Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Rispettando una par condicio pubblichiamo un comunicato del candidato a Sindaco
Acqua Ennio

“A poca distanza dalle Elezioni Comunali ed Europee, nulla è chiaro. I Santorestesi vorrebbero chiarimenti sulle oscure trattative che stanno portando alla formazione di un listone, che andrebbe definitivamente ad uccidere la Democrazia nel nostro paese, composto da forze come Rifondazione Comunista, D.S, Forza Nuova, Forza Italia ed ex DC ricomposti. Noi non Capiamo! La vertiginosa e poco chiara rincorsa nell’appoggiare l’uscente Amministrazione (sulla continuità) soprattutto da coloro come Forza Italia ed ex DC che dicevano di condividere quasi totalmente le nostre idee di cambiamento, no strutturale, ma di persone come vera e forte Alternativa Democratica! In nome della Democrazia, invitiamo tutti coloro che con ferma convinzione condividono la nostra scelta di radicale cambiamento di tuttu, meno che uno, e di ferma opposizione al famoso partito: N.C.F.S.I.C.N. Che oggi sembra riscuotere successo ed adesioni anche da coloro che millantavano di volersi porre in alternativa all’uscente Amministrazione. Per questi motivi, invitiamo tutti coloro che, soprattutto i giovani sempre usati ma mai considerati, auspicavano la rinascita della Democrazia e la possibilità di votare per una lista seria, aperta a tutti, in alternativa all’antidemocratico listone. Le forze d’alternativa; Nuovo P.S.I, Movimento Civico Gente Avanti e Destra Democratica Nazionale, appoggiano come vera ed unica alternativa democratica il Il Candidato a Sindaco Ennio Acqua Berva.
Positive le prove tecniche di percorso della vecchia macchina della Madonna di Maggio effettuate il 15 Aprile 2004
Teatro: parliamone pure, ma senza
nasconderci di Doriano Menichelli
Sull’ultimo numero di “Soratte Nostro Nuovo” i tre anonimi “Moschettieri” si sono occupati del teatro, manifestando critiche sui lavori in corso. Premesso ciò, e considerato che siamo pronti ad ogni confronto, anche con chi si nasconde, non abbiamo timore di dire qualcosa sul teatro. Innanzi tutto occorre sottolineare che il teatro così come lo abbiamo ereditato (5 anni fa) non era né funzionale né praticabile, dal momento che era privo di elementi essenziali. Abbiamo dovuto risolvere, perciò, problemi innanzitutto finanziari, recuperando circa 100.000 Euro che erano stati mandati in perenzione dalla precedente amministrazione e attendere che la Regione Lazio, di cui tutti conoscono i tempi non brevi delle procedure amministrative, ci assegnasse altri 250.000 Euro per mettere a punto un progetto iniziale che era insufficiente e inadeguato. Questa Amministrazione si è fatta carico di prevedere che la nostra struttura teatrale, oltre alla risistemazione della pavimentazione, alla dotazione di un ascensore i cui costi sono lievitati notevolmente rispetto a 5 anni fa, alla eliminazione delle barriere architettoniche per consentire anche ai soggetti disabili di poter assistere ai vari spettacoli in programma, fosse provvista di una serie di accorgimenti importanti come l’aria condizionata, che con le temperature estive elevate sappiamo quanto sia necessaria, del sipario elettronico, di arredare i camerini per gli attori, dell’impianto DVD, di un’idonea acustica e di poterlo impiegare, all’occorrenza, anche come cinema, assicurandone così il pieno utilizzo nei 12 mesi dell’anno. Con questi interventi strutturali e tecnici, l’Amministrazione comunale ritiene che il nostro teatro sia adeguatamente funzionale e possa diventare un punto di riferimento importante per l’intera comunità santorestese ed in particolare per i giovani. I tempi previsti per la sua apertura sono prossimi e cioè fine giugno primi di luglio. Questa opera non è la sola realizzata dall’Amministrazione comunale, a dimostrazione di un impegno serio, corretto e attento ai bisogni dei nostri cittadini per i quali vogliamo continuare a lavorare migliorando non solo le condizioni di vita sociali, economico-produttive, ma anche culturali, sportive e ricreative, per rendere sempre più Sant’Oreste un comune d’Europa. Non serve quindi nascondersi; a Sant’Oreste c’è un’Amministrazione pronta a recepire e dimostrare con i fatti di voler mantenere gli impegni.

