Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

La polemica sollevata da alcuni commercianti sui parcheggi nel centro storico ha indotto la Giunta a dare un “atto di indirizzo” all'ufficio di polizia municipale, per regolare un problema che negli ultimi tempi recava danno ai cittadini e a alle attività commerciali. Siamo un paese turistico e d'arte e allora riflettiamo: Dalla Primavera all'Autunno le macchine dei turisti dove le facciamo mettere, soprattutto la domenica e nei giorni delle feste “comandate”, sui marciapiedi? E il mercato della domenica azzera di fatto il parcheggio e le feste estive lo limitano a dismisura. Ed allora la sofferenza parcheggi è vera e occorre affrontarla proprio dai problemi che limitano l'utilizzo del grande parcheggio. Quindi in attesa del tanto decantato nuovo ampliamento della strada va affrontato subito il problema mercato e quello delle feste estive. Questo la costituita associazione commercianti deve chiedere al Comune insieme alla scelta di una soluzione definitiva - circonvallazione? - che potrebbe risolvere il problema della viabilità del paese. Inoltre, se vogliamo accentuare il carattere turistico e d'arte, va affrontato da parte dei commercianti e della Coop l'argomento dell'apertura differenziata. Riteniamo infatti contraddittorio invocare da una parte maggior sviluppo commerciale e turistico e dall'altra essere vincolati a comportamenti e/o scelte sindacalmente invalicabili, ma tuttavia superate dal cambiamento in atto nella società e nei costumi. Per dirlo chiaramente, ci piacerebbe che anche Sant'Oreste potesse godere di una vivace ed attiva visibilità commerciale, come peraltro accade nei paesi che hanno scelto la linea turistica e culturale dell'arte, e quindi di una professionalità commerciale innovativa e creativa rispetto all'attuale. Forse che le attività commerciali locali rientrano nel concetto di “secondo lavoro” e quindi in quanto tale non indispensabile alla economia dei proprietari dei negozi? L'atto della giunta rileva anche il problema dell'igiene e sicurezza pubblica, con riferimento particolare al drammatico problema del randagismo dei cani che spesso i padroni lasciano liberi senza guinzaglio e museruola, soprattutto di notte.
La redazione.
Papa Ratzinger e San Nonnoso
F.Z
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Soratte Nostro partecipa alla gioia della Chiesa di Roma per l'elezione al Sacro Soglio del Cardinal Ratzinger col nome di Benedetto XVI. Ci siamo sentiti orfani di Giovanni Paolo II, ma il dolore per la scomparsa del “Grande “ e la speranza dell'attesa per il successore le abbiamo confidate in Cristo. E Cristo oggi ci ha donato il nuovo Pietro per riprendere insieme a noi la navigazione interrotta. Ratzinger, uomo di raffinata cultura, teologo, filosofo, biblista, professore a Tubinga, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è stato anche Vescovo di Monaco e di Freising prima di salire gli alti vertici della curia. In quanto Vescovo di Freising anche Ratzinger ha pregato davanti alle reliquie del nostro compatrono San Nonnoso conservate nella Cattedrale di Freising dove il giovane Ratzinger fu ordinato sacerdote. E' una vera gioia per noi santorestesi sapere che Papa Benedetto XVI è unito insieme alla nostra Comunità nella preghiera e nella venerazione del monaco benedettino San Nonnoso.
“A citierna i Caccia”
Detta anche loc. “cisterna i carcere”. E' stata in parte demolita e quindi occorre parlarne anche se brevemente.
Molto probabilmente fu il primo impianto per costruire alla fine del 1500 il Palazzo dei Caccia. Il Muro molto solido è stato abbattuto con mezzi meccanici, speriamo che sia stato lasciato qualche segno di memoria archeologica. Se non lo si è fatto, noi abbiamo pensato a questo breve ricordo documentato dalla fotografia. Crediamo che la “citierna” apertasi meriti di essere pulita e di essere resa visibile anche attraverso un vetro e ricordata con una iscrizione.
