Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Siamo al terzo anno di attività e con il giornale e il sito web, i nostri “dati auditel e share” sono buonissimi. Il giornale è letto e fa opinione, gira in oltre 300 famiglie. Il sito web è arrivato a circa 10.500 visitatori che possono leggere il giornale e stamparlo in proprio, ma soprattutto il sito arriva ai santorestesi portando informazioni ed i colori della loro gente. Arriva ovunque, e da ogni parte ci scrivono, chiedono informazioni e materiali. Stiamo seguendo, on-line, decine di studenti che fanno ricerche sul paese. Altra importante attività è quella editoriale, che sta producendo studi e ricerche di grande interesse. La redazione del giornale e la Pro Loco ringraziano i due “tecnici”, Carlo e Maurizio che, insieme ad altri rendono possibile queste ed altre iniziative.
La redazione
Parmerina “l’urtima fornara” ci ha lasciato
In un drammatico incidente Parmerina è scomparsa nel pieno della sua attività per le feste. C’è ancora oggi un gran dolore per questa drammatica dipartita. Il suo forno a legna aveva contribuito ad una identità nella tradizione. Il pane, i dolci “e pizze i pane” saranno solo un ricordo? Speriamo che questa eredità venga portata avanti. Qualche anno fa a lei, alla sua attività, andò un premio, quello “grattachecca”, istituito dalla Proloco, ma fu un momento in cui il paese si ritrovò intorno “alla signora della notte”. Vogliamo ringraziarla a nome di tutti. I giovani ricordano ancora quelle serate in attesa de “e pizze i pane” quando si recavano a gruppi per degustare i prodotti appena sfornati ed essere sempre accolti dal suo sorriso bonario.
Dall’ufficio del capogruppo della lista “SantOreste Comune d’Europa”
riceviamo e pubblichiamo.
Nella foto sottostante: il futuro outlet nei pressi del casello A1

<<< Caro direttore, ti chiedo ospitalità, per rispondere all’intervento di Amedeo Ortolani, che, sull’ultimo numero di Soratte Nostro, mi ha chiamato in causa, facendomi pure gli auguri, per le mie parole sull’outlet.
Amedeo Ortolani, consigliere di minoranza eletto nella lista di Ennio Acqua, ha espresso anche in Consiglio, devo dire sempre con apprezzabile civiltà, le sue critiche alla realizzazione del nostro centro commerciale. Fondamentalmente egli critica non l’operazione in quanto tale (cioè la realizzazione dell’outlet) di cui sembra condividere la nostra idea che essa rappresenti
l’occasione più importante per lo sviluppo di Sant’Oreste, ma la presunta incapacità dell’Amministrazione di tutelare gli interessi del Comune e quindi il vantaggio che ne deriva per la società che ha acquisito il terreno.
Devo dire che rispetto alle premesse iniziali, l’approccio della minoranza ai problemi legati all’outlet è radicalmente cambiato. Hanno scandagliato in lungo e in largo la montagna di atti amministrativi prodotti dall’amministrazione comunale e mi è sembrato che, male consigliati, tale ansia di conoscenza nascesse
dalla convinzione che fossero stati fatti chissà quali abusi. Oggi siamo finalmente a parlare di opportunità in più che non sono state colte. Vorrei ancora una volta, perché i cittadini siano bene informati, elencare i fatti:
1. Il PRG di Sant’Oreste, elaborato dall’Amministrazione Abballe (1975-1985), prevedeva circa 32 ettari di area produttiva ai Saletti. L’Amministrazione Acqua (1985- 1990), grazie soprattutto all’impegno di Renzo Balerna, riuscì a limitare la riduzione della stessa, a seguito dei vincoli introdotti dai piani paesistici e dalla legge Galasso, conservando 23 ettari. L’Amministrazione Lazzari (1990-1999) svincolò l’area dagli usi civici e rese possibile l’apertura del casello autostradale. L’Amministrazione Segoni ha reso possibile la
realizzazione di un centro commerciale variando la destinazione urbanistica di 14 ettari, ceduti alla società Ognissanti (che a sua volta li ha ceduti alla società Stores, che realizza l’outlet) la quale ha acquisito anche i 

