Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE


Il giornale, pur tra tante critiche e polemiche che suscita, è seguito, cercato e letto. I nostri numerosi lettori sono in grado di decidere se leggerlo o no, se dargli retta o no, se cercarlo o no. Noi continueremo ad andare avanti; a migliorarlo, con fatica, ma aiutati dai nostri lettori. E’ un giornale libero e tale continuerà ad essere nel rispetto delle regole dell’informazione, anche quando sembra che abbia sbagliato. Quindi dopo più di tre anni questa storica testata, rinata e diffusa anche on-line, continua e va oltre Sant’Oreste, ospitata  nel sito  web della Pro Loco, visitato da oltre 11.000 visitatori. Un successo che abbiamo documentato con dati. Un grazie agli amici, Carlo, Maurizio e Luca che insieme a me, curano il giornale ed il settore editoriale. Un ringraziamento doveroso al Presidente della Pro Loco, l’amico Giorgio che sostiene i nostri sforzi.
Il direttore responsabile

I programmi a cura del Presidente della Pro Loco

Parliamone…
> Il Preside della nostra scuola si è dimostrato molto sensibile alla promozione tra gli studenti della storia locale santorestese. L’archivio storico di Sant’Oreste conserva documenti che vanno dal XVI secolo ai giorni nostri. Il patrimonio di incalcolabile ricchezza documentale va presentato e comunicato ai giovani sia per l’importante valenza storica  sia per sensibilizzare la formazione degli studenti sull’originalità di essere e sentirsi santorestesi nel mondo.

> In primavera la Proloco promuoverà un safari fotografico dedicato ai “Volti di Sant’Oreste”.  E non è detto che i volti debbano essere solo le facce… ma anche gli alberi, la montagna, il fiume, gli animali. Per saperne di più, contattare la Proloco .

> La Proloco è  disponibile con tutti per attività di ricerca, approfondimento storico-scientifico, bibliografie ragionate su Sant’Oreste e il suo territorio. La sede è aperta ogni Sabato e Domenica dalle ore 10 

> I ragazzi della scuola media che desiderano collaborare al nostro giornale, Soratte Nostro , sono invitati a contattare la Proloco. Vi aspettiamo…

> La seconda Domenica dopo Pasqua si ripeterà l’incontro dei santorestesi con la Madonna delle Grazie. In quella occasione verrà presentato il volumetto “Santuario Madonna delle Grazie sul Monte Soratte”, con un intervista a Padre Antonio.

Furti a ripetizione
La solidarietà alle vittime di tante ruberie non risolve il problema della sicurezza. Il problema non riguarda più solo i singoli ma tutta la collettività. Si respira nell’aria un pesante senso di insicurezza e di paura. Il rischio di qualche testa calda non è più tanto peregrino. Speriamo che l’amministrazione si faccia carico dello stato d’animo della popolazione, intervenga decisamente nelle sedi opportune ed affronti lo spinoso  argomento con la cittadinanza. (N.d.R) 

Torneo di biliardo
Domenica 26 marzo si è concluso il  I° torneo di biliardo "Nonna Rosa" con la consegna del trofeo consistente in una targa ricordo al vincitore Piero detto Alan. La competizione organizzata dai F.lli Bartoli ha voluto rievocare le epiche partite degli anni 70, quando il Bar era ancora ritrovo culturale  e unica fonte di scambio mediatico anche attraverso le controverse partite dei facinorosi antagonisti. Con la riproposta del 'tappeto verde' si vuole riportare da parte dei gestori, al ritrovo di quella atmosfera ormai quasi estinta da parte di un gruppo di amici che si ritrovano in un luogo pubblico magari davanti a una birra o un amaro. Vista la buona riuscita del Torneo e il discreto apprezzamento del pubblico, si invitano i gestori a riproporre in seguito analoghe manifestazioni ringraziandoli per la loro disponibilità. (N.d.R.)

Il nostro giornale ha apprezzato l’iniziativa. Alla prossima edizione ci sarà un premio offerto anche dalla Pro Loco.

L’attore
di Massimo

Mirani

Atmosfera festosa per la presentazione del libro di racconti “I Sassi”. Un calore umano che contrastava piacevolmente con la “frescura” dell’austera sala. Notevoli i picchi poetici raggiunti dall’autore. Una riprova ne è stata la lettura leggermente teatralizzata da parte dei “ragazzi” del laboratorio, (che è stata, mi pare, ben accolta dal pubblico. Le vibrazioni erano giuste!
Quindi, bravo Franco e bravi i “ragazzi”.

NOTIZIARIO

 > Importanti provvedimenti presi nell’ultima seduta del  Consiglio Comunale. “Nel periodo estivo gli esercizi commerciali avranno una riduzione del 50% sull’occupazione di suolo pubblico “.