Il Concerto dell'Orchestra Americana.
Un viaggio nei secoli musicali, dall'antico al moderno, da Haendel ai Songs americani passando per la scuola russa e i chiaroscuri della creatività francese. La Naperville Sinfonietta (vicino Chicago), diretta dal maestro Lisa Antonio ha presentato a Sant'Oreste il concerto finale della fortunata tournée italiana. Tutti giovanissimi i componenti della piccola orchestra d'archi americana e tutti pronti a dare il meglio di se stessi per regalare ai santorestesi un concerto dal programma interessante. Il pubblico ha partecipato numeroso ed ha chiesto qualche bis alla compagine orchestrale che ha apprezzato l'accoglienza rivoltale dal paese. Il teatro ha risposto acusticamente bene anche con gli archi.
Parla l'Opposizione - Il Caso Outlet
Il Consigliere d'opposizione Amedeo Ortolani ci ha mandato la seguente lettera:

“Ho studiato in modo approfondito il tema e mi sono fatto alcune convinzioni. L'operazione di per sé stessa è buona, anzi ottima, in quanto valorizza le risorse di Sant'Oreste, ma è stata un'operazione affrettata e non inserita in un progetto più generale. Questo produrrà almeno una conseguenza negativa. E, cioè, non essendo stato previsto un adeguato sistema viario di supporto (bretella Flaminia-Autostrada), tutti gli abitanti dei paesi sulla Flaminia, per andare all'outlet, passeranno per Sant'Oreste con le conseguenze che si possono facilmente immaginare. Altra questione è quella dell'occupazione che, non si dimentichi, fu indicata, all'inizio, come il motivo più importante per concludere l'operazione outlet. Ad una riunione della Commissione Commercio, Artigianato, Agricoltura e Attività produttive cui ho partecipato il 3 Marzo si è discusso circa i corsi di qualificazione per le assunzioni all'outlet. Il Sindaco, che partecipava alla riunione, ha affermato che i lavori all'outlet termineranno entro 18 mesi (l'assessore Doriano Menichelli si è sbilanciato a dire 15 mesi) e che i corsi cominceranno a marzo dell'anno prossimo. Subito dopo i corsi verranno assunte 400 persone. Ma questi benedetti lavori, quando cominceranno? 15 mesi, 18 mesi, 400 persone! E siamo già a fine di Aprile! Comunque, riguardo a questo problema mi impegno, come Consigliere comunale a monitorare continuamente la situazione. Ultima questione, ma non certo la minore: secondo me, l'area outlet è stata svenduta (alla metà se non ad un terzo del valore) e il buon Ognissanti ci ha guadagnato (ad oggi circa 10 milioni di euro!). Qualcuno ci ha detto che l'opposizione (la minoranza, dico io) non è molto attiva. Non è vero (e si vedrà)! C'è voluto solo del tempo per conoscere bene i fatti.
L'Attore
Di Massimo Mirani

Sono contento che sia stato riproposto su rete quattro “l'avvocato Porta” e che abbia ancora avuto buoni ascolti (così mi dicono). Sono contento per Sant'Oreste, che viene ampiamente citato, e anche per me. Voglio però fare una pessimistica riflessione sull'andamento ”culturale” (l'ho messo tra virgolette notare!) di questo nostro paese. Quando è uscito il film, che a me, forse per la mia età, forse per la mia lunga “carriera” (altre virgolette), sembra un paio di giorni fa', c'era tutt'altra atmosfera… “L'avvocato Porta“ era un avvenimento, aveva l'attenzione della stampa, vinceva premi, la gente per la strada ne parlava… insomma avevi la sensazione di aver fatto qualcosa, adesso, e lo ripeto, è passato relativamente poco tempo, è un continuo susseguirsi di fictions su padri della Patria, preti, Santi ed affini… (per quanto riguarda i Santi, basta prendere il calendario e depennare quelli già fatti, non ne rimangono molti...). E' tutta una mappa in cui non distingui più Padre Pio da Coppi, se non per il fatto che quest'ultimo ha i pantaloni corti, anche Gigi Proietti, grande attore, grande personalità, non mi sembrava così sovraesposto come adesso. Dicono che gli Italiani siano un popolo intelligente e allora speriamo bene…
NOTIZIARIO
Il 17 Aprile è stato ricordato don Germinio nel centenario della sua nascita. Un ricordo è stato fatto al mattino dal Parroco in chiesa e poi nel pomeriggio è stato presentato un lavoro sulla figura di questo importante Parroco. Tanta gente nel salone di Palazzo Caccia Canali nonostante il maltempo.

