Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Dopo il servizio di “Sereno Variabile”
Taliarco

Dopo il servizio di Bevilacqua, su RAI 2, per la rubrica Sereno variabile, di cui abbiamo già parlato, un altro bellissimo articolo su Sant’Oreste è apparso nell’inserto “Viaggi” del quotidiano La Repubblica del 27 febbraio. C’è da esserne orgogliosi: quello che noi già sappiamo, che il nostro paese è ricco di tesori ambientali e culturali, dalla Riserva del Monte Soratte ai palazzi rinascimentali, alla struttura medievale del centro storico, comincia ad essere conosciuto da tutti. Bene, benissimo, bisogna continuare così, bisogna convincersi sempre di più che il futuro di Sant’Oreste è nella valorizzazione dei suoi beni storici e naturali, che lo sviluppo del paese deve essere aperto alla fruizione turistica di qualità, che il paese merita di essere conservato, rispettato.
Bellissime le foto che illustravano quel servizio: Porta valle, Palazzo Canali, San Silvestro… Una in particolare era molto “discreta”, quella della Chiesa di San Lorenzo, ripresa solo nella parte alta. Discreta, perché così non si vedono le macchine stabilmente parcheggiate davanti al portone di ingresso, sempre, anche durante le messe, senza alcun rispetto per chi in Chiesa vorrebbe entrare e uscire dal portone principale comodamente. Forse è solo una piccola cosa, forse non c’entra con il turismo, lo sviluppo, la bellezza del paese, ma a Taliarco pare molto squallido e irrispettoso il comportamento dei prepotenti che scelgono la comodità della macchina vicino casa, alla faccia degli altri, dei fedeli e della Chiesa del Vignola!!
Protagonista il Paese
Il Direttore

Crediamo che le attività promozionali promosse da sempre dalle Associazioni Pro Loco ed Avventura Soratte abbiano avuto nei mesi di Gennaio e Febbraio un grande successo; primo attraverso la trasmissione televisiva, Sereno Variabile, secondo con la consulenza per l’ottimo servizio su Viaggi di Repubblica. Siamo soddisfatti perché gli obiettivi istituzionali delle due Associazioni sono stati raggiunti, insieme ad altre manifestazioni curate da Avventura Soratte di cui si è occupato il Messaggero ed il Corriere della Sera.
E non ci dimentichiamo la grossa partecipazione alla escursione verso Santa Romana promossa il giorno della sua festa con la celebrazione della Santa Messa nella sua Chiesa.
Romana, giovane di Roma che lascia la città e gli ozi, per rifugiarsi in una grotta del monte Soratte e di li avere un rapporto più amichevole con Papa Silvestro, rifugiatosi in altra grotta del monte. Di li, dopo essere stata battezzata da Papa Silvestro si mette in viaggio raggiungendo le colline dell’Umbria e rimanendo a Todi dove vi morirà Il Soratte in quei luoghi invitava, nel passato, a scelte particolari; oggi lo stridere della Roma Firenze non ci permette ne sogni ne fantasie.
Altro momento importante è stato il ripetersi, secondo tradizione della Sagra della Castagnola, curata per la Pro Loco dalla Caritas, per il Carnevale e l’intervista, andata in onda su Radio 24, Lunedì 3 Marzo ore 12.30.
Perciò una presenza su media di rilievo che si somma all’iniziativa delle Associazioni e della Provincia di tenere aperta, il Sabato e la Domenica, ai visitatori la chiesa di San Silvestro sono stati centinaia i visitatori registrati nel registro; sono interessanti le loro motivazioni ed i loro suggerimenti. Tutto ciò è stato possibile grazie ai ragazzi che coordinati da Avventura Soratte stanno accogliendo i visitatori che si recano al monte Soratte. Quindi occorre continuare e sicuramente le istituzioni, Provincia e Comune stanno seguendo con interesse il progetto.
Comunque occorre aprire un discorso sul Turismo affinché fatte le nostre scelte, occorre disegnare un progetto di sviluppo turistico, creando un indotto capace di rispondere alla domanda dei turisti del Sabato e Domenica.
Er grillo der marchese sempre zompa
Ricciotto

Da quanno che Albertone se né annato na cosa ciò fissata nella testa de rinvivà quer mito der Marchese che piava un po’ per culo pe protesta
 
Passeggio pe le strade der paese e osservo tutto quanto co interesse so tante quelle cose che nun vanno e a vorte dico proprio “Nun po esse”
 
So annato un giorno all’Exse Monastero ce stava na rassegna curturale e quanno vado a prenne l’ascensore nu regge la corente e nun se sale