 > Deliberato “un intervento di 50.000 € per incentivare il rifacimento di facciate degli immobili di proprietà privata”. Questa iniziativa è la prima che si prende per il centro storico e sicuramente verrà regolamentata.

 > Altre iniziative nel campo delle opere pubbliche, come l’intervento alle strade rurali Oncia, Monte Pepe, Pareti, Tascio che perderanno la loro caratteristica rurale perché se verranno asfaltate sarà difficile il passaggio di mezzi agricoli.

 > Resteranno inalterate le tariffe comunali (ICI, acqua, TARSU, ecc.).

> Il 15 Marzo alle ore 15 una nostra classe di Scuola Media ha partecipato al TG Ragazzi su Rai Tre. I simpatici ragazzi hanno dato prova della loro conoscenza della lingua Inglese. Bravi e brava l’insegnante di lingua.

 > Il 22 Aprile verrà  presentato il libro “Il nome delle vie”, stradario del Comune di Sant’Oreste curato da Francesco Zozi e pubblicato dal Comune di Sant’Oreste. Parteciperanno Il Sindaco di Sant’Oreste, il Prof. Luigi Cimarra, il Prof. Luciano Osbat dell’Università della Tuscia, l’Assessore ai Beni Culturali Giovanni Lazzari.

 > Venerdì Santo 14 Aprile ore 17 presso la Chiesa di San Biagio ricostruzione storica dell’agonia e recital  dei bambini del catechismo.

> Nasce l’Expo Provincia Capitale nel nostro Comune (cfr. Messaggero 22/3/06). Un’area di 17 ettari per promuovere le attività produttive d’eccellenza. Con questa iniziativa si completa lo sviluppo commerciale della zona Saletti. Si tende alla valorizzazione del territorio, si potenzia la presenza dell’Amm.ne Provinciale nella zona. L’operazione, lo speriamo di cuore, viene incontro alle urgenze occupazionali della nostra comunità.

> Il 21/3/2006 è stato presentato il Programma di Sviluppo Integrato della Valle del Tevere e della Sabina. Un piano strategico per dare competitività al sistema produttivo locale con il sostegno e la rivitalizzazione delle economie esistenti. Vi partecipano, insieme al nostro, molti comuni della Provincia di Roma e Rieti. Il vasto raggio d’intervento progettuale lascia ben sperare per lo sviluppo delle grandi potenzialità del territorio nel rispetto dell’ambiente e della “vocazione” propria di ogni paese.

> Il 29 aprile,ore 16,30, promosso  da Soratte Nostro e dalla Pro Loco, si terrà un incontro dal Tema “L’Informazione e noi”. Invitiamo quanti hanno interesse a seguire questi problemi e tutti quelli che in qualche modo stanno nel mondo dei media.

 > Vogliamo salutare da queste pagine i commercianti di Via Umberto I che seguono con particolare attenzione il nostro giornale e che non lesinano polemiche, che noi accettiamo. A questi amici così sensibili ai problemi della loro categoria, e solerti a prendere iniziative di promozione, chiediamo di lavorare insieme agli altri commercianti per far nascere l’Unione Commercianti, così importante per il futuro delle attività in questo paese. Ed apprendiamo di una riffa da loro proposta i cui introiti andranno al recupero dei fondi per l’offerta delle castagnole a carnevale. Macchè bravi! Sarà proprio “cusì” .

 > Stiamo notando un’attenzione particolare al Centro Storico. Dobbiamo ringraziare il Consigliere Fioretti per la sua attenzione.

 > Nottata movimentata e di aggressione, quella del 31 Marzo, l’intera zona di Noceto fatta oggetto di furti e razzie. Come bisogna rispondere? Con una decisa richiesta di presenza maggiore della forza pubblica.

Meditazione del mese
Dal Compendio del Catechismo

Perché Dio permette il male? La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male se dallo stesso male non trasse il bene, Dio questo l’ha già mirabilmente realizzato in occasione della morte e Resurrezione di Cristo: infatti dal più grande male morale, l’uccisione del suo figlio, egli ha tratto i più grandi beni, la glorificazione di Cristo e la nostra redenzione.

EFFEMERIDE
a cura di Francesca Lancia

Morti
Abballe Maria Rosalba (3/3) di anni 66
Rossi Giuseppina (11/3) di anni 83
Caccia Agostino (20/3) di anni 81
Nati
Danieli Simona 07-03-2006
Fantera Giorgia 13-03-2006

Difesa del Patrimonio
Continuano i nostri interventi a difesa del patrimonio storico artistico. Lo abbiamo fatto con il museo “aggredito” dalla polvere del cantiere soprastante. Chi dirige i lavori non ha provveduto ne  a strutturare un cantiere che sotto ha un museo né a difendere le opere d’arte ospitate nel Museo come la Pala d’altare della Chiesa di S.Croce e il quadro di Bernardino Lupi. Lo stesso dicasi dei lavori alle ex aule scolastiche prima, e poi sede banda, in un’ala del Monastero.