L'11 Aprile è avvenuto l'atto finale del riconoscimento del DOP dell'olio delle colline del Soratte. Sono 17 i comuni interessati ed un disciplinare regolerà tutte le fasi di raccolta e di produzione dell'olio.

Effemeride:
Morti: Paolucci Lorenza (14/4); Giovannelli Mario (19/4); Diamanti Costanzo (21/4); Menichelli Andrea (21/4).

CORRISPONDENZA
Il Sindaco di Sant'Oreste risponde ad un articolo sul Corriere del Tevere del Sindaco di Rignano: “La strada di collegamento al Casello, che il Comune di Rignano chiama bretella è fonte di polemica tra le due Comunità. Il Comune di Sant'Oreste ribadisce l'importanza della strada, ma afferma che il progetto agli atti della Regione, finanziato dal consorzio artigiani di Rignano Flaminio non va bene perché non tiene conto della bellezza del paesaggio che attraversa, anzi può rappresentare una ferita e causare danni incalcolabili a tutta l'area che va dal monte Soratte al fiume Tevere considerata dagli esperti naturalisti come un unico delicato biotipo.”

La Redazione risponde volentieri all'articolo di Maria Biancini pubblicato sul SNN n. 27 con l'ammonimento di Servante da Fossarocca: “Utrumque enim vitium est, et omnibus credere et nulli.”
MEDITAZIONE DEL MESE
Dal Gomorrianus di San Pier Damiano:
“Il mondo presente non è che una fogna di invidie e di laidezze. Se le guide vengono a cadere, se la condotta dei … è più perniciosa di quella dei laici, facilmente e fatalmente chi le seguirà cadrà dietro a loro”.
La Cappella Musicale (II° parte)
da una ricerca di Maurizio Serzanti
Il primo maestro di cappella ufficialmente istituito fu tale Francesco Romoli nel 1602, per cinquanta scudi* all'anno, seguirono poi maestri nominati tra i prelati della collegiata che per quindici scudi svolgevano i servizi musicali, poi per le grandi feste magari si chiamavano maestri più abili, come Messer Giovanni Ambrosini di Fano (1649) invitato da Poggio Mirteto a Sant'Oreste per la festa di San Lorenzo del 10 agosto del 1659. Ci vollero dieci baiocchi (pari a 1 giulio*) per far passare cavallo e musici al porto sul Tevere. Poi il pranzo con alici e tondina costò un “grosso”* pari a 5 baiocchi, un altro pranzo con castrato, 2 carlini* (cioè 15 baiocchi) due pollastri due carlini (cioè 15 baiocchi), per carofano un baiocco*. Il compenso per il servizio oltre al rimborso spese di vitto alloggio e viaggio, per lui e due “putti“ che portò con se fu di dodici pollastri. Scorrono così gli anni tra maestri diligenti e maestri negligenti tra un restauro e l'altro fino a trovare un maestro di nome Zaccaria Zaccari da Recanati (1860) che addirittura fu internato in un manicomio. Nello scorrere le pagine fitte di dettagli e di notizie, fa un certo effetto ritrovare i cognomi tuttora noti, che nei tempi passati erano priori, camerlenghi, cavalieri. Così ho ritrovato un Paolo Sersanti, o un Vincenzo Sersanti, nel 1658 che pagava il maestro di cappella, così come il cavaliere Giovanni Filippo Caccia cittadino benemerito nel 1655, e così con i Cenci, Malatesta, Fiori, Paolucci, Rosati, Zozi, Capelli, Masci, Menichelli, Lazzari, Moroni, Cecchini, che ricorrono come partecipanti alle votazioni per decidere il pagamento delle restaurazioni