Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

Siamo entrati nel 2005. Abbiamo raggiunto i due anni. Ci dicono tutti che siamo cresciuti e nell'interesse e numero dei lettori, molti dei quali leggono o si stampano il giornale on-line. E questi fogli navigano ed arrivano in parecchie case dei santorestesi, anche fuori di Roma. E' il caso di un certo Maurizio Leoni che ci ha chiesto notizie della sua famiglia e dei suoi parenti. Abbiamo dato la lettera all'amico Filippo Leoni. Risultato: il 19 Dicembre, alcuni membri di queste famiglie si sono incontrati ed hanno fatto festa insieme. Questi apprezzamenti, tuttavia non ci fanno abbassare la guardia sulla promozione e sul controllo di uno sviluppo coerente del nostro paese. Siamo soddisfatti di “volare” e di poter legare tra loro i Santorestesi.
La redazione
Solidarità
La tremenda sciagura che ha colpito il sud-est asiatico con un innumerevole numero di vittime innocenti non ha bisogno di ulteriori commenti. E' una tragedia dell'umanità, ed è nostro impegno morale e civile essere accanto alle popolazioni colpite da ed aiutarle nella ricostruzione materiale e psicologica. Diamo tutti un contributo inviando sms di solidarietà o aiutando le istituzioni ufficialmente riconosciute
Meditazione del mese
Salmo 60 (59) 1-6
Nelle tua collera ci hai respinti e dispersi
Ma ora, o Dio, ridonaci forza.
Hai scosso la terra e l'hai spaccata,
restaura le sue rovine perché non crolli.
Hai fatto passare al tuo popolo dure prove
Ci hai fatto bere un vino che ci ha storditi.
I Vicoli perduti
La redazione
Crediamo che quello che è avvenuto ai primi di Dicembre nell'antico “Vicolo cieco” sia un vero sopruso, compiuto da privati che in possesso di una sentenza TAR hanno chiuso il vicolo. Già nel passato altri fatti del genere, come il passaggio che portava al forno, un pezzetto di vicolo del Balzatore, i passaggi che circondavano il bastione di Porta La Dentro e quello a ridosso delle Mura Castellane. L'occupazione dell'arco di Porta Valle e tante altre “micro-occupazioni” ed episodi che hanno mutato l'identità urbanistica del paese. Questo abbiamo detto stimolando le nostre Autorità ed i nostri concittadini a volersi riscattare da questa “occupazione”.
Rilevazione Statistica nella Riserva del Soratte
Sulla base delle indicazioni fornite dai visitatori che hanno firmato il registro, coloro che hanno visitato il Museo Naturalistico del Monte Soratte nei mesi da Aprile a Dicembre 2004 risultano pari a 1082. In generale i visitatori del museo risultano quelli provenienti da Roma (44%) e da altri paesi del Lazio (28%) escluso Sant'Oreste che conta un 15%. Il 13% dei firmatari risulta di provenienza da altre città italiane ed estere. Il registro visitatori della Chiesa di San Silvestro sul Soratte complessivamente segna la presenza di 3.828 persone dall'inizio delle rilevazioni statistiche, cioè a partire dal mese di Aprile 2002. I periodi più frequentati si confermano quelli primaverili (Aprile/Maggio) ed autunnali (Settembre-Ottobre-Novembre). Il trend di afflusso si è mantenuto costante negli anni. Molte le presenze da Roma (53 %) e da altri paesi del Lazio (36%). Il restante è di provenienza estera (6%) oppure da altri paesi d'Italia(5%).