restanti 7 ettari, rimasti alla destinazione produttiva originaria.
2. Il Comune ha venduto l’area alla Società Ognissanti per € 3.720.000,00, ed ha ottenuto dalla Società Ognissanti l’impegno all’ulteriore stanziamento di € 1.290.000,14, per interventi per le strade rurali, per il centro storico, per la viabilità. Con i soldi della Società Ognissanti sono stati realizzati i seguenti lavori: strada militare e strada Valli Maggese; sono in corso d’opera i seguenti: strada di circonvallazione per lo Spiazzo e rifacimento del centro storico; è stato ottenuta la disponibilità di un edificio all’interno del centro commerciale per circa 150 mq, che servirà come punto informativo del Va.Te. e come centro servizi. Il prezzo posto a base dell’asta pubblica (non dimentichiamoci mai che non c’è stata trattativa privata, ma un bando pubblicato anche sui maggiori quotidiani nazionali a cui tutte le Società interessate, non solo italiane, potevano rispondere) non è stato deciso in una riunione di maggioranza o dal Sindaco, ma , come per legge, dall’Ufficio Tecnico Erariale.
3. La Società Ognissanti ha rivenduto alla Società Stores, previa autorizzazione del Comune, i 14 ettari per l’Outlet, restando proprietaria dei residui 7 ettari. Qui si sono appuntate molte critiche al Comune, che avrebbe consentito il guadagno ad Ognissanti. Ma ogni cittadino può considerare che la responsabilità del Comune è nella congruità del prezzo di vendita (stabilito dall’UTE) e non nelle operazioni di trasferimento successive, quando i terreni ceduti sono stati oggetto di interventi di urbanizzazione.
4. Oggi la Provincia di Roma ci ha proposto di realizzare, in adiacenza all’Outlet, un polo fieristico per i prodotti tipici del territorio laziale. Per questo il Comune ha proposto la variazione della destinazione urbanistica (da agricola a commerciale) dell’area comunale Piana delle Ficara per 10 ettari e la conversione a commerciale dell’area produttiva di 7 ettari di proprietà Ognissanti. Questo per inserire quei 7 ettari nell’area fieristica, evitando, il che sarebbe stato possibile, capannoni o interventi inquinanti.
5. Ai fini della politica di tutela e valorizzazione ambientale, tutta questa operazione ha consentito il massimo beneficio economico al minor costo di impatto ambientale. I Saletti continueranno ad essere una grande area agricola e l’intervento urbanistico si esaurirà definitivamente nell’Outlet e nel Polo fieristico.
6. Un’ultima precisazione: per rendere possibile lo sbancamento dell’area per l’Outlet, il Comune ha affittato alla Stores l’area in loc.Brecceto. di ettari 22 per € 181.000,00 il primo anno, 105.000,00 il secondo anno, 60.000,00 il terzo anno. Su tutta l’area comunale circa 160 ettari, il Comune aveva realizzato, negli anni dell’affitto alla cooperativa un reddito di € 15.000,00 annui; nei successivi anni di gestione comunale su tutti i 160 ettari sono stati, invece, ricavati 70.000,00 annui. Queste sono le cifre esatte e tutti possono verificare se c’è stata cattiva gestione da parte dell’attuale amministrazione.
Quindi, e mi scuso per la lunghezza, pur rispettando le opinioni di tutti, mi auguro che i santorestesi abbiano avuto così le dovute informazioni, e traggo le mie conclusioni: la realizzazione dell’Outlet porterà lavoro e sviluppo a Sant’Oreste. Le Amministrazioni comunali che l’hanno resa possibile hanno fatto una cosa giusta e seria. Tutta l’operazione è trasparente e rispettosa dei principi di legalità e di buona amministrazione. Ringrazio per gli auguri, che Amedeo mi rivolge ironicamente, ma io li trasformo in auguri veri per i giovani di Sant’Oreste e per il loro futuro. Anzi mi scuso anche con lui se ha interpretato il mio intervento in Consiglio Comunale in
maniere sbagliata; lo esorto a lavorare con noi perché le cose da fare sono ancora tante e c’è spazio per tutte le persone di buona volontà. Grazie per l’ospitalità
Sergio Menichelli (Titti) >>>

Ricordiamo che siamo soddisfatti di aver aperto un dibattito, però facciamo presente a tutti che le nostre colonne sono limitate...

