Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

PARLIAMO DI TEATRO
Il teatro c’è... ma non si vede. Lavori in corso! Possibile che bisognava programmarli proprio nella stagione più fredda dell’anno quando i cittadini non possono assistere ad eventi all’aperto? Non si potevano aspettare tempi migliori, in tutti i sensi? Mistero! Il teatro era partito bene, era anche elegante. Si diceva che qualcuno ne avrebbe preso la direzione artistica, grossi nomi giravano; qualcun altro ne avrebbe gestito l’organizzazione (chi?), tal’altro ne avrebbe curato gli ambienti. Nulla! Non è accaduto nulla ne durante questi lunghissimi tempi morti, sembra che ci sia il benchè minimo “rumor” al proposito. Quale futuro spetta al teatro? A chi e a che serve un teatro ? La sala Fregosi non è sostitutiva nè palliativa. E’ semplicemente un’altra sala nata con finalità estremamente diverse ed anzi si banalizza quella sala quando ospita di tutto e di più. E non venitemi a parlare di acustica passabile, per l’amor di Dio. Quando finiscono i lavori? A quando i contatti con qualcuno, i grossi nomi sembrano eclissati oggi, per la sua gestione? Come verrà utilizzato quello che pareva un gioielletto ed invece si è dimostrato un cantiere perenne? Quanti giorni la settimana sarà aperto? E intanto, dove la cittadinanza può godere di uno spettacolo al chiuso (Sala Fregosi a parte?). E, per chiudere, quanto costano le riparazioni o meglio ristrutturazioni talmente urgenti da dover essere approntate ad appena un anno dalla inaugurazione del teatro? Cercare i colpevoli non ci interessa, ma almeno fateci sapere qualcosa.
Athos, Portos e Aramis.. (ma d’Artagnan è d’accordo) componenti di minoranza della redazione.
SORATTE NOSTRO COMPIE 40 ANNI?
Il vecchio giornale nacque nel 1964 e terminò la sua vita negli anni 70. Ora la testata ha ripreso ad uscire e subito si è imposta alla attenzione. Questa volta è un giornale che vola “on-line“ e lo si può trovare sui siti web della Pro Loco e di Avventura Soratte. Vogliamo ricordare la sua nascita con il saluto nel 1964 dell’allora Parroco Don Germino Abballe. Era il 16 Agosto 1964: così il Parroco che ospitava la redazione nei locali della Casa Parrocchiale, lo salutava come “utile strumento allo scopo di apportare un po’ di notiziole interessanti la Parrocchia e la vita del Paese, fu accolto - continuava - con entusiasmo come era prevedibile. A tutti piacciono i racconti delle vecchie cose paesane e a tutti a piace interessarsi della vita di ogni giorno”. Noi stiamo cercando di continuare questa cosa. Lo stiamo facendo insieme a tanti amici e soprattutto a tanti lettori che ci seguono anche via Internet grazie a questa idea del Giornale on line che dobbiamo ad alcuni cari amici. Continuiamo.
ADESSO BASTA!!!
di Maria Francesca Zozi
Lo scorso anno i numerosi ragazzi di Sant’Oreste frequentanti i vari istituti di Civita Castellana, grazie a diverse sollecitazioni anche da parte del comune, sono riusciti ad ottenere dai responsabili regionali della ditta Cotral, una corsa che effettua servizio diretto Sant’Oreste-Civita. L’orario di partenza del bus era stabilito per le 7.30, permettendo così il puntuale ingresso a scuola degli studenti. Tutti i problemi sembravano risolti: tutti i ragazzi potevano sedersi, e si arrivava puntuali al suono della campanella. Oggi, a circa un anno dall’inizio del servizio di trasporto, i problemi sembrano tornare. E’ da settembre, quindi dall’inizio dell’anno scolastico, che i ragazzi la mattina sono costretti a lunghe attese poiché il tanto desiderato bus arriva regolarmente in ritardo. Non è stato assolutamente facile sopportare i ritardi durante i mesi più freddi, tra l’altro senza alcun riparo, viste la presenza, nella parte più fredda del paese, di “pensiline fantasma”. Sono state chieste spiegazioni ad autisti in primo luogo, e poi ai dirigenti della ditta. I primi si giustificano, a volte anche rozzamente, dicendo che tutto ciò non dipende dai conducenti, ma il problema è scaturito da una inspiegabile mancanza di mezzi pubblici al deposito di Civita Castellana. Inoltre lo stato a dir poco disastroso di questi mezzi è causa di frequenti guasti che costringono gli sfortunati studenti ad attese ancora più lunghe, per un risultato di una serie interminabile di ritardi scolastici. Allora cosa si dovrebbe fare per trovare una soluzione immediata al problema? Un consiglio utile per chi di competenza: facciamo attenzione a non sottovalutare la voce dei ragazzi!!!!!!
GIUVANNI I PIZZICHELLU
di Oreste Malatesta
Venerdì 6 febbraio. Dopo cena e dopo una giornata faticosa mi fumo un sigaro passeggiando per Sant’Oreste in compagnia di mia cugina Annunziata. A Portavalle c’è una autoambulanza che non riesce a passare tra le automobili parcheggiate disordina-tamente. E’ arrivata troppo tardi perché Giovanni i Pizzichellu è già morto. Entriamo in casa sua e chiediamo: “avete bisogno di aiuto?”, “No grazie!” ci rispondono i figli e i parenti affranti. “Condoglianze” “Grazie”. Annunziata mi dice: “Giovanni è andato diretto in Paradiso!”. “Si, le rispondo, è un’anima buona ed era amico di mio padre, che l’ha preceduto più di quarant’anni fa’ in Paradiso”. E tra me pensavo: “Giovanni e mio padre in questo momento si stanno abbracciando, mentre i parenti piangono”. Con questi pensieri ho deciso di fare un giro per Portaladentro ripercorrendo quelle strade che non battevo più da 30 anni. Tutto mi era ancora familiare: nessun angolo di quel quartiere avevo dimenticato. Proprio sulla porta di Portaladentro incontriamo Vocione che ci fa vedere che le stalluzze dei porchetti ancora ci sono e ci sono pure i porchetti. Poi sono andato a trovare i miei amici della banda Innocenzo Ricci che facevano le prove. Ma la mia mente era occupata dal pensiero di Giovanni, un uomo, che non ha fatto clamore nella storia del nostro paese. Non è stato sindaco, né medico, né musicista. Non ha lasciato tracce degne di nota e nessuno gli dedicherà una via o una piazza, secondo una concezione della storia che ritiene meritevoli di memoria solo i grandi condottieri (oggi i politici), i grandi artisti, gli intellettuali, quelli che sono famosi. Mi sono ribellato a questa idea così forte nella nostra mentalità, che dimentica la grandezza degli umili (uomini e donne) del popolo, che hanno vissuto e sofferto ignorati: purtroppo la nostra attenzione è sempre rivolta ai divi creati dal potere dei mass media. Ho pensato che è giusto ricordare, con Giovanni, la gente del popolo, che non è capitata per caso su questa terra e che ha contribuito, apparentemente senza successo, anche al nostro benessere. Giovanni se ne è andato, come milioni di uomini che hanno vissuto nel silenzio, avendo nella vita lavorato duramente per sé e per la sua famiglia. Eppure questo uomo davanti a Dio vale quanto il Presidente della Repubblica.
GRAFFITI METROPOLITANI
dei tre moschettieri
Il Cotral
continua a sorprenderci ….per il disservizio. Ritardi, autobus del “Negus”, targati Adis Abeba. Freddo a portavalle per chi aspetta ed in viaggio per chi viaggia. Quando mettiamo le cose a posto ci stanno facendo rimpiangere u Fusettu e Massimei.