Queste nostre segnalazioni hanno suscitato  qualche polemica. Noi continueremo a farlo ogni qualvolta lo riterremo opportuno.

Tutti lo dicono

 > Grande il lavoro del Centro anziani. Ora inizieranno dei lavori. Speriamo che ci sia qualche intervento  per il superamento delle barriere architettoniche. Va bene il biliardo riscaldato ma tutte quelle scale rendono la vita difficile a tanti anziani.

 > Le strade del Centro Storico sono veramente in stato di abbandono senza alcun intervento previsto. E’ possibile? Giriamo la domanda all’Assessore ai lavori pubblici.

 > Perché i riscaldamenti del teatro funzionano sempre e quelli di Palazzo Caccia Canali mai.

L’angolo del poeta

Di Fidanza Vando

Primavera

Si guardi in arto e vedi un cielo terso

E l’aria se fa meno frizzantina

Guardi li prati ogni giorno che passa

Tu noterai che va sparì la brina

Un mandorlo è fiorito immezzo ar campo

Se sente de cantà la capinera

Alla natura che se sta sveianno

Annuncia che è arrivata primavera

Via Monte Frumentario
Di Oreste Malatesta
Quanti di noi, passando per via Monte Frumentario si sono chiesti: “Perché questa via?”. Anch’io, per tanto tempo, mi sono portato dentro questa curiosità e mi ha sorpreso scoprire che la sua origine è collegata ad una delle più belle e geniali opere della solidarietà cristiana. L’inventore dei Monti Frumentari fu fra Andrea da Faenza, un francescano che alla fine del quattrocento ne istituì 4: a Sulmona, a Spoleto, a Terni ed a Rieti. Ma chi diede un deciso impulso a questa istituzione fu San Giuseppe da Leonessa, che rinunciò alle ricchezze familiari, per vestire l'abito dei Cappuccini. Condusse una vita avventurosa: alla fine del ‘500 si recò tra i Turchi per sviluppare il dialogo con l’Islam e per aiutare gli schiavi cristiani. Però il Sultano di Costantinopoli, non apprezzò le sue aperture ecumeniche, né le sue attenzioni umanitarie verso gli schiavi catturati dai pirati mussulmani durante le scorrerie lungo le coste italiane. Incarcerato, fra Giuseppe fu torturato con il supplizio del gancio: vi venne appeso “colla mano e collo piede, come l’abbacchji”.

Riuscì comunque a sopravvivere e, tornato in patria, si dedicò ai poveri, realizzando, tra l’altro, i Monti Frumentari in tantissime città del centro – sud Italia. Non riusciva a sopportare che i poveri contadini, per acquistare il grano da seminare, fossero preda degli strozzini (in prevalenza ebrei), i quali esigevano anche il 200 % delle somme prestate. Per combattere l’usura organizzò, appunto, una catena di Monti Frumentari, che, a differenza dei Monti di Pietà (finalizzati a prestiti in danaro), erano una sorta di banche del grano e che operavano con funzioni simili alle moderne cooperative per l'ammasso del frumento: effettuavano prestiti, in natura, del grano, ma anche di altri prodotti della terra. Chi fruiva della “prestanza” avrebbe dovuto restituire quanto aveva prelevato, più una quota: il tasso di interesse, all'atto della restituzione, doveva "ragguagliarsi alla tenuissima quantità di mezzo scorso a rubbio a raso e non a colmo", circa il 3 % del grano preso in prestito. In questo modo i contadini non dovevano più ricorrere a prestiti in danaro per acquistare il seme ed assoggettarsi alla schiavitù degli usurai. I Monti Frumentari sono stati una catena di solidarietà coinvolgente molti paesi della nostra zona. Dopo il 1863 (anno della conquista piemontese del Regno delle due Sicilie), i Savoia, attenti esclusivamente agli interessi della ricca borghesia, impedirono la formazione di nuovi Monti Frumentari con una legge del 1865, che sottopose quelli esistenti ad un invadente controllo delle Deputazioni Provinciali. Anche a Sant’Oreste vi fu un Monte Frumentario, gestito dalla Congregazione di Carità.

