Storia locale di ricerche, studio ed altre attività culturali








I NUMERI ARRETRATI DEL GIORNALE POSSONO
ESSERE RICHIESTI AL CENTRO STUDI SORATTE DI SANT'ORESTE

COMPLETARE IL PERCORSO
di Gianni Lazzari
Sono stato invitato a dire la mia opinione sulle prospettive del paese e sulla vicinanza del rinnovo del Consiglio comunale. Non mi sottrarrò dunque al dovere civico di esprimermi (superando le remore del defunto Taliarco) e partecipare (attenzione: senza alcun intendimento di partecipazione diretta). Non credo che si chieda il mio giudizio sulla Amministrazione uscente, perché sarei troppo condizionato dai sentimenti di amicizia e di stima che ho per Mario Segoni e di tanti altri che con me avevano collaborato, e che hanno continuato a servire il paese con lo stesso disinteresse e con la stessa passione. Il problema è il futuro e il governo delle grandi occasioni di crescita che Sant’Oreste ha davanti, grazie al lavoro di questi anni: il villaggio commerciale outlet (reso possibile dal casello autostradale, dallo svincolo dagli usi civici, dalle scelte oculate dell’attuale Amministrazione in questo territorio), il piano d’assetto della Riserva naturale, l’area artigianale, il piano di risanamento del centro storico (inserito opportunamente nei confini dell’area protetta), il nuovo piano regolatore, il completamento del restauro del Palazzo di S. Croce, la gestione della zona militare, la valorizzazione delle strutture culturali (biblioteca, museo, teatro, archivio), la qualità dei servizi sociali e culturali, ecc. Il mio augurio è che la competizione politica non intacchi la serenità della nostra comunità e non faccia venir meno il rispetto tra quanti si renderanno disponibili a chiedere il consenso dei cittadini per amministrare il paese. Il mio auspicio è che i problemi si sappiano affrontare con “pensieri lunghi” cioè che gli amministratori abbiano la costanza e la perseveranza di perseguire il bene pubblico (soprattutto quello futuro, attraverso la programmazione dello sviluppo) senza lasciarsi condizionare dagli interessi particolari, spesso manifestati come bisogni immediati, ma confliggenti con l’interesse generale (cito solo il problema della Riserva o del traffico e dei parcheggi nel centro storico). I “pensieri lunghi” mirano al futuro e hanno radici nel lavoro passato: ne deriva il mio augurio per la massima continuità del lavoro amministrativo. Più in particolare, manifesto la mia opinione su quelle che ho sempre chiamato “questioni di metodo”, che vanno risolte prima delle soluzioni di merito e che condizionano fortemente l’anima, il sentire politico dell’Amministrazione comunale. Il Comune è l’organo di sovranità dei cittadini, di tutti i cittadini, non solo della maggioranza; l’ispirazione politica degli eletti, l’essere designati in prevalenza da aggregazioni di partito non può e non deve diminuire il prestigio dell’istituzione comunale, non può trasformare il Consiglio e, peggio, la Giunta in una parcellizzata lotta di rappresentanza e visibilità particolari. A garanzia della correttezza istituzionale, dell’autorevolezza del Comune dovrà esserci, come è stato finora, prima di tutto la centralità e l’autorevolezza del Sindaco, eletto direttamente dai cittadini e non più, come una volta, dal Consiglio, previo accordo tra i partiti. Ho sempre sostenuto che servono a questo, a rafforzare questa autorevolezza, l’istituto degli assessori esterni, nominati dal Sindaco come tecnici al di fuori di una logica spartitoria, e l’elaborazione del programma, che non può ridursi ad una paginetta di propaganda elettorale, ma che il Sindaco potrebbe, anzi dovrebbe costruire attraverso un confronto personale e diretto, lui in prima persona, con i partiti, le associazioni (che sono rappresentative della vita vera della comunità), i cittadini. Poi, naturalmente, serviranno le persone e la loro qualità, per aiutare il Sindaco a servire Sant’Oreste. Speriamo bene, auguri!
Programma Politico
Quando scriviamo il nuovo anno deve ancora cominciare. Poi con il solito copione è arrivato. BUON 2004. Nell’augurare Buone feste, nell’ultimo numero, abbiamo messo dei pacchi con le cose che l’anno Nuovo, ci dicono, ci dovrà portare. Ragioniamo su una di esse: Il villaggio outlet al monte di ferro. Sino ad ora ne abbiamo parlato solo noi. Ora occorre, che con l’inizio dei lavori, ci dicono imminenti, se ne parli, si mostri al pubblico il plastico del Villaggio, vi si apri intorno un discorso che metta al centro lo sviluppo, le risorse ambientali, la tradizione di una vita povera ma abbastanza rispettosa dei tempi e dei modi di sviluppo. Quando c’è stata la frenesia abbiamo sempre fatto male. Ora diciamo, parliamone alla gente, spieghiamo alle categorie sociali cosa accadrà, formiamo le nuove generazioni ad un mondo locale che dovrà cambiare: e non vogliamo che cambi in peggio. Bene se si dovrà accentuare lo sviluppo turistico, parliamone per organizzarsi e per ricondurre il tutto in un movimento ecocompatibile con le nostre realtà ambientali. Ci spaventano le desiderate migliaia di visitatori, saremo pronti a riceverli? Ecco, perché desideriamo che se ne parli. LA REDAZIONE