Abbiamo dato gli ultimissimi dati sulle presenze registrate nella Riserva del Monte Soratte. Si conferma notevole il lavoro di Avventura Soratte e della Pro Loco nell'offrire accoglienza ai visitatori del Soratte e del Paese. In questo servizio c'è un attento interesse del Dipartimento Ambiente dell'Amministrazione Provinciale di Roma. Un ringraziamento va a questi Enti ed al Comune di Sant'Oreste.
Ricognizione archeologica
di Marco Ciampani
In occasione di lavori stradali, in questa località (vedi sopra ndr) sono stati ritrovati frammenti di ceramica sigillata africana (IV-V sec.), un frammento di piede di ceramica a vernice nera (età repubblicana), un sospetto frammento di bucchero (provenienza etrusca), frammento di tegola in forum ware ed un frammento di questa stessa ceramica (età alto medioevale). E' stato trovato un frammento di ceramica a vetrina di età tardo medioevale. Sono stati trovati resti di tessere di calcare di mosaico. Infine si può pensare in via del tutto ipotetica che ci siano resti di santuario arcaico. Solo uno scavo promosso dai Beni Culturali, potrà far riemergere la pertinenza a questi resti archeologici. Infatti sono stati trovati blocchi di tufo e di arenaria e di schegge a blocchi di calcare.
Dall'antico mare all'uomo preistorico
di Antonio D'Ayala
Il territorio del Soratte non finisce di stupirci, ancora una volta si manifesta come un sito tra i più importanti nel Lazio per le indagini paleontologiche e paletnologiche. Infatti nel corso di due ricognizioni condotte il 29.12 e il 4.1.05 con gli amici studiosi Marco Ciampani (riportiamo la relazione di seguito ndr) e l'Ass.ne Avventura Soratte, ho rinvenuto notevoli reperti di età plio-pleistocenica, nell'area lungo la provinciale Sant'Oreste - Ponzano quasi all'altezza del casello autostradale del Soratte. Tale sito è attualmente interessato da una serie di lavori stradali anche connessi alla realizzazione di un centro commerciale, ed è proprio osservando i detriti e i tagli dei terreni causati da questi lavori che ho potuto ammirare una ricchissima fauna fossile di molluschi, echinodermi, vertebrati pleistocenici e soprattutto manufatti, compreso un raschiatoio del paleolitico. Il tutto affiorava da un contesto di argille sabbiose, conglomerati e materiali eruttivi provenienti dal distretto vulcanico sabatino. Appare evidente il valore scientifico di questo ambiente, poiché ci racconta la successione di diverse situazioni paleogeografiche: dal mare al paesaggio continentale frequentato dall'uomo…forse anche quello di Neandertal. Prima che tutto ciò scompaia sotto le ruspe, il cemento e l'asfalto, è importante effettuare indagini accurate, stratigrafie comprese, con l'obiettivo di preservare dei campioni significativi in un'apposita sezione preistorica nel museo ecologico-naturalistico di S. Oreste.
In difesa del patrimonio storico-artistico
Associazione Pro Loco
Una importante petizione sulla difesa e salvaguardia del patrimonio storico culturale del Paese promossa dall'Associazione Proloco e dall'Associazione Avventura Soratte è stata consegnata al Comune in modo che possa partire una sensibilizzazione maggiore con delle proposte immediate e progetti già definiti. Occorrerebbe fare un libro bianco sugli interventi da fare con urgenza e su una politica di controllo e di salvaguardia del nostro patrimonio storico artistico. In molti casi c'è da togliere dall'oblio certe opere in altri casi da intervenire con restauri ed interventi. Le firme sono state raccolte all'interno del museo; molte quindi dei visitatori consapevoli che un paese come il nostro va difeso e che le opere del passato possono rappresentare una ricchezza culturale. Offriamo una immagine che ci documenta lo stato di abbandono e di pericolo in cui versa il campanile romanico di Sant'Edisto, che era stato oggetto di un progetto di restauro e che speriamo possa essere finanziato al più presto
Allarme per il nostro territorio
di Gianni Lazzari