L’abbatuozzu
Di mde
<<< “Papà m’arecconti ‘a storia dell’abbatuozzu?”
Domandavano una volta i bambini: ed il padre incominciava: “L’abbatuozzu atè un omminettu ciucu, ciucu, vestito di rosciu da capu a pete… .”. Oggi non si sente parlare quasi più di quest’essere fantastico, ma nei tempi passati era conosciuto da tutti gli abitanti di S.Oreste. (...) L’abbatuozzu, narrano le antiche leggende, era un nanerottolo, vestito di una tonaca rossa, che non faceva niente di male, ma le sue apparizioni improvvise e silenziose incutevano un timore irragionevole. Immaginate un po’ la scena: Un contadino torna a casa stanco, sul calar del sole, a cavallo del suo asino. Improvvisamente la bestia si impunta, e non muove un passo, sorda agli incitamenti del padrone. Il contadino allora aguzza gli occhi e resta di sasso anche lui. Poco più avanti, nella penombra della sera, vede un essere piccolissimo, tutto rosso che saltella silenziosamente. Dopo un attimo la visione sparisce e l’asino riprende il cammino; ma, fatti pochi passi, la scena si ripete; l’abbatuozzu riappare sempre saltellando, finché scompare definitivamente. Aveva scelto come dimora una grotta scavata nel tufo, vicino alla cava dei sassi; e i luoghi delle sue apparizioni erano sempre nelle vicinanze. (...) Una leggenda dice che l’abbatuozzu sia morto; ma non possiamo certo darle credito. Molto probabilmente esso è caduto in letargo, scegliendosi un giaciglio sicuro in qualche “arnaru” tra nidi di falchi e di civette. L’esistenza si andava facendo sempre più difficile. La campagna, una volta tanto silenziosa, si era venuta riempiendo di rumori assordanti e indecifrabili. L’aria stessa aveva perso il suo profumo e portava l’eco di musiche e canti di un altro mondo. L’abbatuozzu, piuttosto che adeguarsi al nuovo corso, ha preferito scomparire. Nato dalla fantasia degli uomini primitivi, pieni di superstizioni, è stato distrutto dagli uomini della nostra epoca. Se ancora oggi esistesse, forse non avremmo nemmeno il tempo di occuparci di lui. Non ci sono più donnette, che ritornano da “Fellonica” con la conca in bilico sulla testa, da spaventare. Il mondo è cambiato; e nel nostro mondo
non c’è più posto per fate e folletti, per le streghe e gli orchi. (...) >>>
Il testo sopra riportato è stato estratto (ridotto per motivi di spazio) da un articolo del Marzo 1965 su Soratte Nostro scritto da De Iulis Nando. Oggi la leggenda dell’abatuozzu rivivrà tra le note di un brano musicale che verrà inserito nel 4° lavoro discografico dei Ratti della Sabina, il gruppo folk-rock che già nei CD precedenti aveva reinterpretato le leggende della tradizione popolare. Sappiamo che i Ratti hanno fatto un ottimo lavoro, quindi non resta altro che aspettare l’uscita del loro ultimo CD!!
Poste Risponde?
Pubblichiamo una risposta delle Poste alle nostre sollecitazioni per la soluzione dei problemi che riguardano l’ufficio postale compreso il suo decantato trasferimento. Se serve a migliorare il servizio che venga, ma se la soluzione è l’allontanamento dal centro storico: ATTENZIONE! Le soluzioni ci sono anche nel paese. Ass.ne Pro Loco - Sant’Oreste 31/12/2005

In riferimento alla Sua e-mail del 13-12-2005 Le dobbiamo chiedere di fornirci cortesemente alcuni elementi in più che ci consentano di formulare una risposta esauriente alla Sua richiesta.