A posta si sposta…..ma e colonne no! Il locale reperito è lontano dal Centro storico, lontano così dagli anziani e pensionati. Il luogo in alternativa, alla piazzetta, sarebbe stato buono ma quella…..maledetta colonna lo impedisce. In attesa di assistere all’esodo verso la Cappella, ricordiamo la Storia della Colonna Infame di Don Lisander.

A Sant’Oreste piove; “la giunta perde!”

Soratte Nostru
bocca in tutte e case perché riscuote successu. Chitunu però u ‘dopra solu pe certe….cose, ma si baffa li stessu u govarone cum’è Soratte Nostru lascia u segnu.

I comizi elettorali
sono stati aperti il 6 Marzo con la presentazione della candidatura a primo cittadino del Sindaco uscente Mario Segoni, nel segno del cambiamento o di che cosa? Inizia così la campagna elettorale “i comizi prenderanno il posto dei predicatori quaresimali”. Il Popolo avrebbe detto: “predicatò che predichi a quaresima sta ‘ttentu che quachitunu ti cresima”.
Quant’era verde la mia Valle
Sembra che qualcuno si sia svegliato e denunci
CASELLO - OUT-LET
CENTRO INTERMODALE FERROVIARIO
Le prime proteste vengono da Forano. Il Tevere
“sempre più biondo” ancora scorre lentamente
NOTIZIARIO
Il 16 Maggio Don Orione verrà proclamato Santo. Di lui e delle sue opere il paese ha ancora un buon ricordo. Speriamo che ci si organizzi per partecipare alla Cerimonia come fu fatto per la sua beatificazione. Sicuramente il nostro giornale gli dedicherà spazio e il paese saprà senza dubbio ricordarlo. Auspichiamo che la strada che sale al Soratte, da Sant’Anna venga intitolata al Santo che molte volte si recò, a dorso di somara, al Soratte per visitare i luoghi dove risiedevano i suoi eremiti.