Allora vado su, pe quelle scale e penso che er problema è già passato me siedo proprio in fonno a quer salone e ascorto zitto zitto interessato
 
Ma quanno che stavamo sur più bello se oscura tutto e sarta la corente allora me va subito er pensiero su quello che era er fatto precedente

Riscenno giù de sotto, fino all’uscita poi entro in una porta sulla destra in fonno ar corridoio tanta gente co pochi peli bianchi sulla testa

Ammazza che locale organizzato co’ espresso frigo e termo-ventilato c’è l’acqua carda co lo scardabagno i tavoli er biliardo cor guadagno

M’appoggio co la mano sur tappeto e sento che era bello riscallato m’accuccio e vedo accese tre stufette pe fa score più meio le pallette

Ne spenneno de sordi sti poracci pe mannà avanti st’organizzazione se solo penso a quanto de corente ie costa sto scherzetto a ste persone!

Poi cerco co lo sguardo er contatore nun vedo gnente, e sento un gran calore “Mesà che è uguale a quello der Comune pe questo che nun sale l’ascensore”
Fuori ruolo
Marco Placidi

Caro Franco
Colgo l’occasione per complimentarmi sulla iniziativa della riproposizione del giornalino “Soratte Nostro”, giornale che ho molto apprezzato in gioventù e che molto mi ha ricordato momenti di vita intensi e divertenti, di satira costruttiva e messaggi per gli allora Amministratori sui temi primari della difesa ambientale e sulle scelte programmatiche importanti. Momenti intensi li abbiamo anche passati insieme durante il Tuo mandato assessorile discutendo sul paradosso dello sviluppo urbanistico e del mantenimento dei beni culturali e ambientali.
Molto è stato fatto con il tuo acume costruttivo e rispettivo dei pregevoli beni patrimoniali della nostra comunità, ma occorre anche pensare (purtroppo) allo sviluppo economico del nostro paese, ora portatore di idee singole, spesso senza riscontro e volte al fallimento.
Percorsi turistici attrezzati, luoghi di culto e pregevolezze architettoniche, non sono sufficienti a creare e mantenere una comunità dinamica che debelli la disoccupazione locale, l’insofferenza dei giovani e le invidie diffuse sui promotori di iniziativa.
E’ la cooperazione di idee e la consapevolezza che il nostro territorio sta subendo una trasformazione capillare che potrebbe essere compromessa da radicali considerazioni disfattive.
L’impulso che deve arrivare ai giovani è la consapevolezza del poter fare e del voler fare, facendo patrimonio dei beni storici e tradizionalisti del nostro paese, ma senza tare di sorta.
Solo così, incentivando il progresso intelligente potremmo far fronte e mi ripeto, alla trasformazione capillare che il nostro territorio sta subendo nella falsa inconsapevolezza della gente.
Un accenno senza entrare nei meriti sull’argomento più cocente, la strada di collegamento al casello autostradale, quale altra soluzione?
Lo sviluppo artigianale in loc. Pantano quali prospettive?
La congestione su via Verzano tutt’oggi in atto quali prospettive?
Lo svincolo autostradale a chi è servito?
La prossima costruzione dell’Outlet Center a chi porterà benefici oltre le casse del Comune?
Bisogna ponderare le situazioni di fatto e non valutarle a priori.
Sicuramente la strada di collegamento costerà qualche sacrificio sull’impatto ambientale, ma ricordiamoci che scorrerà a margine del territorio comunale, poco visibile e, se progettata accuratamente potrebbe anche essere considerata un largo percorso turistico attrezzato alle falde del Monte Soratte, con luoghi di sosta e ristoro e con cartelli conoscitivi sui nostri monumenti e tradizioni. Ma chi è, da dove viene, chi lo ha mai visto il così molto preoccupato Alberto Graia?
Un ultima considerazione sull’articolo del caro amico Oreste Malatesta, apparso sul giornalino n. 2 del 18.02.2003 riguardante l’abusivismo nel nostro territorio.
Per aiutarci fornisco qualche dato statistico sui due condoni edilizi:
L. 28.2.1985 n.47
Richieste di condono edilizio pervenute n.540 di cui:
Unità immobiliari complete………….... 41%
Completamenti ed ampliamenti………..31%
Opere accessorie di scarsa rilevanza…20%
Cambi di destinazione d’uso…………….8%

L. 23.12.1994 n. 724
Richieste di condono edilizio pervenute n. 198 di cui:
Unità immobiliari complete………………..8%
Completamenti ed ampliamenti………….52%
Opere accessorie di scarsa rilevanza…..36%
Cambi di destinazione d’uso……………...6%