dell'organo, o nella scelta del maestro di cappella. Le votazioni avvenivano con fave o lupini, chiare e scure e così dicevano: “corse la bussola more solito vinta per lupini vinti (venti ), fave quatro (quattro )“. Tra gli ultimi maestri il vulcanico Innocenzo Ricci ragazzo prodigio, che a Sant'Oreste lasciò una mole di composizioni degne di nota e soprattutto la costituzione della banda musicale, oltre a varie rappresentazioni teatrali. L'ultimo maestro di cappella è stato Emilio Menichelli (1931). Poi mi stupisco nel trovare nella seconda metà dell'800 un tenore di nome Mariani Alfredo, o un basso Capelli Quirino. Come non fare congetture che nell'attuale coro tra i tenori c'è Mariani Alfredo (Alfredino) o Capelli Gianni e Mario (Biondo e Potolina), e notare che Alberto Menichelli (Lososo) è il maestro compositore del Coro dialettale “L'Eco dei Meri “. La cappella musicale era una istituzione indispensabile per le attività religiose, che per le ragioni più disparate, dalla crisi delle vocazioni, alla minore attività dei gruppi religiosi cattolici, e non ultime le ragioni economiche, queste istituzioni, con la loro funzione anche sociale di educazione musicale, interrompono la loro opera. Questo vuoto lasciato, piano piano si riempe con associazioni di cittadini più o meno spontanee come la banda musicale, il coro, o la compagnia teatrale, che è difficile pensarle diverse dall'essere pronipoti di quella cappella musicale. Siamo figli del nostro passato e non padri dei nostri padri. Quando anche noi saremo passato che pronipoti feconderemo. Attualmente siamo nella più rosea delle condizioni, abbiamo molte infrastrutture da far vivere, e forse poche idee per farle animarle, mi riferisco al teatro e a tutte quelle strutture, che ringraziando il nostro passato, e i finanziamenti presenti, abbiamo a disposizione, ma cosa pensiamo di farci. Questa è la sfida per il futuro, propongo un concorso su queste pagine che mi ospitano per chi ha la migliore idea, il miglior progetto. Cosa realizzare? Qualcosa che lasci a Sant'Oreste e ai santorestesi qualcosa, la qualità della vita il lavoro… e che non lo depredi del patrimonio d'unicità e dei valori che detiene! Note (*) Carlino = moneta d'oro o d'argento originaria del regno di Napoli e in uso in altre regioni d'italia, prende il nome da Carlo D' Angiò che lo fece coniare nel 1278. Giulio = moneta d'argento fatta coniare da papa Giulio II (1503 - 1513). Baiocco = antica moneta dello Stato Pontificio in uso fino al 1866. Grosso = moneta d'argento coniata intorno alla metà del XXII secolo in Italia e in Europa, ebbe valore diverso secondo le località e il periodo. Scudo = moneta d'oro o d'argento diffusa in passato in parecchi stati italiani e recante impresso lo stemma del sovrano emittente.
GRAFFITI METROPOLITANI
Le staccionate che sorgono spontanee sono a difesa di chi? da chi ?

Ritorniamo sul decoro urbano: paese da pulire da erbe, resti di cani e gatti. Togliere i vasi dai cestini. Si chiede un po' più di cura come la pulizia dei muri impiastrati dalle creme del Carnevale.

Pulizia anche per l'orto pubblico, affidato a privati, dell'orto di San Nicola. Soprattutto al suo confine con la chiesa.