Sabato 28 febbraio discussione sul libro “Il dito Contro” di Salvatore Ferraro. Il libro è un memoriale del processo per l’assassinio di Marta Russo e considerazioni dell’autore sulla condizione del carcerato. La proposta ci viene dall’Associazione Omniars con un progetto di Forum Letterario. Sono in programma altri incontri con scrittori e giornalisti
Il 6/4/04 il Comitato promotore per la rielezione di Mario Segoni a Sindaco, ha presentato il candidato al paese. L’incontro svoltosi nella sala Fregosi, ha visto un’ampissima partecipazione popolare a dimostrazione del bisogno di aggregazione che il paese vuole al di là delle bandiere partitiche. Sono intervenuti Gianni Lazzari, Sergio Menichelli e Piero Cenci. Ha chiuso l’incontro Mario Segoni che ha succintamente esposto le linee guida e il lavoro svolto dall’Amministrazione uscente.
Il MANOSCRITTO
Un manoscritto su Sant’Oreste, databile ai primi dell’800, arricchisce la biblioteca sulla storia del nostro paese. Il volume, raccolto in carte, riporta notizie fondamentali sul territorio di Sant’Oreste e Ponzano e chiarisce la collocazione di latifondi definendone esattamente i vocaboli ed i toponimi. Importantissima per l’approfondimento delle origine della Chiesa di S.Silvestro, vengono riportate date e notizie a partire dal 1805, il manoscritto è però di non facile interpretazione a causa dell’uso smisurato delle abbreviazioni e della pessima grafia del copista che quasi certamente riprende atti e rogiti notarili utili allo studioso per la conoscenza del territorio circostante. La cronaca storica locale e le curiosità, peraltro a suo tempo già indagate dagli studi di Don Mariano De Carolis e da altri contribuiscono a rendere le antiche carte attendibili e valide.
Ponzano Romano - Sant’Oreste – Colli Settentrionali Romani. Manoscritto p.p. 84 - Studio bibliografico Antichità di Carta , 2003
L’ATTORE
di Massimo Mirani

Quando ho saputo che l’ANPI aveva scritto una lettera in cui sosteneva che il mio corto - Za la Mort - era poco rispettoso nei confronti dei Partigiani, sono stato male. Proprio a me! Ho riletto Calvino: “narrerò dei peggiori partigiani, perché finalmente grande è il valore della Resistenza che tutto sopporta….”. Poi ho incontrato Massimo Rendina, presidente dell’Anpi, nonché persona di grande intelligenza, sensibilità e cultura. Abbiamo parlato a lungo….” Per noi la resistenza è un mito…ma non per questo vogliamo fare del partigiano un “santino”. Ora io sento una forte necessità di fare un film (lungo questa volta) che parli del periodo dal punto di vista della gente, che racconti il paese in quegli anni. Lo faremo questo film e speriamo che ancora susciti polemica e dibattito, se no a cosa serve il cinema!
LA VIOLA MAMMOLA (Viola Odorata L.)
di Simonetta Carlini
Circa due anni fa, pressappoco in questo periodo, ero alla ricerca del nome da dare all’erboristeria. All’epoca decine e decine di piante mi vennero in mente, ma così come si erano affacciate, velocemente le ricacciavo indietro poiché non soddisfacevano i miei desideri. Alcune erano troppo note, altre già usate ed infine quelle che potevano interessarmi avevano più controindicazioni che benefici terapeutici. In questo divertente gioco che stava trasformandosi via via in un “dilemma”, si presentò alla mia attenzione “la viola mammola”. Il suono che riuscivo a cogliere nel pronunciarla ad alta voce, mi trasmetteva sensazioni di calore, di generosità, di conforto amorevole. Istintivamente scelsi lei come un’armonia, quasi perfetta, di più elementi non in conflitto tra loro. E’ stato entusiasmante scoprire nelle mie successive ricerche sulla pianta, cosa che amo fare con tutte le piante per carpirne un po’ di essenza, che la viola mammola o violetta fin dall’antichità veniva consacrata all’amore imperituro, l’amore altruistico. Si racconta che Persefone la fece nascere dal petto ormai inanime di Alcesti, che aveva offerto la sua vita in cambio di quella del suo innamorato. La dea commossa dal sacrificio d’amore, scelse la viola mammola a ricordo sacro ed immortale del gesto di Alcesti… Ma tornando ai giorni nostri, fortuna volle che l’istinto di allora che mi aveva trasportato verso la violetta, si accompagnasse a “fatti ragionevoli”. Essa infatti possiede la capacità di curare alcuni nostri disturbi. Tutta la pianta contiene principi attivi, vale a dire, che possiamo usarne le foglie, i fiori, il rizoma ed i semi. I fiori si colgono da Febbraio a Maggio, le foglie in Primavera ed il rizoma preferibilmente in Autunno. Per decongestionare le vie respiratorie, per la tosse e le bronchiti vengono usati i fiori, che con il loro potere espettorante e bechino fluidificano il catarro bronchiale. Sono anche lassativi. Le foglie sono valide nelle infiammazioni del tubo digerente e in quelle degli occhi. Il rizoma usato come decotto ha effetto lassativo. I semi stimolano il vomito in caso di intossicazione o indigestione. I fiori vengono utilizzati nella cura dell’acne e delle varie eruzioni della pelle. Nell’affascinante campo dei profumi ne viene utilizzata l’essenza.