Ho pensato molto prima di scrivere questa mia nota. Non mi piace essere considerato un allarmista, né far pensare che, come ex sindaco, abbia motivi di rivalsa o di rancore (non li ho, perché fu mia la decisione di non proseguire quel gravoso impegno) ma mi ritengo moralmente obbligato a dare il mio personale contributo a quella che, mi auguro, dovrebbe essere la prima preoccupazione della nostra comunità in questi giorni. Ho il timore che Sant'Oreste non riesca a contrastare con successo gli attacchi che da più parti si muovono contro le sue risorse ambientali, in particolare contro l'integrità paesaggistica della Valle del Tevere, dell'area dei Saletti. C'è l'Outlet e la considero una cosa buona. La realizzazione del centro commerciale in località Monte di Ferro è il modo migliore di completare l'iter iniziato con il PRG degli anni 80 e la variante urbanistica (da industriale a commerciale) di quei 16 ettari garantisce il migliore e meno invasivo impatto ambientale dell'iniziativa, che porterà sviluppo economico, occupazionale, turistico nel nostro territorio. Oltre i vantaggi diretti, l'Outlet potrà essere un fondamentale strumento di crescita per il nostro paese, che è “città turistica e d'arte” e che potrà trasformare i clienti del centro commerciale in fruitori dei nostri beni ambientali e culturali, in proporzione alla nostra capacità di migliorare il paese con gli strumenti del piano di recupero del centro storico, di una nuova regolamentazione del traffico e dei parcheggi, della Riserva naturale del Monte Soratte. Ma intorno all'Outlet si stanno svegliando altri appetiti, altri progetti di cui si assicurano, insieme agli obiettivi di sviluppo, le compatibilità ambientali, la “sostenibilità”. E invece no, quei progetti sono un pericolo, contro i quali Sant'Oreste e la sua Amministrazione comunale dovrebbero da subito e con forza intervenire. Li elenco:
1. Tra Stimigliano e Forano la legge obiettivo del Governo prevede la costruzione di un “interporto” uno snodo ferrovia-trasporto su gomma che devasterà la sponda sinistra del Tevere.
2. Tra il casello autostradale e la via Flaminia, a vantaggio dell'area artigianale di Rignano, è prevista la costruzione di una superstrada, finanziata dalla Giunta Storace per 14 milioni di euro, che attraverserebbe e distruggerebbe aree pregiate come la macchia delle Cimate e la Valle di Como.
3. Il Comune di Ponzano, a ridosso del casello, prevede la realizzazione di un'area industriale, con una evidente pericolosità per un territorio già sottoposto ai vincoli paesaggistici e non lontano dall'area di esondazione del fiume.
4. La società Ognissanti, che ha acquistato dal Comune di Sant'Oreste l'intera area a destinazione commerciale (questa rivenduta alla società Stores che realizzerà l'Outlet) e industriale rimane proprietaria degli 8 ettari adiacenti, sui quali sarà necessario vigilare perché si attuino interventi a basso impatto ambientale. Tra l'altro vorrei sapere perché il cartellone pubblicitario con il quale la società propone la vendita di lotti industriali sia “cofirmato” dal Comune di Sant'Oreste, che non ne è più proprietario.
5. In località Piana delle Ficara, adiacente alla zona Outlet, il Comune avrebbe intenzione di promuovere una variante urbanistica, previa rimozione dei vincoli di non trasformabilità esistenti, per realizzare un nuovo intervento produttivo. Sarebbero ulteriori 10 ettari sottratti al verde, alla tutela ambientale e messi a disposizione di un discutibile “sviluppo”.
Io credo che l'Outlet ci basti, che il Centro commerciale sia una grande occasione di sviluppo di per sé e penso che intorno all'Outlet, anche per caratterizzarlo sempre di più come una realizzazione di alto valore ambientale, vadano mantenute le aree verdi e agricole di sempre. Non è vero che costruire strade, poli, ferrovie (e magari residenze per i nuovi commercianti e commessi) sia progresso. Il progresso, in molti casi, e a Sant'Oreste è il caso, significa semplicemente conservazione dei beni, delle risorse. Le nostre risorse sono la montagna, il verde della Valle del Tevere, il centro storico. Opportunamente questi beni sono stati inseriti, magari come area contigua, nella proposta del Comune alla Provincia di perimetrazione definitiva della Riserva. Occorre semplicemente rimanere coerenti con quella scelta. Mi appello al Comune, ai cittadini, alle associazioni, ai partiti, perché questo mio grido di allarme sia raccolto, nell'interesse di Sant'Oreste e, soprattutto, del suo futuro.
L'ARMATA BRANCALEONE
L'Ultima puntata del racconto è rinviata in attesa di previsti interessantissimi eventi. Ci scusiamo con i nostri lettori.
Corso Umberto I°
di Dino Sersanti
Cume primu negoziettu c'è Cerinu u tabaccaru. Co e sigherette ci va caru, se ti serve u spezzatinu vai più ghjo che c'è Tonino. Fra sarsicce e porchetta trovi a carne i prima scerta. E se poi ti voi lavà Anna e Nunzio ti stanno a spettà. Mezzu a questi viculetti Stefania venne i gingilletti. Fra cornici e qualche greca questa nun scherza, atè cume Piera che sta sotto a li vasetti, venne a roba pe i lupetti. Se areppiani da e scalette Manuela venne e carzette, aripiemo u corsettu 'rivemo li a barrettu. Marianna via via mo fa e pizze a porta via. Se te magni in quellu bucettu ti ve servita da Spaghettu. U sonnu è tantu pe ghj 'nanzi Buon Natale a tutti quanti.