La lettura dei dati sopra riportati dimostra come nel decennio intercorso tra i due condoni, il fenomeno si sia considerevolmente ridimensionato soprattutto nella gradualità degli abusi.
Si consideri anche che con la L. 47/85 sono state condonate opere abusive eseguite in 40-50 anni e che per almeno il 20% riguardano opere eseguite all’interno del centro storico, (abusi tipo balconi, piccole sopraelevazioni ecc.). Da una accurata lettura delle pratiche scaturisce netto il concetto che nessuna speculazione edilizia è avvenuta a Sant’Oreste.
Guardiamo con attenzione il versante nord del nostro territorio e constatiamo con orgoglio che nulla ha da invidiare ai paesi dell’Emilia Romagna e della Lombardia.
Ti saluto con affetto e mi riprometto di tenerti edotto sugli argomenti più importanti di prossima scadenza (Piano di recupero del centro storico, variante generale al P.R.G., Strada di collegamento ed Outlet Center).
Sant’ Oreste lì 18.02.2002

Risposta del Direttore
Caro Marco, abbiamo molto gradito il tuo intervento e lo pubblichiamo perché quella discussione che desideravamo sta nascendo con molta chiarezza. Noi accettiamo le opinioni di nostri amici e se saremo sempre così tanti i danni saranno minori perché avremo saputo mettere a frutto le occasioni che ci vengono. Quello che può preoccupare è la frenesia che può distogliere da considerazioni più ampie. Alberto è un amico del Soratte ed anche lui come tanti altri meritano ascolto.
Risposta a Taliarco all'articolo pubblicato sul n°3 del giornale
Vito Di Matteo

Caro Francesco,
Ti scrivo per rispondere all'articolo pubblicato sul N°3 del "Soratte Nostro Nuovo" riguardo il ruolo istituzionale del Comune di rappresentare tutti firmato da tal "Taliarco". Volevo a proposito precisare che: gli articoli pubblicati su "Il Perimetro" sono stati firmati da chi non rappresenta le l'Istituzione del Comune ma da un libero cittadino che ha espresso la sua opinione a proposito dell'oramai imminente guerra in Iraq. Il Consiglio Comunale con delibera votata all'UNANIMITA', quindi non solo dalla Maggioranza, ha espresso il proprio dissenso ed il proprio NO alla guerra. Se ci sarranno inviati articoli di diversa opinione, essendo "Il Perimetro" un giornale d'informazione libero quanto il vostro, saranno pubblicati senza problema alcuno.
IN BREVE

Il 27 Marzo alle ore 10 è stato inaugurato Il Museo naturalistico della Riserva Naturale Il museo curato dal dott. Umberto Pessolano cercherà di raccontare la storia naturalistica ed archeologica del Soratte.
Alla manifestazione erano presenti i funzionari dell’ufficio Parchi della Provincia di Roma, l’Assessore all’Ambiente on. Sessa, il Presidente della Provincia di Roma on. Silvano Moffa.
Sarà così il museo scientifico della Riserva un momento di visita anche allo storico Palazzo Caccia Canali dove è ospitato.
Il Museo verrà aperto la Domenica.
Da Domenica 30 Marzo, ore 15-17 sarà possibile visitare la Chiesa di S. Maria Hospitalis. Curerà l’apertura l’Associazione Pro Loco che si avvarrà della collaborazione della dott.ssa Nadia Bagnarini.
Domenica 27 Aprile Festa della Madonna delle Grazie al Soratte
Le Elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale si terranno il 25 Maggio
Carnevale di quaresima

L’autorizzazione a sfilare ha coinvolto tutti i comuni dell’area che a causa del maltempo non avevano svolto le sfilate mascherate l’ultima Domenica di Carnevale. Una indulgenza, fortemente voluta da Civita Castellana, ci dicono, dove il Carnevale lascia per la strada quintali di coriandoli ed una montagna di interessi. Però ci dicono era dovunque un Carnevale minore. D’altronde le ceneri erano già state ricordate con abbondante spargimento.
I sorattiani ed il culto degli Hirpi Sorani
di Marco Ciampani