Riconosciamo il diritto dell’Assessore ai lavori pubblici di intervenire su un nostro pezzo nato allo scopo di sollecitare i lavori per consentire una celere riapertura dei locali. Aggiungiamo che l’importante opera va a cavallo di due Amministrazioni; quella che riacquisì i locali e compì i primi lavori e l’altra che iniziò i lavori per l’attuale struttura. Per la verità storica. I tre Moschettieri nelle persone di Atos, Portos e Aramis, universalmente riconoscibili, ritengono che gli interventi di costruzione della Reggia di Versailles siano durati molto di meno dei restauri del Teatro.
Il direttore, Atos, Portos, Aramis

La comunità degli immigrati a Sant’Oreste
di Gianni Lazzari

Quanti sono gli immigrati presenti a Sant’Oreste? Ci facciamo spesso questa domanda e prevalentemente ci chiediamo se sono tutti in possesso di regolare permesso di soggiorno, se e dove lavorano, se e come vivono, come sono le loro famiglie, le loro abitudini. Molti santorestesi ci guadagnano sopra: affittano case senza troppe preoccupazioni di controllare se i residenti si moltiplicano e si sostituiscono; utilizzano le “badanti” per affrontare l’emergenza degli anziani ed invalidi; utilizzano talvolta una mano d’opera più conveniente. Poi, molto spesso, molti santorestesi si preoccupano della sicurezza del nostro paese abitato da tanti estranei, un po’ come i torinesi, i belgi, gli americani si preoccupavano dei “terroni”, degli italiani, dei santorestesi che emigravano per lavorare. Tra i terroni, tra i lavoratori, c’erano anche personaggi poco raccomandabili, come Al Capone. Ma gli italiani dicevano che era offensivo dire che degli italiani bisognava diffidare perché tra gli italiani c’era anche qualche delinquente. Poi, più gli italiani venivano conosciuti, più si integravano e meno cresceva il pregiudizio razzista. A Roma, il mese scorso, è successa una cosa importante: sono stati eletti Consiglieri comunali rappresentanti delle diverse comunità straniere, i filippini, i rumeni, gli africani, ecc… che vivono e lavorano in città. Da noi è probabilmente prematuro ed eccessivo pensare ora ad un’iniziativa di integrazione analoga, ma sarebbe comunque opportuno cominciare a pensarci. Da subito però, sarebbe forse il caso di sfruttare una fortuna che abbiamo: gran parte dei nostri immigrati sono giovani, anzi giovanissimi, talvolta ragazzi e ragazze con figli di pochi mesi o anni. La maggior parte di loro vive come un’isola non comunicante con noi; passeggiano insieme, giocano al pallone nell’area del mercato, scendono insieme in tanti dal Damibus o dal pullman dell’Acotral, ma non parlano con noi, non interagiscono con il paese, rimangono estranei. Non posso illudermi che tutti, miracolosamente e subito, possano diventare nostri amici, nostri concittadini, far parte della nostra comunità, condividere le nostre abitudini. Ma forse sarebbe utile pensare ad iniziative di integrazione, una serata di musica etnica, una partita di calcio, un incontro per discutere i problemi della casa, del lavoro, della vita a Sant’Oreste. Parlarsi un po’, non essere estranei, come individui, come persone e come gruppo, nello stesso paese, sarebbe un passo avanti, sarebbe non solo moralmente giusto, ma conveniente.
La Melissa (Melissa Officinalis L.) ed altro di Simonetta Carlini
Mi trovavo ultimamente a riflettere, forse perché quella giornata era più tediosa di altre, intorno all’idea dell’uomo come l’essere più adattabile dell’intero cosmo. Non ho mai capito, con le armi della mia ragione, se questo faccia parte della nostra “grandezza” o della nostra “miseria”. Certo è che nella mia esistenza, costellata anch’essa di abitudini, ho dovuto fare uso della fantasia per sperimentare la bellezza del “nuovo”… la bellezza che vive dentro al sogno, come pensiero libero scevro da qualsiasi ragione sociale. Lo strumento che più di altri mi ha consentito la giusta evasione dai legacci delle cose prestabilite, le cose stagnanti, è stata l’osservazione della natura. Chi mi potrebbe asserire di aver visto un tramonto uguale a quello del giorno prima, o lo stesso cielo stellato, o la stessa meraviglia dell’aurora che accompagna il nuovo giorno a prendere forma. In questo periodo la manifestazione di risveglio assume la massima potenza, tutti i nostri sensi vengono coinvolti e si apre in noi la consapevolezza che questo “stato di grazia” sia la cura migliore per la nostra anima … ma se in ogni cosa, bella che sia, è contenuto il suo opposto, anche qui ci troviamo di fronte all’eterno concetto e con la bella stagione si risvegliano i nostri malanni, soprattutto quelli di origine psicosomatica, quelli che per semplicità diremo sono legati alle nostre emozioni. La pianta che ho scelto per le sue caratteristiche terapeutiche è la melissa (melissa officinalis L.). E’ una pianta erbacea perenne, la sua corolla è giallastra prima della fioritura, poi bianca o rosata. Probabilmente è conosciuta nella cultura popolare come erba limoncina per il suo gradevole odore di limone. I suoi principi attivi sono contenuti nelle foglie e nelle sommità fiorite. La melissa viene usata nei disturbi dello stomaco, che come accennavo prima, è l’organo insieme all’intestino, più colpito quando ci sono in gioco le nostre emozioni. E’ utile come digestivo nei dolori spastici intestinali, nel calmare i crampi della gastrite, nei processi fementativi. Risulta essere efficace nelle emicranie e nevralgie. Per uso esterno ha proprietà cicatrizzanti, astringenti. In molti tonici cutanei, l’acqua distillata di melissa è impiegata come tonificante della pelle. Utile anche contro svenimenti, shock emotivi e raffreddori.
Bedine: l’inventore della fiaccolata
di Oreste Malatesta