“SI AL GEMELLAGGIO TRA SANT’ORESTE E BEGUES”
Comincia così il testo della lettera (che riportiamo di seguito in spagnolo) pervenutaci da Jaume (Giacomo) Tutusaus, responsabile per il Comune di Begues (Spagna) fino alla scorsa estate, dei rapporti di gemellaggio con il Comune di Sant’Oreste, definendosi seguace convinto del gemellaggio tra i nostri due popoli. Nell’aspetto puramente personale - continua Giacomo - è importante sapere che a 1.400 km di distanza esistono persone e associazioni con problematiche uguali alle nostre, seppur con lingua differente, ma con la stessa cultura. Persone che conosciamo e che ci conoscono, che accogliamo nelle nostre case e ci accolgono, con generosità, semplicemente dicendo: sono i nostri amici italiani. E questo è sufficiente. Giacomo approfondisce dichiarando: “Apparteniamo a due popoli con caratteristiche simili, con un ambiente naturale da gestire, con interessi a volte comuni, altre volte contrastanti, ai quali si deve dare una risposta, accompagnando la crescita con la conservazione della natura, creando fonti di ricchezza e lavoro, in particolare per i più giovani. Anche applicando soluzioni differenti agli stessi problemi è un fatto positivo perché permette di interscambiare esperienze, cercando il meglio da queste, visto che a volte la stessa soluzione non serve per tutti”. Giacomo conclude affermando che bisogna potenziare l’interscambio culturale stabilendo una fraterna competizione.
¡SI AL HERMANAMIENTO ENTRE
SANT´ORESTE Y BEGUES!!
de Jaume Tutusaus
Esta afirmación dicha por mí, partidario convencido del hermanamiento entre nuestros dos pueblos y responsable, hasta este último verano, de las relaciones entre los Ayuntamientos de Begues y Sant ´Oreste, no tiene ningún mérito. Hecha esta profesión de fe, me gustaría convencer a los no “conversos” de las bondades de nuestro hermanamiento y de las múltiples posibilidades, algunas ya materializadas y otras todavía por descubrir que puede reportarnos a nuestras dos comunidades. En el aspecto puramente personal, es importante saber que a mil cuatrocientos kilómetros de distancia, existen unas personas, unas asociaciones , con inquietudes parecidas a las nuestras, con diferente idioma pero parecida cultura, a las que conoces y te conocen, a los que acoges y te acogen en su casa, con generosidad, simplemente decimos, son nuestros amigos de Italia, y esto es suficiente; no os quepa ninguna duda, esto forma parte de las importantes pequeñas cosas que dan sentido al día a día. Además, pertenecemos a dos pueblos de muy parecidas características, con un amplio espacio natural a gestionar, con intereses encontrados y a veces antagónicos, a los que se debe dar respuesta, compaginando el crecimiento ordenado con la preservación del medio natural , creando fuentes de riqueza y trabajo que estabilicen la población, especialmente a la compuesta por la gente joven. Aplicamos diferentes soluciones a problemas idénticos y esto es bueno, porque permite intercambiar experiencias, aplicándonos todo lo positivo de las mismas, ya que a veces, las mismas soluciones no sirven para todos. Debemos potenciar el intercambio de culturas, de costumbres, estableciendo una fraternal competencia si cabe. En todo esto podría resumirse el hermanamiento. O al menos así me lo parece.
Begues, 3 de Enero de 2004.
L’ANNO DEL DISABILE E’ TRASCORSO
A S.Oreste non una delle barriere richieste al Comune è stata resa superabile. Una lettera di protesta in tal senso non ha ricevuto risposta se non dal Corriere del Tevere che ha avviato una inchiesta sul territorio e da “striscia la notizia” che ha scritto che si sarebbe fatta viva. Una risposta è venuta dalla ditta di autotrasporti D’Amico che ha provveduto a mettere in servizio, nella linea urbana di S.Oreste un pulmino con la rampa per le carrozzelle. Grazie
DON GUIDO DA 25 ANNI PARROCO DI SANT’ORESTE
La Comunità civile e parrocchiale ha festeggiato i 25 anni di Parroco di Don Guido Ansidei. Era il 1978 quando arrivò tra noi e dovette affrontare una situazione critica per la Parrocchia, ma alla fine il buon senso prevalse. Non ci piace ricordare quei giorni, ma ci furono. Oggi tutti dobbiamo dire di aver sbagliato e di essersi fatti prendere dalla tecnica dello schierarsi. A Don Guido è venuta la solidarietà della Comunità per quello che ha fatto e per ciò che non è riuscito fare. Lo hanno festeggiato i bambini delle Scuole, la Comunità civile con il Sindaco, la Cultura con la Banda Innocenzo Ricci, ed il Coro Polifonico Rosa Proserpio, e tutta la Comunità Parrocchiale. La redazione del nostro giornale si associa agli auguri ed esprime in particolare l’augurio della Pro Loco e di Avventura Soratte.
GRAFFITI POLITICI - I tre moschettieri