Il tedoforo del Soratte
Di William Sersanti
<Emozionante, davvero molto emozionante..!>. Ebbene sì, con queste parole intrise di stupore e meraviglia, ha esordito nella nostra breve intervista Alessandro Giovannelli dopo l’avvincente esperienza nelle vesti di tedoforo di Sant’Oreste per le Olimpiadi di Torino 2006. Il 9 Dicembre scorso infatti, Alessandro, grazie all’aiuto del progetto nazionale “Scuole in movimento” a cui lui stesso ha aderito insieme all’istituto superiore “P. L. Nervi” che tuttora frequenta, e’ stato insignito dell’illustre incarico e lui non si e’ di certo lasciato scappare un’occasione davvero irripetibile. Il progetto si propone di educare gli studenti ad un’approfondita conoscenza del mondo dello sport, in tutti i suoi molteplici aspetti, al fine di valorizzarne appieno la sua essenza. Il nostro Alessandro ha percorso un piccolo tratto, circa 400 metri, della Via Nomentana, a Roma, affiancato da due curiosi personaggi denominati “Angeli” i quali “scortavano” tutti i tedofori lungo la loro corsa. Al termine dell’evento, che si ripeterà in tutto il territorio nazionale, il nostro Alessandro ha anche ricevuto un’inaspettata quanto gradita sorpresa: la mitica Fiamma Olimpica. Il prestigioso cimelio e’ ora gelosamente custodito da Alessandro nella sua cameretta di casa e come lui stesso afferma, ogni qualvolta che lo osserva, si interroga: <Potro’ mai dimenticare questa favolosa avventura? Credo proprio di no...! >. Bravo Alessandro, la tua passione per lo Sport e’ stata degnamente premiata!
Ricordi
Outlet, zona industriale, polo fieristico, strade di raccordo, circonvallazioni. Come era verde la mia Valle!
A ricordo di quelle terre di Ramiano pubblichiamo una poesia di Giacomo Menichelli.


Laggiù nella tenuta di Ramiano
gran fatica e sudori ci ho versato.
Ne scendeva dalla montagna al piano, laggiù dove mi aspettava il mio aratro.
Ed ora ti vedo da lontano, o sacra terra! Quanto a me m’hai dato!
Ti amavo tanto e più d’ogni altra cosa
Le gran bevute nell’acqua acetosa.
Nel mezzogiorno con quell’aria afosa
Si radunavan li agricoltori,
benché non c’era niuna pianta ombrosa si mangiava pan con l’acqua e pomodori.
Era una vita molto laboriosa
Eppure eran contenti i nostri cuori
Giovani e forti e di salute in pieno
Si dormiva in terra nuda e a ciel sereno.
Di Oreste Malatesta
V’arecconto tre fatti successi addaveru.


1. Era una matina i maggiu, versu le sette, e Scattone, che faceva da padrone dea piazza i Portavalle, co ‘na camicetta bianca appena stirata, urlava: “E chi lavora quantu e me cassù a Santresto?”. In coru tutti l’aresponnevono “Gniciunu”. Soddisfattu, s’è messu a cantà: “Se voi gode’ a vita, vattene ghjoppe e prata”. Ma mentre cantava, un piccione l’è passati sopre e l’ha sganciati una cacata che è vita a finisce propiu lan pettu i Scattone e l’ha macchjati a camicetta bianca. In primu momentu, sorpresu, ha ncuminciatu a bbiastimà, ppo’, quasi arepensannoci megghjio, ha dittu: “’Na fortuna che e vacche nun volono!

2. Una vota, a Pasqua, unu dei primi sardegnoli che so vinuti a bbità a Santresto, s’è vitu a confessa da don Germiniu. Tra i vari peccati l’ha areccontati che, durante a quaresima, ha dovutu mmazzà l’abbacchji per vennili a Pasqua e, pe nun mannà sprecate l’animelle, i recagghj, i zampetti e e capocciette dell’abbacchji, l’ha magnate essu e tutta a famigghja, pure u giornu i venerdì santu. “Certo sei stato un po’ troppo incontinente”, l’ha ditti don Germiniu. E, doppu u predicozzu che si fa ai penitenti, l’ha dati pe’ penitenza: “tre Ave, Pater e Gloria. Mi raccomando, non esagerare, vedi di essere meno incontinente”. “Ma comme ffaccio”, l’aresponne u sardegnolu, “Ormai in continnente ci ho presso moglie, ci ho le ppeccorre. In Sardegna rriesco ad andarre, al massimmo, unna vvolta all’anno!