L’ultimo sussulto di questa istituzione è stato il regolamento del 1 agosto 1887, probabilmente imposto dal Prefetto, che svolgeva un controllo capillare su tutte le istituzioni espressione dell’autodeterminazione popolare. Di questa perdita di libertà, peraltro, i santorestesi soffrirono in modo particolare, essendo stati privati, con la conquista di Roma da parte dei Piemontesi, di quell’autonomia politica e amministrativa che era stata loro garantita, sotto lo Stato Pontificio, dallo Statuto del 1576. Nelle premesse del regolamento si legge che “il Monte Frumentario fondato già dai tempi immemorabili in questo Comune di Sant’Oreste, a beneficio dei poveri e ad incoraggiamento dell’agricoltura, era sprovvisto fino ad oggi di un regolamento che formasse la base di un buon andamento, regola di legge per gli amministratori ed amministrati …”. Prima del 1887 il Monte Frumentario non disponeva di un regolamento scritto, ma la sua amministrazione veniva svolta in base alle consuetudini in uso presso la grande catena di solidarietà dei Monti Frumentari. Con questo nuovo regolamento l’istituzione è stata trasformata in una delle tante associazioni regolate dal codice napoleonico, recepito ed adottato dai Piemontesi ed esteso a tutta l’Italia. Esso limitava l’opera del Monte, escludendo il prestito del grano come attività ordinaria a favore dei contadini, e prevedendo la “prestanza” del grano ai soli poveri “esclusi quelli di povertà relativa e chiunque altro che col fine di lucro volessero mutuare”. Anche la terminologia è di origine liberale: il montista (il responsabile del Monte Frumentario) diventa il presidente ed i priori diventano deputati.

Poi, come in tutta Italia, i Monti Frumentari furono trasformati in Casse Rurali o in Casse di Risparmio. Ma questa è un’altra storia, non molto gloriosa per Sant’Oreste, che qualche studente universitario potrebbe approfondire con una documentata ricerca.

Ringraziamo Oreste per questa sua ricerca su una istituzione, nel passato molto importante

UNA PASTOCCHIA AL GIORNU LEVA U' MEDICU DI TORNU

Pinocchiu - "Luigginu i Sfonnatoghe" c'eva na' botteguccia da falegname gjioppe Portaladentro, propiu liddereto a e trombette.
Era zitellu e gniciunu su piava perché atera ciucu e stortu, ma c'eva na' fantasia d'avecci un figjjiu. Allora un giornu decide i fa' un figjiu cun' piezzu i legnu; mena e taremena lappe quellu piezzu, li steva a vinì propiu bbè, e allora li mette nome "Pinocchiu". A notte appete, ntantu che Luigginu dormiva…. lu' bammocciu cuminciò a curre e a zompettà lappe' casa, Luigginu se n'accorge, ma nun gjie li fa arecchiappallu, allora pia e se ne và a dorme… U giornu doppu sente i bussà lippe a porta,va a rrupì e vede che "Ngiletta a Gorbetta e Pitrucciu i Micione" che   l'areportono  Pinocchiu pe' recchjie; "Mo' bisogna che c'arepaghi l'ova che stù fregnu s'è magnatu !!". Luigginu pa' contentezza d'avè aretrovatu u figgjiu l'arepaga l'ova e pò… Ma cumè nun va scrivete da soli !….vistu che l'hanno giratu laggjiò e stalluzze i Santa Maria e sapete pure a fine ?…. e tu che stai a legge co’ su nasu longu nun sarà che ...
u  nipote i Sciuttapiscine

RICORDI PASQUALI 1970
Da Soratte Nostro
“L’ora della resurrezione si appressa, antiche risonanze di ripetuti e reiterati “ Alleluia” sulle note assordanti dell’organo parrocchiale, fanno presentire il giorno di Pasqua dell’ova”, ma prima la stridula irritante voce dei “ reganozzi e raganelle” annunzia l’agonia, al tuono del “ tamburone di Nonnosiellu” trema la terra, si oscura la chiesa, muore il Crocifisso “ Atroce nella bianca livida magrezza” spiccante dal verde cupo del Lauro, con ai piedi “du troncu” la pallida figura di Maria avvolta nel lutto e Maddalena piangente e a destra e a sinistra gli scellerati crocifissi con lui: scena pietosa, addolorante, memoriale del sacrificio più grande, calvario dell’immolazione, costruito da “Ubaldo” diventato tutto ad un tratto Giuseppe d’Arimatea. Come si sono impressi questi ricordi ! li rivivo ogni volta che li ripenso. Quanto bene mi fanno! Oh! Perché non potervi più assistere ancora a quelle feste paesane, tanto toccanti, tanto semplici ma altrettanto efficaci e rappresentative ? Perché non gustare più la gioia serena, ingenua di quando si mangiava “l’ovu lessu co’ a cacchiatella”.

Non sono più quei giorni, essi sono fuggiti e sempre più si allontanano.(O.F)

L’autore ci racconta un quadretto di vita passata che,  offriamo come conoscenza storica.(n.d.r)


AUGURI DI BUONA PASQUA DALLA REDAZIONE




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