Grazie a Dino per la simpatica poesia; invitiamo i nostri lettori a cimentarsi nella poesia o in dialetto o in italiano.
Il SS. Salvatore
La redazione
Alcuni lettori del Corriere del Tevere, dopo aver letto l'articolo sul Salvatore hanno mandato al nostro giornale alcune e-mail: “Il SS. Salvatore non può morire dentro un nascondiglio qualsiasi. Va recuperato, restaurato e messo a disposizione della Comunità e dell'arte.” (A.P.) Ed ancora: “E' assurdo che un'opera pregiata come il SS.Salvatore non abbia avuto ancora la benché minima attenzione da parte dei proprietari. Questa insensibilità non fa bene ne alla parrocchia, detentrice dell'opera, ne alla cultura. Un vero peccato.” (S.R.) L'interesse è cresciuto e chiediamo al Comune di farsene carico interessando anche la Diocesi.
NOTIZIARIO
Aperta la campagna tesseramento della Proloco per l'anno 2005. Le quote ammontano ai seguenti importi: socio ordinario 5 €, socio sostenitore 10 € e socio onorario 15 €

Il parroco di Sant'Oreste Don Guido Ansidei è stato nominato Monsignore.

Le nostre segnalazioni circa il taglio legna all'interno della Riserva Naturale ha sollecitato il Comune ad emanare un ordinanza in cui regola la raccolta di legna secca del sottobosco e punisce i tagli abusivi.