3. Era u giornu dea Madonna de’ Grazie i una trentina d’anni fà. Doppu ave’ magnatu u pranzu a saccu, m’è vinutu sonnu e nun sapevo ddo ppogghjammi, perché tutti i posti erono pieni i cristiani, vinuti su a montagna pea festa. Agghjo pensatu che l’acchjesa, a quell’ora, eva da esse tranquilla, cusì so vitu dentro e, vistu che nun c’era gniciuno, mi so messu a siede su un bancu. Ma atera tostu e scommidu e nun ghjva bè pe un riposiellu. Allora agghjo vistu che dentro u confessionale c’era un sedile mbottitu co un bellu cuscinu e mi so nfilatu llà dentro, ddo, ghjusa a tenna, mi so’ trovatu bbè e agghjo cuminciatu are posà. A un certu momentu so’ statu sbigghjatu da u rumore d’un penitente, che s’è nginocchjatu pe confessassi. Volevo dilli che nun ero u prete, ma, cumo agghjo rrupertu a finestrella du confessionale, agghjo vistu che atera Gino i Carlo i Gino. M’è scattata l’idea i confessallu: “Dimmi figliolo”. E Gino m’ha ncuminciatu are ccontà i peccati (che nun vi dico pe’ segretu d’ufficio). Però, doppu un minutu, so scoppiatu a ride. Allora Gino: “Chi ate? Ma tu nun sì Padre Antoniu!”. “No, so io!” l’aresponno, sempre ridenno. “Che te pozzin’ammazzà, mi credevo che ateri Padre Antoniu, mò tu dagghjio io ‘Dimmi figliolo’!”. E mentre Gino steva a bbiastimà, io so scappatu dau confessionale e mi so messu a curre; ma Gino me sse ffilatu a pete co ‘n mano una grossa mazzarocca. M’è vinutu de reto finu a San Sirvestru, po’ s’è fermatu, mentre io agghjo piatu gghjoppe a strada dea Casaccia di ladri. Fortuna che nu m’ha cchjappatu, sennò, co llu tartore mmano, doppu s’eva da confessà pure un atru peccatu.
EFFEMERIDE

Morti: Abballe Fausto: 24/11/05; Cenci Fiore: 31/12/05;
Abballe Luca: 8/12/2005; Biancini Palma: 21/12/2005.

>Un saluto a Luca. Sei stato troppo poco con noi. Ti ricordiamo con la tua cara famiglia.

>Ad Anna e Alberto. Quando nel vento ascolterete i sussurri delle foglie e nel mare le miriadi di goccioline azzurre irradieranno l’orizzonte e sul monte i fiori sbocceranno lanciando nell’aria l’odore della primavera e nelle sere estive le stelle del cielo saranno più nitide allo sguardo e quella luce, insieme al bagliore della luna, coprirà d’un raggio dolcissimo la terra, allora, in quel sentire sublime dell’animo, in quell’essere amore e spirito, nell’attimo in cui l’infinito si confonde con l’eterno, Luca vi ringrazia di avervi avuto come genitori e vi benedice per sempre. G.B.O.
MEDITAZIONE DEL MESE
“I perchè del Catechismo”.
Dal compendio di Papa Benedetto XVI. Pag. 15. “Perché nell’uomo c’è il desiderio di Dio? Dio stesso, cercando l’uomo a propria immagine, ha iscritto nel suo cuore il desiderio di vederlo. Anche se tale desiderio è spesso ignorato. Dio non cessa di attirare l’uomo a sé, perché viva e trovi in lui quella pienezza di verità e di felicità, che cerca senza posa. Per natura e per vocazione l’uomo è pertanto un essere religioso, capace di entrare in comunione con Dio. Questo primo e vitale legame con Dio conferisce all’uomo la sua fondamentale dignità”.
GRAFFITI METROPOLITANI

L’attacco alle prata è incominciato: Brancaleone però non centra.

