerqueto”
L’Attore
Massimo Mirani
Quando al teatro studio mi hanno comunicato che la mia sceneggiatura: “Za la mort” aveva vinto mi sono sentito mancare. Per un attimo mi è sembrato che il magnifico soffitto a cassettoni mi cadesse addosso…
La gratificazione per aver vinto, certo, ma soprattutto l’impegno, ”la necessità” di dover realizzare il film. E’ solo un corto è vero. Ma colossale per l’energia, per le emozioni. La storia è ambientata a Sant’Oreste nel giugno del 44, si svolge nel borgo, nelle gallerie, sulla montagna. Nei boschi, il vento soffia forte, il sole è implacabile. Impossibile ed anche sbagliato raccontare un film: dopo averlo visto insieme, ne parleremo, discuteremo, forse litigheremo anche, ma questa è la funzione di “Za la mort”.
Scherzi a parte
Le più belle battute:

Accadde un giorno a porta Valle. “ mi scusi signora, chiede una donna tutta distinta, mi potrebbe dire dove è la posta?
La donna si sbracciò ed indicando verso la Cappella, gli rispose: “se ti sbrighi l’arerrivi”.
SABATO 31 MAGGIO ORE 21,30 in p.za V. Emanuele
CERIMONIA DEL SIGILLO CIVICO.
SABATO 31 MAGGIO E DOMENICA 1 GIUGNO MOSTRE DI FOTOGRAFIA E PITTURA PRESSO IL PRIMO PIANO DI PALAZZO CACCIA CANALI.
NELL’ OCCASIONE FESTIVA VERRA’ ESPOSTA LA CROCE DI BOSSO.
IL COMITATO SALUTA TUTTI COLORO CHE DA PIU’ PARTI D’ITALIA SEGUONO QUESTA FESTA INVIANDO I CONTRIBUTI

Conto corrente per fare il versamento:
COMITATO FESTEGGIAMENTI
MADONNA DI MAGGIO
C/C 40972002




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