Il Risorgimento di domenica 31 maggio 1925, a firma di Pietro Zozi, riportava un lungo articolo intitolato “I solenni e tradizionali festeggiamenti di Sant’Oreste”. Il quotidiano romano, tra l’altro, ha dato notizie sull’origine della bella fiaccolata della Madonna di maggio, nonché del suo fantasioso inventore: fu il nonno di mio nonno, Giovanni Malatesta detto Bedine. Il testo dell’articolo così recita: “Fu durante l’arcipretura del Bastari che Malatesta Giovanni, di cui ci piace riprodurre una bella fotografia del 1887, mandatario della Confraternita della Misericordia, uomo di grandi virtù cristiane ed esempio fulgido a tutti, pensò di far giungere la processione al Piazzale ‘Mola a vento’ e precisamente alla cappelletta di Sant’Antonio. Fu egli che ideò la bellissima illuminazione del Soratte con fasci di canne secche. Questa illuminazione fantasmagorica del monte dà una caratteristica meravigliosa alla processione che, attraversando il paese, giunge alla Cappelletta ove viene impartita la benedizione al popolo e alla campagna. Il Malatesta volle occuparsi fino alla morte (10 giugno 1900) della illuminazione del Soratte e tutti ricordiamo il simpatico vecchio detto Bedine, dalla fluente barba bianchissima, aggirarsi pel paese dando disposizioni ed incoraggiando i volenterosi che generosamente si prestavano. Suo figlio Quintilio ed il cugino Caccia Giuseppe hanno continuato le tradizioni dell’avo ed anche quest’anno si sono occupati con alacrità per provvedere all’illuminazione del monte”. Grazie al mio arzillo antenato, ricordato a 25 anni dalla sua scomparsa da Pietro Zozi, si è espressa la creatività di tutto il popolo di Sant’Oreste, che, come in ogni parte d’Italia, stava soffrendo le conseguenze dell’occupazione piemontese, che, in forma edulcorata, sui libri di storia ci hanno fatto studiare nel capitolo dedicato all’Unità d’Italia. La povera gente allora si esprimeva soltanto nell’ambito della Chiesa. Lo Stato Carabiniere di fine ottocento, infatti, era molto attento alle esigenze della borghesia illuminata, anticlericale e massonica, ma trascurava il popolo, ritenuto ignorante a causa della sua fede e del suo attaccamento alla Chiesa ed al Papa. Immaginate poi come i borghesi considerassero i devoti alla Madonna! Bedine era uno di questo popolo religioso, un laico impegnato ad aiutare i più poveri (della confraternita della Misericordia), che si era assunto come tanti dopo di lui fino ad oggi, la responsabilità di onorare anche visibilmente la Madre di Dio, alla quale i Santorestesi, in passato, hanno sempre fatto ricorso. Grazie a Bedine (riprendo il finale dell’articolo di Pietro Zozi che mi sembra adatto ancora oggi) “Anche quest’anno la lieta ricorrenza verrà celebrata con ogni solennità; anche quest’anno il nostro Soratte, il suggestivo ed incantevole monte risplenderà di vivissima luce per la tradizionale e fantastica illuminazione; anche quest’anno all’apparire della bella effige della vergine fuori la Porta Valle il cielo sarà rischiarato da un’infinità di girandole multicolori e da vivaci artifizi pirotecnici e l’aria risuonerà di soavi melodie popolari. Il Soratte e la circostante pianura del Tevere echeggeranno per copioso sparo di mortari e lancio di bombe fragorose, mentre dal petto di tutto un popolo festoso e devoto s’innalzerà il grido di ‘Viva Maria’”.
In occasione della santificazione del Beato Don Orione riportiamo il programma della giornata commemorativa a Sant’Oreste prevista per domenica 20 Giugno 2004