Gli Orizzonti del Soratte
di Oreste Malatesta
In un freddo pomeriggio di una domenica di fine ottobre, l'anno scorso, decisi di fumarmi un sigaro in vetta al Soratte, ove i divieti del Ministro Sirchia non hanno, per ora, efficacia. Non fu il freddo ad invogliarmi a fare la passeggiata, ma lo spettacolo che mi attendevo di vedere perché la tramontana aveva reso tersa tutta l'aria e spazzato via tutta quella caligine gialla dello smog, che ogni giorno si scorge sopra la città di Roma e lungo la valle del Tevere. In effetti, arrivato a San Silvestro sfidando il gelido vento, non rimasi deluso. Il panorama, che ha un fronte di 360 gradi, quel giorno presentava un raggio di visibilità superiore a quello normale: non vi era quel solito velo di foschia che impedisce tanta chiarezza. Quando ero più giovane, in una di queste limpide giornate autunnali, mi portai sul Soratte con un atlante geografico per capire la localizzazione dei numerosi punti individuabili da San Silvestro. Lo feci per essere in grado di rispondere alle domande degli amici polentoni, che, talvolta, ho accompagnato in cima alla vetta e che mi chiedevano: “Come si chiama quel monte? E quel paese?”. Con l'atlante ho pertanto individuato una serie di siti, la cui localizzazione spero sia giusta. Di questa indagine partecipo gli esiti ai lettori di Soratte Nostro, per invitarli a fare, con le stesse condizioni meteorologiche, una nuova verifica ed a segnalarmi, eventualmente, qualche mio errore di identificazione. La prima delle meraviglie che attirò la mia attenzione fu il mare della costa tirrenica, che, con il sole prossimo al tramonto, aveva assunto il colore dell'oro zecchino, e dal quale non riuscivo a staccare lo sguardo. Il tratto di mare visibile dal Soratte, in quelle condizioni, è quello che va da Fiumicino a Ladispoli: i monti Sabatini (con la conca del lago di Bracciano pure visibile) e quelli della Tolfa impediscono di vedere anche quel tratto di mare che si distende fino al golfo di Civitavecchia. Seguendo, in senso orario, la descrizione del panorama, a nord, in direzione di Civita Castellana, erano riconoscibili i monti Cimini con Ronciglione, di fronte, e Soriano, sul lato destro. In lontananza emergeva la figura del Monte Amiata e, più ad est, la struttura triangolare del monte di Chiusi. A nord est, appariva la catena dei Sibillini, con la vetta del monte Vettore già imbiancata. Ad est, al di là della valle del Tevere, si vedeva la catena dei monti Sabini, con le due cime più alte (il monte Pizzuto ed il monte Tancia), sempre più ingombrate di tralicci. Dietro i monti Sabini emergeva la sommità, anch'essa imbiancata, del monte Terminillo. In particolare le cittadine della Sabina (Poggio Mirteto, Poggio Catino …) sembravano a portata di mano, tanto era limpida l'aria. Al di sopra dei monti Sabini, in direzione di Poggio Mirteto, si stagliava, all'estremo orizzonte, la vetta del Gran Sasso d'Italia. Più ad est riuscivo a distinguere, tra le tante cittadine, Nerola e Monte Flavio, quindi, più in basso, i colli di San'Angelo Romano e di Monte Celio, che impediscono la vista di Tivoli e di Palestrina. Però, alzando lo sguardo al di sopra di quei due colli, fu la visione della bianca Maiella ad attrarre la mia attenzione. A sud est era visibile la valle della Ciociaria che scorre tra i monti Ernici ed i Monti Lepini: quel giorno erano visibili anche i monti Ausoni, che nascondono il promontorio di Terracina. Sul fronte sud dell'orizzonte emergevano i colli Albani, con, al centro, Frascati e, sotto, distesa tra dolci colline e la piana del Tevere, appariva la superficie immensa dell'Urbe. In particolare il mio sguardo si è fermato al colle di Monte Mario, sotto il quale era riconoscibile la cupola della basilica di San Pietro, ma anche la torre della moschea di Monte Antenne. Se dal Soratte si può godere una vista così ampia e suggestiva, all'occhio non sfugge l'avanzata dell'urbanizzazione nella valle del Tevere e nella zona circostante il Soratte. E' evidente, per le grandi dimensioni assunte, lo sviluppo industriale del territorio dei Sassacci, a Civita Castellana, e del comprensorio di Fiano Romano - Monterotondo. La sensazione è che lo sviluppo urbanistico stia assediando il Soratte: già qualche avamposto edilizio sembra tentare la sua scalata. Peraltro è impressionante lo sviluppo urbanistico di Rignano Flaminio e di Sant'Oreste: non è difficile immaginare che, tra una decina d'anni, le due cittadine si uniscano, come è avvenuto con la squadra di calcio che si chiama, appunto, “Soratte Rignano”.