Errata Corrige: Nell’articolo di Simonetta del numero 14 relativo alla Calendula Officinalis L. erroneamente è stato trascritto che “Vederla chiusa, porterà sole”. Ovviamente si intendeva “Vederla aperta”. La redazione se ne scusa con i lettori e con l’autrice

Parliamo di Cultura
di Giorgio Boari Ortolani
e Francesco Zozi
Nella Vita dei Cesari, Svetonio racconta le piccole cose degli uomini illustri fotografati nel loro ambiente domestico. Di fatto, l’opera di Svetonio non è storia semmai è cronaca minuta delle abitudini, dei comportamenti e dei capricci dei personaggi, come li può vedere il maggiordomo. Poca cosa rispetto alle poderose pagine di Tacito o di Ennio. Il riferimento a Svetonio viene spontaneo quando prendiamo in esame ciò che nel nostro paese si intende per Cultura. Il termine va preso antropologicamente, ovvero epifania e valorizzazione, ma anche uso, di tutti gli strumenti, atti, fondi, tradizioni, costumi, storia, folclore, musica, processioni, favole, notizie, ecc, ecc, ecc, che fanno di un territorio e di un popolo proprio quel territorio e quel popolo. Inconfondibile. E chiaramente tutto ciò va letto in circolarità col vissuto storico, col presente immanente e con proiezione al futuro. La rettilineità della Cultura, intesa quindi (così scrivono i testi) come Civilitation, è impossibile come può esserlo la vita rettilinea dei singoli e di un popolo. Ed anche soffermarsi sulle feste tradizionali, celebrarle e viverle non vuol dire imbalsamarle nella loro monotona perpetuità, ma vitalizzarle, rinnovarle, trasformarle senza però perdere di vista, appunto, la matrice storico-sociale che le hanno prodotte. Altrettanto dicasi per la lingua, il dialetto, così vale per il fuoco, per i pascoli ecc, ecc, ecc.
La complessità dell’operazione non rende facile nè comoda la cosa perchè il tutto presuppone studio, conoscenza, approfondimenti, rimandi, quasi un’esegetica del contesto, tra il vissuto locale e non. L’attività relativa alla Cultura, infatti, non va confusa con l’opera di marketing pubblicitario, peraltro indispensabile, con la quale si promuovono gli eventi. Il marketing lavora per prodotto e lo fa su un segmento di utenti, su una porzione ben definita di possibile clientela mirata e selezionata proprio in virtù dei punti di forza del prodotto da promuovere.
Esiste quindi una enorme differenza tra la comunicazione marketing e la comunicazione Cultura in quanto la prima è espressione di relatività, la seconda invece veicola la totalità degli utenti, quindi definisce, connota e risponde ad esigenze diverse. Per capirci meglio, quando Manzoni ha scritto i Promessi Sposi non l’ha scritto per un numero ben definito di possibili lettori, ma per gli italiani nel loro insieme perchè quella storia, pur ambientata in Lombardia, di fatto era la storia di tutti i giovani privati della soddisfazione di un desiderio. E, aggiungiamo, tramite quel volume il romanzo storico è entrato nella tradizione culturale italiana, fa parte del nostro DNA letterario. Quindi le implicazioni della Cultura, rispetto all’evento sono lontane anni luce dalla promozione pubblicitaria dello stesso proprio perchè il valore aggiunto della Cultura non vive nel successo dell’evento in se ma nella possibilità stessa di far ritrovare agli utenti in quell’evento qualcosa di autoreferenziale, cioè di riconoscimento. Materialità ovvero evento, pubblicazioni ecc, ed immaterialità, cioè immaginario individuale ecc, sono due facce della stessa medaglia. Non rispondendo ad esse, l’operazione Cultura può dirsi fallita. Si potrebbe sostenere, a ragione, che la Cultura è una disciplina comparata, interdisciplinare per eccellenza, da comparare sempre con altre materie. Questo per dire che essa è elaborazione concettuale e fondativa di un qualcosa che contiene l’excursus storico reale, spirituale e ideale di quel contesto e in base ad esse costruisce il futuro rimodellandone di volta in volta le modalità e gli attributi, ma non la sostanza, che nel corso dei secoli sono soggetti a cambiamenti. Cultura, in termini filosofici, è lo spirito di un intero popolo che nelle diverse sfaccettature diventa identità del popolo stesso sino alle emanazioni ultime. Ciò per dire che chi opera nella Cultura non può operare sic et simpliciter su fatti, eventi scollegati tra loro, episodici, occasionali, riempitivi, ma deve lavorare su un progetto ad alta strategia, misurabile tra la gente, affidabile e, possibilmente, discuterlo con il popolo tramite la istituzione di una commisione di rating culturale onde ottenere un giudizio sulla capacità del progetto. Improvvisare, costruire sull’approssimazione o peggio sul sentito dire non è culturalmente nè politicamente sostenibile, altrimenti davvero si rischia di fare la fine del buon Svetonio che era convinto di scrivere di storia ed invece viene ricordato solo per avere immortalato i suoi personaggi al bagno, in cucina, a letto... Non parliamo in questa sede, perchè lo spazio è tiranno, della criticità dell’operazione Cultura nè del successivo controllo dei risultati ottenuti dall’eventuale progetto, così come non ci sembra il momento di parlare delle responsabilità di chi opera con i soldi della collettività...
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: SANT’ORESTE ED IL SUO TERRITORIO.
Marco Ciampani ci racconta la presentazione del volume su Sant’Oreste avvenuta a Roma nell’Accademia di San Luca il 25 Febbraio 2004.