ore 9.30 apertura mostra su Don Orione e incontro/dibattito presso Palazzo Caccia Canali
ore 11.00 SS. Messa presso Chiesa Parrocchiale S.Lorenzo Martire
ore 12.00 svelatura busto dedicato a Santo Don Orione presso chiostro ex Monastero Santa Croce e intitolazione della “Via Santo Don Orione”
L’Associazione Proloco di Sant’Oreste in collaborazione con

“Piante e Fiori” di Diamanti Maria
P.zza Principe di Piemonte, 6 – Sant’Oreste
e
“Il Giardino del Soratte”
Via del Podestà, 19 – Sant’Oreste

ORGANIZZA IL CONCORSO

IL BALCONE FIORITO


La tradizione dei santorestesi di abbellire finestre, balconi ed angoli del paese verrà premiata da una commissione che segnalerà i tre elementi che meritano il riconoscimento per l’anno 2004.

Il premio verrà assegnato in occasione della Festa della Madonna di Maggio


Si invitano i cittadini dei vari rioni a partecipare per arricchire sempre più il nostro paese ed a segnalare gli angoli e gli elementi meritevoli.

Per ulteriori info:
Proloco: Tel 0761 579895 zozifra@hotmail.com

Il “Giardino del Soratte”:
Tel. 0761 578057

Diamanti Maria: Tel. 339 507 1283

Il Piano di Recupero di Francesco Zozi
Una riflessione sul Piano di Recupero che dovrà prossimamente dirigere le regole urbanistiche che riguardano soprattutto il Centro Storico. Anni di abbandono e di degrado e di abusivismo ci hanno consegnato un Centro Storico irriconoscibile. Il Piano di Recupero forse permetterà una lettura che passi dal degrado al recupero per consegnare alla riabitazione molti immobili, anche in degrado igienico sanitario. Ma nel frattempo nascerà una autorità capace di non permettere più lo scempio, l’abuso il degrado?. Le manomissioni con torrette e anotizzato degli anni 70 sono continuate sino ad oggi. Si, oggi l’abbandono abitativo ha rallentato gli abusi. Tutto poteva farsi perché bisognava abitare. E quando nascono le nuove case, il degrado continua con tegole di plastica e quant’altro, con terrazze sempre più inutili e problematiche. Sarà difficile il recupero, perché ha vinto il far da sé nei confronti di una ricchezza ambientale che invece di migliorare abbiamo deturpato.
GRAFFITI METROPOLITANI:
Agli Eliggendi: non fate vostro questo aforisma santorestese: "so di non saper fare, però faccio”.

La politica a Sant’Oreste non divide. Unisce, quanto unisce! (vedi accordo DS con tutti ma proprio con tutti - meno uno!)

Noi credevamo che tra D.S. e Forza Italia ci fosse solo un abbraccio invece è un matrimonio.

Socialisti
l’altra faccia misteriosa di Forza Italia.

Architetto Vignola: “sventratu e macellatu cumo un porchettu”

Piatti chiari ed amicizia lunga.

Crediamo che
a questo punto i giochi sono fatti: tutti contro uno demoforzistisocialistirifondaloricomunistidiesse
A Monte i Ferru iniziati i lavori (XXX): La nuova cinecittà ha mandato i primi vagiti. Farà concorrenza anche ad Hollywood per le sue colossali scenografie. Peccato che si chiamerà out-let !!!!!
L’ATTORE
di Massimo Mirani
ANEDDOTI, STORIE, RICORDI…. Fine anni 70, sto lavorando in un film poliziesco. C’è una scena da girare al bancone di un bar, devo spegnere la sigaretta sulla mano di un capobanda rivale, interpretato da John Steiner, attore inglese di gran classe e persona compita. Guardo perplesso il Regista…
- No problem
Il Regista confabula in Inglese con Steiner, è’ tutto a posto…. Arriva un attrezzista con una scodella, il bianco d’un uovo, del succo di limone e non so quali altri ingredienti, e con grande concentrazione comincia a sbattere….Ultimata l’operazione, con fare molto professionale inizia a spalmare un intruglio trasparente sulla lunga e diafana mano dell’attore inglese.
- OK. Giriamo!
- Urlo disumano di John
- Va bene, Buona la Prima!
Lo prendo in disparte e gli chiedo
-Ti ho fatto male ?
E lui - Oh, moltissimo….
Grande cinema italiano di genere!
NOTIZIARIO
Inaugurato il Club Giallorosso Soratte alla presenza di tifosi, dirigenti dell’U.T.R. Madrina dell’inaugurazione è stata la moglie del defunto presidente Dino Viola, signora Flora. La serata si è conclusa con una partecipatissima cena e con un saluto ai presenti del Presidente del Club Capelli Diano. Presente anche il giornalista prof. Claudio Moroni.

Il 6 Giugno ore 17,00 Concerto dell’orchestra studentesca dell’Eur.