CI DICONO CHE SONO INIZIATI GLI INCONTRI PREELETTORALI, per mettere a punto programmi e liste. Ci saranno cambiamenti? Le panchine sono pronte? Chi si scalda sul campo? Sarà la solita ”piazza” a dettare le leggi ? La politica sarà visibile o, come al solito invisibile e riservata ai soliti noti.
SBANDIERAMENTO. Va di moda. Ma che significa. Toglieranno le bandiere prima per riproporle subito dopo, nel momento della spartizione del potere?

TEMPO FA SCHERZAMMO SULLA SOCIETA’ CIVILE
. Ora non è più il tempo di scherzare perchè la Società Civile è Pluralista, Non Casinista.

IL MINESTRONE
di verdure è digeribile, quello politico un po’ meno. (stomaci forti a parte).

L’UMANIMISMO è sinonimo di partiti politici travestiti da Società Civile” – da Teopompo di Alicarnasso.

A PATACCA DA MULA si ghjama a Patacca da mula. Atè inutile cambialli u nome.” Tratto da le memorie i Severinu da Gaggiala.

PANTA REI
, tutto scorre, predicava il buon Eraclito. Se il filosofo avesse abitato a Sant’Oreste non avrebbe mai potuto sostenerlo.

LO SPESSORE
dei candidati non si misura dalla circonferenza della loro panza.

A SANTRESTO SO SPARITE E BANDIERE!!! Mancu quella i San Nonnosu si trova più.

BICCHIERATE, SIMPOSI, PRANZI, CENE….le elezioni sono vicine. La tribù dei magnamagna brandisce ferocemente u preciuttu di guerra.

DICEVA RIGHETTU DE RIPE che in tempo elettorale “si ntrugghja megghjio co a luce de e lampadine che co quella du sole”.