Strade che come l’acqua vanno sempre al mare, anche se si chiama di Fossarocca. Infatti il mare c’era.

Nuovo look per Viale del Vignola. Di look ne ha subiti tanti. Dai lavori del 1907 agli ampliamenti della strada, alla sua toponomastica: Viale XXVIII Ottobre, Viale Benito Mussolini, Via 25 Luglio e di nuovo e speriamo per sempre Viale del Vignola. Speriamo che anche nel nuovo look non sia previsto una nuovo toponimo come ”Via col vento”, ”Via del Priore”, Viale de che? Al Vignola glielo toglierei per non confonder “il Sacro col Profano”. Quello che manca al progetto è la previsione di un centro di vigilanza, sarebbe stata anche una firma di decoro e di serietà. “Ma so ragazzi.so ragazzi”!!!

Se è vero che a Sant’Oreste ci sono persone che abitano in capanne nei boschi o in fatiscenti stalle, sarebbe bene che le Autorità competenti facciano le dovute verifiche ed i dovuti controlli al fine di ridare dignità all’uomo ed alle famiglie bisognose.

Che bolle sotto alle veloci chiusure a Monte i ferru? Ma la dott. .. segue i lavori. Possiamo stare tranquilli?

I famosi soldi della (s)vendita a Ognissanti sono presso la Unipol? E’ vero? Domanda: anche a Sant’Oreste c’è un compagno G ?

Grattacielo ritorna. Ci dicono che partirà dagli scantinati del Monastero e collegherà con varie fermate i più livelli del Monastero e degli Uffici Comunali. L’arrivo a tanti metri è la sala del Consiglio Comunale, che nonostante non ci vada nessuno si ostinano a tener lontano dalle
gente ed a far nulla affinché questa assise democratica riprenda la sua funzione.

Fine del mese di Dicembre con la neve. Fitta ed improvvisa. S.Silvestro, ultimo Santo dell’anno almeno con la neve! “Vides ut alta stet nivem candidun Soracte” 30 e 31 giorni di neve. Bello il Soratte il percorso vita illuminato. L’anfiteatro.
I lettori ci scrivono
>> Un nostro carissimo amico, da Torino, tornando per Natale si è complimentato per il nostro sito web la cui informazione lo fa sentire vicino al Paese. Grazie Mario.

>> Gianfranco Gadeschi ci ha scritto complimentandosi con il sito della Pro Loco: ”ormai non passa giorno che un’occhiatina per me è diventata d’obbligo”. Propone di inviare via e-mail, al nostro indirizzo, foto antiche e foto particolari. Noi gli proponiamo di collaborare al giornale raccontandoci degli emigranti e la storia della sua famiglia. Ti ringraziamo.
NOTIZIARIO

Presepi. Molte sono state le iniziative ed i presepi di famiglia, di associazione, di gruppo rionale che hanno rianimato il percorso dei presepi. La Pro Loco premierà il migliore di quelli fatti in famiglia e a tutti gli altri darà un attestato di partecipazione.

Ad anno trascorso dobbiamo rilevare una ripresa anche festaiola del Centro Storico.Testimone i tanti botti e comunque un ritrovato senso di Comunità? Questo lo si
deve anche ai piccoli locali che stanno caratterizzando il Centro del Paese. BUON ANNO ed AUGURI.


L’angolo del Paese: Dove è stata scattata questa foto?

Ultim’ora:

> Atto vandalico contro la restaurata cappella di Sant’Anna, una delle più antiche sul percorso che porta al Soratte. Ignoti sciagurati!! Speriamo che una attenta vigilanza possa sconfiggere questi atti di vandalismo.

> Rapina alla vigilia dell’anno al Babbo Bar 41. La parlata era italiana.

> Scippo in Viale del Vignola il 31 Dicembre.

> Tentati furti in abitazioni private a Sant’Oreste.



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