Il 16 giugno alle ore 21 si svolgerà presso la Chiesa di S.Biagio un Concerto di una Corale Americana. Sono anni ormai che gruppi Inglesi o Americani vengono ospitati dalla nostra Comunità nelle loro tourné italiane.
Qualcuno parla
(N.d.R. testo sottoposto a censura interna
)
Abbiamo raccolto questa riflessione che anonima sta circolando per il paese. Si l’anonimato è un danno ma va comunque registrato. “Quello che si sta formando a Sant’Oreste appare come un accordo tra partiti non omogenei e avversari a livello generale, mascherato da Amministrazione civica. Ipocritamente si afferma che l’accordo è tra cittadini, ma in realtà ogni partito è coinvolto direttamente. I DS, come è naturale, hanno tutta l’intenzione di considerare propria componente gli eletti candidati dal partito; l’Unione di Centro, mira a riunire fondamentalmente la diaspora democristiana, mettendo insieme elettori di partiti oggi avversi (UDC, Margherita, AN) per (XXX) organizzarsi e pareggiare l’influenza dei DS. Forza Italia più ipocritamente di tutti, presenta come cittadini indipendenti i propri candidati (XXX), ma poi, non presenta paradossalmente una lista di partito e non si manifesta come riconoscibile (XXX).” Ci fermiamo qui perché il documento ricevuto non termina il discorso.
La Piazza Racconta
Piazza Principe di Piemonte. A lui fu intitolata l'Antica Piazza di Porta Valle. Dominata dalla sontuosa porta, che conserva ancora i merli Ghibellini, la principale delle tre Porte, e dal seicentesco Palazzo Abbaziale, costruito dai Galletti. Il motivo dell'intitolazione del 1924 fu il ricordo della visita che S.A.R il Principe tenne al paese il 23 Giugno 1923. Sempre sulla piazza si affacciano i palazzi, ora proprietà Leoni, con architetture e vestigia del passato. La Piazza oggi vede il caotico flusso del traffico ma viene anche utilizzata per manifestazioni culturali. Da questa piazza parte anche l'attuale via del Podestà che porta al Monastero di S.Croce ed a Palazzo Caccia-Canali
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INSERTO AL SORATTE NOSTRO NUOVO N. 17 – MAGGIO 2004
Io e lui siamo … due