E MELLE SI PORTONO A MANO. I piccioni nun servono più, il postino non bussa più. Tutto si fa co internet. Meno che a Sant’Oreste. ”C’è chitunu che curre ca e là e “porta a porta atè più svertu dell’internet”. Le elezioni so vicine; S’arespiccono l‘armature; a chituno nun li va più be; cia arivorria nanettu pe dalli na’llargata.”
A PERETTA. E’ successo che un Santorestese, dopo molti anni di assenza è ritornato a paese, dalla Merica diventando elettore . Un giorno percorrendo le vie del paese incontra un vecchio amico che non vedeva più da tantissimi anni. Rivolto all’amico ritrovato dice gioiosamente: “ a fra, cumo va ? Mi credevo che eri mortu…..? L’amico sorridendo gli risponde: “Pozzo esse pure mortu cusì co l’ossa mee se ci fanno i bocchini de e perette, …cusì ti pozzo da ‘nculu puredoppu mortu”.Quello delle perette non diventò Sindaco, invece “la Mericanu “concorse.
Il narratore non conosce il risultato delle elezioni, ma sa per certo che da quel giorno i Santorestesi girarono “ co e mano l’anculu”.
ALLA 5° RASSEGNA DI CANTO CORALE, di Domenica 4 Gennaio, curata dal Coro polifonico “ Santa Maria Maggiore” di Civita Castellana, nel Duomo dei Cosmati, ha partecipato anche la corale polifonica del Soratte Rosa Proserpio, diretta dal M° Silvano Carderi e accompagnata dall’organista M° Carmelo Paolucci.
Continua la collaborazione di Simonetta, titolare della “Viola Mammola”, l’erboristeria nel centro storico di Sant’Oreste al Soratte Nostro Nuovo.
IL BIANCOSPINO
di Simonetta Carlini

Siamo nel 2004, piccolo seme ancora, che mi piace credere abbia in sé la potenza di divenire un maturo frutto di belle speranze. Affacciata al mio piccolo terrazzo osservo l’astro che cattura gli occhi e rispetta la parte più profonda di ognuno di noi, quella che non si vede! Stasera la luna è in fase crescente, fra pochi giorni sarà piena, fase da sempre di bell’auspicio negli affanni quotidiani dell’uomo … quale situazione migliore per regalarvi l’augurio sincero di serenità e di amore in tutte le sue manifestazioni. La pianta che ho scelto fra le molte, seguendo l’ispirazione del momento è il biancospino (Crataegus Oxyacantha L.). La dolcezza dei suoi fiori bianchi, i suoi frutti tondi e carnosi di un colore scarlatto o rosso-corallo si accompagnano al suo arbusto spinoso, come a simboleggiare l’armonia tra la sua forza e quel lato ombroso di “timidezza”, le sue spine, che feriscono le mani se non si fa attenzione nel coglierlo. Del biancospino si usano i fiori, la corteccia ed i frutti, questi ultimi esercitano un’azione antifiammatoria nelle irritazioni della gola e delle mucose del cavo orale. Ma sono i fiori che hanno un elevato potere terapeutico. Svolgono un’azione sedativa, cardiotonica e vasodilatatrice, calmano le pulsazioni del cuore. Sono efficaci nei casi di tachicardie e aritmie. Vengono inoltre usati nei disturbi circolatori delle estremità inferiori, per esempio le varici. N.B.: I principi attivi contenuti nei fiori sono realmente validi nelle patologie sopra descritte, è consigliato dunque anche un parere del medico!
Pubblichiamo l’articolo di Franco Valli presentato e commentato in occasione dell’ultima veglia sul Soratte.
Riflessioni sulla Fisica 1° Parte: Le Idee di Fondo
di Franco Valli

“I want to know how God created this world. I am not interested in this or that phenomenon, in the spectrum of this or that element. I want to know His thoughts; the rest are details.
Albert Einstein

“Voglio conoscere come Dio creò questo mondo. Non sono interessato a questo o a quel fenomeno, allo spettro di questo o quell’altro elemento. Voglio conoscere il Suo Pensiero; il resto sono dettagli.”
Albert Einstein