Alla manifestazione hanno partecipato il soprintendente Regionale per i beni culturali del Lazio, Ruggero Martines, che ha sottolineato la bellezza della chiesa di S.Lorenzo; l’Assessore alla cultura della Regione Lazio che ha dato due importanti notizie: lo stanziamento di fondi per gli scavi nel Lazio ed il prossimo allestimento di una mostra sui popoli pre-romani nel Lazio. Sono intervenuti anche il Prof. Giancarlo Avena, ordinario di Geobotanica de “La Sapienza” e la Prof.ssa Andaloro dell’Università della Tuscia che ha elogiato lo studio della Moretti sugli affreschi di San Silvestro sul Soratte. Il Prof. Vincenzo Padiglione, associato di Antropologia culturale dell’Università “La Sapienza” ha sottolineato il lavoro del Prof. Antonello Ricci mettendo in evidenza i suoi riferimenti a nomi e persone che hanno partecipato alla festa della Madonna di Maggio. Erano presenti nell’aula il Dr. Pessolano, responsabile del museo di Sant’Oreste, il Sindaco Mario Segoni, il Sig. Piero De Iulis, responsabile della Biblioteca di Sant’Oreste, il Sig. Claudio Salvucci, Consigliere comunale molto attento alle problematiche relative alla Cultura e l’Assessore ai Lavori Pubblici Sig. Doriano Menichelli. Infine non potevano mancare all’evento i membri dell’Associazione Avventura Soratte e della Proloco di Sant’Oreste.
Comunicato di Avventura Soratte:
Il Museo Naturalistico della Riserva Soratte cambia orario aumentando le ore di apertura al pubblico. Resterà aperto gratuitamente tutti i sabato e domenica la mattina dalle ore 10 alle ore 13 ed il pomeriggio dalle ore 15 alle ore 18. Per informazioni: Tel./Fax 0761 578185, oppure Tel. 0761 579895.
Internet su Sant’Oreste ed il Soratte

www.prolocosantoreste.com
www.avventurasoratte.com
www.peticone.com
www.carloportone.com
www.bigdoor.info
www.funghidelsoratte.info
www.begues.diba.es
www.comunesantoreste.it
www.basys.it/santoreste/
www.proloco-

unpli.it/roma/proloco/soreste.htm




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