"DON ORIONE E' SANTO"
Don Luigi Orione proclamato Santo domenica 16 maggio
DON ORIONE SUL SORATTE
di Francesco Zozi
Un ricordo del Beato, ora santificato, è la sua famosa fotografia che lo ritraeva a dorso di un asino, salendo il Soratte. Sotto alla stessa di suo pugno Don Orione scriveva: “io e lui siamo due…..” Disse che questa foto avrebbe fatto ridere i benefattori americani che avrebbero sempre più finanziato le opere di bene che il Santo andava istituendo. Il Santo saliva il Soratte, non per la prima volta, per andare a visitare la casa abitata dai suoi eremiti. Aveva infatti compenetrato la sacralità di questo monte e nel momento in cui sembrava che gli uomini volessero abbandonare questi luoghi, tradizionalmente abitati dai monaci-asceti e santi, con la sua decisione di prendere la custodia del Convento di S.Maria delle Grazie e degli eremi, tornava una nuova primavera nei luoghi di Papa Silvestro, di S.Nonnoso, del Beato Paolo Giustiniani e di tanti altri umili e semplici abitatori. Uno stretto rapporto, fatto di riconoscenza e di amicizia, unì da quel momento il paese e gli orionini. Don Orione venne per la prima volta a S.Oreste nel 1928, accompagnato dal Sacerdote santorestese Don Angelo Batoli. Vi fu accolto con molto entusiasmo dall’allora Parroco Don Mariano De Carolis, dalla popolazione, e dalla banda cittadina. Don Orione passò a benedire e confortare gli ammalati del paese; sostò a visitare la chiesa parrocchiale; quindi si incontrò con le autorità locali nel palazzo Comunale. In quello stesso anno, 1928, venivano ospitati negli ampi locali del Monastero, adattato a residenza, una cinquantina di bambini orfani e bisognosi di assistenza, e al convento venne dato il nome di “Istituto Bambin Gesù”. All’inizio del mese di Agosto 1929, un folto gruppo di Sacerdoti della Congregazione di Don Orione fece gli esercizi spirituali nel convento di S.Croce, predicati dal gesuita Padre Profumo. Il ritiro si chiuse con una solenne processione eucaristica che, dalla chiesa di S.Croce, percorrendo le vie centrali del paese, raggiunse la Parrocchia di S.Lorenzo. Era il 12 Agosto festa di S.Chiara e Don Orione parlò alla folla sull’Eucarestia. In una visita dell’inverno 1929, con il paese sotto la neve, visitò alcuni malati ed uno di essi affetto da polmonite, ha sempre creduto di essere stato guarito da Lui in quella visita. Dei rapporti con le nostre autorità locali è degno di menzione il seguente episodio. Nel 1930 l’acquedotto di Monte Flavio, che alimentava le fontane di S.Oreste, subì un grave gusto e l’intero paese rimase senz’acqua. L’Arciprete Don Germinio si recò a Roma per sollecitare una lettera di Don Orione a Mussolini. In seguito a quella raccomandazione, l’allora Podestà Moroni Innocenzo, ricevette da Roma L. 300.000 e così in breve tempo il paese riebbe l’acqua. Il 29 Ottobre 1930 visitò il Santuario della Madonna delle Grazie, proprietà dei Padri Teatini, che nel 1931 stipularono, con la Congregazione Orionina, l’atto di una locazione ventennale. Ritornò sul Soratte il 2 Aprile 1931, accompagnato da Don Giuseppe Fiori. Visitò accuratamente gli eremi del Soratte già pensando ad una loro futura rifioritura. Don Orione, alla presenza