Circa venti anni fa, sulla rivista Fusion (una rivista internazionale sulla fusione nucleare) usciva un articolo dal titolo provocatorio, firmato dal Dr. Jonathan Tennenbaum: “Come l’Uomo può cambiare le leggi dell’Universo”.
In sintesi su questo articolo l’Autore faceva delle profonde riflessioni Epistemologiche (l’Episte-mologia è la scienza della conoscenza) sulla evoluzione del pensiero dell’Uomo riguardo al mondo, alla Realtà profonda del nostro Universo. ..Meglio, ... rifletteva implicitamente sulle connessioni tra la struttura della Realtà ed il Pensiero dell’Uomo.
Il tema centrale di riflessione era il …”..Trasfinito Ontologico..” confrontato con l’”Infinito Ontologico” di attuale concezione.
Cosa vuol dire ?? …Perché questo articolo è uscito su una rivista sulla fusione nucleare? E quale importanza ha questa idea per lo sviluppo dell’uomo? E quale importanza può avere, poi, per noi Amici del Monte Soratte?
In realtà il ..”..Trasfinito Ontologico ..” è una particolare visione della Realtà basata sul fatto che tutta la Realtà cambia al passare del tempo (se vogliamo pensiamo al big bang, all’evoluzione dei fenomeni o della specie..). E pertanto si ritiene che la Realtà, comprendente le leggi che la governano, sia soggetta ad evoluzione.

Realtà (Mutevole) = (Materia + Pensiero + Leggi) (Mutevoli)

Il mondo cambia e cambiano anche le leggi che lo governano. O meglio le Leggi sono parte integrante e dinamica dell’Universo, ossia anche in particolare delle situazioni specifiche, della materia e dei pensieri che sono presenti, formulati da creature intelligenti (vedi l’uomo, ad eccezion fatta di quei politici servi dei partiti…).
Al contrario, o a differenza, l’”Infinito Ontologico” sottolinea che le leggi dell’Universo sono fisse ed immutabili e che la realtà cambia come cambia la corrente di un fiume da monte al mare.

Leggi (Immutabili)
Realtà (Mutevole) = (Materia + Pensiero)
(Mutevoli)

Siamo tutti d’accordo (Atei o Credenti) sul fatto che c’è una Realtà che ci trascende. Però sarebbe bello capire (o cercare di farlo) se questà Realtà ha una Volontà Sua Propria, una Personalità, oppure se Questa Realtà è decisamente neutrale. Questo è un altro modo di dire: “ma insomma, Dio esiste, o non esiste..?..?” E, il fatto che Egli esista o non esista cosa implica per questo nostro mondo e per noi uomini in particolare?
Ebbene, osserveremo che la ricerca di questa Verità di base è qualcosa di simile ad un processo di psicoanalisi. Questo processo è utile per il progresso della scienza e della fisica. Quindi questo processo utile e buono può essere condiviso tra noi Amici del Soratte.
Raccogliete la provocazione? …Se si, alla prossima.

Percorso “Quadrara delle aquile”
Dislivello da 430 mt a 590 mt ca.
Tempo di percorrenza, dalla fine del percorso vita 30 minuti circa. Difficoltà media.
Dopo la fine del percorso vita inizia un sentiero nel bosco, che si inoltra in mezzo ad una fitta macchia, caratterizzata dalla presenza di alberi di alto fusto come la quercia, il carpino, l’acero minore, ornello. Dopo un primo bivio, occorre salire girando a sinistra, dopo circa 250 mt si incontra un secondo bivio, da cui si gira a destra.
Frequenti in questo habitat sono gli uccelli, quali la ghiandaia, il colombaccio, la tortora, il cuculo, il pettirosso, tra i mammiferi, la donnola, il tasso, la faina, il moscardino, l’istrice, il topo quercino.
Nell’habitat ipogeo sono presenti il ferro di cavallo maggiore e minore. Tra i migratori è possibile incontrare il falco pecchiaiolo, il nibbio ed il falco di palude .
Nell’ambiente rupicolo è facile osservare il gheppio ed il passero solitario.