Da questo numero consegniamo un inserto con due mesi del Calendario che vi invitiamo a raccogliere
azione e laboratori di discussioni.
Vecchietti al sole
di Oreste Malatesta
L'altissimo di sopra ci manda la tempesta, l'altissimo di sotto ci toglie ciò che resta. Tra tutti e due gli altissimi noi siamo poverissimi. Questa ed altre rime, poesie e proverbi si potevano ascoltare, trenta o quarant'anni fa, dalla bocca dei vecchietti di Sant'Oreste che andavano a cazzola sugli scalini di Piazza. Come molti bambini della mia età, quando venivano le vacanze estive, trascorrevo ore ad ascoltare i racconti dei vecchietti seduti sugli scalini di San Biagio. A differenza dei bambini di oggi (che passano le vacanze con i giochini, i cartoni animati …) noi avevamo il contatto vivo con la nostra storia, quella vera dei nostri avi. I racconti più ricorrenti dei nostri nonnetti erano le sofferenze della grande guerra, i viaggi, le avventure di gioventù, i compagni di lavoro non più in vita, i loro genitori, la famiglia che avevano creato e quella dei loro figli e dei loro nipoti. Ricordo alcuni racconti della grande guerra che essi avevano combattuto sul Carso: alcuni avevano partecipato alla battaglia di Caporetto (Arcangelo). Tutti concordavano che le maggiori sofferenze non sono venute dai nemici austriaci, ma dagli ufficiali italiani - guidati dal Generale Cadorna -, che trattavano i soldati come carne da macello: i graduati dell'esercito italiano, figli della ricca borghesia risorgimentale, provavano un evidente disprezzo nei confronti delle migliaia di reclute provenienti da un popolo proletario e cattolico. I ricordi più tristi andavano ai loro compagni di trincea, puniti dagli ufficiali anche con la fucilazione perché, dopo aver trascorso notti insonni, al freddo, facendo la sentinella, cedevano psicologicamente allo stress della guerra e si rifiutavano di combattere. “Ad un certo momento, diceva Luigetto, non sapevamo più da chi guardarci per avere salva la vita: gli austriaci ci sparavano come nemici, gli ufficiali minacciavano la fucilazione perché non erano mai contenti del nostro servizio alla patria”. Altri (Mortale) raccontavano della dura vita nelle miniere americane, ove, emigrati, erano costretti a lavorare per dodici ore al giorno, senza protezioni e vedendo, a volte, qualche loro compagno perdere la vita per un misero salario, per un pugno di dollari. Altri parlavano della tranquilla vita di paese, quando non c'era la televisione: allora solo qualche signore disponeva della radio. Ai loro tempi non c'erano automobili, ma solo i carri, tirati da muli. Si usavano gli asinelli per trasportare, durante la vendemmia, i biconzi pieni di uva o, durante la mietitura, i sacchi di grano. Quanti racconti sulle notti trascorse insieme nell'ara a fare la guardia al grano trebbiato! Qualcuno, poi, raccontava le storie sentite da suo padre o da suo nonno. Ad esempio Ciolu narrava di suo nonno che aveva partecipato, insieme ad altri giovani, ad un'iniziativa anti garibaldina. Quando giunse la notizia che Garibaldi era arrivato a Monterotondo - lasciando dietro di sè una scia di efferatezze e di ruberie - un nutrito numero di giovani impugnò le armi e si portò verso il ponte del Grillo, per difendere, insieme ai volontari di altri paesi, le nostre terre, le nostre famiglie, visto che l'esercito pontificio, a motivo di un ingiustificato pacifismo, non osava affrontare Garibaldi ed i suoi mercenari, che, però, i libri di storia ci presentano come eroi. Furono le madri e le sorelle, le fidanzate e le mogli a fermare in tempo i nostri uomini, evitando, così, una carneficina: essi erano inadeguati a fronteggiare i garibaldini, ben addestrati ed armati (dai piemontesi) fino ai denti. C'era, poi, chi raccontava dei suoi viaggi a Roma, che, per molti, era anche la meta del viaggio di nozze. Mia nonna Giulia mi diceva di aver visitato Roma, per la prima volta, quando si è sposata con mio nonno Augusto (u pecurarone), che, invece, conosceva bene la città eterna. Con il suo carro vi portava periodicamente il formaggio e la ricotta da lui stesso prodotti; inoltre, durante l'inverno, conduceva il suo gregge a pascolare nella zona “Prati”, sui terreni (oggi totalmente urbanizzati) dei signori Strozzi. Mio nonno, agli inizi del '900, pascolava le sue pecore nella zona che va da Piazzale Clodio a Piazza Mazzini a Piazza Risorgimento. Altri (Sestino), mentre fumavano il sigaro o la pipa, a richiesta, recitavano a memoria la Divina Commedia o la Gerusalemme Liberata. I vecchietti degli scalini di San Biagio trascorrevano al sole gli ultimi giorni della loro vita, ma non erano abbandonati. La gente che passava li salutava con affetto e rispetto, chiedeva “come va?” ed essi rispondevano “Come Dio vuole”, ovvero “Ogni giorno è un giorno di vita in più”. Tranquilli, attendevano la morte, in compagnia, e accettavano con dignitoso dolore il fatto che, ogni tanto, qualcuno di loro non veniva più a sedere su quegli scalini.
Effemeride
Morti:
Lopez Adriano (7/12); De Vincenzi Giuseppina in Cherubini (29/12); Giorgio Riccioni (29/12).
Nati: Bordi Francesco (31/10); De Vincenzi Andrea (15/11); Lancia Mattia (27/11); Aurora e Giorgia Palanga (29/12).
GRAFFITI METROPOLITANI
E' uscito “Sant'Oreste“ periodico del Comune. Ottimo strumento di informazione. I Cittadini vi possono scrivere. Ma a chi?