di un folto gruppo di fedeli vi celebrò l’Eucarestia. All’omelia, rivolgendosi ai Santorestesi che lo avevano accompagnato nell’ascesa al Soratte, disse: “Momento caro questo in cui ci troviamo qui raccolti. Venendo su questo monte santificato da tanti religiosi per tanti secoli nella vita mortificata, nella preghiera in unione al Signore, a me ed a voi deve nascere un grande desiderio nel cuor, una ferma volontà di volere ad esempio di quelli che qui si sono fatti Santi per grazia del Signore, dar gloria a Lui e santificare le anime nostre. Tutta la vita presente non ci deve distogliere dal guardare la vita eterna, dobbiamo operare per la vita eterna. Quanti sono passati da questo monte alla vita eterna. Beati quelli che qui hanno contemplato il cielo più da vicino e si sono sollevati a raggiungerlo. L’ultima volta che sono venuto qui, discendendo dal monte ove sono venuto a raccomandarmi alla Madonna e ai Beati e Santi che qui hanno passato la loro vita e fatti olocausto di essa nella grazia del Signore, ho pregato S.Silvestro, S.Nonnoso e il Beato Paolo Giustiniani perché mi avessero detto se dovevo venire a piantare le tenda della divina Provvidenza qui sul Soratte. Ed in questo giorno dedicato alla Vergine noi siamo venuti qui alla casa della Madonna, nel suo santuario, santuario delle Grazie.” Volgendo alla conclusione del suo discorso continuò : “ la mano di Dio ci ha condotti qui a celebrare e a benedirvi e perciò adesso ci inginocchiamo e recitiamo tre Salve Regina alla SS. Vergine Madre di Dio Madonna delle Grazie. Se piacerà al Signore ci torneremo altre volte; voi tornateci spesso a pregare la Madonna delle Grazie perché ci aiuti e perché si sappia che la Madonna ci vuole bene. Viviamo pertanto da figliuoli non del tutto indegni della Madre buona. Preghiamo dunque perché la Madonna ci accolga tra le sue braccia e ci faccia far del bene alle anime che desiderano conforto e pace, quel bene che la chiesa s’aspetta dai suoi figli..”. Don Orione visitò Sant’Oreste per l’ultima volta, il 22 Giugno 1938.
La macchina della Madonna di Maggio
di Francesco Zozi
In occasione del primo Centenario dell’Istituzione del Mese Mariano, nel 1914, uscì una macchina professionale trionfale sullo stile Berniniano dell’altare di S.Pietro nella Chiesa di San Pietro in Vaticano. Ne fu artefice il pittore Cecchini Augusto che progettò la macchina e ne diresse l’esecuzione. Vi parteciparono artigiani ebanisti, orafi e doratori. Collaborarono anche Ernesto Lazzari ed Eugenio Fidanza. La spesa per il lavoro fu di lire 1.658, 75 per quei tempi una bella spesa. Dopo circa 20 anni, questa macchina riuscirà; il suo trasporto sarà curato dalla nata organizzazione che si occuperà del trasporto delle strutture sacre nelle varie processioni dell’anno. L’occasione è data dai 190 anni dell’Istituzione del Mese Mariano a S.Oreste nel 1814.
Disegno originale della macchina della Madonna
Collezione M. Bartoli
Festa della Madonna di Maggio 2004 - Programma
Venerdì 28:
- Pellegrinaggio ore 21 al Soratte
Sabato 29:
- Omaggio floreale dei bambini (ore 10.30)
- Saluto Banda Musicale I.Ricci (ore 16.30)
- Concerto Banda Musicale (ore 21.00)
- S. Messa (ore 7.15, ore 15.30, ore 19.00)