Percorso “ Anello del Soratte”.
Dislivello da 460 mt circa a 310 mt circa.
Tempo di percorrenza dal primo incrocio a destra che si incontra dopo il percorso vita, lungo il sentiero della “quadrara delle aquile” 45 minuti circa. Difficoltà media.
Al primo incrocio dopo il percorso vita, lungo il sentiero che conduce sulla “quadrara delle aquile” si gira a destra e lentamente si incomincia a scendere aggirando completamente il versante nord del Soratte. Lungo il percorso è possibile incontrare piazzole realizzate dai carbonari per la costruzione delle carbonare, alcune in particolare presentano strutture di terrazzamento degne di menzione. Nell’ambiente rupicolo è facile osservare il gheppio ed il passero solitario, tra i rettili il ramarro e la lucertola muraiola, tra gli anfibi la rana verde ed il rospo comune. Il sentiero termina lungo la strada che conduce verso “ fossarocca”, raggiungibile con le macchine sia dal lato est che da ovest del monte.
FESTE NATALIZIE A SANT’ORESTE. MUSICA PER TUTTI I GUSTI.
di Giorgio Boari Ortolani
Natale in musica a Sant’Oreste, paese che ormai si potrebbe definire stilisticamente eterogeneo. Banda, coro, organo, ensamble musicali fanno del nostro centro un habitat naturale dei suoni, per la gioia di chi interpreta e del pubblico che corre sempre numeroso agli appuntamenti concertistici. Quest’anno addirittura con perfomances fuori sede del Coro polifonico “Rosa Proserpio”. Sotto la guida del bravissimo Silvano Carderi, il gruppo corale si è cimentato a Venafro (IS) il 14 dicembre. Nella magnifica chiesa barocca della SS Annunziata, affrescata con opere di eccelsa mano, bello l’organo del 1780 restaurato per l’occasione, il coro ha eseguito il Magnificat R 610 per soli, coro e orchestra del “ prete rosso”, di un Vivaldi cioè ispirato come mai nell’invenzione e nella descrizione emozionale del testo. L’orchestra da camera Costalia, diretta da C.Luongo, insieme al nostro coro e a quello della scuola popolare di Testaccio diretta da R Renzi, hanno interpretato magistralmente la significativa pagina vivaldiana conferendo ad essa proprietà di stile esecutivo e padronanza del linguaggio barocco da chiesa che proprio in quelle pagine trovano la loro più sincera espressione. Altrettanto valide le voci soliste, M Marikawa soprano, V Pesciallo mezzosoprano, L Trinciarella tenore che hanno fatto gustare all’attento pubblico presente in chiesa la validità di quella scrittura che risulta facile all’ascolto ma che invece è impervia per chi la esegue. Tessitura apparentemente lineare, ma difficoltà di interpretazione ad ogni nota. Il coro Rosa Proserpio non solo è stato all’altezza della situazione ma della pagina vivaldiana ha saputo mettere in evidenza tutte le particolarità espressive. Bravo l’organista A Spano. Successo pieno, dunque, confermato nel 4 Concerto di Natale offerto dal Coro il 26/12 nella chiesa di san Biagio. Con questa performance, sempre sotto l’accurata direzione di Carderi, il gruppo ha puntualizzato l’avvenuto salto di qualità sia in ordine agli stili che all’interpretazione di essi. Se infatti con