Il Ninfeo della villa Romana al Giardino

Iniziamo a pubblicare i documenti della Villa Al Giardino. Ogni numero una immagine per stimolare la difesa dei beni culturali.
SPECIALE FESTA DELLA MADONNA DI MAGGIO
28 E 29 MAGGIO 2005
La macchina della Madonna di Maggio
In occasione del primo Centenario dell'Istituzione del Mese Mariano, nel 1914, uscì una macchina processionale trionfale sullo stile Berniniano dell'altare di S.Pietro. Ne fu artefice il pittore Cecchini Augusto che progettò la macchina e ne diresse l'esecuzione. Vi parteciparono artigiani ebanisti, orafi e doratori. Collaborarono anche Ernesto Lazzari ed Eugenio Fidanza. La spesa per il lavoro fu di lire 1658, 75, per quei tempi una bella spesa. Dopo circa 20 anni, questa macchina è riuscita; il suo trasporto è stato curato dalla nata organizzazione che si occuperà del trasporto delle strutture sacre nelle varie processioni dell'anno. L'occasione è data dai 190 anni dell'Istituzione del Mese Mariano a S.Oreste nel 1814. L'uscita della storica macchina ha destato l'interesse delle migliaia di persone, che affollavano le strade e le vie del Centro Storico addobbate di mirto e fiori secondo una antica tradizione popolare. La festa che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, si è conclusa con la benedizione del Vescovo Mons. Divo Zadi, e con una elegante fiaccolata con spettacolo di fuochi artificiali molto ben riuscito ed applaudito. Ora la macchina verrà restaurata e ridonata al suo antico splendore con un contributo del Comune di Sant'Oreste. Il Comitato 1 -9-2004
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Il mese mariano
Di Francesco Zozi
La storia del mese Mariano è tratteggiata molto bene dallo scrittore Alfredo Cattabiani nel suo interessantissimo lavoro Il Calendario. Incomincia nel medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura e della dea Maia che in onore della natura in fiore vi regnava nel rituale pagano. Evocando la Madonna, la creatura più alta, si potevano unire insieme i temi della natura e della Santa Vergine.” Fin dal secolo XII”, scrive Cardini,”i filosofi di Chartres avevano rielaborato il concetto di natura incarnandolo in una allegoria che per molti aspetti, ricordava la Magna Mater. Il primo ad associare la Madonna al mese di Maggio fu Alfonso X, detto il saggio, re di Castiglia e Leon (secolo XIII), che la celebrava in Las Cantigas de Santa Maria: Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, tu luce dei santi e dei cieli via.” In una cantiga dedicata alle feste di maggio, vede nella devozione a Maria il modo per coronarlo e santificarle nella gioia. La pratica delle prime devozioni risale tuttavia al secolo XVI quando si cominciò a reagire allo spirito rinascimentale giudicato troppo paganeggiante: sicchè il mese di maggio assunse anche carattere riparatore. A Roma fu San Filippo Neri a delineare il futuro mese mariano insegnando ai giovani ad ornare di fiori l'immagine della Vergine nel mese di maggio, a cantar lodi in suo onore e a compiere atti di virtù e mortificazione. Un secolo dopo, e precisamente nel 1677, il movimento di Fiesole, in una terra dove era vivissima la tradizione del Calendimaggio, fondò una specie di confraternita detta Comunella. “Essendo giunte le feste di Maggio”, riferisce la cronaca dell'archivio di San Domenico, “ e …sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominciavano a cantar maggio e far festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla santissima Vergine Maria….e che non era dovere che noi ci lasciassimo superare dai secolari. Si incominciò con il Calendimaggio, poi si aggiunsero le domeniche e infine tutti i giorni del mese. Si cantavano le litanie lauretane, s'incoronava la statua della Vergine con rose e le si offriva, alla fine del mese, un cuore d'argento. Sicchè alla regina della Primavera” si contrappose la” regina del cielo”. Queste pratiche fiorirono in tutta la penisola e la devozione a Maria cresceva. La formalizzazione del mese di Maggio è dovuta però al padre Gesuita Dionisi con il suo mese di Maria, pubblicato nel 1725 a Verona, dove si suggerisce di compiere le pratiche devozionali in casa o in luogo di lavoro, davanti ad un altarino della Madonna, con preghiere, rosario e litanie, fioretti e giaculatorie e con l'offerta alla fine del mese, del proprio cuore alla Madre di Dio. Don Giuseppe Peligni, di ritorno dalle carceri napoleoniche sciolse quel voto fatto alla Madonna, ed istituì a Maggio del 1814 il mese mariano adottando il libricino del gesuita padre Alfonso Muzzarelli, dove di proprio pugno aggiunge: ”...quindi subito si incomincia il discorso, quale si termina con un esempio e in quel tempo si accende per L'Esposizione. Terminato l'esempio si annuncia il fioretto e la giaculatoria per il giorno di domani, poi si mette il Piviale e si espone il SS.mo Sag.o. Avanti il SS.mo Sacramento si cantano le Litanie, il Tantum Ergo e dopo la divina Benedizione si cantino due o tre strofe dell'Evviva Maria, e si dimette il Popolo che così segue a cantare per le strade”. Questo il primo mese mariano a S.Oreste. Oggi dal 1 Maggio la Madonna domina il suo popolo dalla cima di una scalinata di fiori.
Il pittore Cecchini Augusto
Il pittore Cecchini Augusto, nasce nel 1876. Fin da bambino aveva mostrato passione per il disegno e la pittura. Fu allievo del Maestro Luigi Silocchi e dopo aver fatto i compiti aiutava il padre nella bottega di falegname con piccoli lavori e quando poteva si
metteva a disegnate ed a impasticciare con i colori che rimediava su fogli di carta od altro materiale. I genitori a costo di tanti sacrifici, assecondarono questa sensibilità mandando il ragazzo a Roma a studiare pittura presso l'Accademia di Belle Arti. Terminato il corso e diplomatosi con ottimi voti, aprì uno studio in paese in Via Balilla, trascorrendo così la sua giornata tra pennelli e tavolozze o passeggiando alle pendici del Monte per scoprire i suoi paesaggi e captarne le sfumature dei colori. La chiesa di San Lorenzo conserva alcune sue pitture, altre sono visibili nell'abside della chiesa di S.Sebastiano a Ponzano. Fu assai abile nei ritratti.
E' autore della trionfale macchina di trasporto della Madonna di Maggio. Morirà a Roma nel 1958.
Il pittore ritrae scene di vita lungo Via Del Podestà. Siamo alla fine del 1800 e la Via si chiamava dell'Unità. Prima ancora Via delle Monache perché conduceva al Monastero. Il Pittore ci racconta la vita, il costume e la struttura urbanistica dell'epoca. All'angolo del primo palazzo, dove inizia l'attuale Via Francesco Saverio Rinaldi, antica Via dei Venti.
Disegno della Macchina della Madonna di Maggio del pittore Cecchini



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