Domenica 30:
- Saluto della Banda Musicale (ore 10.00, ore 17.30)
- Concerto Corale Rosa Proserpio (ore 16.30)
- S. Messa (ore 8.15, 11.00, 16.00, 18.00, 20.30)
- Processione e Fiaccolata (ore 21.00)
Il bombardamento del 12/5/1944
Da una ricerca di Pierluigi Rotondo
Uno dei Documenti della mia ricerca sul bombardamento, il più interessante dal punto di vista storico, è la fotografia aerea dell’area del Monte Soratte, scattata il 7 Maggio 1944.
Purtroppo la qualità dell’originale era piuttosto scarsa, comunque questa foto è quella mostrata dal Tenente Colonnello Henry ai piloti pochi minuti prima di decollare da due basi aeree nei pressi di Foggia, per bombardare il Soratte.
Con un poco di fantasia si riesce a individuare la via Flaminia (in basso a sinistra), il bivio della Civitellese, la strada che sale a Sant’Oreste, la curva del mulino e il paese.
Questa fotografia è stata annotata a penna con alcune rilevazioni fatte a vista della base Tedesca. Sono riportate le posizioni di tre mitragliatrici, nella parte più lontana dal paese, la posizione delle costruzioni esterne alle gallerie e la strada esterna. Questa fotografia deve essere letta assieme a un rapporto segreto che il giorno 11 Maggio (quindi il giorno prima del bombardamento) le forze alleate compilano. Il rapporto descrive così l’area del quartiere generale tedesco sul monte Soratte: “In tunnel all’interno di un fianco della montagna, vicino ad una vecchia cava inutilizzata è il quartier generale del Maresciallo Kesselring, Comandante di tutte le forze dell’Asse in Italia. Ci sono nove ingressi ai tunnel, che si aprono su una strada che curva lungo il fianco della montagna. Alcune costruzioni vicino agli ingressi sono apparentemente usate per immagazzinare approvvigionamenti e attrezzature. Gli obiettivi sono gli ingressi dei tunnel, la strada di congiunzione e le costruzioni.”
Quindi possiamo concludere che, almeno per il bombardamento del 12 Maggio, il più imponente, che ha interessato l’area delle gallerie, l’obiettivo non era il paese ma solo l’area militare.
E questo ci aiuta a capire come mai il paese non sia stato bombardato nel vero senso del termine ma abbia soltanto sofferto azioni minori (mitragliamenti, ecc.).
Foto del Monte Soratte prima del bombardamento



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