Schubert della Notte e di Mille Cherubini l’approccio non può non tenere conto della valenza romantica e del vissuto sentimentale del compositore che vi si respira a piene mani, con Palestrina del Dies Sanctificatus e del Viadana di Exultate justi, la caratterizzazione polifonica tipica dell’ars rinascimentale doveva essere resa con quello strettissimo rapporto tra parola-suono che rende la pratica esecutiva impresindibile da quello stile profondo e severo. Diversamente cioè dalle pagine di Luca Marenzio, maestro del Madrigale e del Mottetto, dove invece l’epicedio rinascimentale è definitivamente segnato e si prepara il terreno per la grande fioritura del Barocco musicale. Voglio dire che la direzione del Carderi è stata puntuale e perfetta proprio perché è riuscita a punteggiare le componenti qualitative dei bravi e le loro distanze cronologiche, ovvero di stile e di forma. L’esecuzione del Magnificat, stavolta senza orchestra ma con il solo ausilio del piano curato dal bravo C.Paolucci, ha risentito della mancanza degli strumenti. Tuttavia è encomiabile da parte del coro di aver proposto anche ai santorestesi quelle meravigliose pagine. Il giorno di Natale ha cantato nella sala Fregosi il gruppo corale del Gospel celestial, un ensemble vocale e strumentale di Chicago che ha entusiasmato il pubblico con spirituals e gospel della “negritude”. Coro e solisti dalle voci stupende, padroni della scena e del canto, diretti da uno scatenato leader che dirigeva con tutti i movimenti possibili di un corpo umano. Un bel concerto molto applaudito. La Banda Innocenzo Ricci, diretta dal maestro Eugenio Andreotti, sabato 27 dicembre ha offerto - sala Fregosi - un interessante programma nel quale pagine di Verdi, Nabucco, Aida, Forza del destino, si sono succedute a lavori di Mozart e di Strauss padre. Bella e interessante per invenzione e struttura armonica, A santa Cecilia di E. Biancini, compositore santorestese. Come si sa la Banda a Sant’Oreste è un’istituzione amata e onorata da tutti e anche stavolta il pubblico non ha fatto mancare al complesso il suo caloroso e sincero applauso. Nuovo, vario e interessante il concerto dei Solisti del Soratte che il 28/12 hanno interpretato pagine celebri e non di autori diversi offrendo alla cittadinanza un altro esempio della qualitativa vivacità culturale musicale che si respira nel paese. (Le amministrazioni comunali, attuale e futura dovrebbero curare di più il positivo trend musicale-popolare favorendo e valorizzando de facto questa ricchezza locale). I giovani concertisti, Brunelli, Leoni, Teofili, Zozi, Gojika ecc, confermano con la loro bravura e professionalità che la musica può diventare il valore aggiunto offerto dal nostro paese. L’incoraggiamento e il successo che il pubblico ha tributato alle nostre giovani promesse non può restare un episodio sporadico ma deve essere sostenuto e promosso. Mentre scriviamo ci giungono gli echi del successo ottenuto a Civita castellana dal Coro Rosa Proserpio, invitato alla 5 Rassegna di canto corale presso il Duomo dei Cosmati.
DARIO BELLUCCI
di Oreste Malatesta