Chi apre e chi chiude e chi spera. La politica urbanistica sarà cosi'?

Traffico e parcheggi
sempre più un problema urgente. Il paese in molti punti è chiuso dalle macchine delle famiglie che ne possiedono più di una. Occorre una rilettura completa del problema parcheggi ed organizzazione urbana. Poniamo in primo luogo il problema ai vigili.

Di sera il paese è sempre più impraticabile: buio, macchine parcheggiate alla selvaggia. Scopri anche tu il paese di notte.

A u monte i ferru, in tempo di pace, so spariti i bandoni e quache atra cosa.
Il correttore di bozze si è dimenticato di riportare il nome di Maurizio Serzanti come autore dell'articolo “la corale per Natale” pubblicato sul n. 24. Se ne scusa con i lettori e con l'autore stesso del quale verrà pubblicato un contributo sulla Cappella Musicale nel prossimo numero.
Natale in musica a Sant'Oreste
di Giorgio Boari Ortolani
Natale, anno nuovo e befana in musica a Sant'Oreste. Che la musica rientri tra gli interessi prioritari del paese è cosa arcinota che colpisce non tanto per la partecipazione dei cittadini ai vari eventi quanto per la loro competenza e, se vogliamo, il loro giudizio. Diremmo meglio, la loro critica spesso pungente e documentata. La fruizione musicale insomma non è più demandata a pochi. Così come è apprezzato il valore etico che si deve alla musica e di cui essa è portatrice, scevra da atteggiamenti vanitosi. La ristrutturazione del Teatro Comunale, acusticamente a posto e quindi luogo deputato “anche” alla musica, (a meno che gli architetti e/o ingegneri che vi hanno lavorato considerando “anche” la fruizione del luogo… non abbiano completamente sbagliato i loro calcoli ed abbiano buttato alle ortiche la loro professionalità) ha aumentato gli spazi musicali disponibili. La Banda Innocenzo Ricci ha onorato, come è sua tradizione, il concerto del 2 Gennaio, spaziando dalle pagine straussiane a Moricone, e privilegiando autori santorestesi ha valorizzato la cultura musicale locale. E che dire del Canzoniere santorestese composto e diretto dal maestro A. Menichelli. Pagine dove l'orchestra, chitarra, mandolino, flauto e il Coro l'Eco dei Meri hanno figurato in musica scene di vita quotidiana. Il Coro Rosa Proserpio, ha cantato a San Biagio offrendo un classico programma polifonico. E per concludere la manifestazione della Santa Infanzia, domenica 9 in chiesa Parrocchiale, con un coro dei bambini curato dai catechisti e da Maurizio Sersanti.
L'Attore
di Massimo Mirani
Ringrazio Gianni Lazzari per il bell'articolo, ma più che bello utile e coraggioso “sul percorso vita”. Per carità non spellatemi il “percorso vita” se no dove vado io a studiare, a meditare, a curarmi le ferite del corpo e dello spirito! Dobbiamo proteggerlo il “Percorso” (esigenze mie personali, a parte). Mi immagino gli amici di “Avventura Soratte” vestiti da Giubbe Rosse che lo pattugliano a cavallo. Vedo i Vigili in tuta mimetica con l'elmetto con la retina e le foglie che sbucano all'improvviso dalla macchia imbracciando un mitra… o gli amministratori, tutti seminudi e abbronzati che con cerbottane e frecce avvelenate, appostati su alberi secolari, feriscono a morte i trasgressori… Comunque troviamolo un sistema…



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