Riguardo al culto sul Soratte degli hirpi sorani la Taylor rinvia il nome Sorano al termine Sorex che ricorre nell'epigrafia falisca e sembra sia stato un titolo sacerdotale. La studiosa pose un parallelo tra la parola sora e l’epigrafe regia del “lapis niger” del Foro Romano “…quoi sakros esko sora” . In realtà le fonti parlano di popolo o di famiglia e non di sacerdoti per quanto riguarda gli hirpi sorani.
Plinio dice: “un poco lontano da Roma c’è la famiglia che si chiama Hirpi”. Servio poi, parlando degli Hirpi, testimonia: “mentre si facevano i sacrifici, dei lupi dal fuoco rapinarono alcune delle cose che stavano sacrificando; i lupi furono a lungo inseguiti dai pastori. Raggiunti in una specie di spelonca dalla quale proveniva un fiato pestilenziale, e standovi vicino si moriva, nacque una pestilenza per coloro che avevano seguito i lupi. Da ciò è nato un oracolo secondo il quale questa pestilenza si sarebbe calmata se essi avessero imitato i lupi e cioè vivessero di rapina. Quando ciò fu fatto quei popoli sono stati chiamati Hirpi Sorani”.
Servio parla di popoli e non di sacerdoti. Dobbiamo perciò identificare il popolo del dio Sorano come una popolazione autoctona, distinta dai falisci ed i capenati, ma ad essi federati.
Il popolo Sorano deriva il proprio nome da una divinità etrusca, Suri, che era una divinità dell’inferno. Del resto, sul Soratte è testimoniato sempre da Servio, che quel popolo era legato a Dis Pater, anch’esso dio infero. Il nome di Suxorium e anche Suxorianum proviene dal Palazzo Sessoriano (attuale Basilica di Santa Croce in Gerusalemme), che era proprietà imperiale di Costantino che lo diede alla madre Elena (suri – suxorianum).
Riguardo al fatto che una volta all’anno camminavano con i piedi nudi sulla brace ardente non bruciandosi e per questo, in perpetuo, per ordine del Senato Romano, avevano diritto ad essere esentati dalla milizia e da ogni altro onere, deve ritenersi un onore, oppure lo Stato Romano non voleva avere a che fare con questi hirpi? Per la Piccaluga è la seconda ipotesi quella più probabile. I sorattiani erano affini al popolo sannitico. In questa lingua hirpi significa lupo.
La difesa dei beni culturali
Il Direttore

E’ una attività che portiamo avanti dal tempo del Centro Studi Soratte e che continuiamo oggi a porla come uno degli obiettivi dell’Ass.ne Pro Loco. Soprattutto oggi è una azione di monitoraggio e di informazione, quando invece si traduce in una sorta di intervento per sanare situazioni di grande precarietà. Proprio a Febbraio si è concluso l’intervento presso la chiesa di S.Nicola a difesa del grande affresco che sta all’ingresso della chiesa. Ma sentiamo la stessa restauratrice, Cecilia Gugliandolo che, in quella occasione ha guidato un laboratorio di restauro. “L’esperienza del corso di orientamento professionale all’attività di restauratore di dipinti murali è senza dubbio stata un’esperienza da ripetere. Ha avuto infatti successo tra i giovani, che al contrario di quanto si pensi comunemente, si sono dimostrati molto interessati al loro patrimonio storico, artistico e al bene culturale in genere”.
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Il dialetto

“L’atra sera so ‘vitu su all’acchiesa pe fa u chirichettu. Mi so spogghiatu e arivestitu co ‘na cotta roscia e bianca. U prete pure s’atè vestitu co ‘na palandrana bella tutta dorata. Po m’anno messu in mano un campanellu e m’hanno dittu quello che cevo da fa. Evo da sonà, così pare che m’anno dittu, ogni vota che u prete si inginocchiava. E così agghio fattu facendo ‘na caciara da matoru. C’era quachitunu che dai banchi mi faceva l’attu e io sonavo. U prete si ‘girava e mi faceva l’attu. E io sonavo. Quelli che stevono a messa ciarlavano tantu. Mi sa che l’evo fatta grossa e u sagrestanu tuttu innarburatu ve là di corsa di corsa, mi leva da e mano u campanellu e ma rimanna in sagrestia”.

(da Archivio Soratte Nostro).

IL COMITATO FESTEGGIAMENTI MADONNA DI MAGGIO COMUNICA CHE L'EDIZIONE 2003 DELLA FESTA MADONNA DI MAGGIO CON FIACCOLATA AL SORATTE, VISTA LA COINCIDENZA DEL 25 MAGGIO CON LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE, E' RINVIATA AL 1° GIUGNO 2003.
LE MANIFESTAZIONI SI TERRANNO
SABATO 31 MAGGIO
E DOMENICA 1° GIUGNO
Mario Bartoli - Disegno a penna
Santa Maria delle Grazie



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