In qualche modo dobbiamo tutti qualcosa della nostra formazione musicale al Maestro Dario Bellucci, che ha vissuto ben 60 anni dei 125 di storia gloriosa della Banda Innocenzo Ricci: 35 anni da strumentista (suonava la tromba) e 25 anni come Maestro. Quando Dario ha preso in mano la Banda come maestro (nel 1963) questa veniva fuori da un periodo di crisi, in quanto nessuno si era più curato di formare nuovi allievi. La rinascita è avvenuta intorno ad un nucleo di bandisti che hanno riconosciuto in Dario Bellucci l’erede naturale del maestro Paccoso. In effetti Dario era la persona giusta, non soltanto per la sua passione per la musica e, soprattutto, per la Banda, cui spesso anteponeva il lavoro e la famiglia, ma anche perché egli era quello, tra i musicisti santorestesi, che vantava gli studi musicali più solidi. Dopo le scuole medie, infatti, aveva frequentato, a Roma, il Conservatorio di Santa Cecilia, conseguendo nel 1942 la “Licenza di teoria, solfeggio e dettato per strumentisti”. Nel 1958 ha ottenuto il Diploma di Direttore di banda e insegnante di strumenti a fiato, conseguendo, così, un riconoscimento da parte del Ministero del Lavoro, che lo abilitò all’insegnamento della musica nelle scuole medie e nelle bande. Altri riconoscimenti gli sono venuti da diversi enti musicali e associazioni artistiche, fino al conseguimento del Diploma di Direttore d’Orchestra. Ma, al di là della sua preparazione musicale, quello che caratterizzava la personalità di Dario Bellucci era la sua fierezza di appartenere al corpo della santorestese Banda Innocenzo Ricci. L’attaccamento ad essa nasceva dalla sua prima infanzia: vi entrò quando aveva appena sei anni. Questa passione ha permesso a lui ed ai suoi amici di ricostruirla. E nel 1966 la banda Innocenzo Ricci era nuovamente la Banda di Ferro, il cui maestro, Dario Bellucci, venne riconosciuto dal Ministero del Turismo e Spettacolo come suo referente. I ricordi che legano me (e tutti quelli che attualmente suonano nella Banda Innocenzo Ricci) a Dario Bellucci sono tanti. I più gloriosi sono quelli legati alla visita del Papa Paolo IV, che, nel Natale del 1968, venne a celebrare la messa tra i minatori, che stavano costruendo, sotto il Soratte, la galleria della ferrovia Roma Firenze. In quella occasione fummo chiamati (era una notte freddissima) a suonare il “Christus Vincit” davanti alle telecamere di tutto il mondo, in mondovisione. Oppure ricordo le due tournè a Freising, cittadina della Baviera che conserva alcune spoglie del nostro protettore San Nonnoso, protettore anche di quella città. In occasione di tali eventi Dario ci costrinse ad una serietà di impegno (anche con due o tre prove alla settimana), in quanto riteneva che le nostre performances mettevano in gioco tutta la tradizione musicale del popolo di Sant’Oreste (da Innocenzo Ricci a noi) e della sua immagine positiva e creativa, da tutti i paesi vicini sempre riconosciuta. In effetti Dario concepiva il suo impegno musicale come una missione al servizio del nostro popolo. Da questo derivano anche la sua attenzione nei confronti dei giovani allievi: durante il suo periodo di direzione la scuola di musica ha sfornato in continuazione nuovi strumentisti. Molti giovani a Sant’Oreste, come ho già evidenziato in altro articolo, hanno imparato ad amare la musica grazie al lavoro di Dario Bellucci, adeguatamente coadiuvato da validi musicisti, tra i quali l’attuale Maestro Eugenio Andreotti. Nel 1988 dovette abbandonare la direzione della banda a causa di una malattia, che l’ha portato alla morte 10 anni fà. Credo che la Banda Innocenzo Ricci, in occasione del 125° suo compleanno, farebbe bene a rivisitare le numerose composizioni di Dario Bellucci, non soltanto per un doveroso atto di riconoscenza, ma soprattutto perché esse sono dei gioielli musicali che devono essere fatti conoscere anche alle giovani generazioni.
Gli affreschi di Santa Maria Hospitalis
Schede del Ministero per i Beni Culturali ed ambientali. Schedatrice Paola Mangia 1982. Madonna in Trono: A sinistra dell’ingresso dopo S.Lucia. Sec. XVI (databile int.1510). Pittura Umbro Laziale.
L’affresco raffigura la Madonna seduta su un trono a gradini con dorsale dal profilo semicircolare e il Bambino in braccio sulla gamba sinistra in atto benedicente. Un manto azzurro le incornicia il volto scendendo poi sulle ginocchia, da dove ricade verso terra in morbide pieghe ad andamento concavo. Il dipinto ha subito ritocchi nel volto del Bambino e nella veste rossa della Madre. Rispetto agli altri affreschi componenti il ciclo unitario dell’abside, questo dipinto è il più leggibile; denota il legame con Antoniazzo per l’impostazione solenne della figura che si allontana dal realismo dell’angelo annunciante e della S.Lucia. Il volto della Madonna, che non ha miracolosamente subito ritocchi, presenta una monumentalità e una larghezza morale che si discosta dal discorso fluido e narrativo, per caricarsi di un significato più austero e di un sentimento pensoso del fatto artistico. (restaurata nel 1995/96 dal Comune).
Chi volesse visitare la Riserva del Monte Soratte troverà in questo periodo la chiesa di San Silvestro sul Soratte aperta dalle ore 12 alle ore 16 nei sabato e domenica, mentre il Centro Informazioni presso la proloco di Sant’Oreste (portavalle) dalle ore 10 alle ore 12 e dalle 15 alle 17, sempre di sabato e domenica.
Internet su Sant’Oreste ed il Soratte
www.prolocosantoreste.com
www.avventurasoratte.com
www.peticone.com
www.carloportone.com
www.bigdoor.info
www.funghidelsoratte.info
www.begues.diba.es
www.comunesantoreste.it
www.basys.it/santoreste/
www.proloco-unpli.it/roma/proloco/soreste.htm
vignetta di Bruno Paolucci
Affreschi chiesa San Nicola



HOME | CONTATTI | CHI SIAMO
Designed by: Carlo Portone © 2007-2012
Tutte le fotografie: © Carlo Portone
sito ottimizzato alla risoluzione di 1024x768 pixel - carattere medio con I.E.